Destra di Popolo.net

LA COERENZA DELLA MELONI: ECCO LA LETTERINA MIELOSA INVIATA A SAVIANO NEL 2009 PER INVITARLO AD ATREJU

Dicembre 23rd, 2023 Riccardo Fucile

“TI CERCO DA GIORNI, VIENI A TENERE UNA LECTIO MAGISTRALIS SULL’EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ OPPURE A RITIRARE IL PREMIO ATREJU PER IL TUO IMPEGNO SOCIALE. CON LA STIMA DI SEMPRE…GIORGIA”

Era il lontano 2009. Tutto parte da questa lettera di Giorgia Meloni.
Caro Roberto, dal 9 al 13 settembre si svolgerà a Roma la decima edizione di Atreju, festa nazionale dei giovani del Pdl, di cui ho recentemente assunto la guida.
Caro Roberto, ti sto cercando da giorni e ti scrivo questa lettera perché vorrei tanto che ci fossi anche tu ad Atreju 2009. In un contesto, se vuoi, da definire insieme. Potrebbe essere una sorta di lectio magistralis come quella che hai tenuto a Massenzio oppure un convegno per affrontare il tema dell’educazione alla legalità, per sollecitare la coscienza dei nostri giovani connazionali ad un impegno civile contro la criminalità organizzata che merita di essere assunto, prescindendo dalle diverse opzioni ideologiche e politiche. C’è poi l’ipotesi per te meno impegnativa, ma per noi ugualmente interessante, di venire a ritirare il premio Atreju 2009, dedicato agli uomini e alle donne che ci hanno reso particolarmente orgogliosi della comune appartenenza nazionale e/o generazionale.
Sarebbe molto importante per me poter contare sulla tua presenza, poter riaffermare che il tuo impegno letterario e sociale è sinceramente proteso ad una causa di tutti e non è lo strumento di un qualunque partito politico. Spero che questa mia mail ti raggiunga presto, e che presto tu possa darmi una risposta. Per quanto mi riguarda, resto in fiduciosa attesa e ti saluto, una volta ancora, con la stima di sempre.
Un abbraccio
Giorgia
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

IL FOGLIO: “IL SOTTOSEGRETARIO COL FEZ FAZZOLARI, CHE VOLEVA VOTARE SÌ AL MES, SI AGGIRAVA PAONAZZO IN SENATO PERCHE’ SECONDO QUELLI DELLA LEGA HA SBAGLIATO LUI TUTTA LA STRATEGIA. IL GOVERNO AVEVA INTENZIONE DI VOTARE IL MECCANISMO CON LE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA, ALLA TEDESCA, SOLO CHE SI SONO FATTI MALE I CALCOLI”

Dicembre 23rd, 2023 Riccardo Fucile

GIORGETTI: “L’EUROPA CE LA FARÀ PAGARE E TOCCHERÀ A ME METTERCI LA FACCIA”

Questi sono gli auguri di Natale di Giovanbattista Fazzolari, il numero due di Meloni. Eravamo al Senato per la manovra. Il governo ha chiesto la fiducia e l’ha ottenuta. La legge di Bilancio passa alla Camera. Chiediamo al sottosegretario, dopo la bocciatura del Mes, il sì italiano al Patto di stabilità, se ritiene il Patto soddisfacente. Con il garbo consueto ci dice che i giornalisti scrivono “stronzate”.
Non ci offendiamo. E’ noto per l’eleganza. E’ un uomo fantasioso. Ha inventato la “fazzolarata”, che è la vecchia tecnica dei cavoli a merenda. Riproponiamo la domanda e ci sentiamo rispondere che dobbiamo essere noi a rispondere alle sue. Una cronista chiede se l’Italia intende modificare il Mes, l’arbiter elegantiarum spiega che “non è che si prende e si modifica un trattato”. La giornata era iniziata con un “Vai a cacare” di Gasparri rivolto a Renzi. Auguri.
Al Senato va in scena la coda del Mes, la bocciatura come promessa di matrimonio tra Salvini e Meloni: finché Soros non ci separi.
Per lui prendersi lo sputo fa parte degli esercizi spirituali. Ai cronisti, prima di partire per la Libia, riesce a dire che da ministro dell’Economia (è scisso) “il Mes lo avrei votato, ma con un Giurì d’onore (il riferimento è a Conte) non era aria”. Sulle dimissioni garantisce che “prenderà sul serio i consigli dell’opposizione, anche se poi, permettete, decido io”. Dicono che voglia l’Europa, fare il commissario, e che Meloni potrebbe lasciarlo partire anche perché i sostituti li avrebbe. Giulio Tremonti sarebbe la prima opzione, ma la Lega ha Federico Freni e FdI ha Leo.
Fazzolari, che il Mes lo voleva votare, e votare sì, la pensa allo stesso modo e “con questa occasione magari lo renderemo diverso”.
Da quando Bruno Vespa lo intervista come fosse Antony Blinken sta esplodendo di boria e bisogna dire che è colpa nostra, dei giornalisti. Continuiamo a lusingarlo, solo per il ruolo che ha, anche di fronte alla sua lingua alla Farinacci. La verità è che, al Senato, era paonazzo perché, come raccontano dalla Lega, ha sbagliato, lui, tutta la strategia. Il governo, e la fonte non è “stracciacula” come direbbe Fazzolari, “aveva intenzione di votare il Mes con le clausole di salvaguardia, alla tedesca, solo che ci siamo accorti che non c’era tempo. Servivano modifiche. Si sono fatti male i calcoli”.
(da Il Foglio)

