SECONDO UN SONDAGGIO IZI, IN QUESTI ANNI DI GOVERNO MELONI, IL LIVELLO DI SICUREZZA È PEGGIORATO PER IL 35,2%, E’ RIMASTO INVARIATO PER IL 46,2% DI ITALIANI, SOLO PER IL 9,2% E’ MIGLIORATO
NONOSTANTE LA PROPAGANDA E GLI SLOGAN, SOVRANISTI INCHIODATI DALLA LORO INEFFICENZA
Il caso Mario Roggero, il dibattito sulla legittima difesa e sulle grazie presidenziali, la morte
di Abderrahim Fakir a Bologna durante un fermo di polizia. L’attualità di questi giorni in Italia ha regalato uno specchio di come nei mesi a venire sarà sviluppata la campagna elettorale in vista del voto del prossimo anno.
A farla da padrone sarà il tema della sicurezza, reale o percepita, dei cittadini italiani. Un cavallo di battaglia dell’esecutivo di Giorgia Meloni, che però, stando ai numeri, ha disatteso le aspettative, in primis del suo elettorato ma anche di chi non guarda a destra.
Secondo un sondaggio di Izi, infatti, in questi anni di governo il livello di sicurezza è rimasto invariato per il 46,2 per cento di italiani.
Nessun cambiamento, quindi, apportato da Meloni, dai diversi decreti sicurezza e dai nuovi reati creati. E ancor di più: per il 35,2 per cento delle persone intervistate la sicurezza è diminuita. Nonostante le propagande e gli slogan.
Percentuali che quindi abbracciano sia una fascia di elettori di centrosinistra ma anche una buona fetta di elettori di centrodestra scontenti dell’operato del governo. Solo il 9,2 per cento ritiene sia in qualche modo aumentata, a fronte anche di un 9,5 per cento che non ha un’opinione in merito.
Che sulla materia sicurezza si giochi molta della credibilità dell’esecutivo, sembrano essere consapevoli i partiti di maggioranza, dalla Lega di Matteo Salvini, a Fratelli d’Italia, fino a Forza Italia. La pressione di Futuro nazionale di Roberto Vannacci, d’altronde, si fa sentire. Non è casuale, quindi, quanto si è visto a seguito del caso Roggero, il gioielliere condannato per duplice omicidio e tentato omicidio.
Sempre Izi, registra che, secondo il 57,1 per cento degli italiani, la mobilitazione dei politici per la grazia a Roggero sia stata motivata principalmente da calcoli di consenso elettorale.
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