Ottobre 10th, 2024 Riccardo Fucile
IN QUESTO CASO SONO STATE “SBIRCIATE” INFORMAZIONI RISERVATISSIME: PERCHÉ IL DIPENDENTE HA SPIATO? SOLO CURIOSITA’ MORBOSA?
La premier Giorgia Meloni. La sorella Arianna, capo della segreteria politica di Fdi. Il
giornalista Andrea Giambruno. I ministri Daniela Santanchè e Guido Crosetto. Il procuratore della Dna Giovanni Melillo. Solo sono una parte delle migliaia di nomi titolari di conti correnti Intesa-Sanpaolo – ha scoperto Domani – sbirciati e monitorati da un ex dipendente del primo gruppo bancario del paese.
Il funzionario rischia ora guai grossi, visto che rischia di aver violato norme sulla privacy e la segretezza di dati ipersensibili. In primis, è stato licenziato in tronco: una contromisura, quella dell’istituto di credito, disposta l’8 agosto scorso dopo l’apertura di un apposito procedimento disciplinare. E a cui è seguito l’avvio di un procedimento di indagine, ancora in corso, da parte della procura di Bari che potrebbe avere esiti esplosivi.
Tra gli “spiati” d’eccellenza ci sono infatti non solo politici di primo rango, ma pure imprenditori, militari, sportivi. Ma cosa avrebbe spinto il bancario a tenere sotto controllo spese e guadagni degli esponenti del mondo politico? Proprio a questa domanda stanno cercando di rispondere gli inquirenti, che al momento dicono di non conoscere i motivi sottesi all’attività del funzionario. Mera curiosità? Ricerca di informazioni personali, private o “pericolose” da poter custodire nei meandri dei propri cassetti? E per farci cosa? Ancora non è dato sapere. Ma la mole degli accessi sarebbe enorme.
E stavolta, a differenza di quanto accaduto nel caso dell’indagine di Perugia sulla fuga di notizie (i principali indagati sono Pasquale Striano e Antonio Laudati, ma Raffaele Cantone ha deciso di iscrivere anche tre cronisti del Domani per aver pubblicato notizie riservate sui potenti), non si tratta di segnalazioni di operazioni sospette della Uif o di dati di inchieste giudiziarie, ma di notizie molto più private e delicate, come i movimento dei conti correnti.
Sta di fatto che, sempre in base a quanto si apprende, gli accessi abusivi ai conti correnti per mano del dipendente del gruppo sarebbero stati quasi settemila. Realizzati tra il 21 febbraio del 2022 e il 24 aprile del 2024, avrebbero più in particolare riguardato gli oltre tremilacinquecento clienti portafogliati di 679 filiali di Intesa Sanpaolo, sparse in tutta Italia.
I conti dei potenti
Non solo Giorgia Meloni e i suoi congiunti. A venire monitorati sarebbero stati anche altri conti di politici ed esponenti istituzionali. Qualche esempio? Quello del ministro della Difesa Guido Crosetto, del presidente del Senato Ignazio La Russa, ma anche della ministra Daniela Santanchè e del ministro, candidato alla vicepresidenza della Commissione europea, Raffaele Fitto. E, fuori dalla compagine governativa, risulterebbero essere stati violati pure i conti dei governatori rispettivamente di Puglia e Veneto, Michele Emiliano e Luca Zaia, nonché quelli del procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo, e del procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, di ufficiali dell’Arma e della Guardia di finanza. Un lungo, lunghissimo, elenco, pertanto.
E a delinearsi man mano sarebbe pure un modus operandi che sembrerebbe sistematico, seriale. Un modus operandi volto a “seguire” soldi e movimentazioni di chi sta ai vertici.
Nel frattempo la procura del capoluogo pugliese è al lavoro per accertare e identificare i nomi delle altre persone, tra autorità civili e militari, sui cui conti sarebbero insistiti gli accessi abusivi dell’ex bancario. Gli interrogativi a cui rispondere sono davvero molteplici.
