Giugno 1st, 2020 Riccardo Fucile
ARRESTATA ANCHE LA FIGLIA DEL SINDACO DI NEW YORK CHE PARTECIPAVA ALLA PROTESTA…VENERDI SERA TRUMP SI E’ RIFIUGIATO NEL BUNKER PER PAURA DELL’ASSEDIO ALLA CASA BIANCA
A meno di due ore dall’entrata in vigore del coprifuoco, migliaia di persone si sono radunate davanti alla Casa Bianca per protestare contro la morte di George Floyd. L’edificio è blindato dal Secret service e dalla Guardia nazionale. La polizia ha usato i lacrimogeni, le granate stordenti e gli spray urticanti per rispondere al lancio di oggetti da parte di alcuni manifestanti, che protestano non solo contro la morte di George Floyd ma anche contro il presidente.
. Trapela nel frattempo che gli agenti del Secret Service hanno portato il presidente americano Donald Trump in un bunker sotterraneo della Casa Bianca per quasi un’ora venerdì sera, quando la protesta per la morte di George Floyd si è infiammata davanti alla presidenza, scrive il New York Times, citando una fonte a conoscenza diretta dell’episodio.
Non è chiaro se anche Melania e il figlio Barron siano stati condotti nel bunker con lui.
Arrestata anche la figlia del sindaco di New York. Nuova, imponente manifestazione di protesta a New York. Migliaia di persone sono scese in piazza, in particolare a Manhattan e a Brooklyn.
Chiara de Blasio, la figlia 25/enne del sindaco di New York, è stata arrestata sabato sera in una protesta a Manhattan, scrive il New York Post, citando le forze dell’ordine. La giovane è finita in manette dopo che la polizia ha dichiarato illegale un assembramento tra la 12ma strada e Broadway, dove erano scoppiati alcuni tafferugli ed erano state bruciate auto delle forze di sicurezza.
Oggi Trump “vede” i governatori. Donald Trump in videoconferenza con i governatori Usa, i rappresentanti delle forze dell’ordine e i dirigenti della sicurezza nazionale sul mantenimento della sicurezza delle comunità , sullo sfondo delle proteste per la morte di George Floyd. Lo prevede il programma della Casa Bianca. “Legge e ordine” twitta il presidente Usa. “Diventate duri, sindaci e governatori democratici. Queste persone sono anarchiche. Chiamate la nostra Guardia Nazionale ora. Il mondo sta guardando e ridendo di voi e di Sleepy Joe. E’ questo che l’America vuole?”.
.Poliziotti licenziati ad Atlanta. Due poliziotti di Atlanta sono stati licenziati per uso eccessivo della forza nelle proteste. La sindaca afroamericana Keisha Lance Bottoms si era detta turbata da un video in cui un giovane veniva colpito con una pistola taser e una donna veniva trattata malamente.
Il pugno alzato dello sport. La protesta dilaga, anche nello sport. Da Lebron James ai tweet di Kylian Mbappè, da Naomi Osaka ai sei giocatori Nba che hanno manifestato per strada tra la folla, dai calciatori della Bundesliga che si sono inginocchiati ‘alla Colin Kaepernick’ o hanno mostrato la scritta “giustizia per George Floyd” dopo aver segnato, il mondo dello sport è in prima fila nelle manifestazioni per la morte dell’afroamericano bloccato a terra con un poliziotto che gli stringeva il collo col peso del corpo. Tra tutte le immagini della protesta dello sport resterà quella di Tyson Carter, campione del Superbowl 2008, in versione Black Panther, a pugni alzati come Tommie Smith. Lo ha scritto Kareem Abdul Jabbar (icona degli afroamericani) sul LA Times: “il virus del razzismo che infetta questo paese è più mortale del Covid-19″ e la gente di colore non ne può più. Violenza e saccheggi sono da stigmatizzare, ma la misura è colma perchè “la principale preoccupazione della gente di colore in questo momento – scrive Jabbar – è che i loro figli, mariti, mogli, fratelli e padri rischiano di essere assassinati dalla polizia solo per essere andati a fare una passeggiata o per essersi messi alla guida”. E allora basta,grida lo sport americano, e pugno al cielo, mentre in Germania, su un campo di calcio, il Borussia ne fa cinque al Paderborn e un inglese e un marocchino, Sancho e Hakimi, mostrano la maglietta con la scritta “Giustizia per George Floyd” dopo aver segnato. Questa volta, è la tesi di Jabbar, il Presidente Donald Trump non potrà far finta di niente.
