Aprile 15th, 2020 Riccardo Fucile
LO SCRITTORE; “SE ARRIVI A INTESTARTI ANCHE LE CRITICHE CHE NON TI RIGUARDANO SEI PROPRIO MESSO MALE”… ” IL PRIMO A BUTTARE A MARE FONTANA SARAI TU, CAPITAN CODARDO”
Vedi alla voce non conoscere vergogna. Ieri sera la pagina facebook di Matteo Salvini ha pubblicato un meme in cui sostiene che Roberto Saviano abbia dichiarato che le vittime del Coronavirus SARS-COV-2 e di COVID-19 siano colpa sua.
Senza la minima vergogna — come dice lui — Salvini si riferiva a un articolo di Saviano pubblicato da Le Monde dove viene nominato in una sola occasione: quando si dice che Roberto Maroni era il suo predecessore come segretario del Carroccio.
Nel pezzo lo scrittore analizza la crisi sanitaria in Italia e in particolare quella che ha investito la Lombardia, “regione opulenta ma principale focolaio epidemico della Penisola con 10.000 vittime”, come scrive Le Monde.
La Lombardia, scrive Saviano, “si caratterizza per una forte combinazione di strutture private e pubbliche create dalle amministrazioni di destra al potere in questi due ultimi decenni. Questa regione è il territorio di Silvio Berlusconi e il feudo di Roberto Formigoni, di recente condannato a 5 anni e 10 mesi di carcere per gravi fatti di corruzione”. Per Saviano, “la Lombardia, di fronte a una crisi sanitaria la cui rapidità di propagazione non era certo prevedibile, ha pagato a caro prezzo le mancanze del suo sistema sanitario misto pubblico-privato”.
“Siamo di fronte — scrive ancora — a dirigenti politici di una regione che si è sempre vantata di essersi fatta da sola e che, in questi ultimi 30 anni, ha sempre chiesto maggiore autonomia — il partito più forte del Nord, la Lega, prima secessionista poi diventato sovranista poco tempo fa — lamentandosi del peso di un sud improduttivo, denigrando ogni atto in favore di una maggiore centralizzazione e qualsiasi decisione presa da Roma, città inefficace e disorganizzata. Ed ecco che, con questa crisi sanitaria, quegli stessi uomini politici finiscono per rigettare sul governo centrale la responsabilità delle proprie indecisioni ed omissioni. Un comportamento disonorevole e criminale”.
E infatti Saviano ha risposto proprio così su Facebook:
A dire il vero, l’articolo che ho scritto per Le Monde — non è un’intervista, quindi, come sempre, parli senza aver letto — è una analisi comparata delle reazioni al diffondersi della pandemia nelle regioni più colpite del Nord.
Il confronto immediato e impietoso è quello tra Fontana e Zaia. Da un lato il fallimento totale, dall’altro, fino a ora, una serie di scelte azzeccate, che hanno salvato migliaia di vite. Mi rendo conto che, pur essendo Zaia un compagno di partito, è oramai il tuo più acerrimo concorrente: uno che fa fatti da un lato e uno che si è ridotto a fare la soubrette televisiva, dall’altro.
Detto ciò, se arrivi a intestarti anche le critiche che non ti riguardano personalmente, al paese mio significa che stai alle cozze.
Tanto lo sappiamo tutti che, appena in Lombardia inizierà la resa dei conti, quando i vertici regionali dovranno rispondere delle migliaia di contagi (e di morti) che si potevano e si dovevano evitare, il primo a buttare a mare Fontana, Gallera e tutti i leghisti coinvolti sarai tu, CapitanCodardo.”
E sapete perchè Salvini si è buttato così? Perchè giustamente è terrorizzato da quello che sta uscendo sulla Lombardia. Per questo preferisce buttarla in caciara
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 15th, 2020 Riccardo Fucile
SAREBBERO UN MIGLIAIO LE SEGNALAZIONI DEI MEDICI DI FAMIGLIA ALLA ASL DI RICHIESTA DI TAMPONI ANDATE PERSE
Il Fatto Quotidiano racconta oggi che in Piemonte si sono persi le email sui primi contagi da
Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19. La Regione si appresta a diventare la seconda malata d’Italia dopo la Lombardia, vicina con cui —al pari del Veneto —condivide chilometri di confine e a cui —a differenza del Veneto —si lega per una certa affinità nelle politiche anti Covid-19.
