Maggio 4th, 2021 Riccardo Fucile
UN FANATICO EBREO ULTRA-ORTODOSSO PRETENDE DI NON AVERE UNA DONNA ACCANTO: LA PROSSIMA VOLTA COMPRI DUE BIGLIETTI, INVECE CHE ROMPERE I COGLIONI AL PROSSIMO
EasyJet ha ammesso di aver violato le proprie linee di condotta, e adesso dovrà
risarcire una passeggera che era stata costretta a cambiare posto, dopo che il suo vicino si era lamentato con gli assistenti di volo: “Non voglio sedermi accanto a una donna”. Un caso che aveva fatto molto discutere, suscitando inevitabili polemiche. Ma ripercorriamo l’accaduto.
Il triste episodio risale al 2019, quando Melanie Wolfson, una donna dalla doppia cittadinanza, britannica e israeliana, che vive a Tel Aviv, aveva avviato una causa contro EasyJet.
Il passeggero che le era seduto accanto e che aveva detto di non voler avere una donna al suo fianco è un ebreo ultra-ortodosso, che aveva motivato la sua richiesta con le proprie credenze religiose. L’uomo aveva chiesto a Melanie di cambiare posto con un altro passeggero, poi di fronte al rifiuto della donna si era lamentato con gli assistenti di volo.
La notizia di oggi è che EasyJet dovrà risarcirla, dopo aver ammesso le proprie responsabilità: “Siamo pienamente consapevoli che alcuni uomini sono a disagio quando siedono accanto a una donna che non sia una familiare, a causa delle loro credenze religiose” – spiega la compagnia aerea in una nota – “Le nostre politiche, però, prevedono che i passeggeri di sesso femminile non debbano cambiare di posto per il semplice fatto di essere donne. Quelle politiche sono state violate e siamo disposti a risarcire la passeggera, oltre a migliorare le nostre politiche e la loro applicazione tramite una formazione aggiuntiva del nostro equipaggio”.
EasyJet dovrà dare a Melanie 66.438 shekel, poco meno di 18mila euro.
Purtroppo non si è trattato di un caso isolato. Pochi mesi dopo, sempre su un volo EasyJet da Tel Aviv a Londra, un altro ebreo ultra-ortodosso aveva chiesto a Melanie Wolfson di spostarsi, per poi insultarla e umiliarla al primo rifiuto.
Alla fine, per il timore di decollare in ritardo, la donna aveva deciso di cambiare posto ma anche in quel caso aveva protestato con gli assistenti di volo, senza tuttavia ricevere il minimo appoggio.
Da lì era partita una dura battaglia legale con EasyJet dal momento che secondo la donna la compagnia aerea aveva violato la legge israeliana, che punisce la discriminazione dei clienti su base razziale, nazionale, religiosa, di genere e di orientamento sessuale. Il caso ora si chiude, come riporta il Guardian, con l’ammissione di colpa e il rimborso da parte di EasyJet.
(da agenzie)
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Maggio 4th, 2021 Riccardo Fucile
IN ENTRAMBI I CASI NON PUOI PARLARE DI DIRITTI SECONDO IL DECALOGO SOVRANISTA
Piccolo decalogo di come i sovranisti evitano chirurgicamente di rispondere
nel merito di qualsiasi questione venga sollevata e si impegni semplicemente a sollevare fumo. Salvini è come il Brucaliffo che annebbia il dibattito per spostare un confronto dal cervello agli sfinteri, per schiacciare la politica a frugale solletico dei villi intestinali quel tanto che basta per alimentare odio.
E forse, a pensarci bene, è proprio per questo che Salvini teme moltissimo le leggi che puniscano l’odio: sarebbe come togliergli il lievito.
Dunque, lo stiamo vedendo in questi giorni, se sei ricco non hai diritto di parlare di diritti.
Per Salvini se sei ricco, devi solo goderti la tua ricchezza (o grazie alla tua ricchezza, come nel caso del suo patrigno Berlusconi) ma non devi permetterti di andare contro alle sue opinioni.
Attenzione: ogni comandamento di Salvini si smentisce da solo e infatti Briatore può tranquillamente disquisire di vaccini, dall’alto della sua esperienza maturata in gin-tonic.
Se sei povero, è uguale: dovresti vergognarti del fatto di essere povero e, piuttosto che occuparti di diritti, dovresti spiegarci perché sei un fallito ed espiare la colpa della tua povertà.
Anzi, se reclami un diritto, molto spesso per loro sei uno scansafatiche, un pigro, un ozioso (una volta anche un terrone) e parli di reddito solo perché sei invidioso della ricchezza degli altri.
