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BERLUSCONI E IL RITORNO IN SCENA DELLA VECCHIA GUARDIA: IL NUOVO CERCHIO MAGICO SOTTO PROCESSO

Marzo 15th, 2018 Riccardo Fucile

I NODI VENGONO AL PETTINE DOPO IL RISULTATO ELETTORALE DELUDENTE

«Perchè non torni a trovare Berlusconi? Potrebbe esserci di nuovo bisogno di te», gli chiese Fedele Confalonieri incontrandolo a Roma pochi giorni prima di Natale. «L’amicizia per Berlusconi, dal mio punto di vista, è quella di sempre. Però i tempi non sono ancora maturi», rispose lui.
E si vede che adesso sono maturati, i tempi, se è vero che venerdì scorso Denis Verdini, a due mesi e mezzo dal niet pronunciato di fronte al presidente di Mediaset, s’è materializzato di nuovo ad Arcore.
Perchè lì, a Villa San Martino, lontano dai riflettori che hanno illuminato le tappe del processo al Pd di Renzi, si sta consumando l’altro processo agli sconfitti del 4 marzo. Con la differenza che – al contrario di quanto è capitato ai democratici, dove è stato il leader a pagare per tutti – in questo caso è il leader a mettere sotto processo quelli che hanno gestito la macchina elettorale.
Due su tutti, Niccolò Ghedini e Licia Ronzulli, l’avvocato e l’assistente personale, finiti nel mirino di mezzo partito e di quella vecchia guardia – a cominciare da Gianni Letta e Fedele Confalonieri – che avevano provato a estromettere dal rapporto diretto con Berlusconi.
E che adesso, insieme ad Adriano Galliani (per lui si parla di un ruolo di primo piano nel partito) e forse al figliol prodigo Denis Verdini, sarà  chiamata a gestire questa fase difficilissima.
Nel rapporto con la Lega di Salvini, nell’«intelligenza» con Pd e Cinquestelle, nel dialogo col Colle, certo. Ma anche, forse soprattutto, nella riorganizzazione interna della casa di Arcore e anche di Forza Italia.
Raccontano di un Berlusconi furibondo. Furibondo lui, furibondi i vertici aziendali e della pubblicità  di Cologno Monzese per l’impatto devastante che il risultato elettorale degli azzurri ha avuto su Mediaset, a cominciare da Piazza Affari.
L’ex premier era letteralmente fuori di sè da quando s’è ritrovato davanti agli occhi la lista degli eletti di Forza Italia.
Molti di quelli su cui si era impegnato in prima persona sono fuori dal Parlamento o erano addirittura stati fatti fuori dalle liste all’ultimo secondo oppure retrocessi in posizione ineleggibile.
Fuori in Lombardia Francesco Ferri, a cui era stato affidato il compito di selezionare le candidature dal mondo dell’impresa e delle professioni; fuori in Campania Vincenzo Caputo, già  vicepresidente dei giovani di Confindustria; fuori in Friuli Stefano Blasoni, imprenditore con duemilacinquecento dipendenti.
Ma sono solo tre dei tantissimi esempi che si potrebbero fare.
Dentro, nella lista degli eletti, l’ex premier si ritrova gente «che attribuiscono a me – dice ora – ma che nemmeno conosco».
Come Annaelsa Tartaglione, già  miss Molise, eletta in Puglia. O come Matilde Siracusano, già  concorrente di Miss Italia nel 2005, su cui si consuma dietro le quinte uno spassosissimo remake del «Ruby nipote di Mubarak» andato in scena anni fa.
Nel senso che, all’interno del cerchio magico, qualcuno la segnala per le liste come «nipote di Antonio Martino». Ma la parentela, come per l’illustre precedente, si rivelerà  una bufala. Col risultato che, comunque, ora Siracusano si ritrova alla Camera, proprio come il suo «falso» zio ex ministro.       Chi è Matilde Siracusano, ex concorrente di Miss Italia eletta in Sicilia (e scambiata per nipote di Antonio Martino)
I nodi che vengono al pettine dopo il disastro elettorale e il sorpasso della Lega vanno ben oltre la gestione del partito.
Nelle settimane della presentazione delle liste e della campagna elettorale, per esempio, persino Fedele Confalonieri e Gianni Letta fanno fatica a parlare con Berlusconi.
Lo cercano ad Arcore ma anche loro, come decine di parlamentari, non riescono a superare il filtro imposto dal cerchio magico. Ne sanno qualcosa quelli che vengono a sapere dai giornali dell’esclusione dalle liste o della retrocessione da caselle considerate «blindate» a posti senza speranza.
«Il presidente non c’è». «Il presidente non può rispondere». «Il presidente sta riposando». A tutte le ore del giorno e della notte.
Il muro eretto da Ronzulli (ad Arcore) e Ghedini (a Roma) pare invalicabile anche per i vecchi amici. Capita, però, che qualcuno riesca a forzare il blocco.
Antonio Angelucci, per esempio, scopre di essere scivolato in posizione ineleggibile e, furibondo, chiama Arcore. Respinto.
Ma al secondo tentativo, quello che il ras delle cliniche riesce a urlare all’orecchio della Ronzulli dev’essere talmente convincente che quest’ultima, spaventata, risolve il problema in mezzo secondo. Col risultato che oggi Angelucci è di nuovo tra gli eletti. Piccoli, grandi, dettagli di cronaca degli ultimi mesi di Forza Italia che, adesso, sembrano destinati alla storia.
Berlusconi, adesso, è pronto a riaffidarsi alla vecchia guardia.
Letta pontiere dei rapporti col Colle e col Pd, Confalonieri a presidiare (anche) i tavoli con la Lega, Galliani a occuparsi del partito e, chissà , magari Verdini consulente (stavolta esterno) sullo scacchiere del Parlamento.
Da sciogliere, tra le altre cose, anche la delicata partita che riguarda i capigruppo. Romani e Brunetta puntano alla riconferma.
L’ex premier, però, potrebbe voler dare un segnale di discontinuità . L’ennesimo di questa dolorosa fase che si è aperta, per Forza Italia, nella notte tra i 4 e il 5 marzo.

