Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
“VA ORGANIZZATA UN’ALTERNATIVA EUROPEISTA E SOLIDALE CHE GUARDI AL FUTURO CONTRO I SOVRANISTI CHE VOGLIONO DISGREGARE IL CONTINENTE”
“Forza Italia deve guardare al Pd per costruire un’alleanza che contrasti Lega e Cinquestelle». Ha lasciato decantare le aperture dei forzisti, assaporando il rientro nel recinto del centrodestra.
Ma Claudio Scajola, quando parla del futuro azzurro, sveste i panni da sindaco di Imperia e guarda oltre, verso il Pd.
Un orizzonte che forse potrà piacere dalle parti di Arcore. Non certo al governatore Toti, con il quale l’ex ministro usa più il fioretto che la spada.
Venerdì c’è stata l’assemblea forzista: sia Tajani che Toti l’hanno riammessa nel centrodestra. Che ne pensa?
«Sono lieto che adesso più d’uno dica quello che io vado dicendo da tre anni, cioè da quando Forza Italia è rimasta in mano a pochi autoreferenziali: che non c’era programma, disegno, prospettiva, rete. Sono contento della nomina di Tajani, siamo amici e lo ritengo un segnale forte: è un convinto europeista, moderato ma rinnovatore. Un buon inizio».
Anche le parole inclusive di Toti lo sono?
«Ascolto con piacere quelli che oggi parlano di includere e non escludere, di aprire e non chiudere. Avrebbero potuto dire le stesse cose tre anni fa, sarebbe stato meglio. Ma poichè, per natura, guardo il bicchiere mezzo pieno, credo che se alle parole seguiranno i fatti potrà nascere un movimento nuovo».
Oltre Forza Italia?
«Ormai è evidente che le posizioni del M5S, ma anche della Lega, sono sovraniste, anti-europeiste, con concetti espressi sopra le righe, con una violenza verbale nell’affrontare i problemi. Guardi la vicenda Ilva, che perde un milione al giorno: se i ministri sono sempre in giro, come fanno a studiare i problemi? Se l’alleanza Lega-M5S dovesse durare, va organizzata un’alternativa europeista, atlantica, solidale, che guardi al futuro con responsabilità »
(da “Il Secolo XIX”)
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Giugno 19th, 2018 Riccardo Fucile
QUALCUNO SI SVEGLIA IN FORZA ITALIA: “VOGLIAMO UN PAESE CHE TUTELI I PIU’ DEBOLI, NON CHE LI EMARGINI”… “CON I NOSTRI VOTI NON SI POSSONO LANCIARE CAMPAGNE DI ODIO”
La deputata di Forza Italia Renata Polverini ha scritto una nota davvero inaspettata contro il governo
Salvini: “Non penso che Forza Italia possa assistere ancora a lungo senza trarre le necessarie conseguenze alla deriva populista e xenofoba che sta caratterizzando l’avvio del Governo pentaleghista di Conte. I valori della democrazia e della convivenza pacifica tra i popoli e le etnie sono ben radicati e presenti nel nostro partito e negli insegnamenti di Silvio Berlusconi e soprattutto fanno parte integrante dei principi che ispirano il PPE e quell’Unione Europea nella quale, pur con spirito critico quando necessario, vogliamo restare”.
“Il nostro elettorato” continua la Polverini, “ci chiede sicurezza e non sopraffazione; ci chiede un Paese che tuteli i più deboli e non li spinga ai margini della società ; ci chiede il rispetto della nostra religione senza umiliare quella degli altri: il crescendo di dichiarazioni, di diktat, di minacce che abbiamo dovuto ascoltare in queste settimane da parte di importanti esponenti della maggioranza non appartiene alla storia di un partito liberale come Forza Italia e, per quanto mi riguarda, non può o più essere tollerato. Con i nostri voti non si possono lanciare campagne di odio, non si può discriminare nessuno per motivi religiosi, di orientamento sessuale, di etnia”, conclude.
