Maggio 19th, 2017 Riccardo Fucile
NIENTE CONDANNA PER L’ATTIVISTA ITALIANA CHE PORTAVA I PROFUGHI IN FRANCIA … UNA GIUSTA SENTENZA: “NON E’ EQUIPARABILE CHI E’ MOSSO DA RAGIONI UMANITARIE A CHI NE TRAE PROFITTO”
«Otto mesi di carcere e due anni di interdizione dal territorio francese», era questa la richiesta del procuratore Alain Octuvon-Bazile nell’aula del Tribunale di Nizza al processo contro Francesca Peirotti, ventinovenne originaria di Cuneo e accusata per aver «favorito l’ingresso irregolare di otto migranti su territorio francese».
Il giudice ha rigettato l’impianto accusatorio che avrebbe equiparato sostanzialmente un’azione mossa da ragioni umanitarie a quella di chi accompagna migranti ‘irregolari’ oltre frontiera per trarne profitto.
La vicenda si chiude invece con una multa “simbolica” di 1.000 euro, in quanto l’azione della giovane solidale italiana che lavora a Nizza con l’associazione “Habitat et Citoyennetè” come mediatrice interculturale e operatrice sociale viene ritenuta «legittima e mossa da spirito umanitario».
(da agenzie)
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Maggio 19th, 2017 Riccardo Fucile
L’EMENDAMENTO PER RIDURRE L’IVA PER I TRASPORTI SU NAVI VELOCI AVREBBE FATTO RISPARMIARE MILIONI ALL’ARMATORE MORACE
La sottosegretaria alle Infrastrutture Simona Vicari (Ap) è indagata per corruzione nell’ambito
dell’indagine che ha portato all’arresto, tra gli altri, dell’armatore Ettore Morace.
In cambio di un Rolex datole dall’imprenditore, avrebbe presentato un emendamento che abbassava dal 10 al 4% l’Iva sui trasporti marittimi, determinando un risparmio di milioni di euro per la società di Morace. L’avviso di garanzia le è stato da poco notificato.
Il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi ha spiegato che oltre a Vicari un altro politico nazionale è indagato per corruzione.
Anche a lui sarebbe stato regalato un Rolex.
L’operazione ha creato — è stato spiegato — un ammanco di 7 milioni alle casse dello Stato. In cambio i due politici avrebbero ricevuto due Rolex, uno dei quali e’ stato restituito.
I regali del resto sarebbero stati un’abitudine dell’armatore. Lo Voi ha parlato di “stabile asservimento a Morace da parte di Fazio che ha ottenuto in cambio assunzioni nelle imprese di Morace, l’uso permanente di una Mercedes, biglietti sulle varie tratte marittime.
A proposito della Vicari i magistrati spiegano che attraverso “il suo interessamento, Morace è riuscito a ottenere nel periodo monitorato la presentazione e l’approvazione di un emendamento alla legge di stabilità dello Stato con il quale veniva ridotta l’imposta d’Iva dal 10% al 5% per i trasporti su navi veloci, causando un ammanco alle casse dello Stato di 7 milioni di euro e, conseguenziale, notevole arricchimento della società Liberty Lines”.
In cambio dei favori sarebbe stato consegnato un Rolex.
Attraverso i favori del funzionario regionale, Giuseppe Montalto, e del deputato regionale siciliano Girolamo Fazio l’armatore Ettore Morace avrebbe ottenuto “bandi su misura” per i collegamenti tra la Sicilia e le isole minori potendo contare su finanziamenti regionali gonfiati rispetto alle esigenze reali.
Sia Fazio, candidato sindaco di Trapani, definito dal gip “stabilmente asservito a Morace”, che l’armatore, sono stati arrestati per corruzione. In cambio il deputato e il funzionario ricevevano assunzioni di persone da loro segnalate nelle imprese di Morace, e Fazio anche l’uso di una Mercedes e biglietti navali.