Parla anche Michael Jordan: “Mi sento molto rattristato ma anche decisamente arrabbiato, e sono con coloro che stanno protestando contro il razzismo insensato che c’è nel nostro paese nei confronti della gente di colore. Ma ora ne abbiamo avuto abbastanza”. La leggenda del basket scrive un post su Twitter: “Le nostre voci, tutte insieme, devono mettere pressione ai nostri leader affinchè cambino le leggi, oppure dobbiamo usare il nostro voto per provocare il cambiamento. Ognuno di noi deve essere parte della soluzione”.
(da agenzie)
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Giugno 1st, 2020 Riccardo Fucile
“E’ STATA UNA VIOLAZIONE DELL’UMANITA'”… TRE AGENTI COMPLICI DEL BRUTALE ASSASSINIO
Medaria Arradondo, capo della polizia di Minneapolis, il primo afroamericano, si è recato nel luogo
in cui un suo agente ha ucciso George Floyd, anche lui afroamericano, “per rendergli omaggio”.
Rispondendo in diretta sulla Cnn alla famiglia della vittima che chiede l’arresto anche degli altri tre poliziotti coinvolti, ha detto che “il silenzio e l’inazione sono complicità ”. La morte di Floyd, ha aggiunto, è stata una “violazione di umanità ”
Si sono parlati per la prima volta, in diretta tv sulla Cnn, il fratello di George Floyd, Philonise, e il capo della polizia, Medaria Arradondo, il quale, prima di rispondere alla domanda, si è tolto simbolicamente il cappello in segno di rispetto per la vittima, esprimendo il suo “profondo dolore” verso la famiglia.
(da agenzie)
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Giugno 1st, 2020 Riccardo Fucile
NON ACCENNA A FERMARSI LA RIVOLTA… AGENTI SPARANO SUI GIORNALISTI, MA LA POLIZIA DI HOUSTON SI OFFRE DI SCORTARE IL FERETRO DI FLOYD E SI SCHIERA CON LA FAMIGLIA DELLA VITTIMA
Da Minneapolis fino al resto degli Stati Uniti: la protesta per la morte di George Floyd si allarga. Negli Usa sono almeno 140 le città in cui sono scoppiate le proteste da mercoledì, la Guardia Nazionale attivata in 26 Stati e nel distretto di Columbia: 40 le città dove è scattato il coprifuoco.
A Birmingham, in Alabama, i manifestanti hanno demolito il monumento di un confederato a Linn Park.
Ad Auckland migliaia di persone sono scese in piazza, nel centro della città , per poi sfilare in corteo fino al consolato americano. Manifestazioni anche a Wellington, Christchurch e Dunedin.Shalane Williams, portavoce ad Auckland del movimento Black Lives Matter, ha parlato di proteste pacifiche: “Non è solo una questione americana, è una questione umanitaria”
A Boston, è stato dato alle fiamme il Suv della polizia vicino al palazzo del governo. A Philadelphia, gli agenti di polizia in tenuta antisommossa hanno usato spray al pepe. In città è scattato il coprifuoco.
A New York, i manifestanti hanno marciato attraverso i ponti di Brooklyn e Williamsburg, il traffico paralizzato, e caos a Union Square dove sono stati incendiati bidoni della spazzatura.
