Settembre 24th, 2018 Riccardo Fucile
DI MAIO SI LAMENTA: “LO VOGLIO ANCHE IO”… MA LA FRANCIA SE LO PUO’ PERMETTERE PERCHE’ HA LO SPREAD A 32 CONTRO IL NOSTRO 240, UN DEBITO A 97 CONTRO IL NOSTRO 130
Meno tasse e (un po’) più di deficit. È questa la ricetta che il governo francese mette in campo
per il prossimo anno.
Per il 2019 è previsto un taglio delle tasse pari a 24,8 miliardi di euro, nel tentativo di dare impulso all’economia e creare più posti di lavoro.
Per finanziare la misura, il deficit pubblico del Paese dovrebbe aumentare dal 2,6% del Pil di quest’anno al 2,8% l’anno prossimo, comunque sotto al 3%.
Il ministro al Bilancio Gerald Darmanin ha presentato le misure per il 2019, basate su una previsione di crescita stimata all’1,7%. Nel dettaglio, le tasse sulle famiglie saranno ridotte di 6 miliardi di euro, quelle alle aziende di 18,8 miliardi.
Parigi sceglie così di posizionarsi appena al di sotto del tetto del 3%, vicino ai livelli auspicati negli ultimi giorni da alcuni esponenti della maggioranza gialloverde, che puntano a spostare l’asticella del deficit nel 2019 ben oltre il 2% e lontano dall’1,6% caldeggiato dal ministro Tria.
Da ultimo lo stesso DI Maio che in queste ore auspica di “fare come la Francia”.
A differenza nostra però Parigi vanta un debito pubblico sensibilmente più basso del nostro, al 97,7% del Pil secondo gli ultimi dati Eurostat, al 98,7% secondo i nuovi dati francesi, e prevede per il 2019 una diminuzione al 98,6%.
I titoli di Stato francesi sono anche visti dal mercato con maggiore fiducia da parte degli investitori, con lo spread rispetto ai bund tedeschi a 32 punti contro i 240 di oggi dei nostri Btp.
Il rendimento dei bond decennali di Parigi si attesta allo 0,82%, quello sugli omologhi italiani al 2,81%.
(da agenzie)
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Settembre 24th, 2018 Riccardo Fucile
LA CARTA PARLA CHIARO, OCCORRE DIFENDERE LA CIVILTA’ DEL DIRITTO OCCIDENTALE DALLA FOGNA RAZZISTA
Il rispetto per Mattarella è il massimo. Del resto il presidente, già oggetto di una campagna di aggressione e di insulti orchestrata dai lestofanti del Cambiamento, è tra i pochi garanti della legalità costituzionale davanti all’arrivo del razzismo liberticida e oscurantista che comincia con i migranti per toglierE spazio alla democrazia.
E la Costituzione Italiana ha un articolo 10 molto avanzato e molto impegnativo che – purtroppo – viene sistematicamente messo sotto attacco e svuotato dai suoi significati.
Cosa dice l’articolo 10?
“L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici”.
La Costituzione parla da sola. E tuttavia va detto che, nella sua applicazione corrente, i vincoli che vengono messi sono molto più stretti.
Ossia non basta che allo straniero sia impedito l’effettivo esercizio delle libertà democratiche (come pure è scritto a chiare lettere) ma chi richiede asilo deve in qualche modo dimostrare che esista un effettivo pericolo per la sua incolumità e la sua libertà nel coso rimanesse nel suo paese.
Bene.
Alla luce dell’articolo 10 della Costituzione un cittadino siriano – uno qualsiasi – ha diritto a fuggire dalla guerra e a chiedere asilo?
Un cittadino afghano ha diritto a fuggire da un paese dove c’è un governo centrale corrotto, dove ci sono i signori della guerra e i signori della droga che comandano nelle province e dove ci sono sia i talebani che l’Isis che ci combattono tra di loro e uccidono gli altri?
Un cittadino somalo ha diritto a fuggire da un paese dove non esiste un’entità statuale propriamente detta?
Un cittadino della Nigeria ha diritto a fuggire dalle regioni infestate da Boko Haram?
Un cittadino della parte anglofona del paese ha diritto a fuggire da villaggi presi di mira dai francofoni che vogliono far tacere i separatisti?
