SIGFRIDO RANUCCI: “AL MIO POSTO SONO STATE SCELTE DUE PERSONE CHE MORTIFICANO LE PROFESSIONALITÀ CHE PER 30 ANNI HANNO FATTO LA STORIA DI ‘REPORT'”
“IL MIO NON È UN ADDIO, NON CONDURRO’ REPORT MA CONDURRO’ LA BATTAGLIA PIÙ IMPORTANTE DELLA MIA VITA PER LA LIBERTÀ DI STAMPA. MI RIFIUTO DI LASCIARE ALLE FUTURE GENERAZIONI QUESTO MONDO MOSTRUOSO, GOVERNATO DA PERSONE MOSTRUOSE E VIGLIACCHE CHE NON TOLLERANO IL GIORNALISMO LIBERO E I MAGISTRATI INDIPENDENTI” … GLI INVIATI DEL PROGRAMMA IN RIVOLTA, PRONTI A LASCIARE IN BLOCCO. A SUA DIFESA, DALLA POLITICA, ARRIVA LA VOCE DI ELLY SCHLEIN E DI BARBARA FLORIDIA, DEL MOVIMENTO 5 STELLE, CHE PARLA DI “EDITTO MELONI” E “GOLPE”
Dal profilo Facebook di Sigfrido Ranucci
Sono venuto a conoscenza dall’Ansa che la Rai mi ha sospeso dalla conduzione di Report. Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai.
Cioe’ da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato “cunei d’ombra” sul sottoscritto. Il gioco è fatto. Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico.
Il mio non è un addio, non condurro’ Report ma condurro’ la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti.
Vi voglio bene, grazie per la vostra passione e dedizione che mi ha accompagnato per 30 anni. Stasera sarò a Favignana domani ad Agrigento al teatro Efebo, e il 30 a Folrinas vicino Alghero per Diario di un Trapezista.
Schlein, era scritto che Ranucci non venisse confermato
“Era già scritto che Ranucci non venisse confermato. La destra ha ottenuto il suo obiettivo dopo anni di attacchi a Report e al suo conduttore. Telemeloni non ha nemmeno aspettato che i magistrati facciano luce sulla vicenda. Ciò dimostra che l’obiettivo era far saltare Report”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo alla Festa dell’Unità di Rivalta sul Mincio, nel Mantovano.
Ruotolo (Pd), ‘Ranucci era il bersaglio, la destra è arrivata al risultato’
“Era già tutto scritto. Aspettavano soltanto l’occasione giusta per chiudere l’esperienza di Report con Sigfrido Ranucci alla conduzione. Non è una decisione che arriva dal nulla. Da mesi esponenti della maggioranza attaccavano Ranucci e Report.
In questi giorni si sono espressi anche il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, il presidente del Senato Ignazio La Russa e, ripetutamente, esponenti di Fratelli d’Italia. Il bersaglio era evidente. Oggi arriviamo al risultato. Questa destra è insofferente al controllo del giornalismo.
Non ama il giornalismo d’inchiesta perché il giornalismo d’inchiesta controlla il potere: fa domande, scava, verifica e porta alla luce quello che il potere preferirebbe non vedere raccontato. E c’è un elemento che rende tutto ancora più grave: siamo alla vigilia della campagna elettorale per le politiche del 2027”. Lo afferma il responsabile Informazione e Cultura della segreteria nazionale del Pd, Sandro Ruotolo.
“Togliere di mezzo il Report di Ranucci significa liberarsi di una voce scomoda proprio mentre comincia la corsa verso le elezioni. Non basta l’escamotage di affidare la conduzione a due giornalisti vincitori di concorso per cancellare la questione fondamentale: quale Report vedremo adesso? È questa la prova del nove – evidenzia l’eurodeputato dem -. Vedremo se continuerà a fare le pulci al potere con la stessa libertà, autonomia e capacità investigativa.
Vedremo quali inchieste saranno mandate in onda, quali temi saranno affrontati e, soprattutto, quali poteri saranno indagati”. “Abbiamo già portato la questione in Europa perché l’European Media Freedom Act stabilisce un principio fondamentale: il servizio pubblico deve essere indipendente dalle interferenze politiche.
Qui non è in discussione soltanto il destino professionale di un conduttore, ma l’identità stessa di Report e il suo modello di giornalismo. Sul piano politico noi non faremo nessun passo indietro. Difenderemo l’autonomia del servizio pubblico e vigileremo su ciò che Report diventerà”, aggiunge.
(da agenzie)
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