Destra di Popolo.net

PAESE CHE VAI, CRIMINALE SOVRANISTA CHE TROVI: NEL BRASILE DEI 210.000 MORTI OSPEDALI AL COLLASSO E SCENE DA FILM HORROR

Gennaio 25th, 2021 Riccardo Fucile

MENTRE BOLSONARO GETTA DUBBI SU CURE E VACCINI

«Gli ospedali privati ​​non vogliono accogliere nessun altro: hanno paura di rimanere senza ossigeno di nuovo», dice un medico. Mentre il ministro della Salute consiglia la clorochina come cura preventiva
Nella lotta al Coronavirus è tempo di fare i conti con le varianti che stanno emergendo intorno al mondo e che, in alcuni casi, rappresentano una sfida per le risposte della comunità  scientifica in termini di cure e di vaccini.
In Brasile la variante sembrerebbe più letale e contagiosa e la vita, negli ospedali dello Stato di Amazonas è stata nettamente stravolta, lasciando molti senza nemmeno le forniture di base. Sopraffatti dall’impennata di infezioni, i medici hanno ben presto finito anche le scorte di ossigeno.
Tanto che per sopperire a questa mancanza è intervenuto anche il presidente venezuelano Nicolas Maduro, corso in aiuto dello Stato carioca definendo la situazione «il disastro della salute pubblica di Jair Bolsonaro». Uno scenario da “film dell’orrore” e un “massacro”, come viene definito sul Guardian.
«È una situazione molto caotica. Non riusciamo a tenere il passo con il numero di pazienti che vengono da noi», racconta un medico specializzato in malattie infettive, Marcus Lacerda, che opera a Manaus, capitale di Amazonas. «Gli ospedali privati ​​non vogliono accogliere nessun altro perchè hanno paura di ammettere un paziente e poi rimanere senza ossigeno di nuovo».
La città  era diventata tristemente famosa ad aprile per la quantità  di decessi dovuti al virus, ricorda ancora il quotidiano britannico. Le stime erano così alte che le autorità  sono arrivate a scavare fosse comuni per poter seppellire le vittime. Nove mesi — e più di 210 mila morti brasiliani — dopo, la situazione è anche peggiore. Alcuni giorni sono circa 200 i corpi che vengono sepolti a Manaus, rispetto ai soliti 40, media registrata a lungo dalla capitale di Amazonas.
La rabbia e la frustrazione accumulata dai cittadini e dai medici brasiliani sono dovute in special modo all’operato di Bolsonaro, che da sempre banalizza la pandemia di Covid-19 anche se il bilancio delle vittime del suo Paese lo fa schizzare al secondo posto nella (triste) classifica mondiale. Eduardo Pazuello, ministro della Salute, ha visitato Manaus la scorsa settimana: anzichè mettere in guardia sulla variante, ha spinto i falsi «trattamenti precoci» del Covid-19 promossi dal suo leader, prescrivendo l’uso preventivo di clorochina.
Per Lacerda «il governo cerca di distrarre i cittadini dalla sua mortale inazione con la “falsa speranza” di rimedi inefficaci. Questo non sta accadendo in nessun’altra parte del pianeta». Il giornalista Luiz Fernando Vianna sulla rivista à‰poca accusa Bolsonaro e Pazuello di “strage”.

(da agenzie)

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TRUMP GRAZIA IL TRUFFATORE BANNON, IDEOLOGO DEI SOVRANISTI

Gennaio 20th, 2021 Riccardo Fucile

SI ERA FREGATO I SOLDI DELLA RACCOLTA FONDI PER LA COSTRUZIONE DEL MURO CON IL MESSICO

A poche ore dalla fine del suo mandato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, concede la grazia a Stephen Bannon.
L’ex capo stratega della Casa Bianca era stato incriminato e arrestato ad agosto dai procuratori federali di Manhattan. L’accusa, in concorso con altre tre persone, riguarda la campagna online di raccolta fondi “We Build The Wall” per la costruzione di un muro al confine tra Usa e Messico.
In base alle imputazioni contenute nell’incriminazione depositata alla corte federale di Manhattan, Bannon, uno dei principali esponenti dell’alt-right, o “destra alternativa”, e i tre soci Brian Kolfage, Andrew Badolato e Timothy Shea, “hanno escogitato una truffa ai danni di centinaia di migliaia di donatori” in relazione alla campagna di crowdfunding che ha raccolto oltre 25 milioni di dollari.
Sono in tutto 147 le persone che hanno ricevuto l’annullamento o la riduzione della pena da Trump, tra queste non figurano il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, nè la ‘talpà  dell’Nsa, Edward Snowden. Il presidente non ha perdonato se stesso, come alcuni media avevano ipotizzato, e nemmeno il suo avvocato Rudolph Giuliani.
Trump ha parlato con i suoi più stretti consiglieri della possibilità  di fondare un nuovo partito chiamato “Patriot Party”. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Trump ha discusso di questa possibilità  la scorsa settimana nonostante l’impeachment alla Camera. Non è chiaro quanto Trump stia valutando seriamente la creazione di un partito, che richiederebbe un significativo investimento di tempo e risorse.

