Gennaio 12th, 2021 Riccardo Fucile
SOSTENITRICE DI TRUMP, CONTRARIA AI VACCINI E ALLE MISURE DI LOCKDOWN
Tra gli assaltatori di Capitol Hill del 6 genanio era presente anche Simone Gold, unan nota attivista no-vax e sostenitrice dell’idrossiclorochina come cura contro il Covid.
Gold ha ammesso di essere entrata a Capitol Hill, ma ha dichiarato di non aver assistito a nessuna violenza.
Sostenitrice di Trump, ma al tempo stesso critica dei vaccini sostenuti dal governo, la Gold è diventata famosa quando ha manifestato in luglio davanti alla Corte Suprema contro le misure di lockdown. Donald Trump aveva rilanciato su Twitter il video della sua protesta, diffuso dal sito di estrema destra Breitbart.
Il 6 gennaio la Gold si trovava davanti al Congresso con altri attivisti del gruppo anti vax da lei fondato America’s Frontline doctors.
Licenziata dagli ospedali dove lavorava per le sue posizioni sul coronavirus, ha detto al Washington Post di rimpiangere di aver partecipato all’irruzione al Congresso, temendo che ciò distrarrà l’attenzione dalla sua campagna.
(da agenzie)
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Gennaio 12th, 2021 Riccardo Fucile
SI E’ DIMESSO ANCHE IL MINISTRO DEGLI INTERNI
Due poliziotti di Capitol Hill sono stati sospesi per il loro ruolo durante l’assalto al Congresso di
mercoledì 6 gennaio e un’altra persona è stata arrestata.
Lo ha reso noto il deputato dem dell’Ohio Tim Ryan, a capo della sottocommissione del Congresso che sta indagando sulla risposta della polizia all’assalto al Capitol Hill da parte dei sostenitori di Donald Trump. Non è chiaro al momento se in manette sia finito un altro agente o un membro della guardia nazionale.
Ryan ha fatto sapere che uno dei due poliziotti sospesi è “l’ufficiale dei selfie“, l’agente che si è scattato una foto con un manifestante all’interno del Congresso durante l’irruzione, e un altro “un ufficiale che ha indossato un cappello ‘Maga’” (il cappellino con lo slogan di Trump ‘Make America Great Again’). Il democratico dell’Ohio ha meno dettagli sull’individuo che era stato arrestato.
Sull’agente del selfie lo scrittore di polizieschi Don Winslow aveva messo una targa di 20mila dollari per chi avesse scovato il nome dell’uomo, la cui identità non era nota sino a due giorni fa.
Intanto Chad Wolf, ministro ad interim della Homeland Security americano, si è dimesso dopo 14 mesi in carica. Nella lettera, Wolf si è detto “dispiaciuto di questo passo”, dal momento che era sua intenzione “servire il dipartimento fino alla fine dell’amministrazione”. Al suo posto subentrerà Pete Gaynor, alla guida della Federal Emergency Management Agency.
Wolf è il terzo ministro a dimettersi in seguito ai fatti di Washington dopo quella dei Trasporti, Elaine Chao, una delle poche dell’establishment repubblicano che Trump aveva incluso nella squadra di governo (e moglie del fedelissimo senatore Mitch Mc Connell) e Betsy DeVos, ministro dell’Istruzione, beniamina della destra religiosa e funzionario di punta dell’amministrazione.
Anche diversi membri dello staff uscente del Tycoon e della first Lady hanno lasciato la Casa Bianca a meno di 10 giorni dalla fine del mandato, tra cui il capo del personale di Melania Trump Stephanie Grisham.
(da agenzie)
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Gennaio 12th, 2021 Riccardo Fucile
IL CRONISTA RIPORTA UNA DICHIARAZIONE SESSISTA DEL COMANDANTE DEI VIGILI: “ARMI TROPPO PESANTI PER LE VIGILESSE, LE MANI DELLE DONNE SONO IDONEE A FARE LA SFOGLIA”… E I LEGHISTI LO ATTACCANO MINACCIANDO MANGANELLATE
L’associazione della Stampa dell’Emilia-Romagna (Aser) è intervenuta in seguito alle minacce che il
giornalista del Resto del Carlino Stefano Lolli ha ricevuto da alcune persone sosenitrici del vicesindaco di Ferrara Nicola Lodi.