(da “il Corriere della Sera”)

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LA CRAVATTA SCURA DI GALLIANI, LA SUONERIA DI GHEDINI E LA CARICA DEI VETERANI

Marzo 14th, 2018 Riccardo Fucile

I NEOELETTI DI FORZA ITALIA SI RIUNISCONO CON LA PAURA CHE LA VITA DI PALAZZO DURI POCO

Per la sua prima volta in parlamento, Adriano Galliani abbandona la cravatta gialla d’ordinanza e la rimpiazza con una scura, istituzionale.
“Sono all’esordio, come un giocatore della primavera”, dice sorridendo l’ex amministratore delegato del Milan, parlando alla Camera dopo il primo incontro degli eletti di Forza Italia con Silvio Berlusconi.
Una truppa di 170 parlamentari tra Camera e Senato. Ci sono esordienti, rientranti e fedelissimi dell’ex premier, che fanno da guida ai colleghi freschi d’elezione: “Quindi accanto a quel corridoio c’è l’aula?”, chiede con aria sorpresa una nuova eletta, affacciandosi per la prima volta alla porta del Transatlantico.
Tra gli eletti ci sono i vecchi manager delle aziende di casa Berlusconi, come Galliani, personalità  dello sport come l’atleta paralimpica Giusy Versace e giornalisti come l’ex direttore di Panorama Giorgio Mulè.
Non mancano uomini e donne storicamente nell’orbita di Arcore, come Paolo Zangrillo, fratello di Alberto, medico del leader. Tornano in parlamento Stefania Craxi e il piemontese Osvaldo Napoli.
I presenti hanno ascoltato per due ore il discorso del leader ai nuovi eletti. Tutti meno uno: Vittorio Sgarbi, assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana e deputato di ritorno in parlamento. Mezz’ora dopo l’arrivo di Berlusconi, esce a prendere un caffè: “Si sta riparlando del programma e delle ipotesi di governo”, dice.
Niccolò Ghedini, parlamentare e legale di fiducia di Berlusconi, è tra i primi ad arrivare. Proprio mentre sta per imboccare il corridoio d’ingresso alla Sala della Regina, sede del vertice, alla parlamentare vicino a lui parte la suoneria del Padrino. L’avvocato si irrigidisce per un attimo e poi riparte, senza fare commenti ai giornalisti. Fanno capolino tre esordienti dalla Sicilia: Urania Papatheu, l’ex miss Matilde Siracusano e il magistrato Giusi Bartolozzi, compagna del vice presidente della Sicilia Gaetano Armao. Le guida una conterranea veterana, l’ex ministra Stefania Prestigiacomo.
Sull’incontro pesa l’incertezza sul prossimo governo, e il rischio di poter salutare prima del tempo i corridoi del Palazzo in caso di elezioni anticipate.
La possibilità  che si possa rimanere onorevoli per poco “è stata accennata” tra gli eletti, dice a mezza bocca una deputata. Lo stesso Berlusconi, durante il vertice, avrebbe detto che un nuovo voto potrebbe fruttare ulteriori consensi ai 5 Stelle.
Ci vorrebbe un’assunzione di “responsabilità  da parte del Pd”, per far nascere un governo di minoranza a guida centrodestra.
A dirlo è Antonio Martino, deputato eletto per la prima volta in Abruzzo, omonimo dell’ex ministro degli Esteri, tessera numero 2 di Forza Italia, che era in parlamento dal 1994 e ha deciso di non ricandidarsi.
È sulla stessa lunghezza d’onda l’ex presidente del Senato Renato Schifani, tornato in Forza Italia dopo la parentesi poco fortunata nel Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Ma non si disdegnerebbe neppure un aiutino dai parlamentari pentastellati: “Fatevi un amico tra i 5 Stelle”, avrebbe detto Berlusconi ai suoi, invitandoli a fare scouting tra i grillini per convincerli a passare con Forza Italia.
Per dare al centrodestra i numeri che gli mancano ci vorrebbe una bella campagna acquisti. E qualcuno che se ne intende c’è: “Ma io ne ho sempre fatto campagne acquisti di calciatori, mai di politici”, dice smarcandosi Adriano Galliani.
Alla possibilità  che il centrodestra possa spaccarsi e che si realizzi una convergenza tra Lega e 5 Stelle per formare un governo, non si vuole neppure credere. “Siamo compatti”, dice Maria Tripodi, fresca eletta in Calabria dopo anni di lavoro nel coordinamento romano del partito.
Tra i leader della coalizione ci sarebbe stato un impegno formale a evitare i cambi di casacca anche all’interno dello schieramento. “Ma non si può fare un governo senza i 5 Stelle”, dice un forzista di rango abbandonando il meeting.
Poi si ferma e aggiunge: “A meno che non sia Salvini a lasciare fuori noi”.