(da agenzie)

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DALLE TRATTATIVE CON GLI AGENTI SEGRETI RUSSI AL CARCERE DELLA PENNSYLVANIA: ARRESTATA LA TERRORISTA CHE HA RUBATO UN COMPUTER PORTATILE DALL’UFFICIO DI NANCY PELOSI

Gennaio 20th, 2021 Riccardo Fucile

SI E’ CONSEGNATA ALLA FBI DOPO DUE SETTIMANE DI LATITANZA

A poche ore dall’insediamento di Joe Biden come 46° Presidente degli Stati Uniti, continuano senza sosta gli arresti degli estremisti che, su incitamento del quasi ex-Presidente Donald J. Trump, hanno fatto irruzione nel palazzo del Campidoglio, a Washington D.C., lo scorso 6 Gennaio.
L’FBI sta impegnando centinaia di agenti in tutti e 48 gli Stati, e l’ultima ad essere assicurata alla giustizia si chiama Riley June Williams, ha 22 anni, la faccia pulita e, fino a pochi mesi fa, viveva una vita normale in una normale cittadina della Pennsylvania, Harrisbusrg.
Poi ha incontrato i seguaci di Trump ed è stata affascinata dalle teorie complottiste, fino a diventare una frequentatrice attiva dei forum di estrema destra. E poi è diventata una terrorista, una ladra (presunta), una latitante (accertata) e, quando finalmente ha deciso di costituirsi, una rea confessa, ma non pentita.
«Mia figlia non avrebbe torto un capello a nessuno, se è entrata nel Palazzo del Campidoglio l’avrà  fatto spinta dalla folla», ha raccontato la mamma ai microfoni di ITV, una tv inglese.
Aggiungendo anche che sua figlia non era una sovversiva ma una normale ragazza di provincia americana, e che il viaggio verso Washington era l’occasione per fare una gita con il papà , non un piano organizzato per attentare alla democrazia.
E il padre, che ha confermato la teoria della gita di famiglia davanti alle telecamere, davanti alla polizia che lo interrogava ha però aggiunto che lui e sua figlia Riley non sono rimasti insieme durante la giornata, si sono lasciati all’arrivo a Washington e si sono rivisti solo nel tardo pomeriggio, per tornare a casa.
La stessa mamma, una decina di giorni prima, aveva detto all’FBI che aveva bussato alla sua porta in cerca della figlia, che la ragazza era andata via di casa in fretta e furia e che non ne aveva più notizie.
Lo racconta una fonte attendibile, l’agente speciale dell’FBI Jonathan Lund, che è stato sulle tracce della fuggitiva sin dall’8 gennaio. Nel suo rapporto sull’interrogatorio della madre di Riley Williams si legge che “Il giorno dopo i fatti di Washington la ragazza ha preparato velocemente una borsa dicendo alla madre che sarebbe stata via due settimane o più per andare da qualche parte “a rilassarsi”, e di non cercarla che si sarebbe fatta sentire lei”.
E anche a volerla cercare, non sarebbe stato facile visto che la Williams, nelle 24 ore successive all’invasione del Campidoglio, ha cancellato tutti i suoi account sui social media e cambiato numero di telefono, distruggendo la scheda in suo possesso fino a quel momento.
La ragazza è ora detenuta nella locale prigione federale in attesa di presentarsi davanti al giudice per rispondere delle accuse di violazione di monumento nazionale, interruzione di pubblico servizio e altri reati “minori”, potrebbe però essere un pesce più grosso di quello che sembra.
Sarebbe lei infatti l’autrice del furto di un computer portatile nell’ufficio di Nancy Pelosi, la Presidente (Speaker) della Camera dei rappresentanti. L’agente Lund l’ha riconosciuta in numerosi filmati che hanno documentato l’irruzione nel palazzo di Governo.
“Il soggetto”, dice il documento ufficiale dell’FBI, indossava una maglietta verde, un cappotto o impermeabile marrone e una borsa a tracolla bianca e nera. La si vede mentre si affaccia nella tromba delle scale per incitare altri manifestati a salire al piano superiore, mentre sosta nel salone noto come “La piccola Rotunda”, e persino ai piedi delle scale che portano all’ufficio della Pelosi”.
A dare il colpo di grazia alla tesi della mamma, secondo la quale “Riley è stata spinta dentro dalla folla”, è arrivata anche la testimonianza di un presunto ex fidanzato della ragazza. L’uomo, secondo quanto ha dichiarato l’agente dell’FBI che ha raccolto la testimonianza, avrebbe visto un video in cui la Williams si nasconde sotto la maglia quello che sembra un piccolo portatile o un hard disk. Ma non basta.
Il ragazzo, indicato nei documenti ufficiali come “testimone 1”, avrebbe anche notizie dettagliate su un tentativo della Williams di proporre il computer in vendita agli agenti dell’SVR, il servizio segreto russo.
A fare da intermediaria sarebbe stata un’amica della ragazza, anche lei membro di uno dei gruppi pro Trump, e il suo fidanzato, un russo americano che -al momento- si trova a Mosca. A quanto pare, però, la transazione non sarebbe andata a buon fine, per motivi ancora ignoti, e la Williams avrebbe nascosto il Pc o lo avrebbe addirittura distrutto.
Ma questo computer esiste davvero? E quali segreti può contenere?
Il Vice capo dello staff della Speaker della Camera, Drew Hammill, ha confermato che un computer portatile è stato effettivamente trafugato da una sala conferenze, ma ha anche specificato che si trattava di un dispositivo usato solo per le presentazioni. Questo potrebbe spiegare il disinteresse dei presunti agenti segreti Russi che avrebbero dovuto comprare la refurtiva. Ma non spiega l’interesse dell’FBI. Così come non convince neppure la teoria complottista, diffusasi in rete, secondo la quale il computer avrebbe contenuto le prove dell’avvenuta frode elettorale (inesistente ndr) e sarebbe stato sequestrato e poi distrutto dall’FBI stesso.
Il tutto, ovviamente, per proteggere il neo-eletto Presidente e l’intera categoria di politici (Democratici) corrotti, anti-America, e persino pedofili, che solo Trump, paladino dei veri valori americani, avrebbe potuto smantellare.

