Gennaio 15th, 2021 Riccardo Fucile
LA RICOSTRUZIONE NEI DOCUMENTI PRESENTATI DAGLI INQUIRENTI
Non era solo folklore come tanti cercano di far credere. Nella marmaglia trumpiana che ha assaltato Capitol Hill c’era di tutto.
Oltre allo ‘sciamano Qanon’ anche golpisti e terroristi: nei documenti presentati in tribunale dai procuratori federali in relazione agli arresti dei sostenitori del presidente Donald Trump che hanno preso d’assalto il Campidoglio è scritto che gli assalitori volevano “catturare e uccidere funzionari elettivi”.
E’ quanto emerge dal deposito della richiesta di confermare gli arresti di Jacob Chansley, (Jake Angeli) o sciamano QAnon dell’Arizona le cui foto con elmo cornuto e peloso nell’aula del Senato hanno fatto il giro del mondo.
La richiesta dei legali del ministero della Giustizia in Arizona rivela che Chansley ha lasciato una nota sullo scranno del vicepresidente Mike Pence: “è solo questione di tempo, le giustizia sta arrivando”.
“Forti prove, comprese le parole e le azioni di Chansley in Campidoglio, supportano la convinzione che l’intento dei rivoltosi in Campidoglio fosse di catturare e uccidere funzionari del governo degli Stati uniti” hanno scritto i procuratori.
(da “Globalist”)
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Gennaio 15th, 2021 Riccardo Fucile
INTERCETTAZIONI: “QUESTO PACCO DA POCO DIAMOLO AGLI SFIGATI”
Facevano “figli e figliastri” sugli aiuti alimentari acquistati con fondi statali per l’emergenza Covid. In altre parole: li negavano a stranieri e anziani non autosufficienti per darli a famiglie più ricche o assegnavano ai primi il pacco “da sfigati”, come lo chiamavano mentre erano intercettati.
È quanto emerge dall’inchiesta della procura di Vercelli sulla gestione dei pacchi per le famiglie meno abbienti a San Germano Vercellese che ha portato all’arresto della sindaca leghista Michela Rosetta.
Ai domiciliari come la prima cittadina è finito anche un consigliere comunale, l’ex assessore Giorgio Carando. Nell’inchiesta sono indagate anche altre 7 persone, tra cui due imprenditori. I reati contestati a vario titolo sono peculato, abuso d’ufficio, falso materiale e ideologico.
Stando alla ricostruzione del pm Davide Pretti, sarebbero stati direttamente la sindaca Rosetta e Carando a gestire gli aiuti alimentari per l’emergenza Covid, distribuendoli illecitamente a famiglie con redditi oltre ai 7.000 euro mensili anzichè ai veri beneficiari dei fondi statali: anziani non autosufficienti, nuclei con redditi bassi o con figli minori o disabili e stranieri in difficoltà .
Significativa la vicenda di una cittadina extracomunitaria a cui la sindaca avrebbe negato gli aiuti dopo la richiesta di evitare alcuni alimenti che lei ed i suoi figli non avrebbero consumato per motivi religiosi.
Su disposizione di Rosetta, avrebbe fatto seguito la mancata erogazione di ulteriori aiuti e la distruzione dagli atti del protocollo della richiesta recapitata in Comune dalla donna.
Per questa vicenda alla sindaca viene contestata l’aggravante di discriminazione e odio razziale, poichè nelle intercettazioni ambientali all’interno dei locali comunali si sente la sindaca esternare “animosamente il proprio disappunto per le richieste della donna”.
Emergono anche frasi con cui Rosetta e Carando ammettono di avere “figli e figliastri” e di consegnare, ai soggetti a loro meno graditi, il “pacco da sfigati”.
Oltre alla distribuzione iniqua dei pacchi, la procura contesta anche l’acquisto di generi non essenziali, come mazzancolle e capesante, al centro lo scorso settembre di dure polemiche.
Nella stessa operazione sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione in caserma anche un altro consigliere comunale, un ex dipendente del Comune e una quinta persona. Le indagini hanno riguardato anche l’abbattimento dell’ex chiesa di Loreto, a San Germano, dopo il crollo di una parte di facciata che — hanno accertato i pm — sarebbe stato procurato volontariamente. Per questo motivo c’è anche l’accusa di distruzione di beni sottoposti a vincolo culturale.