Lolli infatti ha riportato una dichiarazione del comandante della Polizia locale di Ferrara, Claudio Rimondi, che in una conferenaza stampa di presentazione dei nuovi strumenti di difesa affidati ai vigili ferraresi. In particolare, il comandante avrebbe detto che l’amministrazione ha rottamato almeno una ventina di armi, ormai obsolete in quanto troppo pesanti per le donne, “le cui mani- avrebbe affermato- sono idonee a fare la sfoglia”.
Il vicesindaco Naomo Lodi da giorni sulla sua pagina Facebook si spende in difesa del comandante e sono molti i commenti di minacce verso il giornalista. Rimondi, da parte sua, ha negato tutto.
Il Presidente dell’Aser, Matteo Naccari, ha scritto una lettera aperta proprio a Lodi, stigmaitizzando le minacce e invitando il vicesindaco a rimuovere i commenti offensivi e contenenti minacce, in particolare quella di un utente che cinque giorni fa ha scritto che “a quel giornalista servirebbe una manganellata sulle gengive”.
La frase, contenuta in un commento postato cinque giorni fa, non è ancora stata cancellata, e per questo il presidente dell’Aser chiede a Lodi “non solo di rimuovere quel post, ma anche di prendere posizione contro chi, nella sua città , ancora una volta attacca la libertà di stampa, e quindi la nostra Costituzione e la nostra democrazia”.
(da agenzie)
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Gennaio 12th, 2021 Riccardo Fucile
LE PERSONE COINVOLTE NELL’ATTACCO TERRORISTICO NON POTRANNO PRENOTARE CAMERE TRAMITE LA CELEBRE APPLICAZIONE
Airbnb annuncia tramite una nota ufficiale che tutte le prenotazioni nell’area di Washington D.C. fatte a nome di persone violente e terroristi sono state cancellate e che a questi individui non sarà permesso ottenere un alloggio in vista dell’insediamento di Joe Biden il prossimo 20 gennaio.
I criteri secondo i quali alle persone verrà impedito di prenotare un alloggio a Washinton tramite la celebre applicazione, venendo anche bannate, sono sono stati resi noti dall’azienda stessa in un piano di sette step.
Anche Airbnb prende distanza dalla destra estremista americana e lo fa impedendo a soggetti pericolosi e collegati ai fatti di Capitol Hill di alloggiare nella capitale degli Stati Uniti tramite il Capitol Safety Plan.
«Airbnb condanna fermamente l’attacco della scorsa settimana al Campidoglio degli Stati Uniti e gli sforzi per minare il nostro processo democratico» fa sapere la società , «continueremo a sostenere le nostre politiche comunitarie vietandola ai gruppi di odio e violenza quando veniamo a conoscenza di tali appartenenze».
Airbnb ha chiarito quali sono i criteri tramite i quali si sceglierà chi bandire dall’app.
Si parla di «individui associati con gruppi di odio e persone individuate come coinvolte nei fatti criminali di Capitol Hill». «Quando apprendiamo tramite fonti media o delle forze dell’ordine i nomi degli individui accusati dei crimini violenti avvenuti lo scorso mercoledì a Capitol Hill, ci accertiamo del fatto che queste persone abbiano o meno un account Airbnb», ha riferito l’azienda.
La cancellazione della prenotazione e il conseguente ban avvengono dopo questo primo, fondamentale passo. Uno dei sette step del piano di Airbnb prevede di avvertire tutti gli utenti che, qualora l’app venisse a conoscenza del loro coinvolgimento con i fatti di Capito Hill o del fatto che siano membri di gruppi che incitano all’odio e alla violenza, potrebbero decidere anche di intraprendere un’azione legale.
Airbnb aveva già agito in precedenza in questo modo, nello specifico impedendo ai nazi di prenotare un alloggio dopo gli scontri di Charlottesville (Virginia) dell’11 e 12 agosto 2017.
(da agenzie)
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Gennaio 12th, 2021 Riccardo Fucile
CENTINAIA DI DENUNCE A SUO CARICO PER AVER ISTIGATO ALLA VIOLENZA
Sarebbe l’ora: l’Ordine degli avvocati dello Stato di New York sta prendendo in considerazione
l’espulsione di Rudy Giuliani, avvocato e consulente del presidente Donald Trump.
L’ordine ha dichiarato che sta esaminando le dichiarazioni di Giuliani dopo che il presidente ha incitato la folla ad attaccare il Campidoglio.
L’ordine ha ricevuto centinaia di denunce contro Giuliani, negli ultimi mesi, sui suoi piani per mettere in discussione la veridicità delle elezioni e la legittimità dei risultati.