Un palestinese che vive in quella prigione a cielo aperto di Gaza dove non c’è libertà e piovono bombe israeliane ha diritto di fuggire?
I Rohingya può cercare protezione umanitaria dal genocidio?
Come tutti vedono colpo dopo colpo, picconata dopo picconata è lo stesso articolo 10 della Costituzione ad essere messo in discussione.
Chi difende la Costituzione deve impedire questa deriva.
(da Globalist)
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Settembre 24th, 2018 Riccardo Fucile
QUALCUNO VUOLE I CAMPI DI CONCENTRAMENTO, MA NORIMBERGA INSEGNA…VOCI DI DISSENSO ANCHE NEL M5S, ESULTANO I NAZISTELLI, MATTARELLA PRONTO A BOCCIARE LE NORME INCOSTITUZIONALI
Stretta sulla concessione della protezione umanitaria. Via la cittadinanza in caso di condanna
definitiva per terrorismo internazionale. Sospensione della domanda di asilo in caso di pericolosità sociale e condanna in primo grado. Sistema Sprar limitato ai beneficiari di protezione internazionale e a minori non accompagnati.
Sono i punti principali del sedicente decreto immigrazione e sicurezza, ribattezzato di Salvini, licenziato dal Consiglio dei ministri.
“La protezione umanitaria è stata normata con la previsione di 6 fattispecie specifiche“, ha spiegato a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e sarà concesso solo alle vittime di grave sfruttamento lavorativo, vittime di violenza domestica, tratta, calamità naturali, cure mediche, e ai protagonisti di atti di particolare valore civile.
In Italia viene concessa nel 21% dei casi.
Alla luce del decreto “la richiesta di asilo verrà sospesa nel caso in cui il richiedente venga preso a spacciare droga e se ritenuto pericoloso dall’autorità giudiziaria finisce in un Cpr (Centro per il rimpatrio, ndr) per l’espulsione”.
Allo stesso modo la domanda verrà sospesa e rischia di finire in un Cpr il richiedente condannato in primo grado per un reato minore. “Questa è stata una delle mediazioni”, ha spiegato Salvini.
Si allunga la permanenza nei centri per i rimpatri, nei quali lo straniero candidato all’espulsione potrà essere trattenuto fino a 180 giorni.
Uno degli aspetti piu’ gravi è il ridimensionamento del programma Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), costituito da centri molto piccoli e posto sotto l’egida dei Comuni: se fino a oggi era destinato anche all’accoglienza dei richiedenti asilo, in base al decreto sarà limitato a chi ha già ricevuto la protezione internazionale e ai minori non accompagnati.
Sul contenuto del testo (e sulla scelta di agire per decreto) nei giorni scorsi alcune ricostruzioni avevano parlato di dubbi di costituzionalità espressi dal Quirinale, ma Conte ostenta sicurezza: “Quando c’è un decreto legge, cortesia vuole che si anticipino al Quirinale contenuti e testo dei decreti, ed è stato fatto anche in questo caso — ha detto il capo del governo — c’è stata già un’interlocuzione. Non voglio tirare per la giacca il presidente della Repubblica: avrà tutto l’agio di fare tutti i rilievi che desidera”.
De Falco: “Perplesso sulla protezione umanitaria”
Al di là della soddisfazione del ministro dell’Interno, il provvedimento ha avuto una gestazione complessa e si è prestato a una lunga discussione all’interno della maggioranza.
Il vicepremier, Luigi Di Maio, intervistato da Il Fatto Quotidiano, ha sottolineato che nello schema di legge “ci sono alcuni punti che non sono nel contratto di governo, li discuteremo in Parlamento“.
I malumori dentro i 5 stelle ci sono, tanto che il senatore M5s Gregorio De Falco, in un’intervista al Corriere della Sera, ha detto: “Sono molto perplesso riguardo alla protezione umanitaria. Si tratta di un diritto universale“.
Domenica 23 settembre era stato il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, a sottolineare come “sembra strano che si parli di immigrati all’interno del decreto sicurezza”: “Inserirlo lì dentro — ha detto a Tgcom24 — significa giudicare già l’immigrato per una sua condizione, per il suo essere immigrato e non per i comportamenti che può avere. È un brutto segnale sul piano culturale, perchè si tratta di un tema sociale che va affrontato nel rispetto della legalità ma non possiamo considerare la condizione degli immigrati come una condizione di delinquenza“.
