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COSA RIMANE APERTO NELL’ITALIA CHE CHIUDE (QUASI) TUTTO

Marzo 22nd, 2020 Riccardo Fucile

LE NORME IN VIGORE GIA’ DA LUNEDI, MA LE ECCEZIONI SONO MOLTE

Giuseppe Conte ha annunciato in un messaggio alla nazione su Facebook che chiuderà  le fabbriche e ogni attività  produttiva fino al 3 aprile per l’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19.
La decisione è arrivata sull’onda dell’angoscia per gli oltrecinquantamila contagiati e i quasi cinquemila morti del giorno più nero. Il video, prima annunciato in diretta per le 22.45, poi slittato alle 23.20, vede il premier che definisce l’emergenza «la crisi più difficile che il Paese abbia vissuto dal secondo dopo guerra». E quandone saremo fuori, ha promesso il premier, «il governo interverrà  con misure straordinarie che consentiranno di rialzare la testa».
Quali attività  rimarranno aperte nell’Italia che chiude tutto?
Il Sole 24 Ore segnala oggi le attività  riconosciute come servizi essenziali che saranno ufficializzate nella giornata di domenica 22 con i relativi codici Ateco:
Restano aperti quindi «ipermercati, supermercati, discount alimentari, i minimercati e gli altri esercizi non specializzati di alimentari che potranno vendere anche prodotti di prima necessità ».
Il Corriere della Sera precisa che in tutta Italia sono «consentite le attività  che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità » in particolare «la produzione, il trasporto e la commercializzazione e consegna anche a domicilio di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici, nonchè le attività  che possono essere svolte in modalità  domiciliare ovvero a distanza o telelavoro».
Aperti anche banche e uffici postali. In tutta Italia «restano aperte le edicole e i tabaccai e deve essere garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro».
In Lombardia è stato previsto «l’obbligo di limitare l’accesso all’interno dei locali ad un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone».
Rimangono ovviamente validi i divieti annunciati venerdì nell’ordinanza del ministero della Salute: in tutta Italia «sono vietati lo sport e le attività  motorie svolte all’aperto, anche singolarmente, se non nei pressi delle proprie abitazioni».
In Lombardia «nel caso di uscita con l’animale di compagnia, la persona è obbligata a rimanere nelle immediate vicinanze della residenza o domicilio e comunque a distanza non superiore a 200 metri, con obbligo di documentazione agli organi di controllo del luogo di residenza o domicilio». La Lombardia ha anche vietato gli assembramenti con più di due persone, pena un’ammenda di 5mila euro e sono sospesi tutti i mercati ortofrutticoli (nel resto d’Italia no, infatti nonostante Fondi sia stata dichiarata zona rossa dalla Regione Lazio il mercato ortofrutticolo all’ingrosso rimane aperto).
Nell’ambito delle aziende restano attive tutte le filiere ritenute essenziali, e quindi legate al settore alimentare, a quello farmaceutico e biomedicale e a quello dei trasporti.
Netta, invece, la riduzione delle attività  legate alla Pa: restano di fatto aperte gli esercizi legati a sanità , difesa e istruzione.
Continuano a operare, inoltre, edicole e tabaccai, oltre ai servizi d’informazione. La lista, provvisoria, delle attività  che resteranno aperte conta circa una settantina di voci.
La ratio è quella indicata dallo stesso Conte: “rallentiamo il motore dell’Italia ma non lo fermiamo”.
Restano attive l’industria delle bevande, le industrie alimentari, la filiera agro-alimentare e zootecnica, l’industria tessile solo legata strettamente agli indumenti di lavoro (escluso, quindi l’abbigliamento).
Le produzioni gomma, materie plastiche e prodotti chimici non saranno interrotte, così come la fabbricazione della carta e raffinerie petrolifere.
“Salve” anche le attività  legate all’idraulica, all’installazione di impianti elettrici, di riscaldamento o di condizionatori e la fabbricazione di forniture mediche e dentistiche.
E, come attività  legate ai servizi essenziali, restano attive anche le riparazioni della strumentistica utilizzata nella filiera alimentare, farmaceutica o dei trasporti. Questi ultimi, infatti, saranno assicurati anche da lunedì.
Il Dpcm che il governo sta limando non includerà  il trasporto ferroviario di passeggeri (interurbano), il trasporto ferroviario di merci, il trasporto terrestre di passeggeri in aree urbane e suburbane, i taxi e gli Ncc, gli autotrasportatori, il trasporto marittimo e quello aereo.
Attive anche la gestione fognaria e quella della raccolta dei rifiuti, oltre alle attività  bancarie, postali, assicurative e finanziarie.
Non dovrebbero essere intaccati dal provvedimento neanche i servizi veterinari, i call center e i servizi di vigilanza privata oltre alle attività  di pulizia e lavaggio delle aree pubbliche.
Nell’ambito della pubblica amministrazione restano “in vita” l’assicurazione sociale obbligatoria, i servizi legati alla difesa e, chiaramente, l’assistenza sanitaria. Esclusi, infine, i servizi di assistenza sociale residenziale e non residenziale.
Le nuove misure restrittive annunciate dal premier Giuseppe Conte scatteranno da lunedì 23. Lo precisano fonti di Palazzo Chigi.
Pertanto, le attività  produttive che rientrano nelle restrizioni annunciate nella giornata del 22 saranno regolarmente aperte, spiegano le medesime fonti.

