Febbraio 8th, 2020 Riccardo Fucile
IL 55% AMMETTE DI AVERNE SOLO SENTITO PARLARE
La riforma della prescrizione targata Bonafede convince, ma soltanto il 5% afferma di conoscerla nei dettagli. Lo rivela l’ultimo sondaggio Ipsos realizzato per il Corriere della Sera.
Alla domanda «Lo scorso primo gennaio è entrata in vigore la riforma della prescrizione. Lei era a conoscenza di questa riforma?», ha risposto «Sì, la conosco nelle sue linee generali» il 40%, mentre il 5% appunto ha risposto «Sì, nei dettagli». Il 36% dice di averne sentito soltanto parlare, mentre il 19% ammette di non conoscerla affatto.
Il parere sulla riforma, in generale, è però positivo. Il 57% degli intervistati pensa infatti che la prescrizione «consente spesso ai colpevoli di evitare la condanna», per questo «è meglio toglierla o allungarla». Solo il 20% la ritiene «una garanzia per gli imputati che rischiano altrimenti di rimanere sotto processo per un tempo lunghissimo».
Per un intervistato su due, inoltre, lo stop alla prescrizione restituisce maggior certezza della pena, dando al processo maggiore efficacia. E solo per il 25% lo stop rischia di determinare una perdita di efficienza degli uffici giudiziari.
L’accordo sulla prescrizione ha avuto come effetto quello di spaccare la maggioranza, ma le opinioni su un’eventuale crisi di governo sono divise. Se il 32% pensa che un’eventuale crisi sarebbe negativa, il 26% la riterrebbe «molto positiva» perchè, secondo questa fetta di intervistati, l’attuale governo «non è adatto per il Paese».
(da agenzie)
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Febbraio 8th, 2020 Riccardo Fucile
OPINIONI SULLA RIFORMA DELLA PRESCRIZIONE
È indegno quanto sta accadendo in seno alla maggioranza di governo in merito alla prescrizione
ed alla riforma del processo penale
Pur di provare a riconquistare quote di consenso, “giocandosela”, in seconda battuta, sul versante dell’assistenzialismo di massa , il PD e LEU sono disposti a tutto, finanche a violare i più elementari principi di diritto, rinnegando la loro storia, lunga o breve che essa sia.
Per l’affermazione di certi spazi di libertà , da una parte, e di limiti precisi al potere dello stato, dall’altra, sono state versate lacrime e sangue e non è, di certo, uno bellissimo spettacolo l’indecorosa pantomima consumata dalle forze di governo sin dalla nascita della colazione.
Ma davvero, “questi signori”, pensano che sia così importante la riforma della giustizia, peraltro al ribasso ed in violazione delle più “elementari” e, quasi, “naturali”, regole proprie dello stato di diritto?
Davvero, per questi signori, non esistono altre impellenza che quella di una “prova muscolare” finalizzata soltanto ad affermare la non dipendenza da ItaliaViva?
Davvero la miopia istituzionale e politica della maggioranza di governo è così profonda e indegna?
Quale modello di società e di civiltà hanno in mente “questi signori”?
Se, per evitare agli altri di vincere, si è disposti a “vendere l’anima al diavolo”, e allora, diciamolo: non c’è onore e la storia se ne ricorderà . Peccato che, nelle more, si sarà costretti a vivere un ritorno al peggiore dei passati… La riforma della giustizia non può assolutamente passare attraverso l’eliminazione delle garanzie processuali.
La “sete di giustizia”, da abbeverare ad ogni costo pur di conservarsi la poltrona, sarà , sempre, il più vergognoso pegno da pagare alla “sete di potere”.
Forse l’Idealismo aveva ragione: sulla “nostra testa, passa e si muove il Pensiero”, e davvero lo fa sulla scorta di un movimento dialettico di tesi, antitesi e sintesi. Peccato, però, che quello attuale sia il peggiore dei “pensieri”. La più vergognosa retorica del nulla elevata a potere…
Salvatore Totò Castello
Right BLU – La Destra liberale
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Febbraio 8th, 2020 Riccardo Fucile
HA GIA’ PRECEDENTI SPECIFICI A FIRENZE E BUSTO ARSIZIO
Mentre Renzo Bossi viene accusato di presunti traffici con l’Africa e si sfoga con Libero, l’altro figlio del Senatùr Riccardo finisce sul Corriere della Sera perchè non ha pagato il conto della cena di Natale:
Il primogenito di Umberto, fondatore e presidente della Lega, l’ha trascorsa in compagnia di un’avvenente signora a un tavolo dell’Antica Osteria Cavallini, locale milanese frequentato da personaggi dello sport, della politica e dello spettacolo, dal quale, però, sarebbe uscito senza pagare il conto da 240 euro.
«Non ho il portafoglio, pagherò con un bonifico», avrebbe detto alla cassa facendo risuonare il suo cognome. Il ristoratore, egiziano di origine, ha dichiarato di non aver mai ricevuto un euro e l’ha querelato per truffa.
Non è la prima volta per Riccardo Bossi: a settembre 2019 fu denunciato a Firenze per un conto da 66 euro non pagato in un ristorante.