Gli ultimi numeri: ieri il Piemonte ha fatto registrare un aumento dei contagi pari al 3,2%, quasi il doppio della Lombardia, secondo soltanto a quello della Liguria (3,8%). I contagi sono 17.690 (circa 3 mila in meno dell’Emilia-Romagna) e 1.927 i deceduti (circa 800 in meno dell’Emilia).
Continua a saltare all’occhio il numero dei tamponi fatti: 71 mila in Piemonte, 101.869 in Emilia e, soprattutto, 208.878 in Veneto che, con una popolazione sostanzialmente equivalente, registra un numero di poco inferiore di contagi ma ha mille morti in meno.
E sui tamponi — tasto dolente del Piemonte — volano infatti da giorni gli stracci.
Da un lato le associazioni dei medici accusano la politica di aver ignorato l’appello a intensificare i controlli almeno sul personale sanitario, sottolineando come —a differenza di quanto sostenuto dall’assessore alla sanità Luigi Icardi— “esista eccome una correlazione tra tamponi effettuati e l’andamento dei decessi ”. Dall’altro la Regione, che lamenta “pugnalate alla schiena”
L’ultimo capitolo è andato in onda ieri. Il presidente del Comitato tecnico scientifico, Roberto Testi, ha dichiarato che decine di comunicazioni via email, inviate dai medici di famiglia al Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asl unica di Torino in cui si richiedevano tamponi per pazienti sintomatici, “sono andate perse”, come denunciato dagli stessi medici di famiglia.
In sostanza, l’email del Servizio d’igiene a cui arrivano le segnalazioni di cittadini vittime del Covid-19 si sarebbe bloccata per il numero “eccessivo”(fino a 500 al giorno) di messaggi ricevuti. Ciò che non si spiega, è come mai il Servizio d’igiene abbia temporeggiato a segnalare il problema.
Il blocco, infatti, secondo Testi, sarebbe di un’intera settimana, circa un migliaio le email “perdute”. Come sia stato possibile tutto ciò, non è esattamente dato sapere. Di certo sono finite nel nulla anche centinaia di segnalazioni arrivate telefonicamente al Servizio d’igiene da cittadini che avevano contattato le guardie mediche o i medici di base o la Asl. Richiedevano invano un tampone dichiarando di aver avuto contatti con persone risultate positive.
Per non parlare delle mancate analisi fatte a parenti stretti di persone decedute (anche loro rimasti senza test) o di casi da noir come quello delle due prostitute nigeriane fuggite a fine febbraio dall’ospedale Amedeo di Savoia. Erano state ricoverate con sintomi da coronavirus ed erano state in Lombardia. Sono state poi rintracciate, ma soltanto nei giorni successivi, l’ultimo tampone aveva dato esito negativo.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 15th, 2020 Riccardo Fucile
PER I FEDELI CRISTIANI AMMASSATI IN UNA CHIESA A PASQUA SOLO UN POST SU FB
Il razzismo ai tempi del coronavirus. Oltre ai recenti scivoloni politici a livello nazionale arriva ora anche una comunicazione che i più non esitano a definire razzista. Le ben note raccomandazione per il contenimento della diffusione del coronavirus — dal rimanere a casa al lavarsi le mani — sono state ribadite in un documento indirizzato dal sindaco della cittadina in provincia di Salerno «alla comunità magrebina della Città di Scafati».
Cristoforo Salvati, sindaco di Scafati, ha firmato un’ordinanza fatta ad hoc per la comunità magrebina della provincia. Nel foglio si legge: «È fondamentale che tutta la comunità magrebina della città di Scafati, anche in prospettiva dell’imminente avvio del periodo sacro del Ramadan per i credenti islamici, si attenga scrupolosamente a quanto sopra riportato, in quanto misure essenziali per il contenimento dell’emergenza epidemiologica». Il riferimento alla comunità magrebina c’è ed è nero su bianco, quindi, scritto ad hoc per integrare quella lista che tutti quanti conosciamo bene
Raccomandazioni aperte ai magrebini, cenni vaghi ai fedeli cristiani
La necessità di rivolgersi specificatamente alla comunità magrebina assume ancora di più — qualora servisse — tinte razziste se si pensa che solo qualche giorno fa si è reso necessario l’intervento dei carabinieri per disperdere una folla di fedeli arroccati in chiesa.