(da Open)

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SI E’ DIMESSA LA SINDACA LEGHISTA ARRESTATA DEI PACCHI VIVERI “PER SFIGATI” E MAZZANCOLLE PER GLI AMICI

Gennaio 19th, 2021 Riccardo Fucile

AVEVA ESCLUSO NON SOLO STRANIERI MA ANCHE ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI CON REDDITI MODESTISSIMI… MENTRE L’ASSESSORE LEGHISTA RIEMPIVA IL SUO MERCEDES DI PACCHI DESTINATI AI POVERI

Michela Rosetta, sindaca leghista di San Germano Vercellese messa agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sui pacchi viveri degli aiuti Covid negati ai poveri e agli stranieri, e concessi invece a famiglie “amiche” con l’aggiunta di mazzancolle e altri cibi pregiati, si è dimessa.
Mercoledì dovrà  presentarsi in tribunale a Vercelli per l’interrogatorio.
Sabato scorso Rosetta era già  stata sospesa per un anno e mezzo, con il passaggio delle redini del Comune alla sua vice.
Nell’inchiesta, con le accuse a vario titolo di peculato, falsità  materiale e falsità  ideologica in atto pubblico commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e distruzione di beni sottoposti a vincolo culturale, sono coinvolte altre quattro persone: il consigliere comunale, nonchè ex assessore, Giorgio Carando, ripreso dalle telecamere mentre fa man bassa nel magazzino degli aiuti alimentari e carica i pacchi sulla sua Mercedes, e Maurizio Bosco, anch’egli consigliere comunale ed ex vicesindaco, per il quale è stato disposto l’obbligo di firma. Stessa misura per un dipendente comunale di 62 anni e un altro cittadino di 49.
Sindaco e consigliere vengono intercettati mentre ammettono di fare “figli e figliastri” e decidono a chi consegnare il “pacco da sfigati”, quello con meno prodotti, e a chi i pacchi più ricchi. Con questo sistema sono rimasti esclusi dagli aiuti anziani non autosufficienti con redditi modestissimi, mentre ne hanno beneficiato persone con un reddito oltre i 7mila euro, fissato come tetto per avere accesso al sostegno.
La sindaca è anche accusata di aver discriminato una donna musulmana che aveva chiesto che nei pacchi alimentari non le fossero inviati prodotti che lei e la sua famiglia non potevano consumare per motivi religiosi: quella richiesta l’aveva fatta finire in fondo alla lista delle famiglie da aiutare, la sua documentazione era stata distrutta e la donna non aveva più ricevuto i pacchi.
Gli investigatori che hanno acceso i riflettori sui conti del piccolo centro del Vercellese hanno anche scoperto irregolarità  nell’acquisto di circa 2000 mascherine, comprate dal Comune da una ditta campana che risulta legata per ragioni professionali proprio a Carando, anche se era arrivato un preventivo più vantaggioso da parte di un’altra azienda per lo stesso tipo di prodotto.