Secondo gli inquirenti, il funzionario regionale arrestato avrebbe bloccato poi, in cambio di soldi, la nomina di un consulente regionale sgradito a Morace.
Infine Morace avrebbe assunto la figlia di un sottufficiale dell’Arma in servizio a Perugia che raccoglieva informazioni in danno del suo ex concorrente storico, il messinese Franza. Anche il carabiniere è indagato.
Il dossier doveva finire in Procura e poi essere inviato per competenza a Palermo così da indurre i pm ad aprire una inchiesta.
(da agenzie)
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Maggio 19th, 2017 Riccardo Fucile
IL SINDACO USCENTE ANDREBBE AL BALLOTTAGGIO CON IL CANDIDATO DEL PD FERMO AL 20,8%… CENTRODESTRA RIDICOLIZZATO AL 6,4%… SAREBBE UN SEGNALE IMPORTANTE CHE E’ POSSIBILE ANDARE OLTRE LA DESTRA E LA SINISTRA ATTUALI
A poche settimane dal primo turno delle elezioni amministrative di giugno, il sindaco uscente di Parma, Federico Pizzarotti è accreditato del 36,9% delle intenzioni di voto. Secondo un sondaggio Ixè per Agorà (Raitre), alle spalle di Pizzarotti (non più sostenuto dal Movimento 5 Stelle), c’è Paolo Scarpa, candidato del Pd, con il 20,8%. A seguire Laura Cavandoli (centrodestra) con il 6,4% e Daniele Ghirarduzzi (M5S) al 2,4%.
I risultati del sondaggio sono importanti perchè a Parma si gioca una partita importante per la politica di questo paese.
Pizzarotti, che è risultato nel 2017 il terzo sindaco più amato d’Italia nel sondaggio annuale del Sole 24 Ore, corre infatti senza il simbolo del MoVimento 5 Stelle che l’ha portato alla vittoria nel 2012. Non solo: ha anche la concorrenza di una lista con il simbolo del M5S.
Se nonostante tutto questo Pizzarotti dovesse arrivare al ballottaggio e addirittura vincere potrà dimostrare alla politica italiana che un M5S senza Grillo non solo è possibile, ma è anche vincente.
Non c’è dubbio infatti che dopo i disastri lasciati da centrosinistra e centrodestra nell’amministrazione della città Pizzarotti abbia ottenuto risultati positivi a Parma, al netto della figuraccia sull’inceneritore contro il quale ha fondato la sua prima campagna elettorale salvo “accorgersi” poi che non era possibile fermarlo.
Non è però certo questo che l’ha portato fuori dal MoVimento 5 Stelle: fin dal tentativo di nominare Valentino Tavolazzi, primo espulso storico dei 5 Stelle, city manager della città Pizzarotti ha dimostrato un’autonomia da Grillo che non poteva non portarlo alla fine fuori dal M5S, come è puntualmente accaduto.
Una sua vittoria alle elezioni dimostrerebbe che c’è uno spazio politico ampio per un soggetto che sia alternativo a centrosinistra e centrodestra ma anche fuori dalla logica del partito padronale di Beppe. Parma caput mundi.
(da “NextQuotidiano“)
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Maggio 19th, 2017 Riccardo Fucile
SECONDO I SONDAGGISTI UNA LISTA DEL GENERE POTREBBE VALERE TRA IL 5% E IL 10%
“Dalla parte degli animali”, potrebbe chiamarsi così la lista che Silvio Berlusconi ha messo in cantiere
per conquistare i voti degli animalisti.