Cristiani (e italiani) che pretendevano di celebrare la Pasqua a Messa. In questo caso il sindaco si è limitato a condannare la questione con un post Facebook, cosa che — a quanto pare — non basterebbe per la comunità magrebina, la quale si è vista nominare direttamente nell’avviso pubblico e protocollato. Un virus che, a quanto pare, distinguerebbe fedeli cristiani e fedeli musulmani.
(da agenzie)
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Aprile 15th, 2020 Riccardo Fucile
PARTONO GLI ACCERTAMENTI
Una allegra grigliata di Pasquetta nel cortile del carcere di Sollicciano a Firenze: in barba ai divieti e
senza rispetto delle norme sanitarie in tempo di coronavirus. Una quarantina di persone che, stando ai primi accertamenti, sarebbero agenti della polizia penitenziaria e rispettive famiglie, sono stati immortalati nel cortile dell’istituto di detenzione fiorentino.
La notizia è stata riportata da La Nazione con tanto di servizio fotografico in cui si vede il fumo della griglia e un assembramento di persone senza mascherina nel cortile del carcere. Nel lunedì di Pasquetta sono state segnalati rumore e voci nel cortile del carcere fiorentino: sapendo delle tensioni che nei giorni dell’emergenza sanitaria ha attraverstato molti istituti di pena, qualcuno ha pensato a una rivolta dei detenuti. Invece si trattava di una grigliata per onorare il giorno dopo la Pasqua e sembra ci sia stata anche una partita a calcio nel campetto dell’istituto.
Come se non ci fossero divieti, come se il rischio sanitario non riguardasse quell’enclave.
Il direttore del carcere Fabio Prestopino spiega: “Ero all’oscuro di tutto e ho già fatto partire un’inchiesta interna per capire come si siano svolti i fatti” dice amareggiato.
Secondo una ricostruzione, il direttore che non si trovava a Firenze è stato chiamato lunedì pomeriggio da un funzionario del vicino istituto Gozzini, la casa circondariale a custodia attenuata che segnalava voci nel cortile del carcere.
Il direttore avrebbe immediatamente telefonato per accertarsi di eventuali problemi, ma sarebbe stato rassicurato che tutto era tranquillo. Secondo alcuni, nel cortile del carcere sarebbero stati presenti anche alcuni bambini: “Questo a me non risulta” spiega Fabio Prestopino. Il direttore e il capo della polizia penitenziaria sono stati convocati per questa mattina dal provveditore regionale.
Lo scorso 10 marzo c’erano state proteste all’interno dell’istituto quando si era diffusa la notizia che un allievo della polizia penitenziaria è risultato positivo al coronavirus. Altri allievi che facevano servizio con lui erano stati posti in quarantena.
(da agenzie)
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Aprile 15th, 2020 Riccardo Fucile
IN SASSONIA CI SAREBBERO 14.000 MEDICI SIRIANI ARRIVATI DAL 2015, MOLTI SONO SPROVVISTI DI UNA LICENZA
La Germania viene spesso citata in contrapposizione all’Italia come esempio di uno governo europeo che è riuscito a mobilitare la risorse sanitarie necessarie per arginare l’avanzata del Coronavirus, rallentando i contagi nel paese.
I tedeschi hanno i numeri dalla loro parte: con circa 130 mila casi positivi registrati, circa 30mila in meno dell’Italia, il tasso di mortalità è nettamente più basso: circa 3.200 a fronte degli oltre 20mila casi in Italia (dati John Hopkins).
Eppure, con i casi di infezione tra medici e operatori sanitari in aumento, il Paese si trova in difficoltà , tanto che, come scrive il Guardian, alcune associazioni di camici bianchi hanno chiesto di sfruttare una risorsa “invisibile”: i migranti.
La Sassonia apre ai medici siriani
Così è avvenuto in Sassonia dove l’associazione medica statale, che rappresenta circa 25mila camici bianchi, ha rivolto un appello a tutti i medici stranieri residenti nello Stato, anche coloro che attualmente sono sprovvisti di una licenza medica tedesca, per dare una mano per affrontare l’epidemia. Molti di loro — si stima che siano 14mila in tutto — sono di origine siriana, arrivati in Germania nel 2015 quando la Cancelliera tedesca Angela Merkel decise di accogliere 1 milione di profughi. Circa 400 avrebbero già mostrato interesse.