(da agenzie)

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BIDEN E L’EUROPA CHIEDONO L’IMMEDIATO RILASCIO DI NAVALNY ARRESTATO AL SUO RIENTRO A MOSCA

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

DOPO AVERLO AVVELENATO, LO ARRESTANO: PURO STILE SOVRANISTA VERSO I DISSIDENTI DA PARTE DELL’EX AGENTE DEL KGB SOVIETICO PRIMA DI DIVENTARE MILIARDARIO COI SOLDI DEL POPOLO RUSSO

Alexey Navalny è stato fermato dalla polizia dopo essere atterrato a Mosca. Gli agenti gli hanno chiesto di seguirli al controllo passaporti. La moglie lo ha baciato in segno di saluto. L’avvocato non ha potuto seguirlo. La testata Current Time ha trasmesso il tutto in diretta. “All’aeroporto di Sheremetyevo di Mosca gli ufficiali del dipartimento operativo del Servizio Penitenziario Federale della Russia (FSIN) hanno fermato Alexey Navalny, che è stato condannato alla sospensione condizionale della pena ed è stato inserito nella lista dei ricercati il 29 dicembre 2020 per molteplici violazioni del periodo di prova”, ha detto il FSIN in una dichiarazione. Lo riporta RIA Novosti.
Poco prima l’oppositore di Putin aveva detto: “Io sono qui e vi posso assicurare di essere felice, questa è casa mia. Tutti mi chiedono: hai paura? No, non ho paura. Passo la dogana con animo tranquillo, poi andrò a casa perchè so che ho ragione ed esorto anche voi a non avere paura”. Intanto, sono saliti a 37 gli arresti nell’aeroporto Vnukovo di Mosca, dove era atteso l’arrivo di Alexei Navalny da Berlino prima che il volo venisse deviato in un altro aeroporto della capitale russa, Sheremetyevo. Lo riferisce il gruppo OVD-Info, che monitora gli arresti politici.
Biden chiede la liberazione di Navalny
Joe Biden, per bocca del suo consigliere per la sicurezza nazionale, chiede la scarcerazione immediata dell’oppositore. “Navalny deve essere immediatamente liberato – afferma Jake Sullivan – e i responsabili del vergognoso attacco alla sua vita devono essere perseguiti”.
Sullivan aggiunge che “gli attacchi del Cremlino a Navalny non sono solo una violazione dei diritti umani ma anche un affronto al popolo russo che vuole che la propria voce sia ascoltata”.
Di Maio: immediato rilascio
“L’arresto di Navalny al suo arrivo in Russia è un fatto molto grave, che ci preoccupa. Ne chiediamo l’immediato rilascio. E ci aspettiamo che siano rispettati i suoi diritti”, scrive su Twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.
Michel: l’arresto di Navalny è inaccettabile
“L’arresto di Alexej Navalny all’arrivo a Mosca è inaccettabile. Chiedo alle autorità  russe di rilasciarlo immediatamente”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.
Borrell: lo rilascino subito “Le autorità  russe devono rispettare i diritti di Aleksei Navalny e rilasciarlo immediatamente”, twitta l’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la sicurezza, Josep Borrell. “La politicizzazione del sistema giudiziario è inaccettabile”.
Sassoli: suo arresto un’offesa, va rilasciato
“L’arresto di Alexey Navalny a Mosca è un’offesa alla comunità  internazionale, all’Europa che ha contribuito a salvargli la vita. Chiediamo alle autorità  russe il suo rilascio immediato. Siamo pronti a invitarlo al Parlamento europeo”. Lo scrive in un tweet il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli.
Baltici: liberazione o sanzioni Ue
Rilascio immediato di Navalny o sanzioni Ue contro la Russia. E’ una richiesta congiunta dei Paesi baltici twittata dal ministro degli Esteri lituano Vytautas Landbergis (nipote del primo presidente della Lituania dopo l’indipendenza dall’Urss dall’11 marzo 1990 alle elezioni del 25 novembre 1992).
“Dichiarazione congiunta di Estonia, Lettonia e Lituania”, scrive Landsbergis. “L’arresto di Navalny da parte delle autorità  russe è del tutto inaccettabile. Chiediamo il suo immediato rilascio. L’Ue dovrebbe agire rapidamente e se lui non sarà  rilasciato, dovremo considerare l’imposizione di misure restrittive in risposta a questo atto sfacciato”.

(da agenzie)

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LA GRAZIA DI TRUMP COSTAVA 2 MILIONI DI DOLLARI: ALLA CASA BIANCA UNA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

LA TESTIMONIANZA   DI UN EX AGENTE DELLA CIA ALLA FBI PUBBLICATA DAL NEW YORK TIMES CON LA RICHIESTA DELLA TANGENTE

Due milioni di dollari è la somma di denaro che servirebbe per avere il perdono presidenziale di Donald Trump.
Questa è stata la richiesta fatta da un collaboratore di Rudi Giuliani ad un ex agente della Cia, che ha scontato 30 mesi di carcere per aver rivelato il nome di un collega.
John Kiriakou, questo il nome dell’ex agente della Cia, avrebbe risposto con una risata, sottolineando che, anche se avesse avuto tanto denaro, non avrebbe avuto senso spenderlo per una riabilitazione che gli avrebbe fruttato solo il diritto alla pensione.
L’offerta sarebbe stata fatta durante un incontro l’anno scorso al Trump International Hotel di Washington fra Kiriakou, Giuliani e un collaboratore di quest’ultimo.
E’ stato il collaboratore a parlare dei due milioni di dollari quando l’avvocato personale di Donald Trump è andato in bagno, secondo quanto raccontato all’Fbi