Nell’occasione precedente Riccardo Bossi era stato rintracciato in un residence in base al numero di telefono che il ristoratore aveva salvato nella sua agenda quando era stata contattato per la prenotazione.
Il cliente si era allontanato con la scusa di andare a prelevare denaro in contanti dopo che la sua carta non aveva funzionato. Al Residence prometteva di pagare la mattina dopo, ma il giorno dopo se ne era andato senza saldare il conto della stanza avendo dato solo un acconto per le due notti.
A quel punto era scattata la denuncia del proprietario del locale, Gaetano Lodà , non tanto per riavere i 66 euro, quanto per evitare che altri esercizi a Firenze vengano truffati.
Nel 2016 sempre Riccardo Bossi era stato condannato a dieci mesi di galera per aver acquistato dei gioielli e un orologio Rolex in un negozio di Busto Arsizio senza pagare il conto.
(da agenzie)
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Febbraio 8th, 2020 Riccardo Fucile
SARA’ DESTINATO ALL’OSPEDALE PEDIATRICO REGINA MARGHERITA DI TORINO… DOPO TIZIANO FERRO E RULA JEBREAL, UN ALTRO GRANDE GESTO
Dopo Tiziano Ferro, e Rula Jebreal anche Georgina Rodriguez ha deciso di devolvere il suo
intero cachet in beneficenza.
Nelle ultime ore è trapelato che la modella spagnola avrebbe deciso di donare quanto ricevuto per la sua partecipazione al Festival di Sanremo all’Ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino.
Sulla notizia non c’è ancora l’ufficialità e nè Cristiano Ronaldo nè Georgina Rodriguez hanno confermato la decisione.
Secondo La Repubblica lo staff della modella ha preso contatti con l’ospedale pediatrico. La cifra, che non è stata resa pubblica, si aggirerebbe sui 140mila euro.
(da agenzie)
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Febbraio 8th, 2020 Riccardo Fucile
PER ORA SI TRATTA DI UN ATTO DOVUTO, IN CORSO GLI ACCERTAMENTI
Ci sono cinque operai indagati per il Frecciarossa 9595 deragliato a Casalpusterlengo in provincia di Lodi.
Si tratta per ora solo di un atto dovuto, perchè a lavorare sullo scambio al “chilometro 166+771”, fino a un’ora prima del disastro, è stata proprio quella squadra di Rfi. Per questo la procura di Lodi, titolare dell’inchiesta, ha iscritto i loro nomi nel registro degli indagati.
Gli specialisti del Noif, il Nucleo operativo incidenti ferroviari della Polfer, stanno svolgendo per la Procura di Lodi le indagini che hanno al centro anche la mancata segnalazione al sistema elettronico di sicurezza dello scambio in ‘svio’. E si prospettano degli accertamenti irripetibili sui binari che hanno necessariamente comportato l’iscrizione nel Registro degli indagati dei cinque operai.
I tecnici e gli investigatori infatti dovranno chiarire perchè il sistema di rilevamento abbia ricevuto una segnalazione di binari ‘per dritto’ e non di ‘svio’, che avrebbe fermato il treno prima. Lo scambio — il cosiddetto ‘punto zero’ — avrebbe dovuto infatti avere gli ‘aghi’ dei binari posizionati sul ‘corretto tracciato’ e invece li aveva posizionati in svio a sinistra.
A contatto con lo scambio la carrozza n.1, dove si trova la motrice, è praticamente ‘decollata’ a quasi 300 all’ora, impattando contro un carrello che si trovava su un binario di ricovero, e poi contro una palazzina di manutenzione.
Dalla cabina di pilotaggio, sventrata, i corpi dei due macchinisti sono stati proiettati fuori a grande distanza. Servirà per ricostruire il tutto anche l’hard disk delle telecamere, acquisite oggi, nel perimetro della stazione tra Livraga e Ospedaletto Lodigiano dove l’alta velocità corre parallela all’autostrada del Sole. I sindacati, che oggi hanno indetto due ore di sciopero, rifiutano l’ipotesi di un errore umano commesso dalla squadra di cinque operai che erano intervenuti sullo scambio poco prima come unica causa dell’incidente. I lavoratori, seguendo una normale procedura, sono stati intanto destinati ad incarichi di ufficio, in attesa degli esiti delle inchieste aperte dalle Ferrovie e dalla Procura di Lodi.
Sentiti come testi, gli operai avrebbero detto di non aver terminato il lavoro completamente, ma di aver rimesso lo scambio in ordine e che il binario dagli agenti di manutenzione era stato restituito regolarmente a quelli di movimentazione.
Secondo quanto si è saputo, in questo modo la centrale di Bologna non avrebbe potuto constatare l’anomalia. Il lavoro dei tecnici è già iniziato.