(da “NextQuotidiano”)

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CHIUSE FINO AL 3 APRILE LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE NON STRETTAMENTE NECESSARIE: ECCO QUALI

Marzo 22nd, 2020 Riccardo Fucile

APERTI SUPERMERCATI, FARMACIE, TABACCHI ED EDICOLE

Una decisione che dal dopoguerra ad oggi non era mai stata presa: fino al 3 aprile l’Italia chiude le fabbriche che non producono generi di prima necessità , intesi come alimenti, bevande, farmaci, cibo per animali.
Resteranno aperte le industrie che si occupano di riparazioni e manutenzione. Ma tutta la filiera dell’abbigliamento e dell’automobile, per esempio, subirà  la serrata.
Un fatto che inevitabilmente cambierà  il corso della storia. Il punto di non ritorno viene segnato quando viene comunicato l’aggiornamento quotidiano dei dati. È il più nero di sempre: 793 morti in più rispetto al giorno precedente e 4821 nuovi casi solo oggi. Il picco dei contagi da Coronavirus non si vede all’orizzonte. E di fronte a questi dati, il premier Giuseppe Conte incontra i sindacati e i rappresentanti delle imprese, in pressing da giorni, e matura la svolta.
Ormai, i tentennamenti non sono più concessi. Al Nord, nel Nord delle fabbriche, il virus continua a circolare con numeri che fanno paura. Nonostante i divieti emessi nelle ultime settimane, le persone che si muovono per motivi lavoratavi sono troppe. Dunque ecco che il presidente del Consiglio si convince a nuova stretta, l’ennesima. Salvaguardare i servizi definiti essenziali, come i supermercati, farmacie e parafarmacie, trasporti, sanità , servizi postali, bancari, assicurativi, tabacchi ed edicole, e fermare invece tutto il resto, cioè quelle fabbriche che non producono generi di prima necessità .
“Rallentiamo il motore produttivo del paese ma non lo fermiamo”, dirà  il premier alle undici e mezza di sera in una diretta facebook slittata di un’ora rispetto all’orario fissato. Conte prova a rassicurare, al termine di un’altra giornata infernale. Non solo le opposizioni ma anche il Movimento 5 Stelle e lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza erano per la chiusura totale.
Alla fine il premier è costretto a cedere e annuncia che il governo “interverrà  con misure straordinarie che ci consentiranno di rialzare la testa e di ripartire quanto prima”.
La settimana scorsa si era discusso delle misure sulla sicurezza sul lavoro, ora invece la situazione è ancora più preoccupante, da qui la richiesta firmata da tutti i sindacati: “Chiediamo di valutare misure ancor più rigorose, la sospensione di attività  non essenziali in questa fase per il nostro Paese”. Perchè, avverte il leader della Cgil Maurizio Landini: “La paura della gente si può trasformare in rabbia”
In sostanza nelle fabbriche, in una catena di montaggio, è impossibile rispettare le misure di sicurezza. E quindi la vita di chi lavora e delle loro famiglie è esposta a rischi enormi.
Non solo, soprattutto nel Nord d’Italia, le persone che ancora stanno andando fisicamente a lavorare sono troppe. Ed è per questo che il governatore Attilio Fontana oggi ha perso la pazienza emettendo una sua ordinanza in cui vieta lo sport all’aperto, chiude i cantieri e gli studi professionali.
Confindustria chiede di assicurare alle imprese tutta la liquidità  di cui hanno bisogno per superare la fase transitoria, in caso di chiusura volontaria o meno, attraverso un fondo di garanzia che riguardi piccole, medie e grandi aziende.
Ormai la linea è quella indicata dai sindacati, ovvero chiudere tutte quelle attività  non considerate necessarie su tutto il territorio nazionale. E Conte, che aveva più di qualche dubbio, è costretto a cedere.

