“VOLEVO ABOLIRE DEL TUTTO IL BOLLO AUTO, MELONI DISSE CHE ERO UN VENDITORE DI PENTOLE”: RENZI SMASCHERA IL BLUFF DELLA DUCETTA SULLA CANCELLAZIONE, MA SOLO PER UN ANNO, DELLA TASSA SUI VEICOLI DI PICCOLA E MEDIA CILINDRATA: “UNA LEADER CHE AGGREDISCE GLI AVVERSARI E POI LI COPIA: SULLE TRIVELLE, SULL’ITALICUM, SU TUTTO. IO SONO DIVERSO E DICO A MELONI: TOGLI IL BOLLO DAVVERO, NON PER FINTA”
LA RISPOSTA DI GIORGIA MELONI E LA CONTRORISPOSTA DI MATTEO…LA POLEMICA SUL TAGLIO DEL BOLLO INVESTE ANCHE I GOVERNATORI REGIONALI, PERCHÉ AD INCASSARE LA TASSA SONO STATI FINORA GLI ENTI LOCALI
Dal profilo Facebook di Matteo Renzi
Eliminare il bollo per alcune categorie di auto e per i motorini è una buona idea. Abbassare le tasse è SEMPRE una buona idea. Dieci anni fa eliminammo IMU prima casa, Irap costo del lavoro, abbassammo il canone facendolo pagare meno ma tutti, demmo gli 80€.
Ogni anno lanciavo una misura diversa per restituire i soldi ai cittadini. E lei mi dava del “venditore di pentole”! Per la legge di bilancio 2018 avevamo trovato 7 miliardi (non 2: sette!) per togliere del tutto il bollo. Quando lo dissi Meloni mi attaccò con questo tweet. E disse – che vergogna! – che lo facevo per nascondere la notizia dell’arresto di un sindaco PD.
Questa è Giorgia Meloni. Una leader che aggredisce gli avversari e poi li copia: sulle trivelle, sull’Italicum, su tutto. Io sono diverso e dico a Meloni: togli il bollo davvero, non per finta! Ma le ricordo anche questo tweet per chiederle se ogni tanto le viene da vergognarsi almeno un po’.
Togliere il bollo è giusto come lo era togliere IMU o IRAP costo del lavoro.
E io non volevo nascondere la notizia dell’arresto di un sindaco, ma se proprio lo volete sapere: quel sindaco arrestato allora si chiamava Simone Uggetti, era il sindaco di Lodi e fu massacrato da gente come la Meloni. Ma poi fu ovviamente assolto con tante scuse. Anche quell’arresto fu una vergogna e la giustizialista Meloni lo cavalcò senza ritegno. Giorgia dovrebbe scusarsi oggi: con noi per la polemica, con Simone per il giustizialismo, con gli italiani per come governa. Secondo voi lo farà?
La risposta di Giorgia Meloni
“Bravo Matteo. Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare”
La controrisposta di Matteo Renzi
“Giorgia mi fa piacere che mi segui sui social. La differenza tra REALIZZARE e ANNUNCIARE? Io ho realizzato 80€, industria 4.0, IRAP costo del lavoro, TAP, IMU prima casa. Tu hai annunciato uscita da euro, eliminazione delle accise, pressione fiscale al 40%. Hai annunciato molto, hai realizzato poco. Se sul bollo ti va meglio, sono felice. Ora, però, stacca i social e torna a lavorare a Palazzo Chigi che ti paghiamo per governare. Baci”
Il più lucido è Luigi Marattin. Per l’ex consigliere economico di Matteo Renzi e oggi segretario del Partito liberal democratico la mossa di abolire il bollo, ma soltanto per il 2027, è sbagliata. «L’anno prossimo si dovranno trovare 2,4 miliardi solo per non rimetterlo, e ormai — constata Marattin — i cittadini si saranno abituati a non pagarlo. È stato con gli “eh, vabbé, ci pensiamo l’anno prossimo” che questo Paese ha usato il futuro come una discarica».
L’azzeramento del bollo per moto e auto fino a 80 kW di potenza diventerà, insomma, un rompicapo aggiuntivo per chi dovrà trovare le coperture nelle future leggi di Bilancio, perché è lampante che reintrodurre la tassa sui veicoli di piccola e media cilindrata sarà davvero molto impopolare.
A schierarsi contro la scelta del governo è il M5S, che rimprovera alla premier Meloni l’assenza di coerenza. «Presidente Meloni, allora ci dica: chi è Cetto La Qualunque adesso?», scrive in una nota Vittoria Baldino, vicepresidente M5S, ricordando che la premier nel 2025 aveva liquidato un’analoga proposta di Pasquale Tridico, all’epoca candidato del M5S per la Regione Calabria.
Severo il giudizio del Pd che contesta il tentativo di risolvere il caro carburanti intervenendo sul bollo. «Siamo di fronte all’ennesima, ingannevole operazione di propaganda del governo. Parliamo di una misura che, per molti cittadini, vale al massimo uno o due pieni di carburante», spiega Silvio Lai, deputato Pd della commissione Bilancio. Dal governo il vicepremier Antonio Tajani rivendica l’abolizione del bollo: «È una scelta strutturale che cancella una tassa invisa. Era una ferma e pressante richiesta di Forza Italia che l’esecutivo ha accolto e fatto propria.
Una misura coerente con la nostra visione liberale». Analoga lunghezza d’0nda per il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami. «Il governo con grande pragmatismo, ha approvato l’abolizione del bollo auto. A godere del beneficio sarà il 70% degli italiani. Tutte quelle famiglie per le quali l’automobile non è un lusso ma strumento fondamentale per andare a lavoro o per accompagnare i propri figli scuola».
Ma la polemica sul taglio del bollo investe anche i governatori regionali, perché ad incassare la tassa sono stati finora gli enti locali.
Tanto che Meloni si è affrettata a precisare: «Trasferiremo alle Regioni la quota delle risorse che rappresenta per loro un mancato introito». Una rassicurazione bocciata dal governatore del Pd della Toscana, Eugenio Giani:«Si afferma falsamente che si tratta di compensazioni. Basta leggere il decreto per rendersi conto che si prevede, facendo l’esempio della Toscana, un rimborso per poco più di 100 milioni, privandoci di entrate per circa 350». La sintesi di Giani è secca: «La demagogia elettorale non aveva mai raggiunto in 80 anni di Repubblica questo livello sconsiderato e di malgoverno». Una valutazione opposta arriva dagli amministratori di centrodestra.
(da agenzie)
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