argomento: Politica | Commenta »

MES MALE, ANZI MALISSIMO, MASSIMO CACCIARI RANDELLA GIORGIA MELONI: “LA SITUAZIONE SI FA DRAMMATICA, AL DI LÀ DEL MES. LA ROTTURA CON FRANCIA E GERMANIA INDEBOLISCE IL NOSTRO PAESE E NON FACCIAMO NULLA PER METTERE A POSTO I NOSTRI CONTI”

Dicembre 23rd, 2023 Riccardo Fucile

“SENZA UNA CLASSE POLITICA IN GRADO DI AFFRONTARE QUESTO PROBLEMA, ANDREMO INCONTRO A UN SEMI-DEFAULT E LE NOSTRE FINANZE SARANNO IN MANO ALTRUI”

“La situazione si fa drammatica al di là della riforma del Mes”. È la previsione nerissima del professor Massimo Cacciari dopo il no alla ratifica del Mes. “La rottura con Francia e Germania indebolisce il nostro paese in modo drammatico, da italiani dovremmo essere tutti molto preoccupati”, dice il filosofo ospite di Giovanni Floris a Otto e mezzo su La7, nella puntata del 21 dicembre.
“Con la riforma” del Mes “sono stati introdotti meccanismi che favoriscono i paesi più forti e le banche, noi non stiamo facendo il nostro mestiere da decenni: non facciamo nulla per mettere a posto i nostri conti, ad un certo momento arriva il momento di pagare il proprio debito a prescindere dall’Europa”, prosegue Cacciari. Ma attenzione, osserva, perché “senza una classe politica in grado di affrontare questo problema, andremo incontro ad un semi-default e le nostre finanze saranno in mano altrui”.
“Alcuni dati non sono apocalittici, ma la prospettiva è drammatica. Saremo costretti a ridurre il debito in rapporto al Pil, in una misura impossibile in base al bilancio che stiamo approvando: già sappiamo che questo obiettivo non verrà raggiunto, vediamo come reagiscono i mercati”, conclude Massimo Cacciari.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

SOTTO LE LENZUOLA DIO NON VI GUARDA, GIORGIA MELONI SI’

Dicembre 23rd, 2023 Riccardo Fucile

LA PREMIER, IN VIDEOCOLLEGAMENTO COI DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI PER GLI AUGURI, LA SPARA PIU’ GROSSA DEL SOLITO: “CI SONO ITALIANI CHE FANNO FIGLI PER LE NOSTRE MISURE PER LA FAMIGLIA”