(da “Huffingtonpost”)

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CONTE: “CHIUDEREMO OGNI ATTIVITA’ PRODUTTIVA NON ESSENZIALE IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE”

Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile

“NEGOZI DI ALIMENTARI E FARMACIE RESTERANNO APERTE, I SERVIZI ESSENZIALI SARANNO GARANTITI”

Parla al termine di una giornata drammatica, Giuseppe Conte. Dopo nuovi dati negativi sui contagi e sui decessi. E dopo un pressing arrivato da Regioni, sindacati e dall’opposizione per una ulteriore stretta del governo. Lo fa, in diretta Facebook, per un aggiornamento sull’epidemia.
Per annunciare nuove misure contro il coronavirus. Prima ha incontrato le forze sociali (sindacati e piccole imprese hanno chiesto lo stop di tutte le attività  industriali non strategiche).   Poi ha visto i capi delle delegazioni dei partiti al governo. “Questa è la sfida più difficile dal dopoguerra”, premette.
E poi annuncia: “Chiuderemo tutte le attività  produttive non cruciali. Ma restaranno aperti supermercati, alimentari, farmacie e parafarmacie. E i servizi essenziali saranno garantiti”.

(da agenzie)

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TRA POCO L’ANNUNCIO DI CONTE SULLA CHIUSURA DELLE FABBRICHE

Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile

STRETTA SULLE IMPRESE A PARTE QUELLE CHE PRODUCONO SERVIZI ESSENZIALI COME TRASPORTI, SANITA’, TELECOMUNICAZIONI E QUELLE CHE PRODUCONO BENI DI PRIMA NECESSITA’

L’aggiornamento quotidiano è appena stato comunicato. È il più nero di sempre: 793 morti in più rispetto al giorno precedente e 4821 nuovi casi solo oggi. Il picco dei contagi da Coronavirus non si vede all’orizzonte. E di fronte a questi dati, il premier Giuseppe Conte incontra i sindacati e i rappresentanti delle imprese, in pressing da giorni.
Ormai, i tentennamenti non sono più concessi. Al Nord, nel Nord delle fabbriche, il virus continua a circolare poichè, nonostante i divieti emessi nelle ultime settimane, le persone che si muovono per motivi lavoratavi sono troppe.
Dunque ecco che il presidente del Consiglio si convince a nuova stretta, l’ennesima. Salvaguardare i servizi definiti essenziali, come trasporti, sanità , telecomunicazioni, e fermare tutto il resto, ovvero quelle fabbriche che non producono generi di prima necessità .
La settimana scorsa si era discusso delle misure sulla sicurezza sul lavoro, ora invece la situazione è ancora più preoccupante, da qui la richiesta dei sindacati: “Chiediamo di valutare la possibile necessità  di misure ancor più rigorose, di sospensione delle attività  non essenziali in questa fase per il nostro Paese”. Perchè, avverte il leader della Cgil Maurizio Landini: “La paura della gente si può trasformare in rabbia”.
Confindustria chiede di assicurare alle imprese tutta la liquidità  di cui hanno bisogno per superare la fase transitoria, in caso di chiusura volontaria o meno, attraverso un fondo di garanzia che riguardi piccole, medie e grandi aziende.
Per mettere a punto ogni cosa servirà  ancora qualche ora, ma l’annuncio di nuovo decreto del presidente del Consiglio arriverà  a breve. La linea è quella indicata dai sindacati, ovvero chiudere alcune attività  non considerate necessarie su tutto il territorio nazionale.

(da “Huffingtonpost”)

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COME GLI AMICI DI SALVINI DI VISEGRAD HANNO SEQUESTRATO ARBITRARIAMENTE LE MASCHERINE DESTINATE ALL’ITALIA

Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile

680.000 MASCHERINE E MIGLIAIA DI RESPIRATORI CHE LA CINA CI AVEVA INVIATO PER AIUTARCI FREGATI DAI SOVRANISTI DELLA REPUBBLICA CECA, MENTENDO SPUDORATAMENTE… IL GOVERNO ITALIANO CACCI IL LORO AMBASCIATORE , DI LADRI IN ITALIA NE ABBIAMO GIA’ ABBASTANZA