In passato Rosetta era finita al centro delle cronache per una delibera — poi bocciata dal Tar — che prevedeva sanzioni a chi avesse affittato immobili agli stranieri. Non solo. A gennaio 2019 era emersa la storia della salma di un ragazzo nigeriano, che lavorava come imbianchino, morto investito da un treno ai confini del territorio comunale, abbandonata per tre mesi in obitorio. Alla sindaca — come raccontava Repubblica — era stata recapitata da un’agenzia di pompe funebri una fattura da 540 euro per il recupero della salma, ma si era rifiutata di pagare perchè non aveva mai assegnato alcun mandato.
Così aveva rigettato il pagamento e fatto approvare una delibera di giunta a tutela del Comune perchè “non può farsi carico di spese che non le competono”.
La Asl di Vercelli aveva invece inviato al Comune una fattura per sostenere i costi per il funerale di povertà . Un costo che, aveva ribattuto la sindaca, non spettava alla sua amministrazione: “Mi dispiace, ma la legge dice che il funerale di povertà spetta al comune di residenza e risulta che il giovane fosse residente a Bergamo, non a San Germano”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Gennaio 15th, 2021 Riccardo Fucile
“LA POLIZIA HA APERTO LE PORTE, SONO ENTRATO PERCHE’ E’ STATO TRUMP A INVITARCI AD ANDARE NEL SUO DISCORSO”
Jacob Chansley, noto come Jake Angeli, lo sciamano di QAnon, diventato un simbolo dell’assalto al Campidoglio, ha chiesto la grazia al presidente uscente Usa Donald Trump tramite il suo avvocato.
Il legale ha detto che il suo cliente non è una persona violenta e dovrebbe essere perdonato perchè sentiva che “stava rispondendo alla chiamata” di Trump entrando nell’edificio del Congresso. “Il mio cliente non è entrato in Campidoglio, al mio cliente la polizia di Capitol Hill ha tenuto aperte le porte del Campidoglio”, ha detto l’avvocato Albert Watkins, secondo quanto riporta Abc, aggiungendo che Trump lo ha invitato ad entrare in Campidoglio durante il suo discorso prima della rivolta.
Watkins ha detto che Trump “deve essere ritenuto responsabile” per aver incoraggiato i rivoltosi”. Chansley era nell’esercito e non aveva precedenti penali, ha detto il legale, aggiungendo che il suo cliente è un “vero sciamano”. “Il ragazzo indossa una pelliccia, ha le corna, è uno sciamano, pratica yoga, medita tutto il giorno, non potrebbe essere un essere umano più gentile e pacato”, ha detto l’avvocato.
(da agenzie)
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Gennaio 13th, 2021 Riccardo Fucile
PELOSI: “DEVE ANDARSENE”… EMERGE LA CONNIVENZA DI TRE DEPUTATI REPUBBLICANI CON I TERRORISTI DI CAPITOL HILL
Con una procedura lampo di un solo giorno, la Camera Usa ha approvato la mozione di impeachment contro Donald Trump per incitamento all’insurrezione per aver incoraggiato i suoi fan ad assaltare il Congresso e impedire la certificazione della vittoria di Joe Biden.
Oltre a tutti i democratici, anche 10 repubblicani si sono espressi a favore: la partita si sposta ora al Senato dove il leader repubblicano Mitch McConnell ha fatto sapere che non ci saranno sessioni prima del 19 gennaio.
L’impeachment non sarà dunque votato prima della fine del mandato di Trump, il 20 gennaio, ma il voto ha comunque un forte significato simbolico.
Trump è il primo presidente della storia a finire in stato d’accusa due volte, dopo quella per l’Ucrainagate appena qualche mese fa.
Washington è in stato di massima sicurezza: la Guardia Nazionale in tenuta da combattimento circonda il Campidoglio. Centinaia di soldati hanno trascorso la notte all’interno del palazzo del Congresso, dormendo per terra nelle stanze e nei corridoi.
“Non possiamo sfuggire alla storia” ha detto la speaker della Camera Usa Nancy Pelosi nel suo discorso . “Sappiamo che il presidente degli Stati Uniti ha incitato l’insurrezione, una ribellione armata … Deve andarsene. È un pericolo evidente e immediato per la Nazione che tutti amiamo. Il presidente deve essere processato e condannato dal Senato, un rimedio costituzionale che garantirà che la repubblica sarà al sicuro da questo uomo che era così determinato a demolire le cose che ci stanno a cuore e che ci tengono insieme … Democratici e Repubblicani, vi chiedo di interrogare la vostra coscienza e rispondere a queste domande: la guerra alla democrazia del presidente è in linea con la Costituzione? Le sue parole e la folla sono state un crimine grave e un reato? Non abbiamo il dovere di giurare di fare tutto ciò che costituzionalmente possiamo per proteggere la nostra Nazione e la nostra democrazia dagli appetiti e dalle ambizioni di un uomo che ha dimostrato di essere una minaccia vitale per la libertà , il governo e lo Stato di diritto? “.
