NON C’È PIÙ RELIGIONE. IN ITALIA NEL 2050 CI SARANNO ALMENO DIECI MILIONI IN MENO DI BATTEZZATI CATTOLICI. NEL FRATTEMPO, QUASI UN ITALIANO SU CINQUE (CIRCA IL 22 PER CENTO) SI DICHIARA ATEO, AGNOSTICO O NON RELIGIOSO. NON SONO POCHI
IN EUROPA FRANCIA (44%) E OLANDA (49) SONO IN TESTA ALLA CLASSIFICA DEGLI EUROPEI “INDIFFERENTI” ALLA RELIGIONE. E NEGLI STATI UNITI, DOVE TRUMP E I SUOI SGHERRI SI RIEMPIONO LA BOCCA DI DIO, C’È UNA PROFONDA EMORRAGIA DI CRISTIANI
Una fonte ritenuta credibile annuncia che la Cina, che oggi conta una popolazione
cristiana di 46 milioni di anime, nel 2050 sarà una delle nazioni con il maggior numero di battezzati. Un’altra fonte annuncia che, sempre nel 2050, la Cina continuerà ad essere il primo Paese per numero di non credenti e sarà seguito a ruota dagli Stati Uniti.
Nonostante, oppure a causa, dell’ampio abuso del nome di Dio da parte dell’attuale Amministrazione, nella “one nation under God” vi è una profonda emorragia di cristiani (più protestanti che cattolici) che diventano atei, agnostici o “nothing in particular”.
Già nel 2015, il sociologo Vittorio Filippi sul sito dell’associazione Neodemos, riferiva che negli Usa dal 2007 al 2014 i cristiani perdevano il 7,8 per cento di fedeli a fronte di una crescita dell’1,2 delle fedi non cristiane e di un incremento del 6,7 dei religious nones, gli indifferenti.
Una categoria questa fatta soprattutto di giovani tra i 18 ed i 29 anni .
Annota Filippi che, per l’Europa, sono Francia (44 per cento) e Olanda (49) in testa ad una classifica che porterà gli europei “indifferenti” ad essere il 23 per cento della popolazione del continente dove, sempre nel 2050, la principale religione rischierà di essere la “non religione”.
Fenomeno che in Italia nel 2050, quando la popolazione si ridurrà di circa quattro milioni e mezzo di persone (siamo poco più di 58), comporterà una perdita di almeno dieci milioni di battezzati cattolici. Nel frattempo, quasi un italiano su cinque (circa il 22 per cento) si dichiara ateo, agnostico o non religioso. Non sono pochi.
(da Repubblica)
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