La storia l’ha raccontata oggi il GR1 e l’ha ripresa Repubblica: solo grazie alle informazioni in merito fornite da un ricercatore ceco, Lukas Lev Cervinka, si è venuto a sapere che le autorità  locali hanno sequestrato arbitrariamente un enorme carico di 680mila mascherine e migliaia di respiratori, che la Cina aveva inviato al nostro paese per aiutarci.
Secondo il racconto Lukas Lev Cervinka martedì le autorità  ceche avevano vantano un grande successo nella lotta a chi specula sui costi di mascherine e altro materiale medico indispensabile per fermare la pandemia.
“La versione ufficiale con i primi comunicati diceva all’inizio che su trattava di mascherine e respiratori confiscati, parlando di materiale rubato a imprese ceche da criminali senza scrupoli che volevano venderle a costo maggiorato sul mercato internazionale, sfidando i severi limiti all’export medico imposti in Cechia come altrove dall’emergenza”.
Ma poi sono apparsi foto e filmati che hanno fatto capire com’è andata la storia. A bordo di camion della polizia c’erano scatoloni con le bandiere cinese e italiana, e scritte in italiano e mandarino in cui le autorità  di Pechino lanciavano saluti, incoraggiamenti e desiderio di aiuto all’Italia.
“Il ministero della Salute ceco è stato contattato”, continua Lukas Lev Cervinka, “e ha insistito nella versione ufficiale, ripetendo la menzogna del sequestro di materiale destinato a vendite illegale. Tutti i media diffusero allora la storia, ma poi la verità  è stata scoperta, e si vedevano chiaramente le etichettature sugli scatoloni inviati da Pechino: aiuto umanitario cinese per l’Italia. Eppure il governo ceco ci ha messo tre giorni prima di dire, non ufficialmente ma solo con tweets del ministero dell’interno, che ammetteva che almeno parte, cito i tweets, del carico, in realtà  veniva dalla Repubblica popolare ed era destinato al vostro paese come aiuto umanitario. Aggiungendo in termini generici che l’Italia non avrebbe perso nulla”.
Nella conferenza stampa in cui annunciò nuove restrizioni per la quarantena in Veneto qualche giorno fa Luca Zaia si lamentava di paesi che intercettavano gli acquisti della Regione Veneto. “Poi l’ambasciata italiana a Praga ha reagito, e la sua versione, veritiera, della vicenda, è stata narrata dalla Hospodarskè Noviny”, prosegue il racconto del ricercatore.
“Al momento manca ancora un’ammissione ufficiale e chiara di colpa del governo (guidato dal premier-tycoon antimigranti autocratico e populista Andrej Babis, ndr), manca anche a quanto mi risulta ogni scusa ufficiale all’Italia.
Il governo appunto si è limitato alle parziali ammissioni dei tweets del ministero dell’Interno, i suoi vertici tacciono con Italia e resto dell’Unione europea”.
La Repubblica Ceca fa parte insieme a Ungheria, Polonia e Slovacchia del Patto di Visegrad, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte quando era al governo con la Lega incontrò Andrej Babis — quello che definì come “strada per l’inferno” la richiesta italiana di accogliere i migranti e che ancora pochi giorni fa è tornato sul punto — mentre Salvini si preparava al summit dei sovranisti col premier ungherese Viktor Orbà n.

(da agenzie)

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LA POLONIA CI SOTTRAE 23.000 MASCHERINE DESTINATE AGLI OSPEDALI DEL LAZIO, ALTRA VERGOGNA SOVRANISTA

Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile

LA REGIONE LAZIO: “FATTO GRAVISSIMO, ABBIAMO CONTATTATO IL MINISTERO DEGLI ESTERI”

Le tanto agognate mascherine per medici e infermieri diventano un caso diplomatico. Oltre 23 mila dispositivi destinati agli ospedali di Roma e del Lazio sono stati bloccati e requisiti alla dogana in Polonia.
Per l’assessore alla Sanità  della Pisana, Alessio D’amato, “si tratta di un fatto di gravità  inaudita”. La Regione ha immediatamente contattato la Protezione civile nazionale e poi il ministero degli Esteri.
Le mascherine, infatti, servono subito. I sanitari le chiedono a gran voce da giorni e il Lazio ha fatto di tutto per acquistarle, mettendosi direttamente in contatto con ogni produttore possibile in Italia, in Europa e nel resto del mondo.
Ora, però, una partita di maschere modello Ffp2 è bloccata in Polonia: “I dispositivi sono stati sottratti indebitamente – riprende D’Amato – vengano restituiti ai nostri ospedali. Ringrazio l’Ambasciata d’Italia in Polonia e la Farnesina per l’immediato interessamento”.
Ora si attendono notizie dai diplomatici.