Dalle sue parole è partito il ragionamento del senatore pentastellato De Falco: “Sono molto perplesso, ho molti dubbi — ha detto al Corsera sottolineando che alcune cose del lo trovano d’accordo — L’associazione migranti-sicurezza è suggestiva“.
E, come Di Maio, mette al centro il ruolo del Parlamento: “Se ci sono aspetti che urtano la nostra sensibilità , li cambierà ”.
Dubbi sulla decretazione d’urgenza
Prima dei punti più discussi del testo sono stati espressi dubbi riguardo l’uso del decreto legge, giustificato solitamente solo da necessità e urgenza: sotto questo profilo il testo è stato limato. Poi ci sono i contenuti.
Sui migranti, l’aspetto che sta sollevando più polemiche è lo stop ai permessi di soggiorno per motivi umanitari sostituiti con permessi per meriti civili o cure mediche.
Ci sono poi il raddoppio da 3 a 6 mesi dei tempi di trattenimento nei Centri per i rimpatri, l’aumento dei reati per cui si revoca lo status di rifugiato (si va dalla violenza sessuale alla rapina, dalla violenza a pubblico ufficiale al traffico di droga) e i progetti di integrazione sociali riservati a titolari di protezione e minori non accompagnati, per citare alcuni punti.
Oltre a una revisione degli Sprar, il sistema dell’accoglienza diffusa gestito dai Comuni, e al raddoppio dei tempi (da 2 a 4 anni) della concessione della cittadinanza per matrimonio e per residenza.
L’esito, secondo diversi esperti, è una sostanziale attenuazione dei diritti che contrasta con le tutele previste dalla Costituzione e dalla Consulta, che più volte ha ribadito che i diritti riguardano tutti.
La tenuta costituzionale è fondamentale perchè il Quirinale possa firmare.
Mercoledì, alla vigilia del Consiglio dei ministri poi rinviato, il presidente della Consulta Giorgio Lattanzi è andato dal capo dello Stato Sergio Mattarella per presentare un progetto sulle carceri.
La Corte ha poi diffuso una nota in cui si legge che la Costituzione è “garanzia di legalità per tutti i detenuti, cittadini o stranieri, immigrati regolari o irregolari” ed è uno “scudo nei confronti dei poteri dello Stato, che neppure il legislatore con le sue mutevoli maggioranze può violare”.
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Settembre 24th, 2018 Riccardo Fucile
“SBAGLIATO AVER CACCIATO LE ONG, DOVREMMO FARCI CARICO DI QUESTA TRAGEDIA COME OBBLIGO MORALE”… IN EFFETTI PIU’ CHE CHIUDERE I PORTI DOVREMMO APRIRE LE PORTE DELLE GALERE AI POLITICI RAZZISTI
La linea dei vertici M5s (dove ovviamente non è vero che uno vale uno ma c’è chi comanda e chi obbedisce) è quella di restare aggrappati alla poltrona ingoiando di tutto e andando contro la loro stessa storia, a cominciare dal’assecondare le vergognose azioni razziste di Salvini.
Ma i malumori non mancano.
E adesso, anche se con qualche cautela e molta diplomazia, è arrivato il turno del comandante De Falco che si è detto d’accordo con monsignor Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, che si è detto contrario a un decreto unico che associa i migranti con la sicurezza
“Ha ragione. L’associazione è suggestiva, ma la sicurezza è una questione che investe il tessuto sociale italiano. Io penserei, per esempio, a incrementare l’attenzione delle forze dell’ordine per le ‘stese’ di Napoli. La questione della sicurezza non nasce con l’immigrazione. Semmai trova alimento dall’irregolarità ”
Lo ha detto Gregorio De Falco, comandante della Marina e deputato M5S, in un’intervista al Corriere della Sera in cui si dice “molto perplesso per l’ipotesi di eliminare la protezione umanitaria. Bisogna ponderare bene questa misura, perchè si tratta di un diritto universale. Ma nel dl ci sono anche aspetti positivi”
“Dobbiamo, oltre che salvare la gente in mare, riaprire i canali di accesso, corridoi umanitari per ridurre la pressione. È inutile costruire dighe. Se la pentola è troppo sotto pressione, prima o poi esploderà “, evidenzia De Falco, secondo cui “l’immigrazione è un fatto importante anche per l’economia”, visto l’invecchiamento del Paese.