(da “Huffingtonpost”)

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MARTA FASCINA, BLINDATA A NAPOLI DA FRANCESCA PASCALE: “NEL PARTITO NESSUNO LA CONOSCE”

Febbraio 3rd, 2018 Riccardo Fucile

LA SORELLA DI CALDORO: “LA SUA CANDIDATURA E’ UN INSULTO A TUTTE LE DONNE”… I RETROSCENA DEL BLITZ

Una Fascina di misteri. Con la maiuscola chè Fascina è il cognome di Marta, nemmeno trentenne che si ritrova già  eletta alla Camera sotto le gloriose insegne di Forza Italia.
Un seggio sicuro perchè alla sconosciuta Fascina è stato riservato — all’ultimo momento utile per la compilazione delle liste — un trattamento da big: nientedimeno che un secondo posto e un terzo posto nei collegi plurinominali di Napoli sud e Napoli nord.
E così grazie al gioco delle opzioni, a Napoli nord capolista è Mara Carfagna già  blindata in altri collegi del proporzionale, lady Marta dei misteri varcherà  la soglia di Montecitorio, nel prossimo marzo
Fascina, chi è costei?
L’interrogativo da due giorni è il giallo infernale che tortura colonnelli e peones del partitone azzurro.
Una trama resa ancora più intricata dal primo indizio divulgato. Un depistaggio, in realtà . A quanti infatti gli hanno chiesto lumi in merito, il coordinatore regionale campano di FI, l’imputato Domenico De Siano, sodale di Luigi Cesaro, ha risposto così: “Non la conosciamo neanche noi, ha chiamato Galliani e ha chiesto di farla eleggere”.
Sì, l’ex ad del Milan e futuro senatore. A quel punto sono state sparse altre briciole maliziose da seguire: Fascina è di Portici, la città  di Noemi Letizia — ossia l’inizio della fine dell’ex Cavaliere a luci rosse — e lavora all’ufficio stampa del Milan venduto ai cinesi di Li Yonghong.
Dov’è la verità ? Partiamo dunque dagli ambienti berlusconiani del Milan.
Prima notizia: “Galliani e Fascina? Ma non l’ha mai conosciuta, la ragazza fa parte dell’accordo tra Berlusconi e i cinesi. Lei lavora lì su input diretto di Arcore, della cerchia stretta del presidente”.
Altro che Galliani quindi. Fascina è espressione diretta di Arcore.
Due i sospettati: lo stesso B., ovviamente, e la sua fidanzata Francesca Pascale, corregionale della bella “Marta”.
Stavolta a parlare è una fonte forzista che ha seguito tutto il tormentato dossier delle candidature per le elezioni politiche.
“Per mettere Fascina è stato fatto un blitz all’ultimo momento da Licia Ronzulli, è lei che materialmente l’ha inserita”.
Ronzulli alias la nuova custode dell’agenda berlusconiana dopo i fasti tragici del cerchio magico di Mariarosaria Rossi.
Altro dettaglio: Ronzulli, da “segretaria” di Berlusconi, ha preso parte alla trattativa estenuante per la cessione del Milan ai cinesi. Il Fatto ha interpellato pure Fabio Guadagnini, attuale capo della comunicazione rossonera, ma non ha risposto.
La manina di Ronzulli conferma quindi la pista che porta ad Arcore. E qui, nella nostra ricerca, c’è un altro episodio da rivelare, quello decisivo.
E che risale a domenica scorsa, di pomeriggio. Berlusconi ha già  avuto il “malore” da affaticamento che lo costringe a disertare vari impegni tv. Per evitare la calca dei questuanti che affolla Arcore per le liste decide di trasferirsi a Villa Giambelli, a Rogoredo di Casatenovo (Lecco), dove alloggia la fidanzata Pascale.
Ed è qui che domenica pomeriggio arrivano il già  citato De Siano e Luigi Cesaro.
È il momento in cui viene impartita la direttiva di candidare Fascina. Affiorano altre voci: “Francesca Pascale e Marta hanno fatto le vacanze in Sicilia”; “Fascina è tornata a frequentare a Arcore dopo esserne stata cacciata da Mariarosaria Rossi”.
In ogni caso, la candidatura viene decisa da B. e Francesca e poi intestata all’ignaro Galliani?
Perchè? Scrive su Facebook Alessandra Caldoro, sorella di Stefano ex governatore azzurro della Campania: “La candidatura di Marta Fascina in posizione blindata è un insulto a tutte le donne che fanno politica e non solo a quelle che fanno politica. È un insulto a tutte le donne. Mara Carfagna, ex ministro alle Pari opportunità , avrebbe dovuto opporsi. Mara Carfagna… già ”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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FORZA PASCALE, GLI AMICI DI FRANCESCA CANDIDATI CON BERLUSCONI