Dopo lo spot di Elon Musk sulla natalità dal palco di Atreju, Giorgia Meloni torna a parlare di famiglia e figli. E lo fa durante lo scambio di auguri di Natale con i dipendenti di Palazzo Chigi.
“Pensate a chi in questo anno ha deciso di mettere al mondo un bambino perché oggi vede istituzioni che sono più attente al tema della famiglia”, ha detto la premier. Un modo per sostenere che in Italia si fanno più figli grazie alle politiche dell’esecutivo.
Poi ha elencato una serie di “esempi” che sono “il risultato del nostro lavoro” e “il risultato del vostro lavoro. Perché – ha aggiunto – quando si parla di governo, di politica si parla sempre di numeri. Ma noi non ci occupiamo di numeri, noi ci occupiamo della vita delle persone, delle loro speranze, delle loro opportunità, delle loro possibilità”.
A pochi giorni dal forfait (causa influenza) alla cerimonia dello scambio di auguri al Quirinale con Sergio Mattarella, Meloni si è videocollegata con i dipendenti di Palazzo Chigi e ha ammesso: “Mi dispiace perché è stata una settimana in cui il fisico mi ha forzatamente messo a riposo. Sto molto meglio e quindi confido di rimettermi al lavoro spero già da domani. Non riuscirò ad andare in Libano come avrei voluto perché mi viene sconsigliato di fare un viaggio di 24 ore, ma sarò per l’augurio anche ai nostri militari impegnati nelle missioni di pace”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

COSA SUCCEDE ORA CON IL MES: TUTTI I PERICOLI DEL PIANO DELL’EUROPA SENZA L’ITALIA

Dicembre 23rd, 2023 Riccardo Fucile

SAREBBE UN RISCHIO ENORME ESSERE ESTROMESSI, PERDENDO LO SCUDO CONTRO LA SPECULAZIONE

La festa per la bocciatura della ratifica del Mes sta ufficialmente finendo. Il Natale si avvicina, per cui in casa Lega soprattutto, ma anche in zona Fratelli d’Italia, è il momento di raccogliere rapidamente gli addobbi a tema “no Mes” e sostituirli con quelli “festa cristiana”.
Gli strascichi che lascerà la decisione presa in Parlamento dal centrodestra però – pur senza Forza Italia e Noi Moderati – sono ancora tutti da decifrare. Che il voto di Roma non sia stato apprezzato a Bruxelles – per usare un eufemismo – non è un segreto, ma ora nelle varie cancellerie si riflette su uno scenario del tutto nuovo: escludere l’Italia dal Mes, soprattutto dopo le parole del ministro Salvini sui soldi versati.
Secondo quanto riportato da Repubblica, nella serata di ieri si è cominciato a parlare di un nuovo Mes a 19 Stati. Tutti i Paesi che adottano l’euro, tranne l’Italia. Le possibilità sono due: adottare un nuovo meccanismo di stabilità da zero, differente dall’attuale Mes e più simile a quello che avrebbe voluto la riforma bloccata per volere dell’Italia; fare direttamente fuori Roma dallo strumento in vigore ora, risolvendo anche la questione delle modifiche. La seconda, più complessa, richiederebbe una strategia politica tutta da studiare: ci sarebbe anche il nodo dei 14 miliardi di euro già versati dall’Italia – anche se gli accordi sono per 125 miliardi – e che ora Salvini chiede indietro.
Il problema, qualora in Europa si decidesse di andare in questa direzione, sarebbe enorme per l’Italia: in caso di difficoltà non avrebbe più la protezione del Mes, ed essendo l’unico Paese dell’Eurozona in questa situazione, sarebbe più esposto alla speculazione finanziaria. Non il massimo per il secondo Stato europeo con il debito pubblico più alto dopo la Grecia.
In Italia, intanto, fanno discutere le parole del ministro Giorgetti, che ha lasciato un po’ tutti di stucco ammettendo che sarebbe stato interesse del Paese approvare il Mes. Il Partito Democratico chiede un’informativa urgente al titolare del Tesoro in commissione in Parlamento, su Mes e Patto di Stabilità. Il resto delle opposizioni chiedono direttamente le dimissioni.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

