L’INCUBO DELLA RAGAZZA BRASILIANA STUPRATA A MAIORCA DA QUATTRO ITALIANI
LA VIOLENZA DI GRUPPO IN UN RESIDENCE: “NON SI FA COSI’”, HA URLATO LEI CHE PRIMA DI SCAPPARE DALLA CASA È RIUSCITA A PRENDERE IL PASSAPORTO DI UNO DEGLI ITALIANI E LI HA FATTI ARRESTARE…I QUATTRO RISCHIANO UNA CONDANNA FINO A 25 ANNI
Una chiacchiera come altre. «Hai una sigaretta?» ha chiesto lei. Più tardi, verso le cinque, hanno raggiunto in taxi l’appartamento, nella vicina Playa de Palma, dove il giovane alloggiava con gli altri tre amici, non lontano dalla spiaggia.
Secondo la cronaca che viene da Ultima Hora, quotidiano delle Baleari, il primo rapporto sarebbe stato consenziente. Ma poi sarebbero comparsi altri due e sarebbe cominciata la violenza alla quale il quarto del gruppetto non avrebbe partecipato, pur avendo assistito alla scena.
«Non si fa così!… Non si fa così…» ha gridato la vittima che prima di uscire dalla casa è riuscita a prendere il passaporto di uno degli italiani. Poi, di nuovo in taxi, ha raggiunto il commissariato per firmare la denuncia.
L’indagine è scattata subito. È stato attivato il protocollo previsto per le vittime di violenza sessuale. La giovane, assistita dagli specialisti della «Unidad de Familia», è stata portata in un centro medico.
Intanto gli investigatori hanno raggiunto la casa dei quattro italiani per una prima ispezione. A questo punto è scattato l’arresto. Il filmato della polizia ritrae i ragazzi con felpe e t-shirt, sneaker, capelli rasati, tatuaggi.
Davanti al giudice, tutti avrebbero negato le accuse. Avrebbe negato anche il quarto, quello che durante la presunta violenza sarebbe rimasto su un balcone. Ma le manette sono scattare pure per lui: secondo il giudice non si sarebbe opposto allo stupro.
Stupro di gruppo, pericolo di fuga, detenzione senza cauzione, il rischio di una condanna fino a venticinque anni per la severa legge spagnola. I quattro italiani finiscono in manette nel giro di poche ore domenica, prima di riuscire a salire sull’aereo che in serata avrebbe dovuto riportarli in Italia a conclusione del loro weekend bravo.
In carcere viene loro prelevato il Dna, un elemento decisivo per provare la loro responsabilità nello stupro denunciato dalla giovane brasiliana.
(da agenzie)
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