(da Globalist)
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Maggio 30th, 2018 Riccardo Fucile
“CHIUNQUE SI ALLEI CON I GRILLINI NON RAPPRESENTA IL CENTRODESTRA, MA SOLO SE STESSO”… “HO OTTENUTO PIU IO CON L’EUROPA TRATTANDO, CHE SALVINI URLANDO”
«Spero che non si vada a votare a luglio. Ve le immaginate la ricadute sull’affluenza? Si rischia
un voto falsato».
Se Cottarelli rinunciasse, circostanza al momento smentita sia dal diretto interessato che dal Colle
«Mettiamola così. Noi abbiamo fiducia nel capo dello Stato. Se Mattarella decide di sciogliere le Camere, allora la mia speranza è che si vada al voto col centrodestra unito».
Se ripartisse in extremis il gioco tra Lega e M5S per formare un governo politico?
«La nostra idea non è cambiata. Non ci opporremmo alla nascita di un governo M5S-Lega, come abbiamo spiegato nelle settimane passate. Ovviamente, non voteremmo la fiducia a quel governo ma ci limiteremmo a sostenere in Parlamento solo i provvedimenti che ci convincono, quelli che stavano nel programma del centrodestra».
Antonio Tajani segue con apprensione da Bruxelles l’evolversi della situazione italiana. Da alto dirigente di Forza Italia, da cui era stato indicato come candidato alla presidenza del Consiglio. E anche da presidente del Parlamento europeo.
Lo spread fa paura? La politica dovrebbe ignorarlo o tenerne conto?
«Ma come si fa a ignorare lo spread che supera quota trecento? Siamo lontani per ora dalle cifre del 2011, questo sì. Ma non dimentichiamo che allora non c’era il quantitative easing».
Sta dicendo che, senza l’ombrello della Bce di Mario Draghi, la nostra condizione oggi sarebbe quella del 2011?
«Io voglio sperare e credere che non sia così. Ma rifinanziare un debito pubblico di 2300 miliardi ci costa 400 miliardi l’anno, più di un miliardo al giorno. Serve un governo che governi, che dia rassicurazioni ai mercati, che tranquillizzi gli investitori. E quel governo non può che essere un governo di centrodestra, su cui noi premevamo, guidato dal leader che tra i nostri aveva preso più voti».
Sta parlando di Salvini, che però continua a tenere sulle spine FI ventilando a più riprese la rottura del centrodestra classico?
«Sì. E sono convinto che il centrodestra esiste ancora».
Ne è convinto anche Salvini, secondo lei?
«Voglio augurarmi che sia così. Non si può prescindere dal centrodestra».
Ha mai preso in considerazione l’ipotesi che la Lega finisca per correre al voto alleata coi Cinquestelle?
«I Cinquestelle non sono il centrodestra. Noi siamo garantisti e loro no, noi siamo liberali e loro no, noi abbiamo una visione della politica e loro un’altra. Chiunque si allea coi M5S non è di centrodestra. Mi auguro che Salvini capisca che il centrodestra, con Di Maio e di Battista, non ha nulla a che vedere».
Per la Lega non si possono prendere ordini dall’Europa, dalla Germania
«Io non prendo ordini da nessuno, è chiaro? Quando è servito ho affrontato Juncker a viso aperto e in diretta tv. Mi sono espresso a favore dello sfondamento del tetto del 3 per cento da vicepresidente della Commissione, ho lavorato per ottenere la flessibilità per pagare i debiti della pubblica Amministrazione con le imprese… Eppure, per queste scelte, nessuno mi ha espulso da niente. Anzi, sono diventato presidente del Parlamento europeo. Segno che le cose, se si vogliono, si possono fare».
Se la Lega vi chiedesse di abbandonare le vostre posizioni europeiste e il Ppe come «pegno» per una nuova alleanza elettorale?
«Forza Italia è nel Ppe da prima che la Merkel diventasse cancelliera. Noi rimaniamo fedeli ai nostri orizzonti culturali e ai nostri valori. Se devo rimangiarmi le cose in cui credo da sempre, allora preferisco cambiare lavoro. Anzi, tornare al mio lavoro, visto che ne avevo uno».
