Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
I CONSENSI DI BUTTIGIEG SONO DISTRIBUITI IN MODO PIU’ OMOGENEO, MA PER NUMERO DI VOTI SANDERS E’ DAVANTI
Perchè su tutti i giornali e i siti si legge che Pete Buttigieg ha vinto (o sta vincendo) le primarie democratiche nello Iowa, mentre col 97% dei Caucuses scrutinati è Sanders a essere nettamente in testa?
Eppure i dati sono di facile reperimento, basta andare sul sito del New York Times. Dove i voti che vengono riportati (alle 11 ora italiana, 5 ora di New York) sono i seguenti: su 172,510 voti espressi, Sanders 42,672, Buttigieg 36,718, Warren 32,007, Biden 25,699 e Klobuchar 21,896, dispersi tutti gli altri. In percentuale: Sanders 24,73%, Buttigieg 21,28%, Warren 18,55%, Biden 14,90%, Klobuchar 12,69%.
Invece, i dati che vengono riportati dalle testate italiane (e che vengono dati dal New York Times come prima apparizione, seguita solo in seconda “schermata” dai dati dei voti) riguardano non già i voti ottenuti, unica misura dell’effettivo consenso, ma i delegati che ogni candidato avrà alla Convention dell’Iowa, che sceglierà poi i 41 rappresentanti alla Convention nazionale del partito.
Lo scarto è dovuto al complicato sistema di rappresentanza. In ogni Caucus (in genere tra le 100 e le 200 persone), i partecipanti votano innanzitutto per il loro candidato preferito (votano fisicamente: disponendosi in zone diverse della palestra o chiesa o altra sede in cui il Caucus si svolge). Gli “incerti” e i sostenitori dei candidati che non hanno raggiunto il 15% dei votanti devono allora redistribuirsi tra i candidati che hanno superato quella soglia, oppure rinunciare a votare.
Ovviamente solo il conteggio del primo voto indica l’effettiva preferenza per un candidato. Ma anche se si considerano i voti finali, dopo la redistribuzione, la tabella del NYT indica che Sanders è in testa: Sanders 44,753, Buttigieg 42,235, Warren 34,312, Biden 23,051, Klobuchar 20,525
Se Buttigieg per il momento prevale di un soffio per numero di delegati (550 contro i 547 di Sanders) è perciò solo perchè i suoi consensi sono distribuiti in modo più omogeneo in tutti i Caucuses, mentre evidentemente Sanders in qualcuno non ha raggiunto il 15%.
Ora, perchè i giornali italiani non danno queste elementari informazioni? Mistero doloroso.
(da “Huffingtonpost“)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
GRANDE VITTORIA DI GIORGIA MELONI, BLOCCATI I FINANZIAMENTI ALLA CASA DELLE DONNE A TRASTEVERE… LA STRUTTURA FORNISCE GRATUTAMENTE PRESTAZIONI SANITARIE, PSICOLOGICHE, LEGALI E DI ACCOGLIENZA ALLE VITTIME DI VIOLENZA
E che non si dica che l’opposizione in parlamento non serve a niente: Giorgia Meloni esulta oggi
su Twitter perchè è riuscita nell’impresa di far bloccare i finanziamenti alla Casa delle Donne.
È stato infatti dichiarato inammissibile stamattina l’emendamento presentato dai relatori al decreto Milleproroghe per finanziare con 900 mila euro nel 2020 la Casa internazionale delle donne di Roma.
L’inammissibilità è stata annunciata in avvio di seduta congiunta delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera.
Piccolo dettaglio: la Casa Internazionale delle Donne a Trastevere era stata già affossata dal M5S Roma che aveva sfrattato la struttura che fornisce prestazioni socio-sanitarie, psicologiche, legali, di accoglienza e orientamento al lavoro.
Un punto di riferimento passato, presente e futuro per il Municipio I.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
“NON VOGLIO RASSEGNARMI A QUESTA CULTURA IMPERANTE”
La scritta antisemita a Mondovì, gli insulti a Liliana Segre, ma anche le minacce e i messaggi d’odio a Carlo Verdelli ed Eugenio Scalfari, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese non ha dubbi: «È l’odio l’emergenza di questo Paese».