PER MELONI IL NO AL MES LE DARA’ FORZA ELETTORALE: SULLA PELLE DELL’ITALIA

Dicembre 23rd, 2023 Riccardo Fucile

SE I CONSERVATORI NON SFONDANO PAGHERA’ CON GLI INTERESSI L’ISOLAMENTO

Sono giorni di fuoco per Giorgia Meloni. Con il voto negativo alla ratifica del Mes in parlamento, la premier sa di aver oltrepassato il suo personale Rubicone nei rapporti con l’Unione europea.
Quel no, che Fratelli d’Italia ha prima rivendicato e poi minimizzato, ma che nei fatti è stato una vittoria dell’ala più sovranista della Lega, è un passaggio di non ritorno che segna tutta la strategia di Meloni in vista delle elezioni del prossimo giugno.
La premier è perfettamente al corrente – come le ha anche ricordato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – che le cancellerie europee non le perdoneranno facilmente la scelta estrema di bloccare la ratifica del Mes che, a cascata, vincola anche gli altri paesi. Eppure ha ritenuto che fosse comunque la mossa migliore.
Da creatura politica e soprattutto macchina elettorale, ogni sua riflessione contingente è strettamente connessa alle elezioni europee. La scelta dello strappo è maturata una volta capito che la Lega non si sarebbe mai rimangiata il no al Mes. E che, se lei avesse scelto di ratificarlo, Matteo Salvini avrebbe giocato una campagna elettorale tutta contro il voltafaccia di Fratelli d’Italia. Alle pressioni esterne provenienti dall’Europa, Meloni ha quindi preferito anteporre la possibilità di disinnescare i rischi interni.
Il no al Mes è servito a togliere un’arma a Salvini, ma ha caricato quelle dei suoi colleghi e avversari europei, che ora la considerano inaffidabile nel rispetto degli impegni presi. Inoltre, ha incrinato anche le convergenze che stavano maturando sottotraccia con l’ala più conservatrice del Partito popolare europeo, a cui Meloni stava lavorando nell’ottica di essere la regista di un nuovo equilibrio in Ue.
LA SCOMMESSA
Messa all’angolo, la premier ha scelto di privilegiare la sua coerenza in Italia rispetto alla credibilità che si è faticosamente costruita in Europa. E in questo scenario così in bilico, ha puntato ancora una volta sull’unica persona di cui davvero si fida: sé stessa.
Ormai la scelta di candidarsi alle europee in prima persona in tutte le circoscrizioni elettorali è sostanzialmente presa e il no al Mes è utile all’interesse elettorale di Meloni in vista della sua competizione interna al centrodestra con Salvini.
La premier tornerà a chiedere agli italiani di darle fiducia, sperando che il vento conservatore soffi forte anche in Europa. Se così sarà, a giugno – di nuovo legittimata come leader in Italia – proverà ad accreditarsi come perno attorno a cui costruire una nuova alleanza anche nell’Unione europea, magari sempre con l’egemonia del Partito popolare ma tagliando fuori il Partito socialista europeo.
In uno scacchiere così mutato, anche il no italiano al Mes acquisirebbe un peso diverso. O meglio: tanto più forte sarà Meloni nel contesto della nuova geografia politica, tanto più quel no sarà perdonabile.
Addirittura, come hanno paventato fonti di palazzo Chigi dopo il voto della Camera, potrebbe anche esserci spazio per quella che viene definita «l’occasione per avviare una riflessione in sede europea su nuove ed eventuali modifiche al trattato, più utili all’intera Eurozona».
In altre parole, il no al Mes – apparentemente miope e con vantaggi solo elettorali nel breve termine – sarebbe la leva per aprire un nuovo scenario europeo in cui la mancata ratifica del Mes smetta di essere un’onta.
I RISCHI
L’azzardo, però, è pericoloso anche perché il concretizzarsi di questo scenario non dipende esclusivamente dal successo di Meloni. Se anche l’exploit in Italia riuscisse, la sorte della prossima Commissione europea è legata a ciò che accadrà negli altri 26 paesi e gli ultimi esiti elettorali non hanno dato certezze sullo sfondamento dei movimenti conservatori e nazionalisti.
Quella di FdI potrebbe quindi essere una vittoria di Pirro: grandi numeri in Italia, ma isolamento europeo nel caso in cui nel Ppe non prevalga la frangia più vicina alle destre e le forze progressiste del Pse reggano, tanto da aprire la strada a una nuova ipotesi di “maggioranza Ursula”.
Non è solo Meloni, infatti, a fare calcoli in vista delle europee. Pur se fortemente smentita, l’ipotesi di Mario Draghi come possibile futuro vertice della Commissione sponsorizzato dalla Francia di Emmanuel Macron racconta di un lavoro nel campo centrista che trova convergenze in quello progressista.
Nel caso di una marginalizzazione di Meloni dopo le europee, due conseguenze saranno inevitabili. Il no al Mes peserà come un macigno sull’affidabilità italiana presso i partner europei e le mancate conseguenze di oggi si paleseranno nel post elezioni.
Ma soprattutto, in caso di irrilevanza in Europa, Meloni e l’Italia non avranno alcun titolo per rivendicare l’indicazione di un commissario europeo di peso. Il posto è ambito (si sarebbero fatti avanti già nomi del calibro dei ministri Raffaele Fitto, Francesco Lollobrigida e Adolfo Urso) ma totalmente legato ai futuri equilibri in commissione e al potere contrattuale che avrà la premier italiana.
Quel che è certo è che, nella scelta del no al Mes, un ragionamento di ampio interesse nazionale è stato subordinato alle esigenze elettorali della maggioranza. Il peso di questo no sarà variabile a seconda di cosa accadrà a giugno, secondo il vecchio adagio del “o la va o la spacca”. In questa scommessa, però, non è in gioco solo il futuro politico di Meloni ma anche quello dell’Italia.
(da editorialedomani.it)

