Febbraio 12th, 2020 Riccardo Fucile
I REATI CONTESTATI: BANCAROTTA FRAUDOLENTA AGGRAVATA, FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI E OSTACOLO ALLA VIGILANZA… 600.000 EURO DESTINATI A EVENTI E CENE DI GALA
Rischiano il giudizio in 21 tra vertici, ex componenti del cda, commissari e consulenti che si
sono susseguiti negli anni nell’amministrazione di Alitalia. La Procura di Civitavecchia ha chiuso le indagini sulla gestione della compagnia di bandiera notificando il 415 bis agli indagati.
Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono bancarotta fraudolenta aggravata, false comunicazioni sociali e ostacolo alle funzioni di vigilanza.
Tra gli indagati ci sono anche Luca Cordero di Montezemolo e Roberto Colaninno. Poi l’attuale ad di Unicredit Jean Pierre Mustier, la vicepresidente di Confindustria Antonella Mansi e l’ex commissario di Alitalia e liquidatore di Air Italy, Enrico Laghi. Nel procedimento – oltre ai nomi già conosciuti di Montezemolo, Ball Cramer e Hogan – risulta indagata anche la società Alitalia Sai per responsabilità amministrativa degli enti. A condurre le indagini, il Nucleo di polizia economico finanziaria del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma.
L’inchiesta ‘copre’ quasi 3 anni di gestione Alitalia, dal 2014 al febbraio 2017: in particolare, Mustier e Mansi sono indagati in qualità di membri dell’allora Cda mentre Laghi in qualità di consulente nonchè di amministratore di ‘Midco’, la società che deteneva il 51% del capitale di Alitalia Sai.
I tre, assieme ad altri 16 indagati, sono responsabili secondo la procura della bancarotta di Alitalia poichè “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso” avrebbero commesso tutta una serie di falsi per l’approvazione del bilancio del 2015. “In tal modo – si legge nell’avviso di chiusura indagine – fornendo indicazione di dati di segno positivo difformi dal vero e consentendo il progressivo aumento dell’esposizione debitoria, cagionavano o comunque concorrevano a cagionare il dissesto della società , anche aggravandolo”
Laghi risulta inoltre indagato anche per falso in atto pubblico: “nell’autodichiarazione resa in accettazione dell’incarico di Commissario straordinario di Alitalia Sai al Mise – scrivono i pm – dichiarava falsamente…di non aver prestato attività di collaborazione professionale nei confronti della società Alitalia Sai nei due anni antecedenti alla dichiarazione dello stato d’insolvenza, nonostante avesse, nel settembre 2015, emesso parere su incarico della citata società ”.
Mustier, Laghi e Mansi, inoltre, sono accusati in concorso con altri di “Ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza” di Enac, esponendo “fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica patrimoniale o finanziaria della società ” e “occultando con mezzi fraudolenti fatti che avrebbero dovuto comunicare”.
Tra le contestazioni che la procura di Civitavecchia rivolge a tre ex amministratori delegati (Silvano Cassano, Luca Cordero di Montezemolo e Marc Cramer Ball) e al Cfo Duncan Naysmith, ci sono quasi 600mila euro di Alitalia che sarebbero stati utilizzati per catering e cene di gala. I quattro avrebbero “distratto e dissipato” risorse della società per complessivi 597.609 euro: 133.571 “per spese di catering verso la società ‘Relais Le Jardin’” in occasione delle riunioni del Cda, 5.961 per “cene di gala in favore dalla società ‘Casina Valadier’” e 485.077 per organizzare 4 eventi aziendali che, seppur pagati inizialmente da Ethiad, sono poi stati indebitamente addebitati a Alitalia ‘Sai’”.
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2020 Riccardo Fucile
LA CONSULTA: “NON SI APPLICA AI REATI COMMESSI PRIMA”… ANCHE UNO STUDENTE AL PRIMO ANNO DI GIURISPRUDENZA LO SA
La Spazzacorrotti non può essere applicata in maniera retroattiva. Non può essere quindi, presa a riferimento per i reati contro la pubblica amministrazione commessi prima della sua entrata in vigore.
La Consulta, spiega una nota, ha esaminato le censure sollevate da numerosi giudici sulla retroattività della legge Spazzacorrotti, che ha esteso ai reati contro la pubblica amministrazione le preclusioni previste dall’articolo 4 bis dell’Ordinamento penitenziario rispetto alla concessione dei benefici e delle misure alternative alla detenzione.