Pelosi ha definito gli uomini e le donne che hanno dato l’assalto al Congresso “non patrioti ma terroristi”.
McConnell sostiene l’impeachment: ma non ufficialmente
Il leader della maggioranza al Senato Usa, Mitch McConnell, non riunirà il ramo del Congresso per una sessione di emergenza per il processo di impeachment nei confronti di Trump. Lo riporta Cnn che cita fonti repubblicane. Il Senato quindi non sarà riconvocato venerdì nè quasi certamente prima del 19 gennaio, il giorno prima dell’inaugurazione del presidente eletto, Joe Biden. Ma McConnell, secondo il New York Times e la Cnn, sostiene l’impeachment, benchè solo in privato, perchè la procedura priverebbe Trump di un futuro politico e della sua presa sul partito repubblicano.
Sempre secondo la Cnn, il leader della maggioranza repubblicana al Senato ha inviato una nota ai suoi colleghi nella quale afferma che, “mentre la stampa è piena di speculazioni, io non ho preso una decisione finale su come votare e intendo ascoltare gli argomenti legali quando saranno presentati in Senato”
Dieci repubblicani per il sì
“Un voto contro questo impeachment è un voto che riconosce la violenza inaccettabile a cui abbiamo assistito. Ed è un voto per perdonare l’inazione del presidente Trump. Lui non ha condannato con forza l’attacco e non ha chiamato i rinforzi quando i nostri rappresentanti dell’ordine erano sopraffatti. Il nostro Paese aveva bisogno di un leader e il presidente Trump ha fallito nel compito per cui aveva prestato giuramento. Io voterò sì agli articoli sull’impeachment”. Con questa dichiarazione, salutata dagli applausi dei democratici, il rappresentante repubblicano alla Camera, Dan Newhouse, ha annunciato il voto a favore dell’incriminazione di Trump.
A lui si sono uniti anche Tom Rice eletto in South Carolina, Peter Meijer e Anthony Gonzalez eletto in Ohio, che ha detto di sostenere l’atto di accusa perchè Trump “ha aiutato ad organizzare ed incitare la folla che ha attaccato il Congresso”. In tutto sono 10 i repubblicani a favore dell’impeachment.
La fronda di Liz Cheney
Fra di loro, la più famosa è Liz Cheney, numero 3 del partito alla Camera e figlia dell’ex presidente di George W. Bush, Dick Cheney: “Io non vado da nessuna parte, questo è un voto di coscienza, per il quale ci sono posizioni diverse nella nostra conferenza. Ma la nostra nazione sta fronteggiando una crisi istituzionale senza precedenti, dai tempi della Guerra Civile”, ha detto la deputata rispondendo ai colleghi che le hanno chiesto di dimettersi per aver annunciato che i voterà per l’impeachment.
Uno dei promotori del raduno di Washington, “Aiuto da 3 eletti Gop”
Ali Alexander, promotore del movimento “Stop the Steal”, ha sostenuto di aver organizzato una manifestazione a Capitol Hill il 6 gennaio insieme a tre deputati Repubblicani, Andy Biggs, Mo Brooks e Paul A. Gosar, tutti accesi sostenitori del presidente Donald Trump, per “esercitare la massima pressione sul Congresso mentre votavano” la certificazione della vittoria di Biden.
L’obiettivo era quello di “cambiare i cuori e le menti dei repubblicani che erano all’interno, facendogli sentire il nostro forte ruggito dall’esterno”. I tre deputati Gop, sotto pressione, hanno negato qualsiasi legame o aiuto ad Alexander ma sui social diversi post e video indicano rapporti tra i deputati con l’attivista di destra.
(da agenzie)
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Gennaio 13th, 2021 Riccardo Fucile
VERTICI DELLA DIFESA: “L’ASSALTO AL CONGRESSO E’ STATA UNA INSURREZIONE ARMATA”
Finalmente qualcosa si muove. Si chiama Mitch McConnell ed è il leader dei senatori repubblicani. Ha
detto ad alcuni collaboratori che a suo avviso Donald Trump ha commesso reati da impeachment e che è contento che i dem lo mettano in stato d’accusa, convinto che sarà più facile cacciarlo dal partito.