Secondo La Stampa infatti il Cavaliere, dopo il successo del video pasquale in difesa degli agnelli, starebbe pensando a un nuovo contenitore politico da affiancare a Forza Italia per recuperare terreno in vista dei prossimi appuntamenti elettorali,
Berlusconi starebbe pensando ad una lista ad hoc per intercettare la sensibilità degli animalisti. Del resto per gli esperti di Berlusconi i dati parlano chiaro:”In Italia ogni famiglia ha un animale a testa, i cani sono circa 7 milioni, i gatti 7 milioni e mezzo”
La costruzione della lista, ribattezzata dal quotidiano torinese “Lista Dudù”, è stata affidata alla deputata di Fi e presidente della Lega per la difesa degli Animali Michela Vittoria Brambilla
Il dossier è stato affidato a Michela Vittoria Brambilla, fedelessima dell’ex premier…che avrebbe già in mente una serie di personalità del mondo animalista da schierare in tutto lo stivale..tra i nomi Pietra Rosati, presidente della Lega del Cane, e anche l’ex hostess Alitalia e partecipante del Grande Fraello, Daniella Martani
La lista, sempre secondo la Stampa, potrebbe essere presentata già la prossima settimana e nel frattempo ci sono le prime stime dei sondaggi: Da nord a sud alcuni istituti di ricerca attestano una lista a difesa degli animali fra il 5% e il 10%
La lista animalista di Silvio avrà il compito di favorire le adozioni, contribuire a ridurre l’affollamento dei canili, e sensibilizzare settori più ampi dell’opinione pubblica sull’emergenza randagismo.
(da agenzie)
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Maggio 19th, 2017 Riccardo Fucile
INCREDIBILE “INDENNITA’ COMPENSATIVA E RISARCITORIA” DI, 9,26 MILIONI DI EURO A UNO CHE E’ STATO CONDANNATO A SETTE ANNI PER LA STRAGE DI VIAREGGIO
Mauro Moretti riceve da Leonardo “un’indennità compensativa e risarcitoria” di 9,26 milioni di euro, oltre alle competenze di fine rapporto.
Lo rende noto il gruppo, spiegando che “a tale indennità si aggiunge un importo di 180.000 euro a fronte di rinunce specifiche effettuate da Moretti nell’ambito della risoluzione del rapporto”.
Gli importi saranno erogati entro 40 giorni dalla formalizzazione degli atti di cessazione del rapporto, precisa Leonardo in una nota
“Tale attribuzione è stata determinata in linea con le disposizioni di legge e di contratto applicabili, nonchè in conformità ed in coerenza con quanto indicato nella politica di remunerazione adottata da Leonardo con il coinvolgimento del Comitato per la Remunerazione”, spiega Leonardo nella nota, aggiungendo che il compenso è stato illustrato nella Relazione sulla remunerazione “approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 15 marzo 2017 e sottoposta, con esito favorevole, al voto consultivo dell’Assemblea degli Azionisti tenutasi in data 16 maggio 2017”.
Moretti, condannato in primo grado a sette anni per la strage di Viareggio per il suo ruolo di amministratore delegato di Rfi, ha lasciato la guida di Leonardo ad Alessandro Profumo, che si è insediato col nuovo Cda martedì scorso
(da agenzie)
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Maggio 19th, 2017 Riccardo Fucile
L’ATTACCO A “LA STAMPA” SUL CASO INTERCETTAZIONI E LA RISPOSTA AL VETRIOLO DELL’EDITORIALISTA DEL QUOTIDIANO TORINESE
Tra Marco Travaglio e Mattia Feltri ci dev’essere un amore così grande che va avanti da secoli. Oggi
infatti il direttore del Fatto Quotidiano si dedica all’editorialista de La Stampa nell’ultima parte del suo pezzo che racconta le contraddizioni dei politici sulle intercettazioni: quelle su Berlusconi erano buone, quelle su Renzi sono cattive.
Poi tocca a Feltri.