Anche qui, l’eccezione: se sei povero e voti a destra, allora sei vittima del “sistema” della sinistra che crea povertà.
Se sei “altro” (straniero, non bianco, non eterosessuale e qualsiasi altra cosa al di fuori del loro “tipo”), allora devi metterti in coda: essendo una minoranza, hai solo il diritto di metterti in coda per rivendicare i tuoi diritti dopo la maggioranza, quindi mai.
Ci sono sempre altre priorità. Tranne il nero o il gay che vota Lega, ovviamente: quelli sono “convertiti”.
Se sei un disperato, allora devi farti carico della disperazione degli altri e combattere perché vinca la tua disperazione.
Le guerre tra disperati sono il concime del sovranismo. Se sei un cantante puoi solo cantare, se sei un calciatore calcia e basta, se sei uno scrittore scrivi e non parlare. Intanto Salvini fa il food-blogger, ma fa niente.
In compenso Lino Banfi, Enrico Ruggeri, Povia, e i sostenitori di Salvini, invece, vanno benissimo. Quelli sono modelli culturali da dare in pasto ai propri tifosi. Parlare di un tema nel merito mai, mi raccomando, neanche per scherzo.
(da TPI)
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Maggio 4th, 2021 Riccardo Fucile
DRAGHI INVITA I TURISTI STRANIERI A VENIRE IN ITALIA SENZA QUARANTENA DAL 15 MAGGIO, PARE UN SUICIDIO ASSISTITO CON 300 MORTI AL GIORNO… MA SE UN ITALIANO VUOLE ANDARE NEGLI USA DEVE FARE DUE SETTIMANE DI QUARANTENA (PERCHE’ NON SONO FESSI COME NOI)
Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato che “il governo italiano ha introdotto un pass verde nazionale che sarà in vigore dalla seconda metà maggio”.
Non si tratterà di un certificato ad hoc ma di un documento che attesterà di aver ricevuto entrambe le dosi di vaccino anti-Covid oppure di essere risultati negativi a un tampone rapido o molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti il viaggio o di aver contratto ed essere guariti dal Covid.
Sarà fondamentale anche per l’ingresso degli stranieri nel nostro Paese e precederà il Green Pass europeo, per il quale bisognerà invece attendere la seconda metà di giugno.
Alla conferenza stampa al termine della riunione ministeriale del G20 sul Turismo insieme al ministro Massimo Garavaglia, Draghi ha puntualizzato che “se c’è un Paese che vive di turismo è il nostro. Tutto il mondo vuole venire qui, ma purtroppo la pandemia ci ha costretti a chiudere temporaneamente. Siamo pronti a ospitare di nuovo il mondo”.
Peccato non abbia detto a loro richio e pericolo, visti i ritardi nelle vaccinazioni e i contagi e morti giornalieri.
Piccolo dettaglio che Draghi non ha detto: invita a venire in Italia anche i turisti americani senza quarantena, ma allora perchè se un italiano va negli Usa deve fare sempre due settimane di quarantena?
(da agenzie)
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Maggio 4th, 2021 Riccardo Fucile
PRIMA FANNO PRESSIONI PER CENSURARE IL SUO INTERVENTO, ORA SI PASSA ALLE MINACCE QUANDO DOVREBBERO SPROFONDARE DALLA VERGOGNA… FEDEZ NESSUN PASSO INDIETRO
Secondo il quotidiano «Il Messaggero», la Rai sarebbe decisa a sbarrare l’ingresso all’artista fino a che la vicenda non verrà chiarita
Senza ammissione di colpa, Fedez non potrà rimettere piede in Rai. Sarebbe questa, secondo il Messaggero, la posizione di viale Mazzini all’indomani della controversia con i rapper. L’artista, dopo essersi esibito sul palco del concerto del primo maggio, ha diffuso sui suoi social alcune parti di una telefonata avvenuta con la vicedirettrice di Rai 3 Ilaria Capitani, accusandola di aver tentato di censurarlo.
Il quotidiano afferma che la linea in Rai è molto semplice: «mai più Fedez in video, finché non si chiarisce la vicenda primo maggio (ovvero lui ammette di aver sbagliato) e non si decide se fargli causa o no».
Nella vicenda era intervenuto con un commento ufficiale anche il direttore di Rai 3, Franco Di Mare, che ha definito le dichiarazioni di Fedez «gravi, infamanti e infondate». Di Mare sarà in vigilanza Rai domani, mercoledì 5 maggio.