“Sulla base di queste denunce e della dichiarazione pronunciata dal signor Giuliani poco prima dell’attacco al Campidoglio, il presidente della Nysba Scott M. Karson ha avviato un’indagine ai sensi dello statuto dell’Associazione per determinare se debba essere rimosso da membro dell’associazione”.
L’espulsione non inciderebbe sulla possibilità che continui ad esercitare la professione. La radiazione nello stato di New York va decisa dal sistema giudiziario.
Giuliani, il sei gennaio aveva arringato la folla sostenendo che l’annullamento dei risultati elettorali se non poteva essere fatto secondo un regolare processo giudiziario, andava fatto “combattendo”. Giuliani, senza alcuna prova, ha sostenuto che l’attacco al Capitol è stato sferrato da gruppi di estrema sinistra.
(da agenzie)
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Gennaio 12th, 2021 Riccardo Fucile
NON SERVE IMPEACHMENT, BASTA USARE LA SEZIONE TERZA DEL 14° EMENDAMENTO
Per bandire Donald Trump dai pubblici uffici non serve l’impeachment, basta più semplicemente e velocemente applicare la sezione terza del 14/mo emendamento della costituzione, suggeriscono in un intervento sul Washington Post due autorevoli giuristi americani, Bruce Ackerman e Samuel R. Rosen, docenti di diritto rispettivamente alla Law School di Yale e dell’Indiana University.
La sezione terza del 14/mo emendamento prevede tra l’altro che nessuna persona che abbia prestato giuramento come funzionario esecutivo possa ricoprire alcuna carica civile o militare se si accerta che è stata coinvolta “in insurrezione o ribellione” contro la costituzione.
Secondo i due esperti, basterebbe un voto di maggioranza semplice di entrambe le camere, anzichè i due terzi previsti in Senato per la condanna nel processo di impeachment.
In base al 14/mo emendamento, Trump potrebbe ricandidarsi alla Casa Bianca solo se riuscisse a persuadere il futuro Congresso, “con un voto di due terzi di ciascuna camera, a rimuovere questa disabilità ”.
I due giuristi invitano quindi a seguire questa strada e fare un passo indietro, fermando un impeachment “affrettato” che a loro avviso non potrebbe concludersi entro il 20 gennaio e non potrebbe proseguire dopo che Trump ha lasciato la Casa Bianca: “la costituzione prevede l’impeachment solo come uno strumento per procedere contro un presidente mentre è in carica”, “per proteggere il paese, non per punire il trasgressore”, sottolineano.
(da agenzie)
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Gennaio 11th, 2021 Riccardo Fucile
IL TERRORISTA E’ ORIGINARIO DELLA VIRGINIA, HA PRECEDENTI PENALI
Nel corso dell’assalto al Congresso Usa del 6 gennaio scorso si era fatto notare perchè indossava una
maglietta con scritto ‘Camp Auschwitz’: ora Robert Keith Packer, originario della Virginia, è stato identificato grazie ad alcune testimonianze e alle sue foto del giorno dell’assalto che hanno fatto il giro del mondo intero. Ora, insieme ad altri 25, è indagato per ‘domestic terrorism’, terrorismo interno.
L’immagine di Packer all’interno del Campidoglio, la cui felpa recava il nome del lager nazista dove furono sterminate circa 1,1 milioni di persone, ha suscitato shock e incredulità sui social.
“Il lavoro porta la libertà “, recitava un’altra scritta sulla maglietta, che è la traduzione approssimativa della frase “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi) che campeggia ancora oggi sui cancelli del campo.
Un vicino della Virginia, che ha parlato alla Cnn in condizione di anonimato, ha descritto Packer come un estremista di lunga data che ha avuto scontri con la legge. “È stato sempre estremo e molto esplicito riguardo alle sue convinzioni”, ha commentato il vicino.
Un’altra fonte che conosce Packer lo ha descritto come un personaggio “insolito” che ha espresso frustrazioni con il governo
Una terza fonte ha detto che Packer aveva precedentemente lavorato come saldatore e installatore di tubi. I documenti del tribunale della Virginia mostrano che Packer annovera tre condanne per guida sotto l’influenza dell’alcol e una condanna penale per falsificazione di registri pubblici. Nel 2016 è stato accusato di presunta violazione di domicilio, ma il caso è stato archiviato.
(da agenzie)
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Gennaio 11th, 2021 Riccardo Fucile
CONSERVATIVE BEAVER HA LANCIATO LA SCONCIA BUFALA CHE VIENE FATTA GIRARE DALL’INTERNAZIONALE CRIMINALE SOVRANISTA
Il sito Conservative Beaver è un portale canadese, che strizza l’occhio al sovranismo di Donald Trump e a tutti i suoi riflessi, anche in campo religioso.