Ma sentite che bella lezioncina ci impartisce Mattia Feltri su La Stampa. Prima lacrima come una vite tagliata perchè pubblichiamo un colloquio del 2 marzo, “nel giro di due mesi e mezzo”; poi spiega che si tratta di “una fuga di non notizie”, un “verbale di scarto”, robaccia. Quanto alla “non notizia”: come mai tutti i giornali, compreso il suo, ne parlano da tre giorni? Quanto all’intercettazione uscita “nel giro di due mesi e mezzo”, la pagina 2 deLa Stampa è dedicata a un’intercettazione del capitano Scafarto, spacciata per un’accusa a Woodcock con un titolo che non corrisponde a testo e neppure all’articolo. Sapete di quando è? Del 10 aprile 2017. Quindi: se il Fattopubbli ca una telefonata “nel giro di due mesi e mezzo”è una vergogna, se invece La Stampa ne pubblica una nel giro di cinque settimane è cosa buona e giusta. Non si fa prima a dire subito che le intercettazioni sgradite a Renzi sono bruttee quelle gradite a Renzi sono belle? Almeno si evitano certe figure di Stam pa.
Mattia Feltri però non la prende benissimo e oggi su Facebook risponde a Travaglio:
Questa mattina Marco Travaglio si occupa di me, nei soliti modi disonesti. E uso il termine “disonesti” sapendo di usarlo e che cosa comporta. Lo uso perchè la disonestà di stamattina ha qualche cosa di ulteriore e di imperdonabile. Lui sa (ci conosciamo, senza frequentarci, da una ventina d’anni) che sono lento all’ira e lascio passare tutto, o quasi. Ma stavolta mi sembra davvero troppo. Arrivo al punto.
Travaglio riprende il mio Buongiorno di ieri in cui criticavo l’uso del Fatto delle intercettazioni su Renzi padre e figlio. E segnala che nella stessa edizione della Stampa era pubblicata una intercettazione di Scafarto, il carabiniere collaboratore di Woodcock. Ne trae la conclusione “che le intercettazioni sgradite a Renzi sono brutte e quelle gradite a Renzi sono belle”. Lui, che mi conosce da vent’anni, mi attribuisce un servaggio a Renzi (come me lo attribuiva a Berlusconi). Ed è miserabile.
Bisogna mettere giù un paio di punti. 1) C’è una differenza fra l’intercettazione a Scafarto sulla Stampa e quelle del Fatto. Quella a Scafarto è depositata in un fascicolo e ha rilievo penale, quella fra padre e figlio Renzi non ha rilievo penale, non è stata nemmeno trascritta ma incredibilmente finisce lo stesso in redazione e in pagina. Lo stesso, ed è anche peggio, succede all’intercettazione fra Tiziano Renzi e il suo avvocato. Una folle violazione dei diritti della difesa, ma ormai è tutto buono. 2) A me non piace nemmeno la pubblicazione dell’intercettazione a Scafarto, nonostante sia una pubblicazione legittima. Lo scrivo dai tempi del Foglio (anni Novanta) e grazie al cielo continuo a scriverlo sulla Stampa perchè è un giornale che consente opinioni diverse. Ma questo Marco Travaglio non lo capisce o lo trascura. Ne riparleremo quando qualcuno scriverà sul Fatto che l’uso politico delle inchieste è criticabile. Succederà mai?
Infine, ed è la questione che mi preme di più. Travaglio sa, lo sa benissimo, che non sono renziano, come non ero berlusconiano, nè sono mai stato altro. Entro in cabina elettorale e voto e poi esco e me ne dimentico e faccio il mio lavoro. Sbaglio spesso e sbaglio con la mia testa. Non intendo passare da eroe, sono tutte cazzate di giornalisti cazzoni che pensano di essere l’ombelico del mondo. Sono un cazzone come gli altri. Poi, certo, ogni santa mattina c’è qualcuno che legge quello che scrivo e pensa di essere più intelligente dicendo che sono renziano, e l’indomani ce ne saranno dieci altri che diranno che sono antirenziano, ma fa parte delle regole dei social, dove si dice quello che si pensa ma non si pensa a quello che si dice. Pazienza. Però se lo scrive Travaglio, in modo apertamente disonesto, perchè sa benissimo che non è vero, e cioè alimentando questo clima orrido di sospetto e di calunnia, e lo fa sulla mia pelle, e mi fa passare per uomo prezzolato, io glielo dico: Marco Travaglio sei un uomo disonesto, sei molto più disonesto dei disonesti che credi di mettere al muro con la tua maschera di Robin Hood, ed è sempre Carnevale.
