IL CENTRODESTRA IN LOMBARDIA SI SCANNA SUL CASO DI DOMENICO ZUCCARELLA, IL 59ENNE AFFETTO DA SCLEROSI MULTIPLA CHE HA FATTO RICORSO AL SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO, PER LA PRIMA VOLTA GESTITO DAL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
FORZA ITALIA E IL GOVERNATORE LEGHISTA FONTANA HANNO DATO IL LORO OK ALLA PROCEDURA, SCATENANDO L’IRA DEI FRATELLI D’ITALIA TUTTI “DIO, PATRIA E FAMIGLIA”… LO SCONTRO SUL FINE VITA VA IN SCENA PURE A LIVELLO NAZIONALE: IN SENATO L’ITER DELLA LEGGE E’ BLOCCATO DAI MELONIANI
Per nove mesi la richiesta di Domenico Zuccarella è rimasta sui tavoli della sanità
lombarda. Fino al 25 agosto, quando il 59enne, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, ha potuto ricorrere al suicidio medicalmente assistito.
E per la prima volta, in Lombardia, è stato il Servizio sanitario regionale a farsi carico dell’intera procedura (personale sanitario volontario, farmaco, strumentazione e luogo) e non più soltanto della verifica dei requisiti. Un risultato arrivato dopo 290 giorni di attesa, nonostante le linee guida prevedano un termine massimo di 145.
Era stata la scelta della maggioranza di centrodestra, ma non senza distinguo. Non è un mistero la posizione aperturista di Forza Italia e dello stesso presidente Attilio Fontana. Così come quella dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso che però ieri, per neutralizzare l’eccezionalità politica della notizia, ha invocato la privacy del paziente. «Abbiamo mantenuto il riserbo per sua volontà».
All’anima più conservatrice della coalizione di centrodestra, la cosa non è andata giù. E infatti è intervenuto il consigliere di FdI Matteo Forte osservando che «le linee guida dell’assessorato al Welfare non riflettono l’indirizzo politico espresso dal Consiglio regionale con il voto del 19 novembre 2024» quando il Pirellone aveva deciso che non spettasse alla Regione occuparsene.
(da “la Stampa”)
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