«È un’emergenza culturale e civile. Nell’odio in cui siamo immersi c’è spesso assenza totale di pensiero. Inconsapevolezza di quali ferite si aprano nel ridare corpo a certi fantasmi. Io a questo fallimento non voglio rassegnarmi e penso non sia giusto rassegnarsi», dice Lamorgese in un’intervista a Repubblica.
La ministra rivela che anche lei è stata oggetto di insulti in rete: «Io non ho account social, sono stati i miei figli a raccontarmi il florilegio di epiteti che mi è stato rovesciato addosso. “Feccia di donna” credo che sia stato il più garbato. Gli altri sono irripetibili». La sua “colpa” è l’aver autorizzato lo sbarco dei migranti a bordo della Open Arms.
Lamorgese non cita mai Matteo Salvini («di lui non parlo, è la regola che mi sono data»), ma afferma: «La politica, tutta, ha urgente bisogno di una igiene delle parole e dei comportamenti. Anche perchè la mancanza di igiene e la progressiva assuefazione all’odio hanno già prodotto come effetto l’indifferenza».
«L’indifferenza è peggio del negazionismo e del riduzionismo», dice la ministra. E cita Liliana Segre: «Tempo fa ascoltai la sua testimonianza, quello che mi colpì fu il racconto dell’indifferenza che accompagnava le famiglie di ebrei ai vagoni verso i campi di sterminio. “Eravamo invisibili”, diceva Segre. “Ci vedevano portare via, ma era come se non esistessimo. Come se fossimo trasparenti”».
Per Lamorgese quello dell’odio è un fenomeno che richiede la collaborazione di «forze dell’ordine, famiglie, scuole». «La posta in gioco è il nostro futuro».
Infine assicura: «Non sono un ministro indifferente, lavoro ogni giorno per combattere l’odio. Ho riattivato il centro di coordinamento delle attività di analisi e scambio che fa capo alla presidenza del Consiglio proprio per contrastare e contenere il contagio dell’odio. E quando posso, come ministro dell’Interno, vado nelle scuole».
«Cito ancora Segre perchè ho visto ragazzi piangere mentre raccontava il viaggio verso i campi di concentramento con i buglioli destinati agli escrementi nei vagoni piombati, che ad ogni scossone investivano del loro contenuto gli essere umani accatastati. Ecco vedendo Segre non risparmiarsi sulla sua testimonianza, mi sono convinta ancora di più che questo sia il compito non solo di chi è nelle Istituzioni, ma di ciascuno di noi. Testimoniare. Non c’è libro, non c’è giorno della memoria, o ricorrenza che tenga, al confronto», conclude Lamorgese.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
DA QUANDO IL RADICALCHIC SALVINI HA ANNUNCIATO CHE NON GUARDERA’ SANREMO SONO AUMENTATI I TELESPETTATORI
Alla fine Junior Cally è salito sul palco dell’Ariston, senza maschera e con un vestito che
ricordava molto l’orbace dei gerarchi fascisti. Ha cantato No Grazie, una canzone dove non incita al femminicidio e alla violenza sulle donne e non ci sono nemmeno insulti alle forze dell’ordine.
Perchè alla fine tutta la polemica di Matteo Salvini e dei sovranisti su Junior Cally è stata scatenata a causa di questi due versi: «Spero si capisca che odio il razzista/Che pensa al Paese ma è meglio il mojito»
Due barre dedicate al sedicente Capitano, cui per altro fanno seguito altri due versi su un certo liberista che si professa di sinistra e che ha fondato un nuovo partito (Matteo Renzi).
Alla fine della serata il brano è ultimo nella classifica. Al punto che oggi Libero lancia la notizia così: “Sanremo 2020, Junior Cally ultimissimo in classifica: al Festival il trionfo di Salvini“. E non si capisce di che trionfo si tratti, Salvini non è in gara e i suoi inviti a non guardare il Festival (la prima serata ha detto che andava a teatro, ieri che avrebbe letto un libro) non sembrano funzionare molto visto che ieri sera sono stati 9 milioni 962mila, pari al 53.3%, i telespettatori che hanno seguito in media ieri sera su Rai1 la seconda serata di Sanremo. Un anno fa, la seconda serata del festival aveva raccolto una media di 9 milioni 144mila spettatori e del 47.3%.