(da agenzie)
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Maggio 19th, 2017 Riccardo Fucile
FERMATO ANCHE L’ARMATORE MORACE E UN FUNZIONARIO DELLA REGIONE… IERI LA RICHIESTA DI SOGGIORNO OBBLIGATO PER L’ALTRO CANDIDATO DEL CENTRODESTRA D’ALI’
Mazzette sui fondi riguardanti il trasporto marittimo. Un’operazione dei carabinieri dei comandi provinciali di Palermo e Trapani, coordinata dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Dino Petralia e dal sostituto Luca Battinieri, ha fatto scattare gli arresti domiciliari per il deputato regionale Girolamo Fazio, ex sindaco di Trapani e adesso canddiato nuovamente sindaco, e per il funzionario della Regione Siciliana Giuseppe Montalto.
E’ andato invece in carcere l’armatore Ettore Morace.
È bufera sulla campagna elettorale di Trapani: dopo la richiesta di soggiorno obbligato per il candidato Tonino D’Alì, un provvedimento della magistratura colpisce anche l’altro candidato del centrodestra, l’avvocato Fazio, arrivato nel 2012 all’Assemblea regionale siciliana con il Pdl, poi è passato al gruppo misto.
Intanto, la procura di Palermo annuncia una conferenza per le 11,30 in cui verranno illustrati i particolari dell’indagine che ha portato ai provvedimenti del giudice delle indagini preliminari.
GLI INDAGATI
Montalto è il segretario particolare dell’assessore alle infrastrutture Giovanni Pistorio, è stato anche segretario dell’ex assessore Giovanni Pizzo. Il suo era un ruolo politico non essendo dipendente della Regione e da due anni è di fatto il braccio destro di Pistorio, come lo era stato di Pizzo. Fra il 2015 e il 2016 sono state bandite le nuove gare sul trasporto marittimo che valevano 63 milioni di euro per le isole minori con aliscafi e 56 milioni di euro per la Siremar.
In entrambe le gare un ruolo chiave lo ha avuto Morace con Ustica Lines e poi in società con i Franza anche nella Siremar.
Ci sono state molte tensioni su queste gare perchè il dipartimento guidato da Fulvio Bellomo ha rivisto i criteri riducendo gli importi. I Morace, Ettore e il padre Vittorio, minacciarono di bloccare gli aliscafi e all’Ars loro grande difensore era il deputato ex sindaco di Trapani Fazio.
I due hanno avuto anche rapporti stretti per il Trapani Calcio e Fazio candidato sindaco aveva indicato la moglie di Morace in squadra. I Morace oltre a guidare il Trapani sono con i Franza i re del mare in Sicilia avendo di fatto quasi un monopolio suo trasporti con le isole minori.
Adesso rischia anche di avere problemi la società che perde una guida sicura proprio a ridosso della stagione estiva: la spa adesso si chiama Liberty Lines, ma la proprietà è sempre dei Morace. Proprio qualche giorno fa la compagnia di navigazione era stata premiata dal governatore Rosario Crocetta con una “speciale attestazione di merito come azienda di eccellenza”.
(da agenzie)
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Maggio 18th, 2017 Riccardo Fucile
GLI 80 SINDACI CHE SI SONO DICHIARATI DISPONIBILI ALL’ACCOGLIENZA DELLA QUOTA SPETTANTE DI PROFUGHI HANNO SOLO FATTO IL LORO DOVERE… I 50 SINDACI CHE NON RISPETTANO LE LEGGI DELLO STATO ITALIANO VANNO COMMISSARIATI: QUESTO VUOL DIRE GOVERNARE, LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI
“Quello firmato a Milano è un protocollo che può rappresentare un modello «per l’Italia e per
l’Europa» e «può servire a superare i centri d’accoglienza».
Così il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha definito con enfasi il Protocollo per la distribuzione di migranti nei Comuni milanesi, firmato ieri in Prefettura a Milano.