Non si tratta di una decisione o di un appello fatto a cuor leggero, visto che la Sassonia, che conta circa 4 milioni di abitanti, è anche il cuore nero dei movimenti xenofobi di estrema destra, come il partito anti-islam Pegida e Alternative fà¼r Deutschland, che hanno fatto della lotta all’immigrazione e all’accoglienza il loro cavallo di battaglia. Ma l’epidemia bussa alla porta e la carenza di medici si fa sentire. Venerdì erano circa 4mila i casi confermati nello Stato e 76 i decessi da Covid.
L’amministrazione tedesca è stata capace di aumentare velocemente il numero di letti in terapia intensiva, già numerosi rispetto all’Italia: da 24mila disponibili sono passati in poco tempo a 40mila, la maggior parte dotati di ventilatori. Ma, come è successo in Italia, è stato più difficile difendere i medici dal contagio: secondo l’Istituto Robert Koch, sarebbero circa 2.300 i medici in malattia o in quarantena, anche se il numero totale potrebbe essere più alto.
(da agenzie)
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Aprile 15th, 2020 Riccardo Fucile
IERI SONO STATI 17 ORE AL TRIVULZIO, ORA TOCCA ALLA REGIONE: SI CERCANO LE CARTE SULLA DIRETTIVA LOMBARDIA
Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano sta effettuando delle acquisizioni di
documenti negli uffici della Regione Lombardia nell’inchiesta in più filoni che vede al centro il Pio Albergo Trivulzio e altre Rsa milanesi per la gestione di ospiti anziani e pazienti nell’emergenza Coronavirus. Lo apprende l’ANSA.
L’acquisizione di documenti, in corso da parte della Gdf negli uffici della Regione Lombardia, punta, da quanto si è saputo, a raccogliere atti e altro materiale sulle direttive che l’amministrazione regionale e l’assessorato al Welfare hanno dato al Pio Albergo Trivulzio e alle rsa sulla gestione degli anziani e dei pazienti.
L’attività è diretta conseguenza di quella effettuata ieri al Trivulzio e poi le carte raccolte dovranno essere sottoposte alle verifiche incrociate degli investigatori.
Ieri è andata avanti fino a notte fonda l’attività della Gdf negli uffici della “Baggina” per acquisire e sequestrare documenti, tra cui centinaia di cartelle cliniche, sulla base di un decreto a carico del dg Giuseppe Calicchio e dell’ente, firmato dai pm Mauro Clerici e Francesco De Tommasi, che indagano sulla gestione di ospiti anziani e pazienti e su presunte irregolarità che avrebbero favorito il contagio da Coronavirus.
I finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria hanno, dunque, lavorato ieri per quasi 17 ore per acquisire materiale utile, tra cui anche le direttive ricevute dalla struttura e inviate dalla Regione e le comunicazioni anche informatiche.
Ora gli investigatori dovranno iniziare a visionare tutti i documenti, tra cui anche quelli sui tamponi, scarsi così come le mascherine, per un’analisi che potrà durare anche alcune settimane. Intanto, nelle altre indagini sulla strage di anziani nelle case di riposo milanesi, alcune di queste già oggetto di perquisizioni, sono stati iscritti i vertici nel registro degli indagati.
La strage silenziosa negli istituti per anziani continua a non risparmiare nemmeno le altre province lombarde e indagini e blitz si moltiplicano.
Solo nei primi giorni di aprile i carabinieri del Nas di Brescia hanno effettuato una quindicina di ispezioni nelle case di riposo bergamasche, mentre il Nas di Milano oggi è entrato in quelle milanesi, ma anche delle province di Como, Varese e Monza.
Nel frattempo, anche la Procura di Sondrio ha aperto un’indagine per epidemia colposa sulle morti nelle Rsa e indagano anche le Procure di Como, Lecco e Lodi. E un fascicolo conoscitivo è stato aperto anche a Cremona con un pool che si occuperà non solo degli aspetti sanitari ma anche quelli economici. C’è da dire, poi, che il dramma non riguarda solo la Lombardia, con inchieste in corso anche in altre regioni, come in Abruzzo, a Sulmona (l’Aquila), sui contagi in una casa di riposo.
