NEGLI AEROPORTI EUROPEI QUASI 12 MILIONI DI VALIGIE SONO STATE PERSE O CONSEGNATE IN RITARDO , DISAGI RIGUARDANO SOPRATTUTTO I VOLI INTERNAZIONALI
I BAGAGLI MAL GESTITI DA SOLI ERODONO IL 15% DEL PROFITTO TOTALE DEL SETTORE (CHE PER IL 2025 È DI CIRCA 41 MILIARDI DI DOLLARI)
L’anno scorso 2.500 bagagli sono spariti nel nulla, ogni giorno, negli aeroporti di tutto il mondo e non sono stati più ritrovati. Persi chissà dove (o portati via da chissà chi) una volta lasciati dai passeggeri ai banchi del check-in e destinati alle stive degli aerei. Poi ci sono quelli consegnati in ritardo o danneggiati, oltre 63 mila al giorno. Sono questi alcuni dei dati più interessanti che emergono dalla nuova edizione del rapporto Sita «Baggage IT Insights» realizzato dall’organizzazione tecnologica del trasporto aereo.
La buona notizia, su scala globale, è che nel 2025 il tasso di bagagli mal gestiti è sceso di quasi un quarto rispetto all’anno precedente, arrivando a 4,9 ogni mille passeggeri trasportati. Il volume totale dei trolley «mal gestiti» è calato del 19%, da 30 a 24 milioni. Sono i livelli più bassi mai registrati al di fuori del periodo pandemico, quando il crollo del traffico aveva semplicemente svuotato gli aeroporti.
La cattiva notizia, per gli europei, è che il continente svetta come l’area più problematica: con quasi 12 milioni di valigie «disguidate». Metà degli effetti personali vengono insomma persi o consegnati in ritardo dalle nostre parti, con un tasso di 10,5 ogni mille viaggiatori. Dove? Sui voli internazionali, soprattutto. È bene ricordare che questi sono trolley destinati alle stive, non quelli portati a mano in cabina.
Tornando alla fotografia mondiale, il calo è ancora più significativo se visto in prospettiva storica: nel 2007 il tasso era di 18,9 bagagli mal gestiti ogni mille passeggeri. In quasi vent’anni, l’industria ha tagliato quel numero di quasi tre quarti, pur trasportando il doppio dei passeggeri. I costi complessivi sono scesi di conseguenza del 17%, da 7,7 a 6,3 miliardi. Un risultato positivo, ma che lascia comunque sul tavolo una cifra di proporzioni industriali.
Il profitto totale dell’industria aerea per il 2025 è di circa 41 miliardi di dollari. I bagagli mal gestiti da soli erodono il 15% di quell’utile. «Considerando che il profitto netto medio per passeggero è di appena 8 dollari, ogni valigia smarrita equivale ai ricavi di oltre 30 biglietti venduti», sostiene David Lavorel, ceo di Sita, in una nota. «Cinque bagagli persi possono azzerare il guadagno di un intero volo».
Il costo reale di un bagaglio mal gestito è oggi di 260 dollari in media. Una valigia in ritardo ne costa 245, una danneggiata 255. Una smarrita definitivamente? Ben 635 dollari. I bagagli danneggiati incidono per il 20% dei costi (1,3 miliardi) e per il 21% del volume. I bagagli definitivamente persi — il 4% dei casi — generano il 10% dei costi totali, per via degli indennizzi che possono raggiungere in media 420 dollari per pratica.
I ritardi sono il problema dominante: rappresentano il 75% del volume totale (18,2 milioni di bagagli) e il 70% dei costi, ovvero circa 4,4 miliardi di dollari. La causa principale? I trasferimenti. Nel 2025, il 39% di tutti i casi di malagestione ha avuto origine nel momento in cui un bagaglio non ha fatto in tempo a essere trasferito su un volo in coincidenza — in leggero miglioramento rispetto al 41% del 2024. Seguono gli errori di biglietteria e sicurezza (18%) e i mancati caricamenti (16%).
(da Corriere della Sera)
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