In corso Monforte hanno sfilato 76 sindaci dell’hinterland e Beppe Sala per la firma ufficiale di quel documento che inaugura un nuovo «modello Milano» da esportazione, prima della marcia antirazzista «Insieme senza muri» che sabato farà sfilare diecimila persone.
«Noi sindaci – ha detto – la possiamo vedere in maniera diversa politicamente ma non si possono svincolare i problemi. Cioè girarci dall’altra parte».
Lamorgese ha comunque chiarito che «sono più di 80 i sindaci che hanno dato disponibilità alla firma» su 134 comuni che fanno parte dell’area metropolitana.
In cosa consiste questo protocollo? I sindaci si impegnano a trovare insieme alle associazioni di settore gli immobili, a dialogare con la cittadinanza e a mobilitare il volontariato per quanto riguarda i percorsi di integrazione.
La prefettura «farà da stazione appaltante e organizzerà un tavolo mensile di monitoraggio», ha spiegato il prefetto ricordando come l’ampliamento dell’accoglienza sia una delle sue priorità , e ringraziando a sua volta i primi cittadini firmatari.
In pratica quello che stanno già facendo in tutta Italia migliaia di Comuni: in base alla percentuale fissata profugo/abitanti del comune, i profughi vengono distribuiti in tutto il territorio nazionale con una piccola quota per comune.
Le prefetture individuano le location e gli enti che devono seguire i profughi nel percorso di domanda di rifugiato e provvedono (senza spese per i Comuni) al loro mantenimento fino alla decisione sulla loro richiesta di asilo.
Il tutto secondo le norme internazionali e le relative convenzioni firmate dal nostro Paese.
Pertanto Minniti, invece di parlare di “modello Milano” come di un’eccezione, dovrebbe preoccuparsi di quei 50 sindaci che hanno rifiutato di applicare una disposizione dello Stato italiano.
Un problema che si risolve in 48 ore: 1) si notifica il numero di profughi spettanti a questi 50 comuni indicando il sito individuato o eventuale altra alternativa 2) in caso di diniego scritto il sindaco viene immediatamente commissario dal governo , come è normale per un amministratore che viola le disposizioni statali.
Qualcuno pensa che ci sarebbero contestazioni in loco? Nessun problema, esiste il codice penale per chi viola la legge e la Guardia di finanza per verificare uno a uno la regolarità delle dichiarazioni dei redditi di ciascun cittadino.
Tranquilli che entro tre giorni tutti offrirebbero volentieri un caffè ai richiedenti asilo che incontrano per strada.
Il nostro Paese ha bisogno di un “modello Italia” non di un “modello Milano”: un modello fondato sulla legalità e sul rispetto della legge vigente.
Vale per i richiedenti asilo (chi sgarra va a casa con il primo aereo) ma vale anche per i sindaci che hanno precisi doveri.
Se a qualcuno non va bene, chiedano asilo politico a Putin: possono sempre provare cosa accade in Russia a chi non ottempera a una legge dello Stato…
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Maggio 18th, 2017 Riccardo Fucile
TUTTO E’ PARTITO DAL SITO FILORUSSO DELLA FONDAZIONE GEFIRA, POI RIPRESA “SCIENTIFICAMENTE” DA SITI RAZZISTI E ISLAMOFOBI … DITE A DI MAIO DI CHIEDERE UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA SU QUESTO, INVECE CHE SU CAZZATE
Adesso che la Commissione difesa del Senato ha chiuso l’indagine conoscitiva sul ruolo delle ONG nel Mediterraneo, scagionandole da ogni ipotesi di complotto con i trafficanti, e le acque si sono dunque calmate, è giunto il tempo di fermarsi a riflettere su come si sia formato il vortice mediatico, politico e persino giudiziario sulle operazioni di salvataggio compiute nel Mediterraneo.