Gennaio 24th, 2018 Riccardo Fucile

RUDY IL FARMACISTA, ARMANDO CESARO DETTO ‘A PURPETTINA, LO STEWARD DIEGO, L’AVVOCATA E L’IMPRENDITORE CICCOPIEDI… TUTTI INTIMI DI FRANCESCA

Saranno candidati, o almeno ci sperano.
Non è mai stata così attiva attorno al mondo di Forza Italia la cosiddetta “lista Pascale” – composta da alcuni strettissimi della fidanzata dell’ex Cavaliere (quella che le malelingue hanno soprannominato anche “corrente dei femminielli” per pura invidia).
Un giro di amici di antica data e variopinta fattura, che le foto circolanti sull’internet raccontano meglio di qualsiasi letteratura: i selfie per Halloween e quelli d’annata, le foto di compleanno (“se puoi sognarlo puoi farlo”, una sette piani Disney per Francesca questa estate, a Punta Lada) e i ricordi di matrimonio (la sorella, Marianna Pascale, autunno, a Ravello).
Ci sono anche stavolta più o meno tutti, come sempre.
Non c’è solo Rudy Cavagnoli, farmacista, onnipresente sin dai primissimi festeggiamenti ufficiali della coppia Pascale-Berlusconi.
Non c’è solo il più chiacchierato del momento: Armando Cesaro, detto ‘a Purpettina in quanto figlio del più noto Luigi, e adesso – possiamo dire all’alba della sua carriera politica – sotto inchiesta per voto di scambio, come il padre.
Rutilanti sono i nomi dell’avvocata Licia Polizzi; quello di Maria Tripodi, calabrese vice coordinatrice nazionale dei giovani azzurri; Marzia Spagnuolo, pugliese, vice coordinatrice provinciale a Foggia; la siciliana Vanessa Sgarito; lo steward Diego Peraino, da dodici anni attivissimo in Forza Italia a Civitavecchia; ma anche il veneto Roberto Bazzarello, amico suo oltrechè della Pascale, padovano come l’avvocato Ghedini, imprenditore nella comunicazione e talmente intimo da festeggiare un suo compleanno direttamente a Palazzo Grazioli (straordinario il dettaglio su Facebook: ha taggato il luogo preciso).
Ciascuno adesso è in predicato per essere ipoteticamente candidato nella regione di appartenzenza.
Alcuni hanno più probabilità , altri meno. In questa fase telefonano, postano, si fanno fotografare, diramano note, aggiornano profili più del solito.
Hashtag del tipo #toccaanoi. Si vedrà . Il più sbracciato è, pel momento, Leonardo Ciccopiedi, imprenditore, amico pure dei Mastella, comproprietario dell’Hotel Villa Traiano a Benevento e fra l’altro con imprese la cui sede è a Sofia, in Bulgaria.
«Il mio nome è circolato in questi giorni nella rosa delle candidature politiche. Tale ipotesi trova riscontro nella richiesta, a livello nazionale, del presidente Silvio Berlusconi di rinnovare il partito, rispetto alla casta», scrive Ciccopiedi nel suo sito internet, tra detto e non detto ( leonardociccopiedi.com ).
Tanta baldanza, della quale qui si è dato uno dei tanti esempi, mal si accoppia con l’understatement timido con il quale loro stessi almeno in questi giorni sfuggono a domande dirette circa la candidatura («non ne so niente», «posso parlare solo dopo il 29», eccetera).
Sarà  prudenza o sarà  realismo? Davvero finiranno in lista? In Forza Italia hanno già  i capelli dritti, e non è un buon segno.
Di certo, troppa pubblicità  mal si sposa con il profilo defilato che ha assunto la stessa Francesca Pascale negli ultimi tempi. «Sia chiaro, un conto è fare il tifo per Fi un altro è promettere cose che io, non avendo potere nè ruoli, non posso promettere nè fare», è il messaggio che lady Berlusconi cura di veicolare, in questi giorni imbarazzanti sul fronte dei Cesaro.
In effetti, a incrociare nel partito le voci, due sembrano le candidature sicure. Quella di Tripodi, vice coordinatrice nazionale dei giovani. E quella di Armando Cesaro, sul quale tuttavia — viste le novità  giudiziarie — i dubbi sono in aumento (l’altra sera, l’ennesima convocazione ad Arcore non prometteva niente di buono).
C’è da dire che la divisione logistica tra la solita magione di Berlusconi e Villa Giambelli, dove da qualche tempo dimora la Pascale, non è fatta per semplificare le comunicazioni e le conclusioni: prima infatti le visite amichevoli si mescolavano più facilmente alla politica.
Adesso invece lei riceve spesso i suddetti amici, anche per non star sola; ma lui, l’ex Cav., non c’è, essendo in questa fase preda di riunioni, liste e campagna elettorale. Un assenso di Ghedini all’allegra compagnia, comunque, «è difficile che arrivi», sussurrano dal partito. Dove tutte queste incursioni pascaliane sono vissute in un un silenzio teso, quasi isterico.
Cederà  Ghedini, o non cederà ? Manca pochissimo per saperlo.