Per De Falco “chiudere i porti è un’antinomia. I porti sono porte d’ingresso: non ha senso chiuderle. Serve la massima apertura alle persone, integrandole, e alle cose”
Sulle Ong, “quando il fenomeno immigrazione aumentò, nel 2013, l’Italia mise in campo l’operazione Mare Nostrum. Poi fu interrotta e le navi della Marina militare furono sostituite dalle Ong. Il fatto che ora non ci siano più è un problema. A meno che non se ne faccia carico un’organizzazione statale o, meglio ancora, sovranazionale. Tutti noi – conclude – dovremmo farci carico di questa tragedia. Non c’è un obbligo giuridico, ma c’è una grande responsabilità morale”.
(da agenzie)
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Settembre 24th, 2018 Riccardo Fucile
AVEVA RAGIONE IL TANTO VITUPERATO BOERI: I CONTRATTI PRECARI VENGONO LASCIATI SCADERE, NON RINNOVATI E SOSTITUITI CON ALTRI CONTRATTI A TERMINE
Il Decreto Dignità comincia a fare i suoi primi effetti nel mercato del lavoro. 
E, com’era prevedibile, quelli a breve termine sono quelli immaginati nelle previsioni dell’INPS contestate all’epoca da Di Maio.
Racconta oggi Repubblica che le associazioni territoriali delle imprese, in ogni angolo d’Italia hanno messo intorno al tavolo giuslavoristi e avvocati per aiutare le aziende a districarsi con le nuove norme.
E la parola d’ordine degli esperti è stata quasi sempre la stessa: “principio di precauzione”.
Ovvero, visti la reintroduzione delle causali, le incertezze delle norme transitorie e i nuovi limiti di durata dei contratti a tempo determinato (da 36 a 24 mesi), meglio lasciarli scadere e, semmai, sostituirli con altri contratti a termine.
Insomma, l’esatto contrario dell’obiettivo sbandierato dal vicepremier e ministro Luigi Di Maio: frenare il lavoro precario e incentivare i contratti a tempo indeterminato.
Spiega il quotidiano che ancora non esistono dati d’insieme (il provvedimento è entrato in vigore a luglio), ma i segnali che arrivano confermano l’emergenza. L’ultimo in ordine di tempo da Trieste, dove la Flex (azienda elettronica della multinazionale americana Flextronics) ha “pareggiato” tutti i 237 contratti a termine (su un totale di 650 dipendenti diretti) portandoli a scadenza il 31 gennaio 2019.
Del caso si occuperà una riunione con sindacati, impresa e Regione convocata per il 3 ottobre al ministero dello Sviluppo Economico, quando dunque Di Maio toccherà con mano per la prima volta gli effetti del suo decreto.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 24th, 2018 Riccardo Fucile
LE RISORSE NON CI SONO E SI CONTINUA A RIDURRE IMPORTO E PLATEA DEI BENEFICIARI… MA SE ALLA FINE SI TOLGONO GLI 80 EURO DI RENZI, L’INDENNITA’ DISOCCUPAZIONE E IL REDDITO DI INCLUSIONE DI GENTILONI E’ SOLO UN GIRO CONTO PER I PIRLA
La Stampa racconta oggi che intorno al reddito di cittadinanza infuriano i calcoli dei tecnici del ministero del Tesoro per far quadrare i conti con le scarse risorse disponibili. Tra le idee allo studio c’è la possibilità di escludere dal sussidio chi ha una casa di proprietà :
La quadratura del cerchio però sembra impossibile, perchè le risorse che servono per dare risposte alle promesse elettorali non ci sono. Basti pensare che per dare un aiuto fino a 780 euro ai 5 milioni di poveri assoluti servirebbero a detta dei Cinque Stelle 15 miliardi a regime, mentre l’Inps ne stima 35. Nella manovra comunque come spiega il vicepremier leghista Matteo Salvini — «l’impegno più pesante, di 6-7 miliardi» sarà per il superamento della legge Fornero. La somma che i grillini pretendono potrebbe quindi abbassarsi
Di sicuro servirà soltanto a far partire le misure per una platea ristretta, sulla quale sono a lavoro i tecnici del governo. Tra le ipotesi c’è la possibilità di escludere dal reddito di cittadinanza chi ha una casa di proprietà e di rivedere i coefficienti familiari abbassando così l’importo. Il sussidio inoltre sarà destinato solo agli italiani riducendo la platea del 30%, ma ci sono problemi di costituzionalità .