Fedez non fa passi indietro
Dal canto suo, però, l’artista sembra essere irremovibile. Nelle sue story su Instagram più recenti è tornato sulla vicenda pubblicando la foto dei like al suo discorso: «Per quasi 2 milioni di persone non era inopportuno», ha scritto, riferendosi all’espressione utilizzata da Capitani in relazione al contesto del suo intervento.
(da agenzie)
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Maggio 4th, 2021 Riccardo Fucile
LA NUOVA OPERA DELL’ARTISTA HARRY GREB
“Non è la Rai”, la nuova opera dell’artista Harry Greb, è spuntata questa mattina
in via Podgora, a due passi da viale Mazzini, dove si trova la storica sede della Rai.
Il protagonista è Fedez, che si trova in groppa al Cavallo Morente, opera dello scultore Francesco Messina che si trova esposto all’ingresso della sede principale della Rai, in viale Mazzini 14
Nell’opera di Greb invece Fedez è ritratto come un cavaliere di altri tempi ma con le scarpe Nike ai piedi (per fortuna niente cappellino, altrimenti la Lega si sarebbe arrabbiata). L’agenzia di stampa Dire scrive che Fedez sembra domarlo con le sue parole che scandisce attraverso un microfono rosso.
Sul fianco del cavallo si leggono scritte come ‘Censura tv pubblica + bugie pubbliche’, ‘Ddl Zan’, ‘Provita o profitti?’, ‘Diritti dei lavoratori’ e ‘Stop omofobia’.
Così Harry Greb, che negli ultimi mesi ci ha abituato alla sua cronaca per immagini murali, racconta ciò che sta accadendo in queste ore. Non pare una presa di posizione netta da una parte o dall’altra, piuttosto la sua opera sembra descrivere una sorta di scontro generazionale tra le nuove vie di comunicazione e la tv pubblica.
Intanto oggi a Rtl il deputato del Pd Alessandro Zan, parlando del ddl contro l’omofobia, ha elogiato il cantante: “Fedez è un artista che come tanti altri non accetta che nel Paese dove vive ci siano discriminazioni nei confronti di persone che subiscono quotidianamente crimini d’odio per la loro condizione personale. Negli Usa è normale: gli artisti denunciano ogni forma di discriminazione e di violenza”.
Sul caso Fedez “dalla Rai mi sarei aspettato delle scuse più importanti, la Rai non ha fatto una bella figura, mi aspetto che queste cose non succedano più. In un Paese civile non può esserci nessuna forma di censura”.
(da agenzie)
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Maggio 4th, 2021 Riccardo Fucile
IL TENTATIVO DI GETTARE FANGO SU REPORT FALLISCE… L’AZIENDA ANNUNCIA QUERELA
Mentre Italia Viva continua ad andare a picco nei sondaggi, il partito di Matteo Renzi prosegue nella sua “sindrome da Calimero” annunciando interrogazioni parlamentari dopo la pubblicazione del video di Report che immortalava il senatore – ex Presidente del Consiglio ed ex sindaco di Firenze – durante un incontro con Marco Mancini (del Dis) in un autogrill nei pressi di Fiano Romano.
Dopo le continue querele presentate dal leader del partito nei mesi precedenti – a proposito, oggi è la Giornata Mondiale della libertà di stampa -, anche con clamorose gaffe, IV è passata al contrattacco nei confronti della trasmissione di Ranucci.
Lo ha fatto tirando in ballo una società lussemburghese che – secondo la nota firmata dal deputato Luciano Nobili con cui è stata annunciata un’interrogazione parlamentare – avrebbe ricevuto soldi da Report e dalla Rai per realizzare inchieste “contro” Renzi.
Tarantula Luxembourg, tirata in ballo, smentisce e replica con ironia.
“In seguito all’interrogazione parlamentare presentata a firma di Luciano Nobili, in cui si fa riferimento a presunti rapporti economici intercorsi tra Tarantula Luxembourg SARL e la RAI (in cui la nostra società avrebbe beneficiato di circa 45mila euro per ‘condurre servizi confezionati per danneggiare l’immagine di Matteo Renzi’), ci vediamo costretti – nonostante l’assurdità della vicenda – a dover negare la totalità della faccenda con estrema fermezza”, si legge sulla pagina Facebook della società con sede in Lussemburgo.
“Tarantula Luxembourg SARL non ha mai emesso una fattura di tale importo né alla RAI, né a REPORT, né a nessuna delle persone coinvolte in quest’assurda vicenda. Non riusciamo ad immaginare il motivo di queste calunnie, ma valuteremo nelle sedi opportune eventuali azioni legali da intraprendere. Ringraziamo comunque per la pubblicità”, si legge nella conclusione della nota social della società.