E ha preso atto che, secondo la costante interpretazione giurisprudenziale, le modifiche peggiorative della disciplina sulle misure alternative alla detenzione vengono applicate retroattivamente, e che questo principio è stato sinora seguito dalla giurisprudenza anche con riferimento alla legge Spazzacorrotti.
La Corte ha dichiarato che questa interpretazione è costituzionalmente illegittima con riferimento alle misure alternative alla detenzione, alla liberazione condizionale e al divieto di sospensione dell’ordine di carcerazione successivo alla sentenza di condanna.
Secondo la Corte, infatti, l’applicazione retroattiva di una disciplina che comporta una radicale trasformazione della natura della pena e della sua incidenza sulla libertà personale, rispetto a quella prevista al momento del reato, è incompatibile con il principio di legalità delle pene, sancito dall’articolo 25, secondo comma, della Costituzione.
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2020 Riccardo Fucile
E’ LA CANDIDATA PIU’ VOTATA ALLE REGIONALI
Le voci circolavano già da qualche giorno, ma ora la notizia è ufficiale: la ex europarlamentare
Elly Schlein sarà la nuova vicepresidente della Regione Emilia-Romagna.
Il nuovo incarico è stato ufficializzato, in una nota, dal governatore Stefano Bonaccini, che ha anche confermato l’ingresso in giunta del manager culturale Mauro Felicori, ex responsabile della Reggia di Caserta.
I due nomi si aggiungono a quello del vicesegretario della Cgil, Vincenzo Colla, che avrà la delega al Lavoro. «La squadra sarà completata entro la fine della settimana», ha confermato Bonaccini.
Il governatore ha anche spiegato le ragioni della sua scelta, dichiarando: «Elly ha ottenuto un risultato personale particolarmente significativo, guidando le liste di “Emilia Romagna Coraggiosa“, ben interpretando la necessità di coniugare in modo nuovo e ancor più incisivo la lotta alle diseguaglianze che segnano la nostra società e la transizione ecologica».
Il commento si riferisce alle oltre 20mila preferenze ottenute dalla Schlein alle ultime Regionali. Queste valutazioni, prosegue il presidente, «mi hanno spinto a chiederle un impegno diretto nell’ambito delle politiche di Welfare e nel coordinamento di un nuovo patto per il clima, che ho intenzione di siglare con tutte le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali, così come indicato nel mio programma».
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2020 Riccardo Fucile
CRESCONO PD E FDI, CALA IL M5S
La Lega stabile al 28%, confermando anche questo mese il trend in calo e al di sotto del 30% che va avanti da dicembre 2019.
Il Pd risale leggermente sopra al 20%, il M5s scende sotto al 15%.
Ma il vero exploit è quello di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni che sfiora il 13%. Sono i risultati dell’ultimo sondaggio dell’istituto Ixè, presentati ieri sera nel corso del programma Cartabianca su Raitre.
Nel dettaglio crescono dello 0,3% sia il Partito Democratico (20,1%) che Fratelli d’Italia (12,7%). Perde 0,3 punti percentuali il Movimento 5 stelle che fa registrare un 14,9%. Invariato invece il dato per Italia Viva: il partito di Matteo Renzi resta fermo al 3,2%.
Quanto invece alla fiducia riposta dagli italiani nei leader, al primo posto rimane il presidente del Consiglio Conte al 38%, sebbene il dato risulta in calo rispetto alla scorsa settimana. Al secondo posto si piazza Giorgia Meloni con il 35% e terzo Matteo Salvini al 31%. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti è quarto al 26% mentre gli ultimi della classifica sono Luigi Di Maio (19%) e Matteo Renzi (13%).
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2020 Riccardo Fucile
L’ATTO DEL PM PRELUDE ALLA RICHIESTA DI PROCESSO
La Procura di Milano ha chiuso l’indagine in vista della richiesta di processo nei confronti
dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini accusato di diffamazione dopo la querela depositata lo scorso luglio, tramite i suoi legali, da Carola Rackete, comandante della Sea Watch3.
Un altro caso, che si incrocia in qualche modo con la vicenda della nave Gregoretti
Il pm Giancarla Serafini, titolare del fascicolo trasmesso per competenza da Roma, un paio di settimane fa – da quanto ha appreso l’Ansa – ha notificato l’avviso di chiusura dell’inchiesta.
La denuncia da parte della capitana della Sea Watch era stata depositata lo scorso 12 luglio alla Procura di Roma e gli atti, dopo l’iscrizione di Salvini per diffamazione, sono stati poi trasmessi a Milano, dove risiede l’ex ministro.