(da Globalist)

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PARENTI E AMICI DENUNCIANO GLI ASSALITORI DI CAPITOL HILL: “VISTO CHE ORA SEI UN TERRORISTA TI HO SEGNALATO”

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

100.000 SUGGERIMENTI DIGITALI

L’Fbi può contare su degli alleati inattesi mentre cerca di identificare gli assalitori di Capitol Hill. I parenti di alcuni dei protagonisti dell’invasione al Campidoglio americano si sono fatti avanti per aiutare le autorità  ad arrestare i ricercati. Sui social, sono diventate virali le storie di figli e nipoti che hanno associato i volti nelle immagini dell’assalto a quelle dei loro familiari.
Esemplare è la vicenda della 18enne Helena Duke che ha usato Twitter per identificare la madre, presente il 6 gennaio a Washington e al centro degli scontri con le forze dell’ordine come evidenziano foto e filmati sul web. “Ciao mamma, ricordi la volta che mi hai detto che non dovevo andare alle proteste di Black Lives Matter perchè potevano diventare violente… Questa sei tu?”, ha scritto la giovane del Massachusetts sul proprio account. Allegato al post (ora con 80mila retweet e mezzo milione di like), un video in cui si vede una signora dai capelli biondi insultare una donna in divisa prima di essere travolta dagli agenti presenti nelle strade di Washington.
La protagonista è proprio la madre di Helena, Therese Duke: a prova di ciò, la 18enne ha postato altre foto che le ritraggono insieme scattate nei mesi scorsi.
“È stato molto surreale perchè era un video folle e poi c’è stata la rivelazione ‘oh, quella è mia madre. È lei’” ha detto Helena Duke al sito Buzzfeed News dopo aver postato un altro tweet che recitava così: “Ciao, questa è la lesbica liberale della famiglia che è stata cacciata più volte per le sue opinioni e per essere andata alle proteste di Blm. Quindi questi sono mamma Therese Duke, zio Richard Lorenz, zia Annie Lorenz”. Nomi e cognomi di alcuni invasori a Washington che saranno utili all’Fbi per portare avanti le indagini. Intanto Therese Duke è stata licenziata dal posto di lavoro dopo il tweet della figlia.
L’Fbi sa di poter contare su suggerimenti come questi che giungono da parenti o amici degli invasori. L’agenzia federale ha aperto una pagina apposita sul proprio sito per consentire a chiunque di inviare denunce anonime che permettano di identificare gli assalitori del 6 gennaio. Di cui, grazie alla moda dei selfie e dei social, esistono migliaia di filmati e immagini: i sostenitori di Trump infatti hanno ripreso l’incursione da ogni angolo e così migliaia di persone sono state riprese in volto. “Gli agenti stanno setacciando oltre 100mila suggerimenti digitali e hanno formulato accuse federali contro più di 70 persone fino ad oggi”, ha detto un portavoce dell’Fbi al New York Times.
E prima della denuncia formale c’è spesso la gogna dei social. “Hey zio, visto che ora sei classificato come terrorista, ho fatto il mio dovere civico e ho mandato le tue informazioni all’Fbi”, ha scritto un altro utente di Twitter prima di cancellare il proprio account.
Che a segnalare gli assalitori siano i parenti non è andato giù a qualche commentatore, ma questo non sembra fermare chi reputa l’ordine pubblico più importante dei rapporti familiari. Larry Rendell Block ha viaggiato dal Tennessee a Washington per essere presente alla manifestazione del 6 Gennaio. Quel giorno è riuscito a entrare negli uffici federali, ma era coperto da una tuta mimetica e un casco che ne hanno reso difficile l’identificazione. L’ex moglie l’ha riconosciuto e poi denunciato alle autorità  locali che l’hanno arrestato una volta tornato in Tennessee. Ora che fatti come questi stanno diventando diffusi sui social network, è probabile che altre persone si impegnino a identificare gli invasori. Anche se si tratta dei propri parenti.