Lo scrive il New York Times citando fonti vicine a McConnell.
“Abbiamo assistito ad azioni all’interno del Campidoglio che non sono coerenti con la legge. Il diritto alla libertà di parola e al riunirsi non concede a nessuno il diritto di ricorrere alla violenza, alla sedizione e all’insurrezione”.
Lo affermano il capo dello stato maggiore congiunto, Mark Milley, e i vertici della difesa. “Sosteniamo a difendiamo la costituzione. Ogni atto per distruggere il processo costituzionale – aggiungono – non è solo contro le nostre tradizioni e i nostri valori, è anche contro la legge”.
(da agenzie)
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Gennaio 12th, 2021 Riccardo Fucile
LAUREN BOEBERT DALL’INTERNO DEL CAMPIDOGLIO SEGNALAVA AI TERRORISTI GLI SPOSTAMENTI DEI SENATORI E DI NANCY PELOSI
C’è una storia sotto traccia che vale la pena di essere raccontata a margine degli eventi di Capitol Hill, dell’assalto al Congresso Usa e della politica nostrana.
Partiamo dall’inizio: il primo luglio 2020 il leader della Lega Matteo Salvini, che da sempre ha “lisciato” i più ferventi trumpiani, twitta un messaggio che spiazza i suoi elettori e che sfugge agli occhi dei cronisti.
Si congratula con una sconosciuta candidata al Congresso degli Stati Uniti, Lauren Boebert, che a novembre sarà poi eletta nel suo collegio in Colorado. Boebert ha appena sconfitto alle primarie del Partito repubblicano il deputato uscente Scott Tipton, che aveva l’appoggio ufficiale del presidente Trump.
Boebert era una candidata di posizioni talmente estreme che perfino i democratici avevano virato sul candidato repubblicano, pur di provare a non contribuire alla sua elezione.
Ha 33 anni, vive in Colorado ed è una fervente sostenitrice delle armi, oltre ad avere posizioni di sostegno nei confronti di QAnon, la strampalata teoria che sostiene l’esistenza di un complotto per sovvertire la presidenza di Trump e che da tempo ciancia di network di pedofilia e satanismo tra i potenti del mondo e di “poteri forti”.
I seguaci della teoria di QAnon sono considerati una vera e propria setta e l’Fbi li giudica una minaccia alla sicurezza nazionale. La deputata Lauren Boebert nei mesi scorsi è finita sui giornali perchè si è rifiutata di chiudere il suo ristorante durante le restrizioni imposte per la pandemia e perchè, nel suo ristorante, lei e le sue cameriere sfilano con armi sempre in bella mostra, invitando i proprio clienti a fare lo stesso.
Quando è stata eletta ha dichiarato a proposito di QAnon: “Spero che sia vero perchè significa solo che l’America sta diventando più forte, e la gente sta tornando ai valori conservatori. È qualcosa di motivante, che ti dà coraggio e mette insieme le persone più forti”.
Durante l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, Boebert ha compulsivamente twittato segnalando gli spostamenti dei senatori e della speaker della Camera Nancy Pelosi, suscitando un enorme sdegno nell’opinione pubblica americana e spingendo diversi politici dem e associazioni dei diritti civili a sottoscrivere una lettere in cui la si accusa di avere “incitato alla violenza”.
Una sorta di “talpa interna” dei manifestanti. “Oggi è il 1776”, aveva scritto durante gli scontri, inneggiando alla rivoluzione americana.
(da agenzie)
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Gennaio 12th, 2021 Riccardo Fucile
“TRUMP E’ MALATO DI MENTE, NECESSITA DI UNA CAMICIA DI FORZA”
Il partito democratico ha presentato ufficialmente alla Camera l’articolo che richiede l’impeachment
contro Donald Trump: la richiesta è quella di mettere il presidente uscente (per la seconda volta) in stato d’accusa per aver “incitato l’insurrezione” che ha portato all’assalto del Congresso mercoledì 6 gennaio.
E chi meglio di Carl Bernstein — giornalista premio Pulitzer del Washington Post che insieme a Bob Woodward fece dimettere Nixon per l’inchiesta del Watergate — può commentare questo momento storico?