Sempre a New York un agente di polizia ha puntato una pistola contro i manifestanti a Lower Manhattan, come si vede dal video pubblicato sui social media: 12 secondi pubblicati su Twitter dal reporter di Gothamist Jake Offenhartz, alle 22:00.
A Chicago, il governatore J.B. Pritzker ha attivato la Guardia Nazionale. A Louisville, gli scontri in mezzo a una strada affollata sono stati fermati da un abbraccio. Una donna afroamericana e un poliziotto in tenuta antisommossa, sono rimasti stretti, per quasi un minuto.
Non si è mai esposto pubblicamente. L’ex campione dell’Nba Michael Jordan stavolta però ha rilasciato una dichiarazione sulla morte di Floyd, condannando il “razzismo radicato” negli Stati Uniti. “Sono profondamente rattristato, addolorato e molto arrabbiato”, ha scritto Jordan in una dichiarazione pubblicata dai Charlotte Hornets, la squadra Nba che possiede. “Sono con chi sta protestando contro il razzismo radicato e la violenza nei confronti delle persone di colore nel nostro Paese. Ne abbiamo avuto abbastanza”.
Il più grande giocatore di basket di tutti i tempi ha dichiarato che gli americani dovranno lavorare insieme per trovare le risposte ai problemi del Paese. “Dobbiamo ascoltarci a vicenda, mostrare compassione ed empatia e non dare mai le spalle a una brutalità insensata”, ha scritto. “Il mio cuore va alla famiglia di George Floyd e agli innumerevoli altri le cui vite sono state brutalmente e insensatamente interrotte da atti di razzismo e ingiustizia”.
Quincy Mason Floyd domenica ha partecipato a una protesta a Bryan, in Texas, secondo la Kbtx. Era un bambino di quattro o cinque anni l’ultima volta che ha visto suo padre: “Sono davvero emozionato per tutto questo. Tutti escono e gli dimostrano affetto – ha detto – Sono davvero commosso”. Quincy Mason e la sorella, Connie Mason, che hanno partecipato alle manifestazioni di ieri a Bryan, hanno fatto appello ai manifestanti in tutto il Paese a evitare la violenza. “Non risolverà nulla”, ha detto il figlio di George Floyd, che insieme ai fratelli vive a Bryan, dove si sono trasferiti con la madre più di 15 anni fa.
La polizia ha arrestato circa 4.100 persone solo nelle città degli Stati Uniti durante il fine settimana, secondo l’Associated Press. Almeno cinque persone sono state uccise a causa della violenza divampata durante le manifestazioni in alcune parti del Paese: da Detroit a Indianapolis, a Omaha, dove è stato ucciso un manifestante afroamericano di 22 anni. Anche due agenti di polizia di Atlanta sono stati licenziati dopo esserse apparsi in un video che li mostra usare una forza eccessiva durante le proteste del fine settimana, dando ordini e trascinando due studenti del college fuori da una macchina.
I giornalisti americani continuano a essere presi di mira dalla polizia. Vengono arrestati, colpiti da proiettili di gomma e gas lacrimogeni mentre coprono le proteste. Non importa se hanno al collo, visibile, le credenziali stampa. Un reporter del Los Angeles Times, Adolfo Guzman-Lopez, ha mostrato le foto del proiettile di gomma su Twitter. A Washington, è stato colpito il corrispondente di MSNBC, Garrett Haake.
La polizia di Houston vuole scortare il feretro di George Floyd: lo ha detto alla Cnn il capo della polizia di Houston, Art Acevedo, manifestando solidarietà ai familiari di Floyd, che sarà sepolto a Houston. “Vogliamo essere certi – ha detto – che la famiglia sia al sicuro, che il trasferimento sia sicuro e soprattutto vogliamo essere certi che la famiglia sappia che siamo qui per loro, per sostenerli
(da agenzie)
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