I sovranisti però hanno le idee confuse. Come quello che ritiene che dopo il pippone infinito e lagrimoso di Rula Jebreal sul femminicidio abbiano fatto cantare Junior Cally con una canzone in cui dice “sborro nella bara”. Ma oltre alla contraddizione di chi si lamenta contemporaneamente di un monologo contro la violenza sulle donne e di una canzone che parla di donne uccise in realtà quello non è il testo di una canzone di Junior Cally ma di un altro cantante, un rapper di nome Skioffi (che non è nemmeno a Sanremo).
E non è il solo ad avere questo problema. Anche secondo un’altra utente il canone Rai non si deve usare per pagare “violenti che inneggiano al femminicidio” nè “Rula Jebreal che offende gli italiani chiamandoci”, e qui il messaggio si interrompe.
Insomma al Festival — sembra di capire — non ci devono andare nè quelli che inneggiano alla violenza sulle donne (ma non c’è nessuna canzone che lo fa) nè quelle che ci dicono che in Italia c’è un problema: la violenza e le molestie sessuali contro le donne.
Ma forse Junior Cally non è nemmeno il vero problema visto che c’è poi chi chiede all’onorevole Gianni Tonelli (Lega) di «fare un esposto contro la Rai per la presenza a Sanremo di personaggi come Junior Cally e ancora di più per le immagini raccapriccianti di Achille Lauro vestito e truccato da donna in un orario in cui i bambini guardano la TV».
Ci sono due cose interessanti: la prima è che per “i bambini” sembra essere più pericoloso un tizio che canta con una tutina dorata di uno accusato di incitare alla violenza contro le donne. La seconda è che due sere fa Achille Lauro si è esibito intorno alle 23, non proprio l’orario in cui i bambini sono davanti alla televisione, in teoria.
Altri invece hanno le idee chiare: quello che scrive che Junior Cally «è quello che vorresti incontrare a soli, di notte, che attraversa fuori dalle striscie [sic] pedonali».
Per un tizio che si definisce ultrasovranista invece si tratta di un “delinquente di periferia” che deve stare zitto invece che dissare Salvini.
Incredibile che si sia fatto tanto casino per un brano che potrebbe benissimo essere l’inno delle Sardine così come la canzone di Fedez era stata eletta a inno del M5S.
Naturalmente la ragione per cui Junior Cally è a Sanremo è chiara a tutti: è di sinistra. Lui però ha dichiarato di aver votato per il MoVimento 5 Stelle, che era al governo con la Lega quando sono state fatte le nomine degli attuali vertici della Rai che hanno deciso l’organizzazione di questa edizione di Sanremo.
Un bel casino, non se ne esce. Soprattutto perchè quando qualcuno li accusa di “razzismo” i sovranisti non capiscono più nulla e si sentono ingiustamente discriminati. Junior Cally è «un’altro [sic] sfigato che ha capito che se vuole far carriera deve stare sotto la cappella del pd siccome sono tutti cantanti senza arte nè parte e sanno che valgono 2 centesimi bucati conoscono bene il sistema mafioso che il pd può dare degli apecorati». Dopo il partito di Bibbiano ecco il partito di Sanremo.
E si arriva alla logica conclusione: Junior Cally vincerà di sicuro (intanto è ultimo e probabilmente sarà eliminato) perchè «è lo specchio di questo viscida associazione che ci governa e che pretende la nostra accettazione al loro patetico tentativo di controlo [sic] del pensiero». La canzone? Secondo un utente è «razzista e misogina», anche se non parla di donne e dice testualmente «Spero si capisca che odio il razzista». Si tratta di “razzismo nei confronti dei bianchi”, da parte di un bianco. Ma certamente.
(da “NextQuotidianio”)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
IL BEL GESTO A SORPRESA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Un piccolo gesto per mostrare vicinanza alla folta comunità cinese che, per colpa del Coronvirus, è ad alto rischio discriminazione in Italia (e non solo).
