IN GERMANIA SI VOTA NELLE REGIONI DI BERLINO E NEL MECLEMBURGO-POMERANIA ANTERIORE: SE CI FOSSE UN’ALTRA VITTORIA AFD E UN ALTRO TRACOLLO DELLA CDU, COME IN SASSONIA-ANHALT, SARÀ LA FINE DI FRIEDRICH MERZ, CHE SAREBBE COSTRETTO A DIMETTERSI
NEL MECLEMBURGO LA CDU È AL 6% (AFD AL 36%): SE SCENDE SOTTO AL 5%, RESTA FUORI DAL PARLAMENTO DEL LAND … A BERLINO, LA SFIDA È TRA LINKE E CDU, RISPETTIVAMENTE AL 21 E AL 20% (AFD 18%): IL VOTO SI GIOCA SULL’EMERGENZA ABITATIVA – LA LINKE VUOLE ESPROPRIARE LE MULTINAZIONALI DELL’IMMOBILIARE DI OLTRE 200 MILA APPARTAMENTI PER RIAFFITTARLI A PREZZI DECENTI
La vecchia regola, cara ad Angela Merkel, diceva: la Cdu non cambia i suoi cancellieri. Eppure
questa è la posta in gioco stasera, e a questo si guarderà, sebbene si tratti di due elezioni regionali, a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, poco popolato Land sul Baltico. Quanto sarà cattivo il risultato per la Cdu di Friedrich Merz? E se fosse catastrofico — se ci fosse un’altra vittoria AfD e un altro tracollo della Cdu come in Sassonia-Anhalt — sarà anche la fine del cancelliere stesso, il via a un putsch per defenestrarlo?
Dipenderà dalle cifre, dalle soglie, dall’aritmetica, oltre che dal sentimento che si produrrà ai primi exit poll. Se però due settimane fa Merz è stato colto alla sprovvista, stasera ha convocato i vertici del partito per le 17: un’ora prima della chiusura dei seggi. L’obiettivo è avere una linea comune da esibire davanti alle telecamere .
In realtà, stasera, si misureranno molte altre tendenze.
La prima riguarda l’AfD. È da un anno che il Meclemburgo è dato saldamente all’estrema destra, a completare il trittico di regioni ad Est (dopo la Turingia e la Sassonia-Anhalt) dove è il partito più popolare, sulla soglia del 40%. Invece, una sorprendente campagna della leader Spd e governatrice uscente Manu Schwesig, ha fatto recuperare ai socialdemocratici quasi 20 punti, riportandoli in testa nel Land che governano da 28 anni.
Gli ultimi sondaggi dicono: Spd 37%, AfD 36%, Linke 9%, Cdu 6%, Verdi 5%; sotto la soglia i rosso-bruni BSW e i liberali. Rispetto alla Sassonia-Anhalt, dove c’era il trascinatore Ulrich Siegmund, all’AfD è mancato un leader forte, che scatenasse una sorta di febbre di partecipazione. Dall’altro lato, invece, la Spd è riuscita a mobilitare l’elettorato anti-AfD.
Con un effetto ben noto in Germania: in casi di elezione contesa, si scatena il voto tattico per far perdere l’avversario, e quindi l’AfD. L’ipotesi catastrofica Infine, se la Cdu scendesse sotto il 5%, sarebbe esclusa per la prima volta nella sua storia dal Parlamento di un Land. E questa sarebbe l’ipotesi «catastrofica» per Merz.
Nella capitale, invece, la sfida sembra tra Linke e Cdu, rispettivamente al 21 e al 20%. Terza è l’AfD (18%), un dato che la vede raddoppiare i consensi rispetto a 3 anni fa: sospinta da quella grande periferia ex Ddr, quella dei casermoni negli enormi dormitori come Marzahn, che sono la nuova cintura d’estrema destra attorno alla «capitale rossa». I Verdi (15%) e la Spd (12%) non sembrano in partita.
La vittoria della Linke, guidata dalla turco-tedesca Elif Eralp, sarebbe uno shock politico-culturale: c’è un solo precedente nella piccola Turingia. Tanto più che il partito promette gli espropri di migliaia di case per contenere il caro affitti. Sarebbe anche un laboratorio per la sinistra: è possibile, in futuro, una convergenza
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