(da “Huffingtonpost”)

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L’EX TRONISTA DI UOMINI E DONNE SI CANDIDA CON FORZA ITALIA

Gennaio 23rd, 2018 Riccardo Fucile

YLENIA CITINO CI RIPROVA DOPO LE EUROPEE… RAZZI ESCLUSO, NON E’ STATO CONVOCATO PER FIRMARE L’ACCETTAZIONE DELLA CANDIDATURA

Tra i parlamentari uscenti che oggi si sono recati a piazza San Lorenzo in Lucina a firmare l’accettazione delle candidature si è presentata anche una new entry.
Si tratta di Ylenia Citino, militante azzurra finita sotto i riflettori non solo per la sua partecipazione ad alcune puntate del programma Uomini e donne in onda su Canale 5 ma anche per aver scritto un libro “Partiti a tutti i costi” la cui prefazione venne scritta da Silvio Berlusconi. Citino venne candidata alle ultime elezioni europee nella circoscrizione Isole.
Siciliana di Catania, Ylenia Citino è stata candidata alle elezioni europee con Forza Italia e in un’intervista al Corriere della Sera aveva ricordato di essere laureata, di conoscere tre lingue e di essere in difficoltà  con il suo passato: «Il problema non è stato tanto l’aver partecipato a “Uomini e donne”. Il dramma è stato dopo. Pensi che a causa di quell’esperienza poi, ho faticato a trovare lavoro. Andavo a fare un colloquio di lavoro e finiva che la persona con cui parlavo digitava il mio nome su Google. Gli unici risultati che uscivano erano quelli sulla mia partecipazione al programma della De Filippi. Per cui io, che pure ero laureata, ricercatrice…».
“Prima di accettare la candidatura, vivevo a Parigi, ho fatto la scuola di pubblica amministrazione francese, quella da cui sono usciti tutti i presidenti dell’Eliseo”, ha raccontato in un’altra intervista dell’epoca.
Il suo libro, che parla di finanziamento ai partiti, promette di fornire “una solida base alla riflessione sui modi e gli strumenti attraverso i quali i partiti potranno garantire la democrazia al loro interno e la trasparenza nella gestione delle risorse, riguadagnare la fiducia dei cittadini e recuperare il legame con il «Paese reale»”.
Intanto il senatore Antonio Razzi non è stato convocato oggi alla sede del partito, a piazza di San Lorenzo in Lucina, per firmare l’accettazione della candidatura: un appuntamento previsto da giorni per tutti i parlamentari ricandidati.
Forza Italia quindi potrebbe aver deciso di non ricandidarlo.

