UNA MANOVRA TUTTA IN DIFESA. LA QUINTA FINANZIARIA DI GIORGIA MELONI, A PARTE LE SPESE PER LA DIFESA, E’ STRIMINZITA: APPENA 23,5 MILIARDI DI EURO. L’ANNO ELETTORALE IMPONE DI DARE QUALCHE BRICIOLA TUTTI: UN PO’ ALLE FAMIGLIE E ALLE IMPRESE, BRICIOLE AL TAGLIO DELLE TASSE, PETECCHIE ALLA SANITÀ
CHI PAGA IL CONTO? OLTRE A BANCHE E ASSICURAZIONI (5 MILIARDI NEL 2027), ANCHE I MINISTERI, CON UNA NUOVA SPENDING REVIEW (SUBITO 1,2 MILIARDI, POI 1,9 NEL 2028). MA E ‘ IRREALISTICO: I MINISTERI CONTINUANO A SPENDERE E SPANDERE, CHI CHIUDERA’ I RUBINETTI PROPRIO A RIDOSSO DELLE ELEZIONI? GIORGETTI? CAMPA CAVALLO
Ecco la manovra. Striminzita e incompiuta. Da ultima della legislatura era stata pensata
dal governo di destra come l’all-in in vista del voto. Ma basta leggere i titoli contenuti nel Documento programmatico di bilancio (Dpb), che nella notte tra mercoledì e giovedì è stato trasmesso al Parlamento e a Bruxelles, per capire perché quella che Giorgia Meloni si appresta a portare sul tavolo del Consiglio dei ministri è una legge di bilancio dal fiato corto.
Anche il tentativo di tirare su una Finanziaria in stile “Robin Hood”, togliendo 5 miliardi a banche e assicurazioni per darli alle famiglie, si scopre debole. Con una dote di 23,5 miliardi, la manovra in arrivo non è solo la seconda più piccola tra le cinque messe in fila da quando è a palazzo Chigi. Il dato più rilevante è che quella immaginata come elettorale è in realtà una legge di spesa che riuscirà a dare poco al Paese. Poco alle famiglie e alle imprese. Poco al taglio delle tasse. Poco alla sanità. Un po’ per tutti, per non provare a scontentare nessuno. In questo senso sì, molto elettorale (…).
Tolti i 14,3 miliardi per le spese green e il comparto della difesa, l’esecutivo ha deciso di destinare le risorse a sei priorità. In testa c’è «la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili». Al capitolo “famiglia e spesa sociale” andrà la fetta più consistente della torta: 5 miliardi. I dettagli, come si diceva, arriveranno nei prossimi giorni, ma intanto il governo studia alcune misure.
Il secondo capitolo della manovra è quello della difesa. In tutto 4,5 miliardi. Tra le misure spicca il potenziamento delle forze armate: le assunzioni riguarderanno principalmente i carabinieri. Scorrendo l’elenco, il terzo capitolo è riservato alle imprese (3,4 miliardi). Nello specifico a misure per ridurre il peso della bolletta elettrica, ma anche per incentivare gli investimenti in impianti fotovoltaici e per rafforzare la sicurezza energetica. A seguire il capitolo dedicato alle infrastrutture (3,1 miliardi): tra gli obiettivi green ci sono il rafforzamento della rete ferroviaria e il potenziamento delle infrastrutture pubbliche, in particolare scuole, ospedali, università, impianti sportivi e dighe.
Gli ultimi due capitoli sono riservati alla sanità (2,4 miliardi) e al fisco (2,1 miliardi). Per il comparto sanitario avanza il “bonus fragili”, il contributo per aiutare anziani e famiglie con minori a carico alle prese con le spese di dispositivi (dentiere e protesi) e prestazioni non coperte dal Sistema sanitario nazionale.
Ma chi paga il conto della manovra? Oltre a banche e assicurazioni (5 miliardi nel 2027, in tutto 10,5 fino al 2029), anche i ministeri, con una nuova spending review (subito 1,2 miliardi, poi 1,9 nel 2028 e altrettanti l’anno successivo). Un contributo arriverà anche dai giochi: 718 milioni nel 2027, altrettanti nel 2028, 478 milioni l’anno successivo. Le risorse dalla proroga delle concessioni in scadenza e dalla gara per il “Gratta e vinci”.
(da Repubblica)
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