“Il pericolo più grave — dice intervistato da La Stampa — per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti viene ora dal presidente. Trump è matto, e quindi va rimosso al più presto possibile dalla sua carica, per il bene del popolo americano e del resto della comunità internazionale. Poi, se volete, discuteremo dei social media e la libertà di espressione, ma questo non è nè il momento, nè il contesto. La questione è assolutamente mal posta. Il problema più urgente che abbiamo ora è salvare il paese da un pazzo, non interrogarci sul grado di libertà di espressione a cui avrebbe diritto”.
Il giornalista è netto nelle sue opinioni: “Donald Trump è matto. È evidente che non è più nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. In questo momento il pericolo più grave per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti è il presidente, e in realtà lo è già da molto tempo. La minaccia che pone la sua permanenza alla Casa Bianca deve avere la precedenza su tutto”.
Secondo Bernstein, più che l’impeachment (che sarebbe una procedura troppo lunga), “il vicepresidente Pence, insieme alla leadership repubblicana che finora è stata complice di Trump e completamente irresponsabile, dovrebbero fare una dichiarazione pubblica in sostegno dell’invocazione del Venticinquesimo emendamento, cioè quello che consente la rimozione dei presidenti incapacitati”.
“Bisogna mettere — continua il premio Pulitzer — addosso a Trump una camicia di forza costituzionale. Poi, come accaduto con Nixon, che non lasciò la Casa Bianca al termine della procedura di impeachment. I capi repubblicani andarono dal presidente per dirgli che era finita. Pretesero le dimissioni, e Nixon fu costretto a rassegnarle, perchè comprese che non aveva alternative. Ciò deve accadere adesso nel caso di Trump, che va disarmato”.
Poi, l’affondo finale: “La libertà di espressione non è data per scontata. Con questo atto, il capo della Casa Bianca ha dimostrato di essere il principale nemico della repubblica costituzionale che sono gli Stati Uniti, ponendosi in sostanza sullo stesso livello del presidente secessionista Jefferson Davis”.
(da agenzie)
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Gennaio 12th, 2021 Riccardo Fucile
DEUTSCHE BANK, COCA COLA, MARRIOT E ALTRE AZIENDA VOLTANO LE SPALLE A TRUMP…. SIGNATURE BANK GLI CHIUDE DUE CONTI CORRENTI, DEUTSCHE BANK CHIEDE IL RIENTRO DI PRESTITI CONCESSI PER 300 MILIONI DI DOLLARI
Dopo essere stato bannato da Facebook e da Twitter, ora anche Deutsche Bank sarebbe pronta a chiudere con Donald Trump. Secondo un’indiscrezione arrivata da una fonte interna all’organizzazione e citata dal New York Times, la banca tedesca vorrebbe allontanarsi dal presidente americano.
Attualmente, la Deutsche Bank è una delle più importanti sostenitrici delle attività finanziare della Trump Organization visto che, ad oggi, sono più di 300 milioni i prestiti concessi — e non ancora restituiti — all’impero economico di Trump.
Già prima degli episodi di Capitol Hill, sempre secondo indiscrezioni circolate nei mesi scorsi, la società tedesca aveva preso in considerazione di rompere ogni rapporto di affari con Trump a causa del grave danno di immagine legato alla sua presidenza.
Ma, dopo l’assalto al Campidoglio, Deutsche Bank ha reso pubblica la sua posizione. Sul suo profilo Linkedin, la responsabile della società negli Stati Uniti, Christiana Riley, aveva subito condannato quanto accaduto:
“Ieri è stata una giornata buia per l’America e la nostra democrazia. La violenza — aveva scritto Riley — non ha posto nella nostra società e le scene a cui abbiamo assistito sono una vergogna per l’intera nazione. Siamo orgogliosi della nostra Costituzione e siamo al fianco di coloro che cercano di sostenerla per garantire che la volontà del popolo sia rispettata e che abbia luogo una transizione pacifica del potere.
Chiusi due conti correnti
Ma Deutsche Bank non è la sola. Anche Signature Bank, a lungo vicina alla Trump Organization e alla famiglia del presidente, ha annunciato che chiuderà due conti correnti in cui Trump aveva depositato circa 5,3 milioni di dollari.
La banca ha anche chiesto al presidente uscente di lasciare la Casa Bianca prima del 20 gennaio, giorno dell’insediamento di Joe Biden. «Crediamo che l’azione più appropriata per il presidente americano sia quella di presentare le sue dimissioni, un’azione che è nei migliori interessi della nostra Nazione e degli americani».
