LA BASE PACIFINTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE, CON IL 91,7% DEI VOTI FAVOREVOLI, HA CHIESTO A CONTE DI SMETTERE DI INVIARE ARMI ALL’UCRAINA: LIBERI DI FARLO, COME NOI LIBERI DI NON VOTARE I SERVI DI UN CRIMINALE
NEL CASO IN CUI LE PRIMARIE VENISSERO VINTE DA ELLY SCHLEIN, GLI ELETTORI CONTIANI NON VOTEREBBERO IL CAMPO LARGO, QUINDI NON C’E’ MOTIVO PER NON FARE COME LORO
La base del Movimento 5 Stelle, con il 91,7% dei voti favorevoli, ha dato mandato al presidente Giuseppe Conte di portare al tavolo della coalizione la posizione contraria al “continuare a inviare armi” all’Ucraina, perché questo “allontana la pace”.
Il “primato del diritto internazionale” ha ottenuto il 98,3% dei sì, mentre la proposta per una Conferenza internazionale e il riconoscimento dello Stato di Palestina ha raggiunto il 97,9%. Il 94,1% ha votato contro il piano di riarmo europeo e il 91,8% contro l’aumento della spesa per la difesa.
«Di quel sondaggio – confida un dirigente – il dato che dobbiamo sottolineare è un altro: che il 38 per cento degli elettori del campo largo ritiene una priorità lavorare per la via diplomatica e interrompere il sostegno militare all’Ucraina».
Inevitabilmente, la conversazione di militanti e parlamentari a margine dell’evento finisce però per girare attorno a primarie e coalizione, grande assente tra i temi trattati nel primo giorno della convention se non quando è comparsa nella testimonianza dei due governatori M5s Alessandra Todde e Roberto Fico.
E i metodi alternativi? La scelta del candidato più competitivo – che favorirebbe Conte – o la scelta in base alla quantità di voti, che invece farebbe il gioco del Pd? «La prima non l’hanno voluta, la seconda non piace a noi. Il federatore è una non-soluzione: se non ci viene in mente nel giro di 15 secondi, forse non è un nome che può davvero battere Meloni». La gara, dunque, è tra Schlein, Conte e chi vuole unirsi. Farli rinunciare a priori sarebbe anche screditante nei loro confronti, è il ragionamento.
Certo, resta il dubbio su quanto sarà totalitario il travaso del voto pentastellato verso un candidato che non dovesse essere Conte. «Il Movimento è il partito più fluido del panorama italiano: è capace di sfilarsi in fretta da quel che non gli piace. Un aspetto che si può leggere in maniera positiva o negativa».
(da agenzie)
Leave a Reply