(da agenzie)

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CORONAVIRUS, 275.000 CONTAGI NEL MONDO: 25.000 IN SPAGNA, 16.000 IN GERMANIA

Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile

900 MILIONI DI PERSONE ISOLATE, 12.000 I MORTI…. NEGLI USA I CASO SONO 17.500 CON 225 MORTI

Continuano a crescere i casi di coronavirus in tutto il mondo, con la Johns Hopkins University che, nell’ultimo bollettino diffuso, riferisce che i contagi hanno sfondato quota 275mila, con 11.400 decessi.
Secondo un calcolo dell’Afp, sono invece oltre 900 milioni le persone confinate a casa in 35 paesi del mondo. Per Afp i morti sarebbero già  12mila.
In Spagna il numero dei casi positivi è salito a poco meno di 25mila, 1.848 più di venerdì. I morti sono 1.326.
“Nessuno può sapere se supereremo l’Italia per numero di vittime. I dati ci dicono che stiamo raggiungendo il picco, che non sarà  lo stesso in tutte le comunità ”ha spiegato Maria Josè Serra, del Centro de Coordinacià³n de Alertas y Emergencias Sanitarias.
In Germania aumentano casi, pacchetto di misure straordinario per economia
Anche in Germania le cifre continuano ad alzarsi, con 2.700 nuovi contagi che portano il totale a 16.662, con 16 nuove vittime in 24 ore, per un totale di 47. Il governo tedesco varerà  un pacchetto di misure aggiuntive da 150 miliardi di euro per contrastare lo choc economico come ha confermato il ministro delle Finanze Olaf Scholz secondo la Bloomberg. Le misure saranno finanziate anche emettendo nuovo debito, ponendo fine alla regola, applicata negli ultimi anni, dello ‘schwarze null’ che impone di non creare ulteriore debito. Anche se secondo l’agenzia Ansa la Germania prevede un piano di sostegno economico di 822 miliardi di euro. In Croazia il governo ha ordinato lo stop dei mezzi pubblici per un mese. Rispetto a ieri sera sono stati confermati 78 nuovi casi di contagio con il totale salito a 206.
L’allarme di New York, firmato lo stato di calamità 
Tra i paesi in cui la crescita sta avvenendo più velocemente ci sono gli Stati Uniti, con quasi 21mila casi e già  266 morti. Venerdì il governatore dello Stato di New York (con 19 milioni di abitanti), Andrew Cuomo, ha ordinato il lockdown, mentre nella prima mattinata di sabato (ora italiana), il sindaco della Grande Mela, Bill de Blasio, ha lanciato l’allarme sulla carenza di dispositivi medici necessari ad affrontare l’emergenza: “Nel giro di 2-3 settimane New York, la più grande città  americana, avrà  esaurito molto del suo equipaggiamento medico contro il coronavirus”, ha avvertito il primo cittadino aggiungendo che servono al più presto 3 milioni di mascherine N95, 50 milioni di mascherine chirurgiche, 15 mila respiratori, 25 milioni di camici medici ed altrettanti di guanti. La Grande Mela ha 5683 contagiati e 43 morti. Da lunedì il floor del New York Stock Exchange, il simbolo della finanza globale, chiude. Gli scambi saranno tutti elettronici e i lavoratori non essenziali nello stato di New York, e quindi a Manhattan, dovranno stare a casa. Il presidente Donald Trump ha firmato la dichiarazione di stato di calamità  per New York, rendendo così disponibili i fondi federali per affrontare la crisi. Il pacchetto di aiuti che si sta negoziando al Congresso potrebbe arrivare a 2000 miliardi di dollari, superando il 10% del Pil americano, come riferisce il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow. Il voto è atteso per lunedì. Intanto, un membro dello staff del vicepresidente Mike Pence, che guida la task force Usa contro il coronavirus, è risultato positivo al test del Covid-19, ma secondo quanto riferito da un portavoce nè il presidente Donald Trump nè il suo vice hanno avuto stretti contatti con l’uomo.
Dalai in quarantena, in Corea del Sud crescono contagi
In India, il Dalai Lama è invece in quarantena a scopo precauzionale, come riferisce l’ufficio di rappresentanza di Sua Santità  il Dalai Lama a Ginevra: “Il Dalai Lama sta bene ed è solo a scopo precauzionale che è stato deciso di mettere Sua Santità  in quarantena e di annullare gli appuntamenti previsti”.
Preso ad esempio come uno dei Paesi che ha messo in campo le misure più efficaci nella lotta alla pandemia, tornano però a crescere i contagi in Corea del Sud a causa di piccoli focolai. Secondo i dati forniti dal Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) aggiornati a venerdì, le infezioni aggiuntive sono 147, rispetto alle 87 di giovedì, portando il totale a 8.799, con 8 nuovi morti che fanno salire il numero delle vittime fino a 102.
Per questo il primo ministro di Seul, Chung Sye-kyun, ha annunciato nuove e più restrittive misure: ha invitato alla chiusura delle strutture che ospitano funzioni religiose ed eventi sportivi o di intrattenimento e raccomandato i cittadini a rispettare le misure di distanziamento sociale per i prossimi 15 giorni. Qualsiasi assembramento, ha detto, verrà  disperso dalla polizia. “Potreste pensare che l’attuale situazione sia migliorata molto rispetto al passato, ma continuiamo a vedere infezioni di gruppo, infezioni da Paesi stranieri e focolai di massa in vari luoghi di lavoro”, ha detto Yoon Tae-ho, direttore generale per la politica di sanità  pubblica nel corso di un briefing con la stampa.
