AUTISTI DEGLI AUTOBUS DI BRESCIA ASSUNTI 35 TUNISINI, FIGURACCIA SOVRANISTA: ASSUNTI CON AVALLO DEL GOVERNO, MA LEGA E FDI BRESCIANI CRITICANO SENZA CAPIRE UNA MAZZA
MANCANO GLI AUTISTI MA SOLO 13 ITALIANI HANNO VOGLIA DI LAVORARE, PER I POSTI SCOPERTI, GRAZIE AD ACCORDI CON LA TUNISIA, SI ATTINGE A 35 TUNISINI E ARRIVA L’ATTACCO ISTERICO DEI SOVRANISTI LOCALI CONTRO IL LORO GOVERNO
La tornata di assunzioni dal Paese nordafricano da parte di Brescia Mobilità (società presieduta da Alessandro Marini e controllata dal Comune di Brescia), con assegnazione di alloggi Aler ha acceso il dibattito. Da una parte, i sindacati di base, Cobas Brescia e Unione sindacale di base Brescia, lamentano scarsa trasparenza e obiettano che bisognerebbe intervenire sui salari per attrarre personale; dall’altra il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Carlo Andreoli ha presentato una richiesta di informazioni scritta alla sindaca, in particolare sulla possibilità di estendere i bandi anche ad altro personale.
È stata la stessa società a mettere in fila i fatti. A monte della ricerca in Tunisia c’è la cronica carenza di autisti: al Gruppo Brescia Mobilità servirebbero circa 40 autisti per portare il sistema in equilibrio, più 40 per coprire i pensionamenti. La ricerca di personale è continua, ma nell’ultima Academy, a fronte di circa 100 partecipanti alla selezione, solo 14 hanno poi fatto il percorso per la patente: da qui la scelta di ampliare il bacino di reclutamento.
Perché la Tunisia? Come già era accaduto per Milano, alla base della scelta ci sono il ‘Piano Mattei’, gli accordi di cooperazione tra Italia e Tunisia e l’accordo del 2024 tra Sviluppo Lavoro Italia e l’agenzia nazionale tunisina per il lavoro, per 12mila ingressi in tre anni. Quanto alla casa, a monte c’è il protocollo d’intesa tra Regione Lombardia (assessorato i Trasporti) e le Aler, per alloggi a canone concordato agli autisti, ai macchinisti e al personale del trasporto pubblico locale. Brescia Mobilità ha recuperato alloggi che erano inutilizzati da anni perché inagibili, che saranno assegnati per un massimo di 24 mesi anche per ad altri aspiranti autisti.
Il 22 settembre ci sarà un confronto con i sindacati, ma quelli di base (Cobas Brescia e Unione sindacale di base Brescia) restano scettici. “Come sindacati difendiamo tutti i lavoratori – spiega Dario Filippini, Usb Brescia – il problema è che non c’è una politica di adeguamento salariale che renda interessante andare a lavorare nell’azienda pubblica. Ora, per aver qualche soldo in più si va nel privato, dove si accumulano ore di straordinario per arrivare a 2.300 euro al mese, o all’estero”.
Sul fronte politico, la Lega Brescia incalza: “La casa è un diritto di tutti, la giunta Castelletti se ne frega. Ancora una volta vengono preferiti i cittadini stranieri, prima della retromarcia a seguito delle polemiche, al posto dei bresciani che sono in difficoltà in un’emergenza abitativa ormai al limite in questa città”. Replica Roberto Omodei, capogruppo dem in Loggia: “La destra bresciana smentisce progetti e strumenti pensati dalla destra nazionale e regionale. Un bel cortocircuito”.
(da agenzie)
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