(da “NextQuotidiano”)

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VIOLENZA SESSUALE AGGRAVATA SU UNA 14ENNE: ARRESTATO CONSIGLIERE COMUNALE DI LAMEZIA DI FORZA ITALIA

Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile

LUIGI MURACA, 49 ANNI, AGEVOLATO DA UNA “SITUAZIONE DI DIFFICOLTA'” DELLA VITTIMA

L’orco indossava la giacca e la cravatta e sedeva in consiglio comunale, a Lamezia Terme, fino a due settimane fa quando l’amministrazione sciolta due settimane fa per infiltrazioni mafiose.
Questa volta, però, la politica e la ‘ndrangheta non c’entrano. C’entrano abusi e violenze sessuali che la Procura contesta al consigliere nei confronti di una 14enne.
Al termine di un’inchiesta condotta dal Gico e dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e coordinata dal procuratore di Lamezia Salvatore Curcio e dal pm Luigi Maffia, in manette è finito Luigi Muraca, 49 anni, eletto nella lista di Forza Italia, vicino alle posizioni del parlamentare di Ala Pino Galati e, in consiglio comunale, componente del gruppo Alleanza civica con Mascaro.
Per lui l’accusa è violenza sessuale aggravata.
Abusi e violenze sessuali che Muraca avrebbe portato avanti agevolato da una situazione culturale di difficoltà  della vittima che, fino a ieri, difendeva il consigliere comunale negando l’evidenza.
Davanti però alle prove schiaccianti che la guardia di finanza ha raccolto, la minorenne ha ammesso gli abusi subiti confermando quanto già  i magistrati ascoltato “quasi in diretta”. Le indagini degli investigatori hanno fatto il resto confermando i sospetti degli abusi su minore da parte del consigliere comunale che è anche dipendente della Regione Calabria e che, ieri, è stato accompagnato in caserma.
Gli inquirenti gli hanno chiesto di fornire le spiegazioni su quanto emerso dall’attività  di indagine. Spiegazioni che non sono arrivate e l’interrogatorio di Muraca si è così concluso con un provvedimento di fermo per violenza sessuale aggravata.
L’indagato è stato accompagnato in carcere dove, adesso, è in attesa che il giudice per le indagini preliminari convalidi il fermo ed emetta un’ordinanza di custodia cautelare.

(da “Il Fatto Quotidiano”)

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GIOVANI E PROFESSIONISTI, I NUOVI VOLTI DI FORZA ITALIA

Dicembre 4th, 2017 Riccardo Fucile

E C’E’ L’AMICA (E LEGALE) DELLA PASCALE

Ci sono gli «eredi» come Nicola Bruno, figlio del parlamentare ed ex presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio Donato, morto due anni fa.
E ci sono i parenti acquisiti come Pierantonio Zanettin, genero dell’avvocato Franco Coppi, che punta a rientrare in pista per archiviare l’esperienza al Consiglio superiore della magistratura, di cui è membro laico dal 23 settembre 2014.
Poi ci sono i legali di fiducia come la salernitana Licia Polizio, che segue da anni Francesca Pascale. E qualche rampollo della meglio gioventù confindustriale come Vincenzo Caputo, già  vicepresidente nazionale dei giovani imprenditori italiani.
Fuori dai circuiti dell’informazione ufficiale (e ufficiosa), i nomi nuovi della Forza Italia che verrà  viaggiano nelle liste trasmesse da Arcore ai coordinamenti regionali e dai coordinamenti regionali ad Arcore.
Un viaggio di andata e ritorno, insomma. Ogni profilo è composto da un curriculum, dalle foto, dalle eventuali segnalazioni a margine.
E dentro tutto questo ci sono i volti nuovi che popoleranno le liste azzurre alle prossime elezioni, corredati anche dai collegi e dalle circoscrizioni che potrebbero vederli protagonisti.
In Campania, per esempio, danno tutti per scontata la candidatura – in collocazione blindata – dell’avvocato Licia Polizio, difensore di fiducia e amica di Francesca Pascale. Tra le figure vicine alla fidanzata dell’ex premier che ambiscono a un posto al sole di Montecitorio ci sono anche la giovane forzista Maria Tripodi e Antonia Postorivo (entrambe in Calabria), quest’ultima nota non solo per essere la moglie del senatore Antonio D’Alì, ma anche per essere tifosissima della Juventus, che segue in casa e in trasferta.
Tornando alla Campania, i penalisti di Salerno vanno molto per la maggiore tra gli azzurri visto che, tra i nomi nuovi, ad Arcore è stato visionato anche l’avvocato Silverio Sica, già  presidente della locale Camera Penale.
A Napoli potrebbero correre invece il consigliere regionale Severino Nappi e l’ex vicepresidente dei giovani di Confindustria Vincenzo Caputo.
In Puglia scalpitano l’ex sindaco di Lecce Paolo Perrone, in marcia di allontanamento da Raffaele Fitto, e l’editore di Telerama Paolo Pagliaro, considerato una specie di Berlusconi del Salento.
Più l’ex assessore provinciale di Lecce Filomena D’Antini, il consigliere regionale Giacomo Diego Gatta e Michaela Di Donna, cognata del sindaco di Foggia Franco Landella. Più il figlio di Donato Bruno, Nicola.
Nel Lazio, una delle regioni in cui il centrodestra si giocherà  le chances di raggiungere la maggioranza assoluta, si lavora tantissimo ai collegi del maggioritario.
Praticamente certi di un posto in lista sono i consiglieri regionali Mario Abbruzzese, che presidia la Ciociaria, e Franco Battistoni, quest’ultimo a Viterbo.
In Emilia Romagna, tanto per rimanere nelle zone ostiche, reclama spazio un altro mister preferenze: il consigliere regionale Galeazzo Bignami, figlio del defunto Marcello, uno dei nomi celebri della destra bolognese.
Altro sicuro del seggio, stavolta in Toscana, l’ormai ex sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni.
In Lombardia e Veneto, territorio di conquista dei big nazionali, troveranno spazio l’imprenditore Francesco Ferri, il genero di Coppi, Zanettin, il commissario di Forza Italia a Belluno Dario Bond.
A Milano, invece, spera di giocarsi le sue carte la consigliera comunale Silvia Sardone, moglie del neosindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano.
Tutte questioni che saranno sciolte dal consiglio dei coordinatori regionali, un organismo a cui Berlusconi tiene talmente tanto da aver messo – nel ruolo di segretario – uno dei suoi uomini più fidati, il deputato Sestino Giacomoni.
Nella stessa sede verranno affrontati anche i casi degli europarlamentari che starebbero chiedendo di tornare in patria per correre per Montecitorio o Palazzo Madama: da Lara Comi ad Elisabetta Gardini, passando per il piemontese Alberto Cirio.
Si vede che l’aria di vittoria, presunta o vera che sia, si sente anche da lontano.