«Il caso è molto diverso da quello di Perugia. Lì gli indagati si difendono dicendo che gli accessi erano legittimi perché legati al loro lavoro di investigatori. Qui la giustificazione è impossibile. Ora si deve capire se il funzionario ha agito da solo e cosa ha fatto delle informazioni di cui è venuto in possesso».
La denuncia
L’indagine è partita quasi per caso. Grazie al lavoro della sicurezza della banca, che si è accorta che qualcosa non andava. E a una denuncia parallela fatta da un correntista di una filiale del Gruppo Intesa Sanpaolo situata a Bitonto, in provincia di Bari. L’uomo avrebbe riferito agli inquirenti di essere stato a sua volta informato dell’elevato numero di accessi informatici che erano stati effettuati da “qualcuno” sul proprio conto corrente: ad avvisarlo sarebbe stato direttamente il direttore della filiale di Bitonto.
Insospettito della circostanza, quindi, il correntista si sarebbe recato immediatamente a sporgere querela davanti alle autorità competenti. Da qui gli accertamenti della procura di Bari, coadiuvata dai carabinieri, presso la sede legale di Intesa. Adesso toccherà alla magistratura e al Garante per la privacy far luce sulle possibili conseguenze di quanto accaduto. E capire se si tratta di un banale dipendente infedele e curioso, oppure di uno scandalo di dimensioni più ampie.
(da EditorialeDomani)
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Ottobre 10th, 2024 Riccardo Fucile
“CE LA RICORDIAMO TUTTI MELONI DAVANTI AL BENZINAIO A FARE I TEATRINI PROMETTENDO CHE AVREBBE TAGLIATO LE ACCISE. SPIEGHI ORA AL PAESE QUESTA NUOVA TASSA. ANCHE OGGI L’ABBIAMO VISTA IN VIDEO MENTIRE AL PAESE”
Tensioni nella maggioranza dopo che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato che saranno rivisti i valori catastali degli immobili migliorati con fondi pubblici grazie al Superbonus.
Uno scambio di dichiarazioni che sembrano far presagire una resa dei conti sul tema della casa, molto caro alla maggioranza.
La Lega ha precisato che non ci sarà nessuna stangata, ma arriva la stoccata di Forza Italia: «C’è già una legge che riguarda l’aggiornamento dei valori catastali – ha detto Maurizio Casasco, responsabile Economia del partito – Giorgetti ha parlato di case fantasma, non ha detto che dobbiamo farlo in assoluto. Forza Italia, che ha da sempre a cuore la casa, valuterà con attenzione, perché le famiglie e le case sono state già abbastanza colpite».
E intanto da San Paolo del Brasile, il vicepremier Tajani avverte: «Dobbiamo continuare a lavorare per ridurre la pressione fiscale, perché l’unica ricetta per la crescita è quella di ridurre le tasse».
A metà pomeriggio interviene anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e lo fa su TikTok: «Leggo in queste ore dichiarazioni fantasiose secondo cui il governo vorrebbe aumentare le tasse per i cittadini. E’ falso, questo lo facevano i governi di sinistra, noi le tasse le abbassiamo», precisa.
Risponde la segretaria del Pd Elly Schlein, durante la dichiarazione di voto sul ddl lavoro, citando dal Psb «l’allineamento delle aliquote delle accise per diesel e benzina»: «Ce la ricordiamo tutti Meloni davanti al benzinaio a fare i teatrini promettendo che avrebbe tagliato le accise. Spieghi ora al paese questa nuova tassa Meloni. Anche oggi l’abbiamo vista in video mentire a viso aperto al paese», mentre «è scritto qui in un documento approvato dal Cdm, il Psb, alla pagina 116».
(da agenzie)
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Ottobre 10th, 2024 Riccardo Fucile
L’IMPUTATA, DISOCCUPATA E SEPARATA DAL MARITO, ERA RIMASTA A VIVERE NELLA PROPRIETÀ DELL’UOMO. MA LE CONDIZIONI FATISCENTI DELL’APPARTAMENTO, CHE AVEVA IL TETTO SFONDATO, HANNO PORTATO LA DONNA A PRENDERE POSSESSO DELLA CASA POPOLARE
Il tribunale di Caltanissetta ha assolto dall’accusa di occupazione abusiva una donna di San
Cataldo di 41 anni. La donna, difesa dall’avvocato Francesca Cocca, era imputata per aver occupato, insieme ai figli minori, un alloggio popolare di proprietà del Comune di San Cataldo. Nel corso del processo è emerso che l’imputata, dopo essersi separata dal marito, era rimasta a vivere nella casa di proprietà di quest’ultimo. Un’abitazione fatiscente e inagibile con il tetto in parte crollato.