argomento: Politica | Commenta »

L’EUROPA FARA’ VEDERE I SORCI VERDI ALLA MELONI: UN SALVA STATI SENZA L’ITALIA CHE RESTEREBBE SENZA SCUDO

Dicembre 23rd, 2023 Riccardo Fucile

IL PIANO B DELLE CANCELLERIE EUROPEE DOPO LA FIGURACCIA DELL’ITALIA SUL MES… L’EFFETTO PER LITALIA SAREBBE DEVASTANTE, ESPOSTA ALLE SPECULAZIONI

Un Mes a 19. Senza l’Italia. Ma con tutti gli altri Stati che condividono l’euro. Il rischio più grande che il nostro Paese corre dopo il no in Parlamento alla ratifica della riforma del Meccanismo di stabilità, è proprio questo. Ossia che il Fondo salva Stati sopravviva escludendoci.
È un’ipotesi che nella serata di ieri ha iniziato a circolare tra gli uffici di Bruxelles e nei contatti riservati tra le Cancellerie. E sarebbe davvero uno schiaffo all’Italia. Anzi certificherebbe l’isolamento cui di fatto ci sta costringendo l’esplicita bocciatura della riforma del Meccanismo europeo di stabilità. Del resto si tratta di una possibilità giuridicamente praticabile. Il Mes si basa infatti su un accordo intergovernativo e non su un trattato comunitario. Ossia è il frutto di un’intesa tra gli esecutivi dei venti Paesi che adottano l’euro come moneta. Nulla, dunque, impedisce che un trattato venga sottoscritto da diciannove partner anziché venti. L’idea è stata avanzata soprattutto da alcuni Paesi del nord Europa (compresa la Germania) che non hanno per niente apprezzato il tradimento della parola data sulla ratifica.
Soprattutto se si considera la trattativa sul nuovo patto di Stabilità, che a loro giudizio presenta comunque degli elementi di flessibilità eccessiva a favore del nostro Paese.
Insomma la mossa italiana non ha solo infastidito tutti o quasi tutti gli altri sottoscrittori del Fondo, ma sta inducendo una parte di essi ad adottare provvedimenti severi. Che renderebbero l’Italia un “paria” dentro l’Unione.
Che ci sia questo tentativo lo si capiva in parte già l’altro ieri. L’imbarazzo di tutte le istituzioni europee ne erano la testimonianza. Se si leggono in controluce le parole di Pierre Gramegna, il direttore generale del Mes, si intuisce che l’operazione rappresentava già una sorta di “Piano B” nelle prospettive degli altri partner.
“Il fondo – diceva giovedì sera – è impegnato a continuare a sostenere i suoi membri e ad adempiere all’importante mandato per il quale è stato creato: garantire la stabilità finanziaria nell’Eurozona. Continuerà a farlo nell’ambito dell’attuale”. Quindi “continuerà” a sostenere i suoi membri, non smetterà di farlo.
Certo non si tratta di una operazione semplice. Le strade percorribili, dopo la bocciatura del nuovo scudo bancario da parte dell’Italia, sono due. La prima: istituire un altro Fondo. La seconda: estromettere del tutto l’Italia dal Mes e andare avanti a diciannove.
In quest’ultimo caso bisognerebbe individuare la soluzione giuridica per restituire gli stanziamenti già versati dal nostro Paese. Roma infatti ha sottoscritto oltre 125 miliardi di capitale versandone concretamente 14. A Bruxelles hanno letto con curiosità e soddisfazione la dichiarazione rilasciata dal vicepresidente del Consiglio, il leghista Matteo Salvini, che ha chiesto esplicitamente la restituzione di quella somma: “Se il Mes non si usa, ci possono ridare i soldi”.
A quel punto, però, l’Italia cadrebbe dalla padella nella brace. Perderebbe uno scudo in caso di difficoltà. Ma soprattutto entrerebbe in una sorta di “Serie B” d’Europa. L’effetto sui mercati sarebbe devastante.
Il nostro debito diventerebbe il bersaglio più semplice della speculazione finanziaria. Una situazione non proprio auspicabile per un Paese che detiene il debito pubblico più alto dell’Unione dopo la Grecia.
Al momento, comunque, la ritorsione è ancora allo studio. Anche se sul campo. Tra le valutazione in corso c’è quella “temporale”. L’interrogativo riguarda l’opportunità di avviare il percorso per un Mes a diciannove prima delle elezioni europee. Il dubbio concerne il peso che avrebbero i dibattiti politici nazionali su questo argomento. L’altro elemento di valutazione consiste nel soppesare il rischio che qualche “alleato” sovranista di Giorgia Meloni possa mettersi di traverso. Come l’ungherese Viktor Orbán. Se accadesse, l’operazione a quel punto sarebbe fallimentare.
Il nodo che sempre più si stringe a Bruxelles riguarda proprio l’associazione ormai costante tra la presidente del Consiglio italiana e il capo del governo di Budapest.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