(da “Il Corriere della Sera”)

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CANDIDATURA SANTANCHE’ A RISCHIO. E LEI PASSA A FRATELLI D’ITALIA

Novembre 29th, 2017 Riccardo Fucile

L’ANNUNCIO A GIORNI AL CONGRESSO A TRIESTE DI FDI

Daniela Santanchè da piu’ di venti anni ha un rapporto professionale con La Russa (tra i suoi primi incarichi fu collaboratrice dell’ex ministro della Difesa) ma nel tempo ha stretto anche un legame stretto con Berlusconi anche se, secondo rumors di Transatlantico, potrebbe rimanere fuori dalle liste di Forza Italia alle Politiche.
Ieri il suo nome è finito sul tavolo dell’ufficio di presidenza di Fratelli d’Italia.
Fonti parlamentari di Fdi spiegano che il suo passaggio nel partito di Giorgia Meloni sia imminente e potrebbe essere ufficializzato durante il congresso che si terrà  a Trieste nei primi giorni di dicembre.
“Sarebbe un ritorno alle origini”, spiega chi la conosce bene, “il suo mondo e’ quello li'”.
“La sua storia – dice La Russa – è di destra. Se viene con noi? Chi vivrà  vedrà , di ufficiale non c’è nulla…”.
Fonti parlamentari riferiscono che il Cavaliere sia tornato in pressing per convincerla a non lasciare FI, ma l’approdo in Fdi viene dato per imminente.
Santanchè è stata deputata della Camera dal 2001 al 2008 eletta in An. Nel 2008 entrò nel partito ‘La Destra’ fondato da Storace, con il ruolo di portavoce nazionale e successivamente come candidato alla presidenza del Consiglio.

(da agenzie)

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NEL CENTRODESTRA TUTTI VOGLIONO RICANDIDARSI

Novembre 25th, 2017 Riccardo Fucile

RAZZI, GASPARRI & CO : “BERLUSCONI PREMI LA FEDELTA'”