(da agenzie)

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I TERRORISTI CHE HANNO ASSALTATO CAPITOL HILL “VOLEVANO IMPICCARE PENCE”

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

GLI INSORTI SONO ARRIVATI MOLTO VICINO AL VICEPRESIDENTE EVACUATO DAL SENATO APPENA IN TEMPO

Novità  terribili dalle indagini. Il vice presidente Mike Pence è sfuggito per un soffio alla folla dei sostenitori di Trump, fra i quali c’era gente che gridava per i corridoi di volerlo “impiccare”. Gli insorti sono giunti “pericolosamente vicino” a Pence, scrive il Washington Post, nel ricostruire oggi quei concitati momenti, sottolineando che il vicepresidente è stato evacuato dal Senato alle 14.13, ben 14 minuti dopo l’inizio dell’assalto, quando ormai la folla era entrata e dilagava all’interno.
Pence, la moglie Karen e la figlia Charlotte sono stati portati in tutta fretta in un ufficio dal Secret Service, appena in tempo prima dell’arrivo della folla degli insorti che saliva sulle scale inseguendo l’agente Eugene Goodman, una scena diventata poi virale sul web che ha sottolineato la prontezza di spirito di quest’ultimo.
Secondo il Post, se gli insorti fossero arrivati solo un minuto prima avrebbero visto dove era stato nascosto il vicepresidente. “La prossimità  della folla al vice presidente e il ritardo nella sua evacuazione dall’aula, sollevano quesiti sul perchè il Secret service non abbia agito prima e sottolineano il pericolo affrontato dai vertici del governo”, nota il Post. Pence è stato poi portato in un luogo più sicuro all’interno del complesso di Capitol Hill.

(da agenzie)

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QANON: CHI SONO E PERCHE’ SONO PERICOLOSI I COSPIRAZIONISTI AMERICANI