Chi continua a non registrare nuovi casi di contagio domestici è la Cina che anche venerdì ha avuto solo 41 nuovi casi, tutti importati dall’esterno, per un totale di 269 infetti arrivati da altri Paesi. I nuovi decessi sono 7, tutti nell’Hubei, la provincia epicentro della pandemia, per un totale di 3.255.
Canada
È salito da 12 a 13 morti nelle ultime 24 ore il numero delle vittime. I casi positivi confermati sono cresciuti a 1.099. Le autorità  sanitarie hanno effettuato test su circa 83mila persona.
Singapore
Il ministero della Sanità  di Singapore ha annunciato oggi i primi due decessi provocati dal coronavirus nella città  Stato asiatica: secondo quanto riporta il Guardian si tratta di una 75enne di Singapore e di un indonesiano 64enne. Finora i casi accertati di contagio sono 385.
Austria
Il ministero della Sanità  austriaco ha diffuso i nuovi dati sull’epidemia: alle 8 di sabato sono stati registrati 276 nuovi casi, portando il totale a 2.664.
Croazia
Dopo la crescita del numero dei contagi da coronavirus, da 128 a 168 in una decina di ore, il governo di Zagabria ha ordinato la totale soppressione per un mese dei trasporti pubblici in tutto il Paese.
Belgio
Salgono a 2.815 i contagiati in Belgio, mentre i decessi sono diventati 67. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 558 nuovi casi e 30 decessi.
Portogallo
Il numero delle morti legate alla epidemia di coronavirus in Portogallo è raddoppiato nelle ultime 24 ore, arrivando a un totale di 12. Si registrano inoltre 200 nuovi casi positivi, per un totale di 1280.
Svizzera
Il numero di casi di coronavirus in Svizzera e Principato del Liechtenstein registra un’impennata e sale a quota 6.113, ben 1.273 in più rispetto a ieri. Salgono anche i decessi, a quota 56, tredici in più in 24 ore.
Germania
Il land del Baden-Wuerttemberg, confinante con la Francia, è pronto ad accogliere pazienti francesi contagiati dal Covid-19 che abbiano bisogno di un supporto respiratorio. Lo ha annunciato un portavoce del ministero della Sanità  locale.
Francia
Le autorità  francesi hanno ordinato “250 milioni di mascherine” che verranno consegnate “gradualmente”: lo ha annunciato il ministro della Salute, Olivier Vèran, in una conferenza stampa per rispondere alle polemiche sulla penuria di mascherine. Vèran, ha annunciato che il Consiglio scientifico che affianca il presidente Emmanuel Macron e il governo si “riunirà  lunedì per decidere la durata e l’estensione” del confinamento della popolazione francese. Il ministro ha aggiunto che “l’epidemia continuerà  ad aggravarsi” fin quando non saranno visibili “gli effetti del confinamento”.
Grecia
Il governo greco ha confermato tre nuovi decessi a causa del coronavirus portando il numero totale dei morti a 13. Nel Paese finora sono stati registrati 495 casi.
Malesia
Quarto decesso da coronavirus, mentre i casi sono aumentati di 153 unità , portando il totale a 1.183. Il Paese è il terzo più colpito nella regione Asia-Pacifico.
Iran
L’Iran annuncia altri 123 morti per coronavirus, con un bilancio totale che sale a 1.556. Nonostante ciò, il presidente, Hassan Rohani, ha dichiarato che le restrizioni attualmente in vigore si protrarranno per altre due o, al massimo, tre settimane, in modo da permettere all’economia di ripartire.
Israele
Nonostante le misure fortemente restrittive imposte dal governo di Tel Aviv, sono saliti a 883 i casi registrati di coronavirus, con un aumento di 178 positivi nelle ultime 24 ore, l’incremento maggiore da quando è iniziata l’epidemia nel Paese. Ieri sera, intanto, è stata annunciata la prima vittima
Libano
Annunciato oggi il coprifuoco su scala nazionale nell’ambito dell’inasprimento delle misure precauzionali per tentare di contenere la diffusione del coronavirus. Il premier libanese Hassan Diab, che ha parlato in diretta tv in un discorso alla nazione chiedendo a tutti i libanesi di rispettare le misure ordinate dal governo, ha precisato che l’esercito sarà  dispiegato in tutte le città , pattuglierà  le strade e erigerà  posti di blocco. Sono 206 i casi di Covid-19.
Serbia
In Serbia, dove da una settimana è in vigore lo stato di emergenza, scattano le nuove misure restrittive: dalle 20 chiudono caffè, ristoranti, centri commerciali e viene sospeso il servizio di trasporto pubblico a Belgrado e nel resto del Paese. Da giorni sono sospesi tutti i collegamenti aerei, stradali e ferroviari. Il governo ha bloccato le frontiere dopo aver chiesto ai serbi residenti all’estero di non rientrare neanche per la Pasqua. Ma l’esodo è stato anticipato e il governo, preso alla sprovvista dalle code chilometriche di auto ai confini con Ungheria e Croazia, ha reagito duramente. Oltre 76mila serbi sono tornati dal 14 al 19 marzo, in prevalenza da Austria, Germania, Italia, Svizzera, Francia, Olanda.
Bulgaria
Il contagio da Covid-19 continua ad avanzare anche in Bulgaria. Gli ultimi dati parlano di un totale di 163 casi. Finora si sono registrati tre decessi. Il maggior numero di contagiati è nella capitale Sofia: 103 persone (la città  ha circa due milioni di abitanti su poco più di sette milioni del Paese.
Repubblica Democratica del Congo
Primo decesso da coronavirus in Rdc. Lo ha annunciato su Twitter il ministro della Sanità , Eteni Longondo, precisando che il paziente è morto nella capitale Kinshasa e che nel Paese il numero dei contagi è salito a 23, cinque in più rispetto a venerdì.
Thailandia