Da dove partono le accuse alle ONG e le teorie del complotto per destabilizzare l’economia europea, cui persino il procuratore di Catania aveva fatto riferimento? Pochi hanno riferito che il primo ad avanzare la tesi è stato un sito euroscettico e filorusso olandese, quello della cosiddetta “fondazione” Gefira.
La prima fonte: un sito euroscettico olandese
Il 9 novembre 2016, ben prima di qualsiasi riferimento a rapporti di FRONTEX – per altro pure recentemente smentiti dall’agenzia stessa, Gefira pubblica sul suo sito un video e, qualche giorno dopo, un articolo dal titolo “Caught in the act: NGOs deal in migrant smuggling”.
I contenuti del primo post e di altri immediatamente successivi richiamano tesi destinate a diffondersi qualche mese dopo a macchia d’olio:
NGOs, smugglers, the mafia in cahoots with the European Union have shipped thousands of illegals into Europe under the pretext of rescuing people, assisted by the Italian coast guard which coordinated their activities… The real intention of the people behind the NGOs is not clear. We would not be surprised if their motive were money. They may also be politically driven… their actions are criminal as most of these migrants are not eligible for being granted asylum and will end up on the streets of Rome or Paris and undermine Europe’s stability raising racially motivated social tensions.
Il sito della Fondazione Gefira esiste dal 29 gennaio 2016 ed è stato registrato da Bart Kruitwagen, olandese candidato al Parlamento europeo per il partito euroscettico e islamofobo Newropeans, che gestisce il relativo sito di disinformazione.
GEFIRA si definisce una pan-European think thank e descrive il proprio mandato come “to provide in-depth and comprehensive analysis of and valuable insight into current events that investors, financial planners and politicians need to know to anticipate the world of tomorrow”.
La diffusione in rete da hoax esteri a siti italiani
Le parole di Gefira sono presto riprese da altri siti di disinformazione, per esempio il bulgaro Zero Hedge, altro sito che si autodefinisce specializzato in finanza, ma che è stato smascherato sia dai media americani, sia dalle istituzioni finanziarie che lo hanno descritto come”conspirational” e filorusso.
Il post di Zero Hedge che riprende Gefira è stato condiviso 4.500 volte su Twitter. Altre riprese di dicembre: Dailystormer, sito neonazista, Southfront, filorusso, Shoebat e Barenakedislam, islamofobi.
La news arriva in Italia tramite un altro sito di disinformazione apertamente filorusso, SitoAurora, che riprende la notizia di Gefira il 7 dicembre.
L’8 dicembre la notizia è su comedonchisciotte.org
Mesi più tardi, il 6 marzo, il blogger Luca Donadel — in quello che diverrà un video virale — riprende esattamente metodologia e informazioni del sito Gefira per avvalorare la tesi della cospirazione delle ONG.
La storia più recente è nota e il vero putiferio giornalistico e televisivo che si scatena dopo l’audizione del procuratore Zuccaro.
Serve un’inchiesta sulla fake news, piuttosto che sulle ONG?
Ciò che è inquietante, però, è che persino la stampa italiana di qualità abbia fatto riferimento ad alcune notizie diffuse dai siti summenzionati, come le presunte collusioni tra le ONG e i sostenitori di Hillary Clinton, incluso George Soros, descritte per esempio da Zero Hedge.
Queste tesi sono finite persino su La Stampa che, in un articolo del 23 aprile, sollevava esattamente gli stessi dubbi del sito sedicente di analisi finanziaria rispetto ai finanziatori delle navi.
Anche i dubbi ripresi dallo stesso articolo del quotidiano italiano sui soci del MOAS — la ONG che è stata presa d’attacco più frequentemente, come Ian Rugger “noto per non essere mai stato tenero con i migranti sbarcati sulla sua isola” (cit.), citano quasi testualmente quelli espressi da Gefira mesi prima.
Speriamo che qualche buon giornalista investigativo vada più a fondo sulla sua diffusione virale. Ne varrebbe la pena.
Costanza Hermanin
Professore a SciencesPo Paris e al College of Europe.
(da “Huffingtonpost”)
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