(da “Huffingtonpost”)
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Aprile 14th, 2020 Riccardo Fucile
IL TEMPO DELLE CHIACCHIERE E’ FINITO, IL DIRITTO INTERNAZIONALE VALEVA PER SALVINI COME PER QUESTO GOVERNO, NOI NON FACCIAMO SCONTI A NESSUNO
Il Navtex che pubblichiamo è stato diffuso nella tarda serata di lunedì dalle autorità maltesi a tutte le navi nel Canale di Sicilia e indica con precisione le coordinate in cui cercare i migranti del gommone alla deriva.
La Guardia costiera italiana afferma di essere al corrente del caso, che viene monitorato, nell’attesa di un intervento de La Valletta, che a sua volta prende tempo.
Ma l’Italia può soccorrere ed è ugualmente responsabile di lasciare 55 persone morire a poche miglia dalla sue coste.
La ministra De Micheli oggi ad Avvenire ha detto: “Non c’è nulla che non sia “visto” o di cui non ci sia notizia. Il monitoraggio europeo del Mediterraneo è costante. L’Italia non gira la faccia dall’altra parte, non nasconde all’opinione pubblica situazioni di pericolo per persone che sono in mare. Il nostro Paese non è cambiato. La Guardia costiera continua a svolgere il suo preziosissimo ruolo senza alcuna limitazione e nel rispetto delle norme internazionali.”
Bene, se l’Italia non nasconde nulla e conosce le coordinate del gommone, ammesso che a bordo siano ancora in vita, se “non c’è nulla che non sia visto”, se “non giriamo la faccia dall’altra parte”, se la nostra Guardia costiera svolge i suoi compiti “senza limiti e rispettando le norme internazionali”, per quale ragione non è intervenuta a soccorrere un gommone con a bordo, speriamo ancora, 50 esseri umani, in violazione di ogni norma morale e giuridica?
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Aprile 14th, 2020 Riccardo Fucile
PERCHE’ IL GOVERNO ITALIANO NON SOLO NON INTERVIENE MA NASCONDE PURE I FATTI?
Sono ancora alla deriva i circa 50 migranti di cui non si aveva notizie da quasi cinque giorni. Ieri le
autorità italiane e maltesi avevano fatto intendere che tutti gli interventi in mare erano stati conclusi e non vi fossero stati ne naufragi ne dispersi.
Ma nella contabilità delle segnalazioni in mare mancava almeno un barcone. Lo ha trovato nella notte tra lunedì e oggi un cargo portoghese partito dalla Libia e diretto in Liguria.
Poco prima le autorità maltesi avevano emanato un allerta circostanziata, senza tuttavia spiegare quale fosse la fonte della richiesta di soccorso. Il Navtex, che qui pubblichiamo, è stato diffuso nella tarda serata di lunedì a tutte le navi nel Canale di Sicilia e indica con precisione le coordinate in cui cercare i migranti.
La riprova che le autorità marittime sono spesso al corrente di cosa accade in mare, in gran parte grazie agli avvistamenti dei velivoli militari e dell’agenzia europea Frontex, E, da inguaribile prassi, i media non vengono informati nel tentativo di derubricare i soccorsi a questioni da risolvere tra Libia ed Europa, come a lavare i panni sporchi in casa.
Le condizioni del mare “sono peggiorate e non migliorano”, ribadisce don Carmelo La Magra che dalla parrocchia di Lampedusa trasmette un nuovo accorato appello al governo: “È fondamentale che la Guardia Costiera Italiana possa intervenire anche al di fuori delle acque territoriali per soccorrere le persone in mare”.
Nell’intervista pubblicata oggi da Avvenire, il ministro delle Infrastrutture ha dato una conferma ufficiale a quanto da tempo scriviamo: “Non c’è nulla che non sia “visto” o di cui non ci sia notizia. Il monitoraggio europeo del Mediterraneo è costante”, ha spiegato Paola De Micheli.
“L’Italia – ha poi aggiunto – non gira la faccia dall’altra parte, non nasconde all’opinione pubblica situazioni di pericolo per persone che sono in mare”. Mentre scriviamo nessuna notizia ufficiale è stata divulgata nè da Roma nè da La Valletta riguardo il barcone alla deriva da 5 giorni.
