“THE DONALD” VANTA UN NUOVO RECORD: QUELLO DELLA COMPRAVENDITA DI TITOLI AZIONARI. BLOOMBERG HA CALCOLATO CHE, DA QUANDO È TORNATO ALLA CASA BIANCA, IL TYCOON HA EFFETTUATO 28.700 OPERAZIONI DI ACQUISTO O CESSIONE DI AZIONI. UNA CIFRA BEN PIU’ ALTA DELLE DELLE 22.200 TRANSAZIONI ESEGUITE DA TUTTI I PARLAMENTARI STATUNITENSI MESSI ASSIEME
IL CONGRESSO USA HA IN DISCUSSIONE UN LEGGE CHE VIETA LA COMPRAVENDITA DI AZIONI AGLI ELETTI, MA ESCLUDE DA OGNI RESTRIZIONE PROPRIO IL PRESIDENTE… I DEMOCRATICI ACCUSANO TRUMP DI CONFLITTO DI INTERESSI E DI INSIDER TRADING, VISTO IL SUO ACCESSO A INFORMAZIONI PRIVILEGIATE E SEGRETE E ALLA SUA CAPACITÀ DI INFLUENZARE I MERCATI
Donald Trump vanta un nuovo record: quello della compravendita di titoli azionari. Da
quando è presidente, o meglio nei 17 mesi a giugno, lui e i suoi gestori hanno effettuato 28.700 operazioni di compravendita azionaria.
Ben più, oltre seimila in più, delle 22.200 transazioni da parte di tutti i parlamentari messi assieme, 19.400 di deputati e 2.900 di senatori. I dati sono stati compilati e analizzati da Bloomberg.
Trump è l’unico presidente in epoca recente ad aver reso noto il trading di specifici titoli, ad un ritmo pari in media a circa 80 al giorno.
Nel caso dei parlamentari, alla Camera la maggioranza delle compravendite sono state rese note da esponenti democratici, il 65,4% contro il 35,6% dei repubblicani. Al Senato le proporzioni sono inverse, nel 68,5% dei casi si tratta di personaggi del partito del presidente e nel 32,8% di leader dell’opposizione. Tra i deputati più attivi, il dem californiano Ro Khanna e il repubblicano texano Michael McCaul.
Il Parlamento ha in discussione un divieto alla compravendita di azioni, sostenuto da una serie di esponenti repubblicani e passato alla Camera, ma che esclude da ogni restrizione proprio il nuovo re del trading, il Presidente.
Trump sostiene la misura, come gesto di lotta alla corruzione, ma non ha fatto un mistero della sua intenzione di mantenere invece la propria attività e di essere del tutto contrario a divieti estesi alla Casa Bianca. Questo nonostante il moltiplicarsi di polemiche su conflitti di interesse, visto il suo accesso a informazioni privilegiate e segrete e alla sua capacità di influenzare con le sue scelte i mercati, le aziende e interi settori industriali.
Va detto che i portavoce della Casa Bianca affermano che il portafoglio di Trump è gestito da parti terze e indipendenti, senza il coinvolgimento del Presidente o dei membri della sua famiglia . Ma questo non allevia lo shock sull’arricchimento di Trump (e della sua famiglia e dei suoi amici e elleati) facendo leva sul suo potere al governo.
(da agenzie)
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