Repubblica spiega oggi che esistono anche molti punti oscuri:
Ci sono, però, da capire i motivi di un’eventuale leggerezza del genere: fretta(o pressioni?) per far partire in orario il primo treno dell’alba e non innescare ritardi della circolazione, stanchezza per quell’omesso ulteriore controllo, composizione della squadra. Correttezza della procedura e della mancanza di ulteriori “sentinelle” dell’imminente sciagura. A questo si aggiungerà l’analisi delle due scatole nere del treno, recuperate ieri pomeriggio a disposizione dei consulenti della Procura (e, adesso, degli indagati), insieme all’hard disk delle telecamere lungo il tracciato. Vuole tempi stretti, la Procura di Lodi, anche per consentire di velocizzare la smobilitazione dell’area e la riapertura di quel tratto cruciale di ferrovia, il cuore della linea ad alta velocità che collega Milano e Bologna. Forse già lunedì.
Il rapporto redatto per la procura riporta le misure esatte degli impatti:
A 40 metri dal “punto zero” il locomotore travolge una sessantina di bidoni di combustibile. Dopo altri 20 metri incoccia contro una montagna di ciottoli depositati per la nuova massicciata in costruzione a bordo cantiere. Ancora 21 metri e urta contro un escavatore bianco lasciato parcheggiato tra i sei binari di servizio. Dopo altri 29 metri, il primo degli schianti fatali: contro una catasta di vecchi binari abbandonati, che spezzano la cabina. Proprio qui è stato trovato il corpo del primo macchinista
Ormai la motrice è a pezzi e coperti altri 40 metri sbatte contro un carrello carico di cemento fresco, fermo sul secondo binario di servizio al cantiere. È l’impatto più devastante, che accartoccia il muso del treno. Ancora 17 metri e ciò che resta del mezzo si schianta contro un carrello giallo carico di attrezzi per la manutenzione. Qui viene trovato il corpo del secondo macchinista. L’effetto dell’urto è quello di un trampolino: altri 10 metri e il locomotore sfonda lo spigolo della seconda sottostazione Rfi, prende il volo e atterra dopo 44 metri, capovolto e con il muso girato di 180 gradi, orientato verso Nord. Arresta infine la corsa contro un ultimo vecchio vagone, fuori servizio e abbandonato nel parcheggio.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 8th, 2020 Riccardo Fucile
ARRIVERA’ A PRATICA DI MARE CON ALTRI NOVE ITALIANI… BUONE CONDIZIONI PER IL 29ENNE RICOVERATO ALLO SPALLANZANI… NEGATIVO IL CASO DI CHIETI
Ci sarà anche il diciassettenne di Grado che il 3 febbraio scorso non ha potuto volare con gli altri
56 italiani dalla Cina all’Italia sull’aereo di rientro domani da Wuhan. Come anticipato da Repubblica a bordo ci saranno 9 italiani, persone che si trovavano nella provincia di Hubei, quella da dove è partita l’epidemia.
A coordinare l’operazione è l’unità di crisi della Farnesina. L’aereo atterrerà nell’aeroporto della Raf (Royal air force) di Brize Norton, non lontano da Oxford con a bordo passeggeri inglesi ed europei. Qui arriverà un volo militare dall’italia che preleverà i nostri connazionali e anche sette cittadini danesi, quattro svedesi e due greci, che saranno subito trasportati nei loro Paesi da altri voli speciali.
In serata gli italiani giungeranno a Pratica di Mare e da qui saranno trasferiti in isolamento all’ospedale del Celio e non alla Cecchignola, dove non ci sarebbe più posto.
Il diciassettenne era rimasto a terra all’ultimo momento il 3 febbraio perchè aveva un po’ di febbre. È stato così portato in un bed&breakfast dove lo hanno seguito due persone incaricate dall’ambasciata. Quando si è chiarito che non è stato colpito dal coronavirus ma dall’influenza è stato dato il via libera al rientro.
Intanto l’ospedale Spallanzani di Roma fa sapere nel bollettino giornaliero che il ricercatore di Luzzara (Reggio Emilia), che ha contratto il virus a Wuhan ed era rientrato insieme ai 55 italiani rimpatriati con il primo volo, “è in buone condizioni generali con quadro clinico invariato.
Persiste lieve febbricola e iperemia congiuntivale in fase di risoluzione ed ha iniziato terapia antivirale. Il giovane – continua il personale dello Spallanzani – è assolutamente sereno, mantiene contatti costanti con la sua famiglia e con gli amici e continua il suo lavoro di ricercatore”.
Quanto alla coppia cinese che soggiornava in un hotel di Roma quando ha manifestato i primi sintomi del virus, lo Spallanzani comunica che sono ancra ricoverati in terapia intensiva e le loro condizioni sono stabili, la prognosi è ancora riservata.
L’ospedale romano ha anche ricordato che ad oggi nella struttura di eccellenza 48 pazienti sono stati sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus.
Di questi, 34 sono risultati negativi al test e sono stati dimessi. Altri 14 pazienti invece sono ancora ricoverati: tra loro, tre sono i casi confermati – la coppia cinese e il giovane proveniente dal sito della Cecchignola – nove sono stati sottoposti al test e sono in attesa di risultato, due risultati negativi rimangono comunque ricoverati per altri motivi clinici.
(da agenzie)
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