MIGRANTI MORTI NEL MEDITERRANEO: “QUEST’ANNO ANNEGATE 2.271 PERSONE, IL 60% IN PIU’ RISPETTO AL 2022: E’ EMERGENZA UMANITARIA”

Dicembre 23rd, 2023 Riccardo Fucile

I DATI UFFICIALI DIFFUSI DALL’OIM, MA SONO NUMERI PER DIFETTO PER LA IMPOSSIBILE CONTA DEI NAUFRAGI FANTASMA

Duemiladuecentosettantuno morti lungo la rotta del Mediterraneo Centrale nel 2023, ben il 60 per cento in più rispetto allo scorso anno, quando i morti erano stati 1.413. Numeri, tra l’altro, per difetto visto che, quest’anno più che mai, la conta dei naufragi fantasma con i barchini di metallo fatti partire a migliaia dalle coste tunisine porterebbe il bilancio assai più in alto.
“Ancora una volta ribadiamo che quella degli arrivi via mare non è un’emergenza numerica ma umanitaria”, dice Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Oim, che questa mattina ha reso noto il tragico bilancio.
L’aumento della mortalità sulla rotta del Mediterraneo Centrale, dalla Libia e dalla Tunisia verso l’Italia, è naturalmente legata all’aumento delle partenze che hanno portato quest’anno in Italia quasi 160.000 persone, ma non può non essere messa in relazione con le politiche securitarie poste in atto dal governo Meloni e con la lotta senza quartiere alle Ong.
Il decreto Cutro ha infatti allontanato per mesi le navi umanitarie dalla zona Sar di ricerca e soccorso imponendo alle Ong di lasciare il Mediterraneo dopo ogni soccorso e costringendole a lunghissimi giorni di navigazione verso porti il più lontano possibile dal centro e nord Italia assegnati dal Viminale per lo sbarco. Con il risultato di lasciare sguarnito il Mediterraneo dai soccorsi anche in assenza di assetto militari in grado di rispondere alle tante richieste di aiuto.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