In ballo c’è ancora l’ipotesi di usare gli 80 euro di Renzi, proposta dai tecnici e respinta per ora dall’esecutivo:
I tecnici cercano inoltre altre risorse per finanziare la misura, dato che anche qualora si arrivasse a un improbabile 2,4% di deficit ci sarebbero soltanto 10 miliardi da dividere tra Lega e Cinque Stelle (al netto delle clausole di salvaguardia e delle spese indifferibili).
L’ipotesi più realistica per ora è quella di assorbire il Reddito di inclusione “guadagnando” 2,5 miliardi.
Al ministero stanno poi valutando se mettere mano alla Naspi, il nuovo assegno di disoccupazione da 1,5 miliardi e i tecnici insistono su una rimodulazione degli 80 euro voluti da Renzi, un’ipotesi che non piace al governo ma che potrebbe portare fino a 10 miliardi
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 24th, 2018 Riccardo Fucile
PORTENTOSA MACCHINA ELETTORALE SENZA DIRIGENTI CAPACI DI GOVERNARE… SENZA I MARRA E I LANZALONE I GRILLINI SI INCEPPANO
Stefano Cappellini su Repubblica oggi tratteggia un ritratto meticoloso del MoVimento 5 Stelle
al governo, spiegando che la polemica con i tecnici del Tesoro nasconde la vera ambizione dei grillini, che ritengono che la struttura burocratica debba risolvere i problemi creati dalla loro propaganda.
Per questo hanno bisogno di una burocrazia a cui affidarsi, e questi li ha portati negli anni a fare tante scelte sbagliate:
Il problema è che il M5S è una portentosa macchina elettorale, che funziona su alcune chiavi di marketing oggi efficacissime, ma non ha dirigenti in grado di governare. Soprattutto, non è previsto che lo facciano.
Lo schema è sempre stato la delega ai tecnici subito dopo la vittoria: con leader e candidati si prendono i voti, poi dei dossier di governo si occuperà qualcuno “capace”.
Ecco perchè la giovane e telegenica Raggi vince a Roma e subito si affida a Raffaele Marra. Era lui il vero sindaco. Lui sapeva dove mettere le mani. Fin troppo, come si è visto.
Raggi, del resto, più che prendere i voti non doveva e soprattutto non poteva. Allo stesso modo è andata per lo stadio della Roma: vicenda complessa e infatti completamente delegata a un altro tecnico, l’avvocato Luca Lanzalone, il quale come poi ha svelato l’inchiesta che lo ha travolto contava e decideva ben più della sindaca.
Quello che è successo a Roma, spiega Cappellini, si è riproposto anche con Gaetano Intrieri al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti:
Ma così ha fatto anche il concentrato ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: un suo neo-assunto consulente (incidentalmente anche ex condannato per bancarotta) si vanta di avere il compito di istruire il dossier Alitalia. È chiaro qual è il problema con il Tesoro. Lì lo schema non è ripetibile, perchè i tecnici non sono faccendieri al servizio del Movimento ma funzionari dello Stato.
Senza un Marra o un Lanzalone che dalle stanze di via XX settembre si precipiti a rassicurare Rocco e Di Maio che i soldi ci sono, la macchina di governo si inceppa subito sulle promesse della campagna elettorale.
Che si svela per quel che è: un bluff.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 24th, 2018 Riccardo Fucile
LA BAGGIANATA INCOSTITUZIONALE DELL’ESCLUSIONE DEGLI IMMIGRATI REGOLARI DAL SUSSIDIO… SALVO POI CONTRADDIRSI DA SOLO E AMMETTERE CHE ANDRA’ ANCHE A LORO
Luigi Di Maio rilascia oggi un’intervista a Luca De Carolis sul Fatto in cui torna a propalare la baggianata del Prima gli italiani sul reddito di cittadinanza nonostante leggi e ordinanze che non permettono questa distinzione.