Rackete, rappresentata dal legale Alessandro Gamberini, nella querela aveva spiegato che le esternazioni di Salvini sul caso Sea Watch, “lungi dall’essere manifestazioni di un legittimo diritto di critica, sono state aggressioni gratuite e diffamatorie alla mia persona con toni minacciosi diretti e indiretti”.
A tal proposito nell’atto si citano le espressioni dell’allora ministro: “sbruffoncella”, “fuorilegge”, “delinquente”, autrice di un atto “criminale”, responsabile di un tentato omicidio in quanto “avrei provato a ammazzare cinque militari italiani”, “complice dei trafficanti di esseri umani” e altre ancora.
Interventi che sono, si legge sempre nella denuncia, “un puro strumento propagandistico e istigatorio di un ‘discorso dell’odio’, che travolge ogni richiamo alla funzione istituzionale”. Affermazioni che “non solo hanno leso gravemente il mio onore e la mia reputazione, ma mettono a rischio la mia incolumità , finendo per istigare il pubblico dei suoi lettori a commettere ulteriori reati nei miei confronti”.
Il leader della Lega, difeso dall’avvocato Claudia Eccher, in teoria ha tempo 20 giorni – termine non perentorio – dalla notifica dell’avviso di chiusura delle indagini per presentare memorie difensive o farsi interrogare.
Poi il pm può chiedere il rinvio a giudizio o se lo riterrà anche l’archiviazione.
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2020 Riccardo Fucile
L’ITALIA E’ UNO STATO DI DIRITTO, I POLITICI NON GODONO DI IMPUNITA’
Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera l’avvocato Bongiorno dichiara che al Senato spetta verificare se Salvini, nel trattenere contro la loro volontà i naufraghi a bordo della Gregoretti, “abbia agito nell’interesse pubblico”.
Ma la questione è molto diversa da come viene così semplificatamente descritta.
Sarebbe infatti davvero ingenua e pericolosa una disciplina costituzionale che permettesse di compiere reati a un ministro e di sottrarsi al sindacato del giudice penale solo che dimostri di aver agito nell’ ”interesse pubblico”.
In tal caso a un ministro che abbia rubato, basterebbe dimostrare di averlo fatto non per incassare le somme ma per devolverle allo Stato, nell’interesse pubblico, appunto.
E’ chiaro che non è così.
Il nostro sistema costituzionale invece, per esonerare dal sindacato penale il reato ministeriale, esige che esso sia stato compiuto per la “tutela di un interesse dello stato costituzionalmente rilevante” o per il “perseguimento di un interesse costituzionale prevalente”, interessi pubblici dunque assai qualificati che nel caso della nave Gregoretti mancavano del tutto.
Infatti l’ingresso dei naufraghi non minacciava affatto la sicurezza dello Stato e la “tutela dei confini” non era in pericolo: anche un bambino capisce che una nave della nostra Marina Militare che sbarca un centinaio di naufraghi sotto shock non costituisce pericolo per gli interessi nazionali.
Il vero interesse perseguito da Salvini era la redistribuzione degli immigrati a livello europeo ma, non solo non si tratta di interesse costituzionale, men che meno “prevalente o preminente”, in ogni caso non poteva essere perseguito con strumenti illeciti (come il sequestro di persona che l’avvocato Bongiorno derubrica a “rallentamento nello sbarco”), ricattando i nostri partner comunitari, violando i trattati internazionali del mare e violando i diritti fondamentali dei naufraghi.
Sono solo casi di stretta necessità — paragonabili alla forza maggiore — quelli che possono giustificare l’impunità .
Quel che conta è che un giudice penale lo possa accertare. Se poi i tempi del processo si riveleranno “lunghissimi” e l’ex ministro si troverà “bloccato per anni ostaggio del processo” vorrà dire che vivrà sulla propria pelle l’esperienza di migliaia di italiani e che così il suo approccio ai problemi della riforma della giustizia sarà più consapevole sarebbe.
Proprio perchè queste decisioni restano nei precedenti dei lavori parlamentari sarebbe opportuno che il Senato questa volta conceda l’autorizzazione a procedere altrimenti l’Italia diverrà un paese i cui ministri sapranno di essere liberi di svolgere iniziative di politica estera — invece che con la forza del dialogo – ricattando, impuniti, con l’esercizio della forza le altre Nazioni e calpestando i diritti fondamentali dei più deboli.