Gennaio 15th, 2021 Riccardo Fucile

DEI FOLLI SUPREMATISTI (CON 7 MILIONI DI CONTATTI SUL WEB) CHE VEDONO NEI DEMOCRATICI DEI PEDOFILI ADORATORI DI SATANA

Non si tratta di “sciamani” o fenomeni folcloristici, ma di qualcosa di ben più inquietante. E non solo per l’America.
A darne conto è un report di uno dei più autorevoli studiosi dei movimenti sovranisti americani: il professor Alexander Reid Ross docente alla Portland State University
Premessa esplicativa: La lettera Q si riferisce alla Q-clearance, presunto livello massimo di autorizzazione all’accesso di fonti top-secret nel governo americano. In realtà  lo usa solo il dipartimento dell’energia. Anon significa Anonymous, anonimo.
Ci sono dentro il bianconiglio di Alice e la pillola rossa di Matrix. Il racconto è pieno di indizi e senza vere prove. I simboli sono presi un po’ dappertutto: dalla bandiera sudista, alle corna nordiche passando per i supereroi.
Cospirazionisti crescono
“Emersa dalle paludi febbrili di 4Chan e YouTube nel novembre 2017, la comunità  della teoria della cospirazione QAnon si è diffusa rapidamente dalla frangia dei pazzi al mainstream dei pazzi — esordisce il professor Reid Ross – Alcuni commentatori suggeriscono che abbia tutte le caratteristiche di un culto politico laico.
Promette ai suoi seguaci la salvezza finale,   la creazione di un’utopia di unione umana, di pace e di amore, realizzata attraverso una brutale repressione militare contro lo ‘Stato profondo’. E anche se può sembrare uno spettacolo secondario, il fenomeno Q potrebbe dirci di più sulla vita politica di quanto la maggior parte dei commentatori non riconosca.
QAnon è una teoria cospirativa tentacolare e mutevole che ha iniziato la sua vita come un intruglio ultra-frangente nelle bacheche online amate dall’alt-destra, ma che ora è presente in piattaforme più mainstream come Twitter, Facebook, YouTube e Reddit.
I credenti della ‘Q’ assegnano alla loro visione apocalittica del mondo il termine ‘il Grande Risveglio’, una chiara invocazione della storia del messianismo religioso negli Stati Uniti. Come ogni buona teoria della cospirazione, danno la colpa del crimine e della povertà  ai ‘criminali’, conosciuti alternativamente come ‘Stato profondo’ e ‘cabala’. Non c’è da stupirsi che ci sia una forte vena di antisemitismo nel mondo QAnon. Mentre l’umanità  è nel suo stato naturale pacifica e comunitaria, l’a mefitica ‘cabala’ sfrutta le nostre mancanze morali, usando le nostre differenze per dividerci.
Donald l’”anti cabalista”
Contro la ‘cabala’ c’è Donald Trump, che ha usato l’Agenzia per la sicurezza nazionale e l’esercito americano per condurre una guerra clandestina contro i ‘globalisti’ e restituire all’America i valori della famiglia Reaganita. Secondo un video Q su YouTube, questa campagna manifesta una ‘guerra segreta di proporzioni bibliche, letteralmente una lotta per la terra, del bene contro il male’.
Ma la Q non è solo una critica alle ‘èlite’, è un’assunzione aperta di un contropotere autoritario già  esistente, bloccato in una lotta segreta,   una guerra civile all’interno dello Stato.
Per gli osservatori di Q come Travis View, che co-ospita il podcast QAnon Anonymous, tali tendenze autoritarie portano con sè varie qualità  inquietanti.
La comunità  dei Q crede che ‘la soluzione ai problemi del Paese sia una brutale repressione autoritaria contro i nemici di Trump’, mi ha detto View in una recente intervista telefonica.
Allo stesso tempo, osserva View, la comunità  dei Q potrebbe tentare di colmare il divario sempre più ampio tra ciò che i sostenitori di Trump credevano che Trump avrebbe fatto e ciò che sta effettivamente facendo. E’ la continuazione del canto ‘Rinchiudili!’ ai raduni di Trump, quando i sostenitori speravano che avrebbe sbattuto i suoi avversari in prigione, e che li avrebbe anche giustiziati per tradimento.
Invece di riconoscere l’irrealtà  iperbolica che sta dietro al vetriolo di Trump, la comunità  dei Q ha semplicemente mantenuto una narrazione lineare, dando sfogo alle proprie fantasie di vendetta e superando la dissonanza cognitiva che nulla di tutto ciò è realmente accaduto.
L’evocazione di una rottura escatologica dalla realtà  percepita segna l’essenza fondamentale del fenomeno Q. C’è una resa dei conti, chiamata in alcuni luoghi ‘estasi inversa’: una rivelazione che significa non solo la fine del mondo, ma un nuovo inizio. I costituenti spesso si ritirano dalla loro vita e raccontano storie di lotte con le loro famiglie per l’esistenza del Q, in attesa della prossima “caduta del Q. Q è persino alienato dai teorici della cospirazione di destra rivali come Alex Jones e Jack Posobiec, i quali – secondo una teoria antisemita di Q poco rivelata – sono diventati agenti di una psy-op del Mossad.
Mentre molti dei costituenti di Q si sfaldano dopo i ripetuti fallimenti delle profezie, il resto   rimane fedele a quello che hanno soprannominato ‘il piano’ che, a loro avviso, è ancora portato avanti dai poteri di Trump, intesi attraverso le interpretazioni della profezia di Q.
Circa 15.000 abbonati al forum di Q sulla bacheca online Voat, setacciano migliaia di tweet, post e prove, combinando e ricongiungendo informazioni contrastanti fino a quando non hanno sbloccato la storia come una rivelazione della geometria sacra, una benedetta ‘Prova di Q’.
Il comportamento dei fan di Q quando vengono sfidati manifesta anche una sorta di insularità  familiare ai culti. Quando si verificano altri eventi che sarebbero scoraggianti, i seguaci di Q tendono a serrare i ranghi.
Piuttosto che prendere la parola di un’accusa per Julian Assange come un possibile colpo a Trump, per esempio, i seguaci di Q si sono seriamente raggruppati su 4Chan. L’atto d’accusa di Assange, se vero, presentava ‘una parte del piano’, che gli permetteva di venire negli Stati Uniti e testimoniare la piena portata del sistematico e perverso tradimento di Hillary Clinton. Classico Trump. Classica Q.
Ma chi è Q? In casi estremi, i seguaci ipotizzano che Q sia un mutaforma che viaggia nel tempo, un essere etereo non corporeo che ottiene la forma umana solo per ingannare i funzionari dell’Nsa senza cervello a divulgare segreti sensibili. Tuttavia, con le sue profezie di una ‘grande purificazione del male’, la maggior parte della comunità  di Q è più vicina ai vecchi insegnamenti evangelici.