La parte interessante dell’intervista sul tema è però l’affermazione finale:
Troveremo risorse facendo deficit. E la manovra farà salire le pensioni minime a 780 euro e darà il reddito di cittadinanza a tutta la platea, esclusi gli stranieri.
Bel favore a Salvini.
Falso. La proposta l’avevamo già cambiata nel 2015: tenendo dentro i migranti ci avrebbe fatto saltare i conti. E poi sarebbe stato un fattore di richiamo per tanti stranieri. Ma il reddito spetterà ai residenti in Italia da dieci anni
L’affermazione più interessante è l’ultima: se il reddito spetterà a chi risiede in Italia da almeno dieci anni, allora spetterà a chiunque risieda in Italia da almeno dieci anni (e ne possiede i requisiti).
Ovvero, anche ai cittadini stranieri residenti in Italia da dieci anni.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 24th, 2018 Riccardo Fucile
GOEBBELS SCELSE LA SUA FOTO PER RAPPRESENTARE LA “BELLEZZA DELLA RAZZA”
I coniugi Levinson sono cantanti lirici di fama dell’Opera di Riga, in Lettonia. Molto famosi.
Tanto famosi che decidono di trasferirsi a Berlino dopo che la Deutsche Oper ha offerto loro un contratto principesco.
E a Berlino nasce Hessy, a due passi dalla Porta di Brandeburgo. Una bambina bellissima. Tanto bella che a sei mesi mamma Polin la porta dal fotografo più famoso della città , Hans Ballin.
Mamma e papà vogliono imprimere la memoria della piccola in un’immagine. Quello che i coniugi non sanno ancora è che il fotografo invia la foto per partecipare ad un concorso. Un concorso che vince.
Il ministro della Propaganda Joseph Goebbels ha scelto la fotografia di Hessy per rappresentare la ‘bellezza della razza’ su una rivista per famiglie.
È la donna delle pulizie ad avvisare la mamma. “Ho visto Hessy su una copertina di una rivista in città .” I bambini sono tutti uguali, pensa la mamma. Non è possibile. Invece è vero.
Hessy campeggia su una rivista di propaganda nazista. Mamma Polin si è fatta dare la rivista. E Hessy è lì. Campeggia in copertina su una rivista piena di “uomini che indossano svastiche” e anche immagini di Hitler. I genitori sono terrorizzati.
Il motivo? Semplice. Perchè loro sono ebrei. Che succede se la scoprono? I genitori non capiscono. Perchè la loro bambina, ebrea, è sulla copertina di una rivista nazista che loda le imprese di Hitler?
Nelle settimane successive, l’immagine è ovunque. Sulle vetrine dei negozi, nella pubblicità , sulle cartoline. Per mesi non portano più la bimba in giro. Troppa paura dei delatori. Ma sono ebrei e perdono il lavoro.
Papà Levinson si ritrova a guadagnarsi da vivere pulendo stalle di suini. Poi la fuga a Parigi, poi a Cuba. Nel 1949 a New York, dove Hessy cresce, si sposa, e fa carriera. Quando avevano scoperto la foto avevano contattato il fotografo. Sapeva che erano ebrei.
“Mi è stato chiesto di presentare foto per un concorso gestito dai nazisti. E ho mandato quella foto. “Volevo ridicolizzare i nazisti”. (anche se la verità non fu mai scoperta). Oggi Hessy Taft ha 84 anni. Tempo fa ha fatto dono allo Yad Vashem, il memoriale della Shoah di Gerusalemme, della copia del settimanale nazista dove la sua foto in fasce campeggia in copertina con la didascalia: “il più bel bambino “ariano” tedesco.
Hessy era stata scelta da Goebbels. Che nel maggio ’45 insieme alla moglie Magda ucciderà i figli dopo averli storditi e avvelenati (per poi uccidersi con lei), nel Bunker della cancelleria sotto Berlino, perchè … “In un mondo senza Hitler i bimbi non hanno ragione di vivere”.
(da “NextQuotidiano”)
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