(da agenzie)
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Maggio 4th, 2021 Riccardo Fucile
ERA FINITO NELLE MANI DI BECHIS, MINZOLINI E DEL FOGLIO
Un tempismo perfetto. Ieri, nello stesso giorno in cui Report ha mandato in
onda l’incontro a dicembre in autogrill, nel pieno della crisi di governo, tra Matteo Renzi e lo 007 Marco Mancini, il renziano Luciano Nobili ha presentato un’interrogazione al ministro dell’economia e finanze Daniele Franco su “una presunta fattura da 45mila euro ad una società lussemburghese” che la trasmissione di approfondimento diretta da Sigfrido Ranucci avrebbe pagato “per confezionare servizi contro Renzi”. Un’accusa che lo stesso Ranucci rispedisce subito al mittente.
“Si tratta di un falso dossier che gira da due mesi”, assicura il conduttore. L’esponente di Italia Viva, in una nota con cui ha annunciato l’interrogazione, ha sostenuto che vuole “vederci chiaro e capire se soldi pubblici sono stati utilizzati per pagare informatori allo scopo di costruire servizi confezionati per danneggiare l’immagine di Renzi”. “Ci chiediamo con preoccupazione – ha specificato – se la Rai compri informazioni con i soldi degli italiani per le sue trasmissioni di inchiesta”.
Nell’interrogazione chiesto dunque se siano intercorsi rapporti economici nel mese di novembre 2020 fra la società Tarantula Luxembourg Sarl e la Rai TV. Se la redazione di Report abbia mai avuto rapporti con il dottor Francesco Maria Tuccillo, ex collaboratore della Piaggio Aerospace. E se vi siano stati rapporti economici fra la società lussemburghese e Tuccillo. Un’interrogazione relativa a servizi sulle vicende societarie di Alitalia e Piaggio Aerospace, in cui vengono citati i rapporti di Renzi con gli Emirati Arabi. Viene inoltre adombrato lo scambio di mail tra l’ex portavoce di Palazzo Chigi, Rocco Casalino, e la Rai, aventi ad oggetto servizi che sarebbero stati confezionati con l’obiettivo di danneggiare l’immagine di Renzi, circostanza quest’ultima smentita dallo stesso Casalino.
La riposta di Ranucci
Ranucci però non ci sta e assicura che quel carteggio relativo ai rapporti sulla società lussemburghese è un falso. “Si tratta di un dossier falso – afferma Ranucci – e falsa è anche l’informazione sulle mail tra me e Casalino. Si sostiene tra l’altro che quello scambio sia stato su carta intestata, che io non uso mai. Ci troviamo di fronte – prosegue – a un dossier avvelenato, confezionato da una manina proprio mentre stiamo realizzando un servizio che andrà in onda questa sera (ieri per chi legge ndr) sull’incontro tra Renzi e Mancini, l’agente che era stato coinvolto in un’attività di dossieraggio illecito nel caso Telecom nel 2006 e nel rapimento di Abu Omar.
Quel dossier era finito anche nelle mani di Bechis, di Minzolini e del Foglio. Nessuno ha pubblicato il mio nome, essendosi resi conto del tipo di materiale. In 25 anni – conclude – Report non ha mai pagato una fonte e soprattutto non ha mai realizzato servizi contro”.
La società Tarantula Luxembourg, oggetto dell’interrogazione di Italia Viva scrive su Facebook di non aver mai emesso fatto fattura di tale importo né alla Rai né a Report
Su Italia Viva il conduttore è ancor più diretto: “L’amarezza più grande è prendere atto che queste note vengono proprio dalle stesse persone che in queste ore hanno evocato la libertà di espressione nel caso Fedez. La libertà di espressione non si può evocare come fosse una maglietta, che te la sfili la sera e la rimetti in un cassetto e la rindossi quando ti fa comodo”.
E Renzi? Prova a difendersi. “Messaggio agli inconsolabili – scrive – il Governo Conte non è caduto per intrighi, complotti o incontri segreti (all’autogrill…).
(da La Notizia)
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Maggio 4th, 2021 Riccardo Fucile
IL LEADIRINO DI ITALIA VIVA SAPEVA DEL FILMATO PRIMA DELLA MESSA IN ONDA DI REPORT….GETTARE FANGO SU CHI FA INCHIESTE SCOMODE
Nessun atto di accusa, ma una strana coincidenza messa in evidenza da Report: come faceva Matteo Renzi a sapere del video in autogrill prima ancora della messa in onda della puntata?
Se lo domanda la stessa trasmissione di Rai3 che ieri sera (lunedì 3 maggio) ha mostrato le immagini di quell’incontro – immortalato da una donna che si trovava lì di passaggio (come raccontato dalla stessa testimone oculare) – con Marco Mancini del DIS (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza).