Insomma quanto di più distante da uno “stato di diritto”.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 12th, 2020 Riccardo Fucile
SI DOVRA’ STABILIRE SE TRATTASI DI IMPUTAZIONE COATTA CON RINVIO A GIUDIZIO IMMEDIATO O SOGGETTA A POSSIBILITA’ DI ARCHIVIAZIONE… A DECIDERE SARA’ IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Ora che il Senato ha concesso l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, la
parola passerà al procuratore di Catania Carmelo Zuccaro
E in quella sede si aprirà una fase nuova e tutt’altro che scontata. Il magistrato aveva infatti sollecitato l’archiviazione dell’inchiesta nei confronti dell’ex ministro dell’Interno ritenendo che non ci fosse stato alcun sequestro dei 131 migranti a bordo della nave militare Gregoretti che nel luglio scorso li aveva soccorsi ma poi era stata bloccata proprio da Salvini per sei giorni.
Il tribunale dei ministri ha invece ritenuto che il divieto allo sbarco fosse una violazione penale e ha trasmesso gli atti a palazzo Madama. «Voglio essere processato», aveva detto Salvini prima del voto della Giunta che aveva concesso il via libera.
La linea politica del senatore e segretario del Carroccio è infatti quella di non opporsi al processo. Ma l’avvocato e senatrice leghista Giulia Bongiorno,in una intervista al Corriere, aveva consigliato Salvini di non spingere per il sì al processo).
Oggi tocca all’aula e poi si dovrà stabilire se quella di Salvini sia un’imputazione “coatta” dunque i magistrati debbano obbligatoriamente sollecitare il rinvio a giudizio. O se invece potranno chiedere nuovamente l’archiviazione.
In ogni caso non sarà il tribunale dei ministri a decidere ma il giudice per le indagini preliminari.
(da “il Corriere della Sera”)
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Febbraio 12th, 2020 Riccardo Fucile
RESPINTO L’ORDINE DEL GIORNO PER L’IMPUNITA’… SI VOTA FINO ALLE 19 MA IL MARGINE E’ TROPPO AMPIO PER RISERVARE SORPRESE… LA LEGA SI ASTIENE
I senatori hanno votato sì al processo per Salvini ma lo scrutinio finale ci sarà alle 19, perchè chi non ha potuto votare ha tempo fino ad allora.
La votazione non è ancora chiusa ma è già scontato l’esito perchè i contrari al processo dovrebbero essere 161 e invece sono largamente al di sotto.
Si parla per ora di almeno 150 favorevoli al processo, senza considerare che la truppa dei senatori leghisti (una settantina) non voterà .
Sarà utile però verificare le cifre finali anche per giudicare la compattezza dei gruppi.
Bonino (+Europa): «Assurdo pensare a “invasione”…»
Duro intervento di Emma Bonino (+ Europa) che smonta le tesi di chi difende Salvini: «I sostenitori del diniego invocano l’articolo 52 della Costituzione: si trattava di difendere la patria e i confini. Per affermare questo, bisogna sfidare il ridicolo e sostenere che i confini della patria erano minacciati da una unità navale italiana e da 135 naufraghi». E poi, incalza la senatrice: «La patria italiana correva il rischio di essere invasa da una nave costiera italiana? È assurdo anche solo pensarlo».
il «comandante» De Falco: «Salvini rinunci all’immunità »
Il comandante Gregorio De Falco, ex 5 Stelle ora al Misto, dall’alto della sua competenza in materia analizza la situazione: «Trattenere quelle persone a bordo è stata un’inutile crudeltà , come per la Diciotti. La differenza è che la Gregoretti era stata costruita per fare vigilanza sulla pesca e non per i soccorsi. Era più piccola e le persone a bordo erano in coperta, esposte al sole». E poi, incalza: «La situazione sanitaria, certificata da un volontaria, era critica e c’erano 25 casi di scabbia. In più, non c’era bisogno di una presa di posizione esplicita del governo, perchè nel decreto era espressamente previsto che il ministro non avesse competenza su una nave militare. Quindi c’è stata un’ingerenza di Salvini. Infine, non c’era alcun pericolo imminente per l’ordine pubblico. Chiedo a questo punto a Salvini un atto di coerenza: che chieda di rinunciare all’immunità , come da proclami che fa da due anni. Sarebbe un bel gesto».
Parrini (Pd): «Salvini si faccia trattare come tutti i cittadini»
Dario Parrini (Pd): «Salvini non agì per ragion di Stato ma per una ben più bassa ragion di partito, visto che è allergico allo Stato di diritto. E non c’è alcuna ragione per cui il corso della Giustizia debba essere bloccato. Il senatore Salvini dovrebbe sentirsi contento di essere trattato come un qualsiasi cittadino invece di tirarci tossine politiche».
(da agenzie)
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