Per questo motivo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso, questa mattina, di fare una visita a sorpresa ai bambini che frequentano la scuola Daniele Manin, al centro dello storico quartiere romano dell’Esquilino.
Una zona dove vivono molti cittadini cinesi. Un gesto semplice per mostrare la vicinanza del Quirinale e redarguire, anche con un solo sguardo, chi in questi giorni ha deciso di fare di tutta l’erba un fascio.
Il gesto del Capo dello Stato ha lasciato di sorpresa tutti i bambini che frequentano l’Istituto Comprensivo statale Daniele Manin.
Sergio Mattarella, come si può vedere nel video pubblicato dal profilo Twitter istituzionale del Quirinale, è stato accolto da un lungo applauso.
Il presidente delle Repubblica, prima di proseguire il suo incontro anche con le altre classi, si è fermato a parlare con i bambini di prima e seconda elementare, sottolineando l’importanza dei concetti di amicizia e pace. Poi l’inno di Mameli cantato in compagnia di altri ragazzi, con tanto di cartelli relativi alla Scuola e alla Costituzione.
La mattinata del presidente della Repubblica, dunque, è stata contrassegnata dalla semplicità di questo gesto. Una visita, qualche sorriso e stretta di mani con quel sottinteso che, in realtà , è abbastanza evidente. In queste settimane, infatti, alcuni italiani si sono resi protagonisti di sinofobia: quell’atteggiamento anti-cinese provocato dai timori della diffusione del Coronavirus.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
PERPLESSITA’ SULLA EFFICACIA DEGLI APPARECCHI IN FUNZIONE NEGLI AEROPORTI
I termoscanner fanno parte degli accertamenti disposti dal ministero della Salute per
“screenare” i passeggeri in arrivo negli aeroporti e individuare i potenziali casi di coronavirus.
Un tipo di misure, adottate in uscita anche dalla Cina, sulla cui efficacia, fa sapere oggi Marco Pasciuti sul Fatto Quotidiano, la London School of Hygiene and Tropical Medicine avanza dubbi
In uno studio pubblicato il 30 gennaio, il centro di ricerca dell’università di Londra e ente di riferimento in materia nel Regno Unito sostiene che solo 8 su 100 potenziali portatori del virus 2019-nCov partito dalla Cina vengono individuati attraverso lo scanning termico al momento dello sbarco.
La misura, si legge nel documento firmato da un gruppo di ricercatori guidato da Billy Quilty, “viene spesso implementata per limitare la probabilità di ingresso di casi infetti” nei Paesi che la adottano “nonostante scarse evidenze circa la sua efficacia”.
In particolare, nel caso del morbo partito dalla città cinese di Wuhan, a mettere in discussione l’utilizzo degli scanner termici è il lasso di tempo che intercorre tra l’infezione e la comparsa dei sintomi.
“Un recente articolo del Ne w England Journal of Medicine- si legge nella presentazione dello studio sul sito del dipartimento — mostra che la maggior parte delle persone infettate dal nuovo coronavirus mostrano i sintomi dopo poco più di cinque giorni”.
Una serie di presupposti che fa sì che il numero di casi individuati rischi di essere basso: secondo la simulazione realizzata dagli studiosi e aggiornata al 2 febbraio, su 100 passeggeri infettati dal virus solo 8 verrebbero individuati dagli strumenti approntati nel settore “Arrivi” degli aeroporti e 43 dagli strumenti approntati negli scali dei Paesi come la Cina che prevedono screening al momento della partenza:
“L’efficacia degli entry screening — si legge ancora — è largamente dipendente da quella dei test fatti in uscita”. In totale 49 ammalati passerebbero il controllo. Interpellati dal Fatto, gli uffici della Protezione civile fanno sapere di attenersi alle indicazioni dell’Oms, secondo cui senza sintomi non si è infettivi.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
25 SONO MEMBRI DELL’EQUIPAGGIO
Altri venti casi di coronavirus cinese sono stati registrati a bordo della nave da crociera Diamond Princess messa in quarantena dal Giappone. Lo hanno reso noto le autorità di Tokyo: a bordo della nave circa 3.700 persone, tra cui 35 italiani di cui 25 sono membri dell’equipaggio (ma nessuno finora è considerato contagiato).