Il senatore, dunque, era già a conoscenza dell’esistenza di quel filmato. Come è stato possibile? Un interrogativo lecito ed emerso ancor prima della trasmissione, con Italia Viva che – si legge in una nota firmata dal deputato Luciano Nobili – aveva già chiesto un’interrogazione parlamentare per verificare una (presunta) accusa nei confronti della trasmissione di Sigfrido Ranucci e della Rai: aver pagato 45mila euro una società (con sede in Lussemburgo) per confezionare servizi contro Matteo Renzi.
Il conduttore – vice-direttore di Rai3 – ha smentito questa ricostruzione, sottolineando come la sua trasmissione, in 25 anni di vita, non abbia mai pagato alcun informatore o testimone.
E, soprattutto, che Report non realizzi inchieste a favore o contro qualcuno. E la smentita ufficiale arriva anche dalla società lussemburghese tirata in ballo da Luciano Nobili.
Come già raccontato ieri, con le anticipazioni della puntata andata in onda in prima serata su Rai3, quell’incontro risale al mese di dicembre del 2020. Una donna, ferma anche lei nei pressi dell’Autogrill all’altezza di Fiano Romano – comune a Nord-Est della capitale non distante dall’autostrada A1 che collega proprio Roma (anche) a Firenze) – nota un uomo che attira la sua attenzione.
Lei non lo sa – come si evince dal video -, ma si tratta di Marco Mancini, membro del Dis. Poco dopo, ecco arrivare – a bordo di un’Audi blu dai vetri oscurati – Matteo Renzi che scende e si trattiene all’esterno dell’Autogrill per circa 40 minuti con l’uomo. Poi, una pacca sulla spalla e il saluto: il leader di Italia Viva riparte verso Firenze, mentre Mancini torna verso Roma.
(da agenzie)
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Maggio 4th, 2021 Riccardo Fucile
PER RENZI E’ NORMALE FISSARE INCONTRI CON I SERVIZI SEGRETI NEGLI AUTOGRILL
Il quadro è questo. Un programma giornalistico anticipa un’inchiesta su un
rilevante leader politico nazionale, primo (e assai compiaciuto) responsabile della caduta di un governo in carica nel bel mezzo della più grave pandemia degli ultimi cento anni.
L’anticipazione mostra lo stesso leader intento a intrattenersi per 40 minuti in Autogrill con uno 007 di lungo corso, proprio nel vivo di una crisi di governo che ruota – tra le altre cose – attorno alla delega del Presidente del Consiglio ai Servizi segreti. Nessuno sa cosa si sono detti.
Quello che è certo è che, dal giorno dopo, il politico sorpreso in Autogrill comincia a picconare sistematicamente il premier perché rinunci a quella delega, trasformandola in una battaglia politica senza quartiere.
In un Paese normale, democratico, il suddetto leader, che ritiene non esserci nulla di anomalo, compromettente e meno che pulito nella sua condotta, ha una e una sola strada davanti a sé: fa una nota e si difende punto su punto, nel merito delle contestazioni che gli vengono mosse, spiegando nel dettaglio cosa ci faceva con lo 007 in Autogrill, cosa si sono detti e perché dal giorno successivo ha cominciato a chiedere a Conte di restituire la delega ai servizi.
E non lo fa per rispondere a quel programma o questo giornalista, ma ai cittadini italiani, che hanno tutto il diritto di essere a conoscenza di incontri, azioni o atti potenzialmente rilevanti per le sorti del Paese.
Invece no, qui in Italia il partito del suddetto leader fa un’interrogazione parlamentare in cui accusa il giornalista di aver pagato 45.000 euro una fonte lussemburghese per mettere nel mirino il sopraddetto leader.
E il giornalista in questione è costretto a fare un video di 2 minuti e 19 secondi per fare quello che il politico non ha voluto o saputo fare: dare spiegazioni, nel merito e nel metodo.
Siamo al paradosso: invece di rispondere alle inchieste dei giornalisti, i politici “indagano” e accusano a loro volta i giornalisti, come se fossimo in Russia… o in Arabia Saudita.
Già solo il fatto che sia il giornalista a doversi difendere dalle accuse del politico di turno dà la misura dello stato di perversione politico-mediatico in cui è precipitato questo Paese.
E non importa se il leader si chiama Renzi, il programma Report e il giornalista Ranucci. Il problema è che un Paese in cui Report è costretto a difendersi dalle “inchieste” di Renzi (e non viceversa) è un Paese finito.
(da NextQuotidiano”)
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