“SPERO CHE PRESUTTI E PIERVINCENZI CAPISCANO DI ESSERE STATI USATI E FACCIANO UN PASSO INDIETRO”. GIULIA INNOCENZI, FA CAPIRE LA LINEA DELLA VECCHIA GUARDIA: “VOGLIAMO SPINGERE LA RAI A TORNARE SUI PROPRI PASSI. FAREMO DI TUTTO PER SALVARE LA TRASMISSIONE”
“ABBIAMO PROPOSTO UN PROGETTO. NON SAPEVAMO, PERÒ, CHE ALLE NOSTRE SPALLE I GIOCHI FOSSERO GIÀ FATTI. I COLLEGHI CI HANNO PUGNALATO ALLE SPALLE”… “SIAMO APERTI A TRATTARE, MA NON SI PUÒ ACCETTARE UNA PROPOSTA CALATA DALL’ALTO, CON LA BENEDIZIONE DEI PARTITI DI MAGGIORANZA. NOI INVIATI CE NE ANDREMO IN BLOCCO”
“Spero che Presutti e Piervincenzi si mettano una mano sulla coscienza, capiscano di essere
stati usati e facciano un passo indietro”. Lo afferma Giulia Innocenzi, giornalista di Report, in un’intervista a Quotidiano Nazionale. “Ci sono due battaglie in corso. Da un lato l’azione legale di Ranucci, che ha il diritto dalla sua parte; dall’altro c’è la nostra mobilitazione per far sopravvivere Report a questo killeraggio politico”, spiega Innocenzi.
“Vogliamo spingere la Rai a tornare sui propri passi: la trattativa è aperta e la prossima settimana incontreremo il direttore degli approfondimenti, Corsini. Faremo di tutto per salvare la trasmissione”.
La redazione ha già elaborato una proposta: “Quando l’azienda ci ha annunciato informalmente che avrebbero fatto fuori Ranucci, confermando le voci, abbiamo proposto un progetto per rafforzare il format sui più alti standard del giornalismo d’inchiesta internazionale, affiancato da una conduzione alternativa con Giorgio Mottola e Giulio Valesini.
Non sapevamo, però, che alle nostre spalle i giochi fossero già fatti”. Sul confronto con la Rai, Innocenzi chiarisce: “Siamo aperti a trattare, ma non si può accettare una proposta calata dall’alto, con la benedizione dei partiti di maggioranza”.
Netto anche l’avvertimento della redazione: “Abbiamo scoperto dalle agenzie di stampa la scelta di una nuova conduzione mai condivisa con noi, decisa con la complicità di colleghi che ci hanno pugnalato alle spalle.
Se la proposta della Rai resterà questa, noi inviati d’inchiesta ce ne andremo in blocco. E senza di noi, Report non esiste più perché le inchieste le facciamo noi”.
L’obiettivo resta comunque quello di mantenere Report in Rai: “Lo spazio naturale di Report è la Rai, dove è nato trent’anni fa e dove Milena Gabanelli ha donato il nome e il format. Il giornalismo d’inchiesta è un dovere del servizio pubblico”.
(da agenzie)
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