Poche ore fa, dalle sue colonne, si è diffusa la notizia di Papa Francesco arrestato sabato per 80 casi di pedofilia, ma anche con altre accuse come possesso di materiale pedopornografico, traffico di esseri umani, incesto e altri capi di imputazione.
Il sito parla chiaramente di un arresto nella giornata di sabato 10 gennaio, sottolineando come la notizia sia stata sottoposta a una censura di massa.
Del resto, sappiamo tutti che, nella giornata di ieri, Papa Francesco è comparso per il suo angelus domenicale. Nonostante ciò, però, diversi utenti (anche italiani) stanno divulgando a macchia d’olio questa fake news, sia sui social network tradizionali come Twitter, sia su quelli più di nicchia come il sovranista Parler.
Secondo la ricostruzione fantasiosa del sito canadese — che continua, tra le altre cose, a riportare la notizia in evidenza ancora nella giornata di oggi, 11 gennaio — «Papa Francesco è attualmente detenuto in una prigione sconosciuta, interrogato da agenti federali che lavorano per lo Stato italiano e l’Interpol. Secondo quanto riferito, l’FBI sta prendendo accordi per volare e interrogarlo una volta che l’Interpol avrà finito con lui».
Tra le altre cose, il sito canadese riferisce addirittura di una dichiarazione in merito del generale italiano Giuseppe Governale e, per giustificare il fatto che non ci sia riscontro della notizia da nessuna parte, sottolinea come Google abbia deindicizzato tutti i risultati relativi alla notizia, meno che in Canada e negli Stati Uniti.
La cosa più triste è che, a dispetto di qualsiasi forma di buonsenso, in Italia c’è gente che sta condividendo questa informazione ritenendola vera. L’hashtag #Papa è in tendenza su Twitter, la notizia è molto calda per quanto riguarda le chiavi sui motori di ricerca. Insomma, una sorta di isteria collettiva.
(da agenzie)
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Gennaio 11th, 2021 Riccardo Fucile
IN UN VIDEO APPARSO SUI SOCIAL FILO TRUMPIANI IL DELIRIO SOVRANISTA
Su La Stampa, è stato riportato il video pubblicato su BitChute e su Parler. “Quello che mi è stato detto
è che l’Italia è l’ultimo pezzo del contrattacco alla guerra della Nato contro gli Stati Uniti, guidata dal Regno Unito. Il Presidente italiano mi è stato detto che era un agente del MI6 (servizi segreti britannici)” e starebbe cospirando “contro il presidente degli Stati Uniti”.
L’ultima folle teoria complottista, che vede Donald Trump essere vittima di congiure mondiali, tira in ballo anche il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella.
Tutti siti dove la stragrande maggioranza degli utenti iscritti è vicina all’estrema destra statunitense, filo trumpiana e pronta a ipotizzare qualsiasi idea che sveli un grande complotto globale contro gli Usa.
L’avvertimento è arrivato da un signore, il quale all’interno del suo studio mette in allerta i suoi fan riguardo il protagonismo di Mattarella che, sotto le vesti di agente segreto britannico, avrebbe manipolato il voto elettorale di novembre scorso che ha portato Joe Biden alla Casa Bianca.
Il tutto documentato da voci (“quello che mi è stato detto”) che presuppongono la cospirazione, testimoniata da una foto dal dubbio valore e poco chiara che ritrarrebbe Mattarella con il segretario di Stato americano, Mike Pompeo.
“Questa foto”, spiega l’uomo rivolgendo il telefono alla telecamera, “presumibilmente mostra il presidente della Repubblica italiana mentre viene arrestato con Mike Pompeo e la polizia italiana. Non so se è reale o meno”, sostiene l’uomo al quale è giunta una ulteriore soffiata:
“Sembra che i dieci giorni di buio stiano per iniziare, è probabile che i bancomat e Internet e le carte di credito smetteranno di funzionare, se non oggi, lunedì. In ogni caso”, ribadisce, “quello che mi è stato detto è che la gente dovrebbe essere pronta per la perdita delle carte di credito, la mancanza di contante nei bancomat e la perdita di Internet”.
Questa teoria è solo una delle tante apparse in rete, specialmente quelle che gridano ai brogli elettorali che hanno permesso a Donald Trump di non vincere le elezioni.
(da agenzie)
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