Nonostante sia una teoria cospirazionista da ‘grande tenda’, la sua generazione da bacheche online frequentate da suprematisti bianchi e misogini continua a mobilitare un grande seguito nazionalista bianco, facendone un sito per gli sforzi di ingannare e tirare in ballo gli inganni dai social media alle sette fasciste come Christian Identity. E in realtà , alla fine, questo potrebbe essere il punto di partenza.
Forse dovremmo tranquillizzarci un po’ per il fatto che, almeno per ora, Q ripudia la violenza civile, affermando che i militari e l’Nsa si stanno occupando della ‘cabala’ in tempo reale, ed è stato addirittura denunciato dai rivoluzionari nazionalisti bianchi per questo tipo di teorie da poltrona.
Anche l’attentatore della sinagoga di Pittsburgh aveva criticato il QAnon per le sue ‘illusioni’, -respingendo il principio di fede del QAnon secondo cui Trump aveva tutto sotto controllo, e che non era necessaria un’azione di vigilanza. Per questo motivo, Travis View non vede la comunità  dei Q come una minaccia violenta. Ma si preoccupa di dove può portare.
‘Quello di cui mi preoccupo – mi ha detto – sono le persone che si disilludono da QAnon, che credono che i Democratici siano una cabala di pedofili adoratori di Satana , e   una volta che perdono la fede con Q, allora potrebbero fare qualcosa per prendere in mano la situazione’.
Come per la maggior parte dei fervori cospirazionisti, come Pizzagate, la maggior parte dei partecipanti rimane innocua nonostante la loro retorica rabbiosa, ma alcuni mettono in pratica le loro teorie.
È quello che è successo con il devoto di Q, Matthew Philip Wright, che nel giugno 2018 si è impegnato in uno scontro armato con le forze dell’ordine su un ponte vicino alla diga di Hoover, chiedendo la pubblicazione   di un rapporto che la comunità  di Q ritiene possa incriminare Hillary Clinton. È stato accusato di reati di terrorismo e di possesso di armi, e di aver gridato: ‘Lei ha detto che avrebbe rinchiuso alcune persone quando fosse stata eletta. Non l’ha ancora fatto’.
Mentre era in prigione, sempre speranzoso, ha scritto lettere al presidente Trump che firma con il motto della QAnon ‘Per dove va uno, andiamo tutti”. Con l’unzione di Trump come leader messianico, Q crea una realtà  alternativa in cui la ‘cabala’, che significa sia corruzione che divisione, è perseguita fino ai confini della terra da una sorta di giunta militare autoritaria che opera quasi interamente dietro le quinte.
È una forma di ritorno a casa per l’estrema destra statunitense che da tempo celebra l’eredità  delle dittature militari in America Latina, e che ora sostiene il governo filodittatoriale di Jair Bolsonaro in Brasile, ma che ora professa la fede nel controllo militare come un’aspirazione per gli stessi Stati Uniti. Questo esiste in concomitanza con la ridefinizione della presidenza Trump come un’era apocalittica.
Che una presa di potere militare degli Stati Uniti sia la finzione che alcuni americani cercano, per sentirsi sicuri e protetti in un mondo complicato e sconvolgente, fornisce uno sguardo alle ragioni di una continua sacralizzazione del trumpismo che può durare oltre il suo mandato di presidente ,   e all’attrazione seriale del fascismo”.
Il professor Reid Ross scrisse questo report nel 2019, per poi essere ripubblicato dopo l’assalto al Congresso
“Non si tratta solo di ‘gente folle’ che scrive sui social, ma di un problema sociale con conseguenze pericolose, che semina disinformazione e isola le persone in realtà  diverse. Le teorie complottistiche si diffondono facilmente perchè offrono un antidoto veloce allo scontento della popolazione. Non si tratta nemmeno di un problema americano: durante la pandemia QAnon si è espanso in più di 70 Paesi, contaminando soprattutto le società  democratiche, dall’Europa fino alla Nuova Zelanda. QAnon è versatile, e sa modificarsi in base al contesto locale”, rimarca Carlotta Rinaudo in un interessante articolo per affariinternazionali.it
QAnon e le elezioni del 2020
Generalmente i Repubblicani hanno sempre preso le distanze da QAnon, ma non sono mancati sostenitori della teoria che sono riusciti a conquistare candidature alle Primarie del partito per le elezioni di Camera e Senato contestuali alle Presidenziali del 2020.
Secondo il sito Axios, erano 11 i sostenitori di QAnon candidati al Congresso alle elezioni. Marjorie Taylor Greene, donna d’affari sostenitrice di QAnon e nota anche per posizioni razziste e antisemite, è riuscita a vincere in Georgia conquistando un seggio alla Camera. C’è poi Lauren Boebert, eletta come senatrice in Colorado, che in un’intervista aveva detto di sperare che tutto quanto raccontato da QAnon fosse “reale”, ma dopo aver vinto le primarie repubblicane aveva tentato di prendere le distanze da quelle affermazioni, affermando di non esserne una seguace.
L’assalto al Congresso
Il 6 gennaio   seguaci di QAnon, insieme ad altri gruppi organizzati di estrema destra e del suprematismo bianco, come i Proud Boys o il movimento dei Boogaloo, prendono d’assalto il Congresso al Campidoglio nel giorno in cui i parlamentari devono certificare la vittoria di Joe Biden alle Presidenziali e quindi la sconfitta di Trump. Tra i rivoltosi più fotografati, c’era Jake Angeli, che ha fatto irruzione al Congresso vestito da vichingo con una pelliccia, col volto dipinto a stelle e strisce e impugnando una bandiera americana: è tra i seguaci di QAnon e una delle figure più note tra i suoi sostenitori
Lunedì sera Twitter ha annunciato di aver sospeso oltre 70mila account che secondo il social network “erano utilizzati per condividere su larga scala contenuti pericolosi collegati a QAnon ed erano dedicati principalmente alla diffusione di teorie cospirazioniste”. I profili hanno iniziato a essere rimossi lo scorso venerdì, due giorni dopo l’attacco a Capitol Hill.
Il sito Qanon.pub, creato nel marzo 2018 per pubblicare i testi dei cospirazionisti, ha già  7 milioni di contatti al mese.
Nonostante l’”oscuramento” di Twitter, QAnon non smobilita, ma rilancia la sua sfida. L’appuntamento è già  fissato: mercoledì 20 gennaio a Washington. Il giorno dell’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca. Il giorno di “Armageddon” per i cospirazionisti made in Usa.

(da Globalist)

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