Il messaggio Navtex inviato da Malta e diffuso dal giornalista Sergio Scandura, oltre che dalle navi in transito anche dalle autorità marittime dell’area, compresa Roma. Fonti del coordinamento dei soccorsi della Guardia costiera italiana affermano di essere al corrente del caso, che viene monitorato, nell’attesa di un intervento de La Valletta, che a sua volta prende tempo. “Malta è legalmente responsabile per i casi di pericolo nella sua zona Sar e sta agendo illegalmente – è l’accusa di Alarm Phone – Ma l’Italia può soccorrere ed è ugualmente responsabile di lasciare 55 persone morire a poche miglia dalla sue coste. Speriamo siano vivi”.
Le traversate nel Canale di Sicilia sono in gran parte monitorate, ma occultate per lasciare campo libero alla cosiddetta Guardia costiera libica. Tanto che ieri c’è voluto un appello dell’episcopato maltese perchè La Valletta inviasse in serata motovedette in cerca di almeno uno dei due barconi dispersi.
(da Avvenire)
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Aprile 14th, 2020 Riccardo Fucile
CI SI RINUNCIA PER IGNORANZA E MALAFEDE, ANDANDO A PAGARE INTERESSI SUPERIORI DI 1,5 MILIARDI L’ANNO… E’ COME SPARARSI UN COLPO DA SOLI
Conte, Salvini e Meloni, pur litigando tra loro, sono d’accordo sulla sostanza. È questa la cosa da rimarcare: tutti e tre sono fermamente contrari al fatto che l’Italia usi la linea di credito prevista dal MES per questa emergenza.
Vi pare poco? A me pare quasi di sentire le risate incredule degli altri leader europei: lo stato che più di tutti avrebbe bisogno di finanziamenti a basso costo non intende usufruire di quelli che verosimilmente saranno disponibili più velocemente.
Perchè uno stato dovrebbe comportarsi in modo così scioccamente autolesionistico? Perchè siamo dei fessi e degli irresponsabili, gli risponderei.
Salvini e la Meloni devono continuare a nutrire il loro elettorato con la balla che la UE stia cercando di fregarci in ogni modo per prendere il controllo della nostra economia e distruggerla, Conte ha paura di indispettire quella parte di M5S che non vuole lasciare a Salvini il monopolio dell’anti europeismo che tanta fortuna elettorale ha portato in passato.
Farebbe ridere se non fosse una tragica realtà , l’Italia probabilmente si taglierà le palle da sola per puri motivi ideologici e di posizionamento elettorale.
Tramite il MES potremmo avere circa 37 miliardi di euro quasi a tasso zero con la sola condizione di usarli per le spese sanitarie.
In pratica questi fondi saranno accessibili senza alcuna condizionalità se non quella di essere usati per coprire i costi diretti e indiretti dell’emergenza CoviD-19 relativi all’assistenza sanitaria, alla cura e alla prevenzione.
In questa definizione possono essere fatti rientrare una miriade di interventi urgenti e indispensabili.
Per esempio il rafforzamento del sistema sanitario, le misure per l’adeguamento di tutti i luoghi di lavoro e dei trasporti pubblici, gli screening di popolazione, i soldi per la ricerca, i sistemi digitali per il controllo e il tracciamento, l’acquisto di dispositivi di protezione e tante altre cose che con un po’ di fantasia e un minimo di insistenza potremmo agevolmente farci accettare.
E invece no… noi li rifiutiamo perchè Salvini ci vede un trucco per prendere il controllo della nostra economia e Conte non ha la forza di spiegare a Vito Crimi che quei soldi ci servono.
Questo sarà ancor più vero se lo spread dovesse dare segni di nervosismo nelle prossime settimane. Addirittura Conte perde talmente il contatto con la realtà che durante la diretta afferma che sono stati altri paesi che hanno chiesto di usare il MES senza condizionalità , perchè l’Italia non l’avrebbe mai fatto.
In altre parole il nostro presidente del consiglio si vanta di non aver contribuito a ottenere uno dei più importanti successi conseguiti all’Eurogruppo, tutto questo per dimostrare che lui odia il MES più di Salvini e della Meloni (gran bella gara eh).
Se Salvini insistesse col dire che anche il fondo SURE è una trappola, state certi che Conte rifiuterebbe anche quello per non essergli da meno. Quando in uno stato attraversato da un’emergenza storica tanto l’opposizione quanto il governo fanno a gara a chi è più irresponsabile, l’hashtag “andrà tutto bene” rischia di suonare davvero sinistro.
(da agenzie)
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