La banca ha anche aggiunto che non ha intenzione di sostenere futuri affari con membri del Congresso che abbiano votato per screditare il risultato dell’elezione. Una decisione presa anche dall’azienda Coca Cola e dalla catena di alberghi Marriott. Entrambe hanno annunciato la sospensione delle donazioni politiche a chi abbia supportato, all’interno del Congresso, le false rivendicazioni di Trump sul voto del 3 novembre.
La Federazione americana di golf si allontana da Trump
A voltare le spalle a Donald Trump è arrivato anche il mondo dello sport. L’allenatore dei New England Patriots, Bill Belichick, ha rimandato al mittente la medaglia presidenziale della libertà che voleva donargli Donald Trump.
Belichick, che aveva in passato parlato della sua amicizia con il presidente, aveva ricevuto l’offerta una settimana fa, prima dell’assalto a Capitol Hill, e ne era rimasto lusingato: «Quei tragici eventi mi hanno indotto a ripensarci», ha dichiarato.
Un annuncio che fa seguito a quello della federazione americana del golf, la Pga, che ha deciso di annullare il torneo in programma nel maggio del 2022 — uno dei quattro più importanti del circuito — nel club di Donald Trump a Bedminster, nel New Jersey.
(da agenzie)
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Gennaio 12th, 2021 Riccardo Fucile
AGENTI FERITI, PICCHIATI, TRASCINATI PER LE SCALE, MINACCIATI DI MORTE DAI TERRORISTI
Dobbiamo ancora renderci conto delle proporzioni di ciò che è accaduto il 6 gennaio a Capitol Hill, e
possiamo farcene un’idea sentendo i racconti e le testimonianze dei (pochi) agenti di guardia al Congresso che si sono dovuti confrontare con l’orda di folli aizzata da Trump.
E ascoltando queste storie potremmo convincerci una volta e per tutte che chi, anche a casa nostra, si ostina a derubricare un tentato golpe a una ‘manifestazione’ (parola usata da Susanna Ceccardi, per dirne una) non dovrebbe avere posto nelle istituzioni democratiche.
Un agente è stato colpito con una mazza, un altro con un’asta con la bandiera americana attaccata. Un terzo è stato spinto con forza contro una statua e un quarto è stato colpito con una chiave inglese.
Poi ci sono un agente bloccato dalla folla tra due porte e quelli ai quali è stato spruzzato in volto uno spray usato per allontanare gli orsi.
Alcuni agenti sono anche stati trascinati giù dalle scale, calpestati dalla folla, presi a pugni. Il risultato sono caviglie e polsi gonfi, commozioni celebrali, contusioni a braccia e gambe, irritazioni ai polmoni.
“Ho parlato con agenti che hanno partecipato a due missioni in Iraq e mi hanno detto che è stato più spaventoso di quando erano in combattimento” ha detto il capo della polizia di Washington Robert Contee dopo aver parlato con un agente dimesso dall’ospedale dopo essere stato colpito e ferito con una pistola stordente.
“È ovviamente molto scosso, molto arrabbiato”, ha detto Contee citato dal Washington Post, aggiungendo che i rivoltosi hanno rubato oggetti all’ufficiale e, secondo lui, hanno cercato di prendere la sua arma.
I video che circolano su Internet sono drammatici, tra cui quello di un ufficiale delle forze di Washington che viene trascinato giù per le scale fuori dal Campidoglio e picchiato con mazze, una stampella e un palo con una bandiera americana attaccata.
L’ufficiale è stato salvato da colleghi con manganelli. Un altro filmato diffuso dalla Cnn mostra un agente bloccato tra due porte che urla di dolore mentre i rivoltosi cercano di tirargli su la maschera antigas. “Mi fa venire la nausea vedere quel video – ha detto Contee – Quell’ufficiale aveva paura per la sua vita”.
La polizia di Washington ha riferito che un agente resta ricoverato.
Erano 1.440 gli agenti della polizia del Campidoglio presenti nella sede del Congresso al momento dell’assalto e tra loro ci sono stati feriti. Ma il Washington Post spiega che la polizia di Capitol Hill non ha voluto fornire informazioni in merito, così come anche il sindacato della polizia del Campidoglio. Greggory Pemberton, presidente del sindacato di polizia di Washington, ha definito l’assalto come ”un incubo”, spiegando che un agente ha subito un infarto dopo essere stato colpito sei volte con una pistola stordente mentre un altro ha perso l’indice della mano destra dopo essere stato calpestato.
(da agenzie)
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