Sono 89 i nuovi casi registrati nel Paese, per un totale di 411. Una persona è deceduta. Le autorità  di Bangkok hanno ordinato la chiusura degli esercizi commerciali, dei ristoranti e delle scuole per tre settimane. È consentita l’apertura di supermercati negozi di alimentari e farmacie.
Pakistan
Il Pakistan ha sospeso per due settimane tutti i voli internazionali, compresi quelli privati, con l’esclusione di quelli diplomatici e cargo che sono comunque soggetti a controlli sanitari. Lo ha annunciato il portavoce della divisione dell’aviazione Abdul Sattar Khokar. Sono stati inoltre ridotti i treni. Oggi sono state sospese 34 tratte ferroviarie fino al 10 maggio, ha fatto sapere il ministro dei Trasporti ferroviari Sheikh Rashid Ahmad. Il Paese asiatico ha finora 533 casi e tre decessi.
Cuba
Il governo cubano ha deciso di chiudere le frontiere. L’uscita dal Paese sarà  consentita solamente ai turisti stranieri, mentre solamente i cittadini cubani e gli stranieri residenti nel Paese potranno farvi ingresso. Le misure, ha annunciato il primo ministro Manuela Marrero, saranno effettive da martedì e rimarranno in vigore per 30 giorni. Inoltre, verranno limitate le attività  pubbliche e implementate le misure di distanziamento sociale per le attività  commerciali. Le scuole, però, rimarranno aperte. Sull’isola, ha riferito Marrero, si trovano attualmente 60mila turisto. A Cuba sono finora stati registrati 21 casi di contagio, tutti importati secondo le autorità  sanitarie locali. L’unico decesso finora registrato è quello di un turista italiano.
Egitto
L’Egitto ha annunciato la chiusura di tutte le moschee per due settimane. Lo ha annunciato il governo del Cairo, secondo i media locali, aggiungendo che sono vietate anche le preghiere in gruppo.
Africa
Il numero di contagi confermati di coronavirus in Africa è salito a oltre mille, mentre due capi di Stato hanno violato le restrizioni imposte da loro stessi, per partecipare al giuramento del presidente namibiano, Hage Geingob. L’Angola ha annunciato il suo primo caso di contagio, quindi sono ormai almeno 40 i Paesi con casi d’infezione nel continente, sul totale di 54. Il Congo ha dato notizie del primo decesso, il Burkina Faso di altri due.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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CHIUDERE LE FABBRICHE? CONTE CONVOCA IMPRENDITORI E SINDACATI MA PRENDE TEMPO

Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile

SINDACATI PER LA CHIUSURA TOTALE, IMPRENDITORI DIVISI… MA IL PROVVVEDIMENTO E’ NECESSARIO ALMENO IN LOMBARDIA, NON C’E’ PIU’ TEMPO DA ASPETTARE

