L’UNICO MODO PER FERMARE PUTIN È CON LA FORZA. BERLINO SPENDERÀ 12 MILIARDI DI EURO PER DOTARSI DI MISSILI A LUNGO RAGGIO IN GRADO DI COLPIRE LE RETROVIE RUSSE, NEL CASO IN CUI PUTIN DECIDA DI ATTACCARE L’EUROPA
SENZA I MISSILI AMERICANI “TOMAHAWK”, CHE TRUMP HA RIPORTATO NEGLI USA, LA GERMANIA È SCOPERTA E, QUINDI, È COSTRETTA A INVESTIRE IN DIFESA … IL CREMLINO CONTRO MACRON, CHE HA PROPOSTO DI INVIARE SOLDATI DELLA NATO A KIEV PER DELLE ESERCITAZIONI: “È INACCETTABILE”
Il Cremlino ha ribadito oggi che giudica “inaccettabile” lo schieramento di contingenti militari di
Paesi della Nato in Ucraina, il giorno dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che esercitazioni della ‘Forza multinazionale per l’Ucraina’ della Coalizione dei Volenterosi “saranno condotte nei mesi di ottobre e novembre”.
“Abbiamo ripetuto più volte, a diversi livelli, che lo schieramento di contingenti militari stranieri dei paesi della Nato è inaccettabile per noi”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Inteterfax.
wDodici miliardi di euro. È il conto che la Germania dovrà pagare per dotarsi di quelle capacità a lungo raggio – missili balistici, da crociera o droni – necessarie per colpire le retrovie russe in caso di guerra.
Un arsenale che, stando alla dottrina emergente, serve anche a scopo di deterrenza, per scoraggiare il Cremlino da qualsivoglia mossa avventuristica. A darne notizia è Politico, dopo aver visionato alcuni documenti interni del ministero della Difesa tedesco.
wQueste armi – si legge – consentirebbero alle forze armate tedesche di colpire obiettivi situati a centinaia o addirittura migliaia di chilometri dietro la linea del fronte, tra cui, potenzialmente, «centri di comando, aeroporti, lanciatori di missili e centri di rifornimento».
I documenti interni definiscono questa iniziativa «una priorità assoluta» sia per la Germania che per la Nato, in un momento in cui i Paesi europei si stanno riarmando per contrastare quella che considerano una crescente minaccia da parte della Russia.
Nella documentazione si afferma che l’obiettivo sia consentire di colpire «in profondità nelle retrovie di un avversario e mantenere la capacità di rispondere con armi convenzionali al di sotto della soglia nucleare».
Il piano si articola in quattro parti: le prime armi dovrebbero essere pronte già dal prossimo anno, mentre i sistemi più avanzati, realizzati in collaborazione con il Regno Unito, sono previsti per la metà del prossimo decennio.
La necessità è stata resa ancora più impellente dopo la decisione degli Usa di cancellare il dislocamento in Germania di un reggimento di missili Tomahawk, tanto più che un corrispettivo europeo ancora non esiste.
(da agenzie)
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