A quel punto la 41enne, che è disoccupata e non percepisce alcun reddito, né tantomeno l’assegno familiare da parte dell’ex marito, a tutela dei propri bambini, e al fine di trovare riparo in una casa normale, ha occupato un alloggio popolare.
Per questo era stata denunciata dalla Polizia Municipale. Per il giudice, proprio per le modalità con cui si sono svolti i fatti e in ragione del bisogno della donna, il fatto non costituisce reato. La 41enne è stata dunque assolta con formula piena.
(da agenzie)
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Ottobre 10th, 2024 Riccardo Fucile
E’ UNO DEI MESSAGGI CHE L’EX MINISTRO HA GIRATO ALLA BOCCIA… L’IMPRENDITORE IN QUESTIONE. AMICO DI GIORGIA MELONI, HA AVUTO IL PATROCINIO GRATUITO DEL MINISTERO A DUE EVENTI… IMBARAZZO DELLA MELONI: “NON RICORDO”
C’è anche un messaggio di Patrizia Scurti, a capo della segreteria particolare di Giorgia Meloni e amica della premier da quasi vent’anni, tra i Whatsapp che l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano girava alla quasi-consigliera Maria Rosaria Boccia.
«Ciao Gennaro, puoi dare un appuntamento a Roberto Fantauzzi, è un caro amico», scrive Scurti il 23 marzo 2023.
Quel messaggio, rivela Il Fatto Quotidiano, è stato girato da Sangiuliano a Boccia, che nei giorni scorsi a Piazzapulita ha raccontato di aver ricevuto spesso messaggi di quel tipo da parte del ministro.
«Gli faceva piacere una mia consulenza nelle risposte. Quando non aveva tempo di scrivermi cosa si dicevano in chat lui e un altro politico mi mandava anche degli screenshot», ha raccontato l’imprenditrice campana.
La «prova» girata da Sangiuliano a Boccia
Quel messaggio di Patrizia Curti, di cui Il Fatto Quotidiano dice di aver preso visione, confermerebbe la tesi sempre sostenuta da Boccia, ossia che Sangiuliano le ha spesso fatto leggere chat con altri esponenti di governo.
Il messaggio su Whatsapp della segretaria della premier risale al 23 marzo 2023, ma è stato girato da Sangiuliano a Boccia soltanto il 5 agosto 2024. Perché allora se ne parla? Perché proprio in quei giorni comincia a esserci qualche screzio tra il ministro e la consigliera (mai ufficialmente nominata). «Non ti sto prendendo in giro, ti do un’altra prova», scrive Sangiuliano. E poi allega lo screenshot della chat con Scurti risalente a un anno prima.
Ma perché quella chat sarebbe una prova? «Non so nulla, non ricordo», dice Sangiuliano contattato dal Fatto.
I due eventi patrocinati dal ministero
Quel Roberto Fantauzzi di cui si parla è un imprenditore nel mondo degli eventi, amico di Giorgia Meloni, come dimostrano le foto pubblicato da lui stesso sui social.
L’uomo, anche lui contattato dal Fatto, dice di non aver mai incassato un euro pubblico. E anche la stessa premier precisa: «Sinceramente non ricordo la circostanza. Lo conosco, ma non so dire se quel messaggio era un’indicazione mia. Non ho alcun problema a dire chiaramente che provo a rispondere a tutte le persone che si rivolgono a me».
A rivelare di cosa potrebbe essersi trattato è sempre l’articolo del Fatto, che fa notare come due eventi organizzati dall’azienda di Fantauzzi abbiano beneficiato del patrocinio (gratuito) del ministero di Sangiuliano.
(da Open)
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