Le autorità sanitarie nipponiche hanno sottoposto a test 273 dei circa 3.700 passeggeri, oltre all’equipaggio. Il Giappone aveva messo due giorni fa la nave in quarantena perchè alcune persone avevano sviluppato i sintomi del morbo dopo lo sbarco di un contagiato a Hong Kong il 25 gennaio scorso.
La Diamond Princess si trova attualmente nelle acque di Yokohama, a sud di Tokyo. In tutto, i casi rilevati in Giappone sono al momento 45. Precedentemente, sabato, un passeggero proveniente da Hong Kong era stato fatto sbarcare dopo essere risultato poiotivo al test del virus. In totale a bordo della nave, si trovano circa 3.700 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio.
Centinaia di persone rimangono anch’esse confinate a bordo di un’altra nave da crociera che si trova nelle acque di Hong Kong. Secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie dell’ex colonia britannica, sarebbero in tutto 33 i membri dell’equipaggio che mostrano i sintomi del virus.
I medici hanno testato 273 delle 3.700 persone a bordo dopo che la malattia era stata rilevata in un uomo sceso dalla nave a Hong Kong. Metà dei passeggeri sono giapponesi, dunque la comunicazione è stata resa dal ministro della Salute del Giappone; ci sono anche russi. australiani, inglesi e filippini. I 10 nuovi casi hanno colpito giapponesi, americani, canadesi, un neo-zelandese e un taiwanese. La quarantena durerà fino al 19 febbraio al massimo. I passeggeri contagiati sono stati fatti sbarcare, con stringenti misure precauzionali.
L’Unità di Crisi della Farnesina e l’ambasciata d’Italia a Tokyo, in stretto raccordo con le autorità locali, segue il caso con la massima attenzione e sono in contatto con i nostri connazionali per prestare ogni possibile assistenza. L’account twitter quarantinediamondprincess sta raccontando con una serie di tweet i giorni di quarantena.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
RICOVERATO IN ISOLAMENTO PER ULTERIORI ACCERTAMENTI UNO DEGLI ITALIANI RIENTRATO DALLA CINA
C’è un primo caso sospetto tra i 56 italiani rimpatriati da Wuhan e messi in quarantena nella
cittadella militare della Cecchignola, a Roma. Su uno di loro sono in corso accertamenti, secondo quanto riferisce l’Ansa, per la positività al coronavirus.
Le analisi eseguite questa mattina hanno infatti evidenziato «un sospetto di coronavirus 2019-nCoV» su una persona, riferisce in una nota il ministero della Salute. Sulla persona considerato ora un caso sospetto sono stati quindi decisi ulteriori accertamenti, che saranno svolti allo Spallanzani, dove verrà trasferito e ricoverato in isolamento.
Sta avvenendo a scaglioni ed è previsto che si concluda entro domani il rientro in Italia degli ultimi 87 studenti che partecipavano ad un programma di Intercultura che sono ancora in Cina.
L’associazione spiega che i 13 che erano ad Hong Kong sono tornati ieri, mentre un altro da Hong Kong e l’altra decina che erano in Cina sono rientrati nei giorni scorsi.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
SPOSTAMENTI MINIMI IN UNA SETTIMANA
La Lega con il 30% si conferma primo partito in Italia, ma è in leggero calo: perde 0,1 punti percentuali rispetto alla scorsa settimana.
Lo rivela l’ultimo sondaggio Emg Acqua realizzato per la trasmissione Agorà .
Cala anche il M5s che si allontana dal 15% e si piazza al 14,1%.
Cresce, di poco, il Pd che si ferma al 21,3%. Stesso trend per Fratelli d’Italia che sale all’11,6%. Stabile Forza Italia al 6,1%. Sale di 0,1 punti Italia Viva. Azione di Calenda cala al 2,6%.
Durante la trasmissione, sono stati diffusi anche sondaggi sul coronavirus. Gli italiani sono divisi: il 48% ritiene la paura eccessiva, il 47% giustificata.
Per la maggioranza, il governo si è mosso bene nella gestione dell’emergenza.
(da agenzie)
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