Mai mollare la poltrona. Con la legislatura quasi terminata e le urne ormai all’orizzonte, anche in casa centrodestra, tra Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e “cespugli”, nessuno intende farsi sfuggire un nuovo mandato in Parlamento.
Imitare il 5stelle Di Battista e saltare un giro? Pura utopia. Almeno in casa azzurra.
Altro che casting berlusconiani per rinnovare la classe dirigente.
Se il leader di Forza Italia da tempo ormai si scaglia contro i “professionisti della politica”, tra Camera e Senato, nessuno sembra invece voler fare un passo indietro.
Ma non solo: è proprio verso Arcore che guardano fiduciosi peones, “colonnelli azzurri”, big e parlamentari di medio e lungo corso.
Così come quegli scissionisti pentiti — ex fittiani, verdiniani e alfaniani riconvertiti al “verbo” berlusconiano — in cerca di un posto in lista alle prossime politiche.
Tradotto, così come in casa centrista, la caccia al seggio è partita. Tutti contro tutti. E non è un caso che, dentro Forza Italia, da tempo i gruppi parlamentari siano in fibrillazione. Anche perchè, con l’Opa salviniana in vista e la paura di lasciare il passo nei collegi al Carroccio, i posti sicuri per FI si ridurranno.
Allo stesso tempo, l’intenzione di Berlusconi è invece quella di blindare i suoi fedelissimi, per poi fare “pulizia” in quei gruppi che si sono rivelati a dir poco litigiosi e tutt’altro che controllabili.
In fondo, il serbatoio per rendere più “verde” la lista c’è già , tra giovani amministratori cresciuti per la penisola e scalpitanti outsider. Nomi e possibili candidati che lo stesso Berlusconi vaglierà  e deciderà  insieme al fedele Nicolò Ghedini e con Gianni Letta.
Un trio che dovrà  però fare i conti con le ambizioni e le pressioni dei vecchi “colonnelli” azzurri.
Perchè tutti avanzano già  la ricandidatura: da ex “responsabili” come Antonio Razzi al “ripescato” Amedeo Laboccetta, passando per dirigenti storici come Maurizio Gasparri e l’ex governatrice del Lazio Renata Polverini.
E come dimenticare i vertici, a partire dal capogruppo al Senato Paolo Romani: “Se mi ricandiderò? Suppongo di sì”, taglia corto quest’ultimo, ai microfoni del Fatto.
Per poi rivendicare: “Casting? Le nostre sono scelte”. Di certo, c’è che tutti si stanno già  facendo avanti. E chi ha deciso di restare in FI, senza seguire le scissioni (in ordine) di Alfano, Fitto e Verdini, ora aspetta di passare all’incasso: “Silvio premi la fedeltà ”, è il mantra ribadito da Razzi & Co.
“Da troppo tempo ormai in Parlamento? Veramente mi stanno cercando per una pluralità  di incarichi, pure come candidato governatore del Lazio, che non anelo. Ma io non sono un professionista della politica, sono un militante”, si difende Gasparri. Non è il solo. “Per quattro volte ho dimostrato fedeltà  a Berlusconi, senza promesse in cambio. Riconoscenza? Sono abbastanza vecchio per sapere che in politica la gratitudine è il sentimento del giorno prima”, replica invece amaro il senatore Francesco Aracri.
Anche chi ha due, tre o più legislature alle spalle, è convinto di “avere ancora qualcosa da dare”: “Questa è la mia quarta legislatura. Troppi 17 anni? Dipende se hai fatto bene o male. Ma io non sono un professionista della politica, sono un avvocato”, è la risposta di Saverio Romano. Uno di quelli che a Roma ha seguito Verdini con la sua Ala alla corte di Renzi, per poi tornare in orbita centrodestra alle ultime Regionali in Sicilia, con Musumeci.
Nessun passo indietro anche tra i vertici di Fratelli d’Italia: nel partito di Giorgia Meloni, da Ignazio La Russa a Fabio Rampelli, tutti i big si sentono al sicuro: “Mica vado in giro per il mondo io…”, replica ironico l’ex ministro della Difesa.
Al contrario, è nella Lega che si prepara la grande “epurazione”: quella del Senatùr Umberto Bossi. L’offerta al fondatore leghista, in caso di esclusione dal Carroccio, l’ha già  fatta Berlusconi, pronto ad accoglierlo. Ma il diretto interessato per ora nicchia:   “Se ci sarò? Non so, dipende…”.   Soprattutto da Salvini, che sembra già  avergli dato il benservito, senza nominarlo: “In lista con noi ci sarà  chi sposerà  in toto il progetto”. Quello in versione nazionale salviniana, senza più “Nord” nel simbolo: un affronto per lo stesso Bossi.
Ormai convinto che il segretario sia interessato soltanto a “prendere un po’ di voti in più, a tutti i costi”. Parole inascoltate: perchè Salvini tira dritto e punta al governo, evocando pure il notaio per evitare ribaltoni post-elettorali e nuove tentazioni nazarene da parte di Berlusconi.
Sulle sue liste, invece, prova a garantire: ”Massima attenzione a chiunque candideremo. Tanta gente si sta avvicinando. Ma noi diciamo anche dei no, non solo dei sì”. Altra provocazione diretta verso l’ “alleato” Berlusconi. Costretto alla “convivenza” forzata. Almeno fino al giorno dopo le urne.

(da “Huffingtonpost”)

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