I FILE RUBATI CHE INCHIODANO NETANYAHU, COSI’ HA RICEVUTO MILIONI DI DOLLARI DAL QATAR

Dicembre 23rd, 2023 Riccardo Fucile

DOHA HA FINANZIATO DUE CAMPAGNE ELETTORALI DEL PREMIER ISRAELIANO

Nuovi guai in vista per Benjamin Netanyahu. Il primo ministro israeliano, già alle prese con un indice di popolarità in costante calo dagli attacchi di Hamas del 7 ottobre ad oggi, è finito al centro di una vicenda di presunte mazzette provenienti dal Qatar. A rivelare la presenza di alcune lettere incriminanti è Yigal Carmon, ex consigliere per l’antiterrorismo dei premier Yitzhak Rabin e Yitzhak Shamir. Secondo il colonnello ormai in pensione, «questa vicenda inizia a diventare una tempesta politica» e potrebbe portare «alla caduta di Netanyahu». Nei giorni scorsi, Carmon ha pubblicato alcuni documenti potenzialmente incriminanti sul sito di Memri (Middle East Media Research Institute), un think tank da lui fondato e presieduto.
«Project Raven»
Si tratta di alcuni documenti interni del governo del Qatar, hackerati da un’organizzazione finanziata dagli Emirati Arabi Uniti, che proverebbero il trasferimento di decine di milioni di dollari dal governo di Doha alle tasche del premier israeliano. «Netanyahu è un collaboratore, un prigioniero, un ostaggio che non può criticare il Qatar, perché l’emirato reagirebbe», osserva Carmon. All’origine di questa fuga di documenti riservati c’è il cosiddetto «Project Raven», una squadra di esperti informatici composta in gran parte da ex agenti dei servizi segreti americani reclutati dagli Emirati Arabi Uniti. L’obiettivo? Sorvegliare attivisti critici nei confronti della monarchia, ma anche tenere d’occhio altri governi. In particolare sarebbero stati presi di mira Turchia, Francia, Iran, Yemen, Qatar, Libano e Israele.
Quei 65 milioni provenienti da Doha
Tra le decine di documenti trafugati dagli Emirati Arabi nell’ambito del «Project Raven» ci sarebbero anche due comunicazioni che legherebbero le campagne elettorali di Netanyahu alle autorità del Qatar. Il primo documento è una lettera del 2012, in cui il ministro delle Finanze di Doha parla al premier di un finanziamento da 15 milioni di dollari «a Benjamin Netanyahu, capo del Likud, come partecipazione nel sostegno nella prossima campagna elettorale». La seconda lettera risale invece al 2018. In questo caso, sarebbero 50 milioni i soldi versati dal Qatar al premier israeliano, che – si legge nel documento – necessita di «un rapido sostegno finanziario». L’attendibilità di questi documenti non è ancora stata confermata. Qualora lo fosse, potrebbe portare alla fine definitiva della carriera politica di Netanyahu.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.633)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (337)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Dicembre 2023
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
    « Nov   Gen »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • “LA CINA POTREBBE TRIONFARE NELLA PARTITA GEOPOLITICA PER INERZIA”. IL “FINANCIAL TIMES”: “IL COMPORTAMENTO ROZZO DI TRUMP CONSENTE AI LEADER CINESI DI PRESENTARSI COME GLI ADULTI RESPONSABILI NELLA STANZA”
    • FARE CARRIERA IN FRATELLI D’ITALIA È FACILISSIMO: BASTA ELOGIARE IL DUCE (O AVERNE UN BUSTO A CASA). AL GRUPPO DEL PARTITO DI GIORGIA MELONI ALLA CAMERA ARRIVA ROBERTA NELLY SPADA, EX CAPO-SEGRETERIA DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE, BALZATA ALLE CRONACHE PER UN POST INNEGGIANTE AL FASCISMO SU FACEBOOK
    • ROBERTO, EX DETENUTO: “QUANDO SONO USCITO, VIVEVO PER STRADA. OGGI AIUTO CHI MI HA PERMESSO DI RICOMINCIARE”
    • CI VERGOGNEREMO DI AVER FATTO PARTE DEL BOARD OF PEACE DI TRUMP (ANCHE SOLO COME OSSERVATORI)
    • GAZA, IL RITORNO DI ROTANA: “NON CI SONO CASE NE’ CITTA’, E LA FAME HA TRASFORMATO IL VOLTO DEI MIEI CARI”
    • “COSI’ PUTIN HA UCCISO MIO MARITO”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA