MELONI CORRE AI RIPARI SULLA LEGGE ELETTORALE E RISPOLVERA IL BALLOTTAGGIO: UN EVENTUALE DOPPIO TURNO CONSENTIREBBE DI TAGLIARE FUORI I PARTITI PIU’ ESTREMI (LEGGI FUTURO NAZIONALE) DALLA SFIDA ALL’ULTIMO VOTO TRA CENTRODESTRA E CAMPO LARGO
PREPARATE I POP CORN: TRA POCO RIPARTONO I LAVORI PARLAMENTARI E NE VEDREMO DELLE BELLE: MELONI CAMBIA LE REGOLE OGNI GIORNO E SEMPRE A SUO VANTAGGIO
Ma se alla fine l’effetto dello Stabilicum o Melonellum che dir si voglia fosse esattamente
l’opposto di quello ricercato? «Il punto è che la soglia del 42% invece che del 40% è stata decisa per ragioni sia di opportunità costituzionale sia di opportunità politica prima che nascesse il partito di Roberto Vannacci – confida il plenipotenziario della premier Giovanni Donzelli – ma ora…».
Ora, con Futuro nazionale stimato nei sondaggi all’8% e la Lega scesa sotto il 5%, il rischio è per il centrodestra non solo quello di consegnare su un piatto d’argento la vittoria agli avversari del campo largo, ma anche quello di ritornare pari pari alla Prima Repubblica del proporzionale puro se nessuno raggiunge la fatidica soglia del 42%. Altro che “mai più inciuci”.
Numeri alla mano, prendendo come riferimento l’ultima supermedia di Youtrend di fine luglio, il centrosinistra è avanti con il 44,3% (considerando la somma di Pd, M5s, Avs, Italia Viva e Più Europa) mentre il centrodestra senza Vannacci è al 41,6%, sotto la soglia che farebbe scattare il premio.
Tanto che tra i parlamentari ritrovatisi in questo agosto africano tra il Meeting di Rimini e le feste di partito lungo lo Stivale si è cominciato a ragionare, tra il serio e il faceto, sul futuro governo di larga coalizione (chi lo guiderebbe, quali partiti o pezzi di partiti potrebbero farne parte, che programma potrebbe avere).
Da qui, proprio ieri, l’uscita del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, di Fratelli d’Italia: «Mi auguro che si possa governare insieme a Vannacci». Ma l’alleanza con Generale è almeno al momento esclusa da Giorgia Meloni, sia per ragioni di posizionamento internazionale sia per ragioni politiche, visto che potrebbe spingere fuori i voti di molti moderati.
E allora? Una soluzione in realtà ci sarebbe, ossia ripristinare nel Melonellum il ballottaggio nazionale tra i primi due inizialmente previsto e poi espunto per i dubbi di Forza Italia e Lega. [
La modifica di cui si sta ragionando prevede una soglia al 48%, rendendo il doppio turno senza possibilità di apparentamenti quasi certo e neutralizzando così i partiti estremi fuori coalizione sia a destra sia a sinistra.
Un emendamento in tal senso (anzi due, uno con soglia al 48% e uno con soglia al 45%) si sta studiando anche in casa democratica da parte di Walter Verini, Sandra Zampa e Alfredo Bazoli e in casa renziana da parte del capogruppo a Palazzo Madama Enrico Borghi. Ma il tempo stringe: il termine per gli emendamenti in commissione è fissato per il primo settembre e il 15 è previsto il voto finale dell’Aula
(da agenzie)
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