Riunione straordinaria a Palazzo Chigi tra il governo e le parti sociali (in video conferenza). Il premier Giuseppe Conte ha convocato i rappresentanti di imprese e sindacati per valutare l’efficacia dei provvedimenti presi negli ultimi giorni, a cominciare dal Protoccolo per la sicurezza sui luoghi di lavoro, oltre a quelli a sostegno dell’economia. Ma soprattutto per valutare la situazione nelle fabbriche. La richiesta dell’incontro è arrivata da Cgil, Cisl e Uil, affinchè si arrivi a prendere una decisione di chiusura totale di tutte le attività  industriali non essenziali.
“Nello spirito e con l’obiettivo che ci ha portato responsabilmente a sottoscrivere il Protocollo – si legge nella lettera che i sindacati hanno scritto a Palazzo Chigi – e a gestire positivamente in questi giorni l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e la messa in sicurezza della salute delle persone nei luoghi di lavoro, Le chiediamo di valutare la possibile necessità  di misure ancor più rigorose di sospensione delle attività  non essenziali in questa fase per il nostro Paese.
Un intervento che dovrebbe riguardare, al momento, solo la Lombardia, ma che potrebbe – in seguito – riguardare tutto il territorio nazionale se non fosse possibile garatie adeguati livelli di sicurezza. Un intervento sollecitato anche dagli amministratori locali, a partire dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori.

(da agenzie)

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LOMBARDIA, ORDINANZA DI FONTANA PER FERMARE CANTIERI, EDILI, STUDI PROFESSIONALI E UFFICI FINO AL 15 APRILE

Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile

MA RESTANO FUORI LE AZIENDE E IL TRASPORTO PUBBLICO, OLTRE AI SUPERMERCATI, LE FARMACIE E LE EDICOLE

Dopo i dati drammatici di oggi, la Lombardia dispone misure più restrittive contro il coronavirus. Viene decretato -fino al 15 aprile – il fermo delle attività  nei cantieri edili e il divieto di praticare sport e attività  motorie svolte all’aperto, anche singolarmente. Stop anche agli studi professionali e agli uffici pubblici.
L’ordinanza della Regione   mantiene aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie e i supermercati, sempre con la garanzia del rispetto della distanza di almeno un metro.
Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha firmato una nuova ordinanza con misure più stringenti per la popolazione: sospese le attività  degli uffici pubblici e quelle degli studi professionali. Stop anche ai cantieri e divieto assoluto di praticare sport e attività  motorie all’aperto, anche singolarmente.
Ai supermercati, alle farmacie, nei luoghi di lavoro, a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere, si raccomanda a cura del gestore/titolare di provvedere alla rilevazione della temperatura corporea.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, valgono le prescrizioni su distanziamento degli utenti contenute nelle due ordinanze regionali già  in vigore.
In una nota della Regione si legge che «la competenza sulla chiusura delle attività  produttive è del Governo, ma i rappresentanti delle associazioni di impresa hanno garantito che fin dalle prossime ore chiederanno ai propri associati di sospendere comunque tutte quelle produzioni che non fanno parte delle filiere essenziali».
L’atto del presidente Fontana amplia le decisioni del Governo con ulteriori interventi tra i quali:
il divieto di assembramento nei luoghi pubblici — fatto salvo il distanziamento (droplet) — e conseguente ammenda fino a 5mila euro
la sospensione dell’attività  degli Uffici Pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità ;
la sospensione delle attività  artigianali non legate alle emergenze o alle filiere essenziali;
la sospensione di tutti i mercati settimanali scoperti
la sospensione delle attività  inerenti ai servizi alla persona;
la chiusura delle attività  degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili e urgenti o sottoposti a termini di scadenza;
la chiusura di tutte le strutture ricettive ad esclusione di quelle legate alla gestione dell’emergenza. Gli ospiti già  presenti nella struttura dovranno lasciarla entro le 72 ore successive all’entrata in vigore dell’ordinanza;
il fermo delle attività  nei cantieri edili. Sono esclusi dai divieti quelli legati alle attività  di ristrutturazione sanitarie e ospedaliere ed emergenziali, oltre quelli stradali, autostradali e ferroviari;
la chiusura dei distributori automatici cosiddetti ‘h24’ che distribuiscono bevande e alimenti confezionati;
il divieto di praticare sport e attività  motorie svolte all’aperto, anche singolarmente.
Restano però fuori le attività  di aziende e il trasporto pubblico locale, i maggiori luoghi di aggregazione dove o contatti sono più ravvicinati.

(da agenzie)

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