Sedersi al tavolo delle trattative con la Lega, in caso di elezioni anticipate, non sarà facile. La distanza tra voi e loro nei sondaggi è tanta. E la farebbero pesare nella ripartizione delle candidature
«I sondaggi non contano. Li abbiamo utilizzati come metro prima delle elezioni di marzo solo perchè non si votava alle politiche da cinque anni. Ora no, per noi valgono i risultati del 4 marzo».
Si candiderà al Parlamento italiano?
«No, corro alle Europee».
Berlusconi sarà il vostro capo politico e candidato premier
«Senza dubbio».
E l’ipotesi di un Fronte repubblicano con voi e il Pd?
«Al momento non è all’ordine del giorno».
(da “il Corriere della Sera”)
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Maggio 20th, 2018 Riccardo Fucile
“L’UNICO CONTRATTO VALIDO E’ QUELLO TRA GLI ELETTORI DEL CENTRODESTRA E IL CENTRODESTRA SIGLATO IL 4 MARZO”
“Salvini? Non è il leader del centrodestra in questo momento, perchè non siamo insieme nel governo”
Sono le parole della senatrice di Forza Italia, Licia Ronzulli, dorante “Faccia a Faccia”, su La7.
“Il contratto di governo M5s-Lega? Un contratto, in realtà , c’è già ed è fatto tra gli elettori del centrodestra e il centrodestra. Noi il 4 marzo con gli elettori abbiamo già sottoscritto un programma e loro l’hanno votato”
E aggiunge: “Tanti sono i punti inaccettabili del contratto M5s-Lega inaccettabili. Lì c”è giustizialismo e non giustizia. Ho sentito parlare di questo assistenzialismo a tempo indeterminato, mentre noi a tempo indeterminato volevamo creare solo posti di lavoro. Governo con Di Maio premier? Assolutamente no. Elezioni politiche anticipate? Le do possibili”.
Sulla riabilitazione di Berlusconi, Ronzulli chiosa: “Non cambia lo scenario per quanto riguarda la formazione di questo governo. Berlusconi non si candiderà alle suppletive perchè non crede giusto rientrare in Senato in questo modo in questo momento storico. E’ un leader e non ha bisogno di un seggio per continuare ad esserlo. Europa? Berlusconi ha sempre avuto un ruolo di garante della Ue”
(da agenzie)
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Maggio 16th, 2018 Riccardo Fucile
“IRRESPONSABILE, POPULISTA E IRREALIZZABILE”
In casa Forza Italia il programma che sta emergendo dal tavolo giallo-verde è intriso del
“peggior giustizialismo grillino”, con una forte impronta del duo Davigo-Di Matteo.
In una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, segnala che “abbiamo evitato di commentare a caldo la bozza del ‘Contratto per il governo del cambiamento’ pubblicata ieri sera dall’Huffpost, ma oggi non possiamo esimerci dal formulare alcune osservazioni.
Gli staff di Lega e Movimento 5 Stelle hanno provato, in modo imbarazzato, a limitare i danni, parlando di ‘bozza superata’, ma un’attenta lettura di quelle pagine fa emergere più d’una preoccupazione”.
Gelmini definisce “particolarmente assurdi, intrisi del peggior giustizialismo grillino e nel solco dei precetti di Di Matteo e di Davigo, i capitoli ‘conflitto di interessi’ e ‘giustizia’. Dalla riforma della prescrizione a fantomatiche leggi anticorruzione, da un non meglio precisato inasprimento delle pene a un aumento delle carceri e dei tribunali, fino alla sterilizzazione delle misure alternative”.
Altro capitolo, i conti pubblici. “Abbiamo le norme anti euro (goffamente smentite), un fantasioso intervento straordinario della Bce sui conti, con la richiesta a Mario Draghi di cancellare 250 miliardi di debito pubblico italiano, la conferma del Reddito di cittadinanza targato M5s, una Flat tax purtroppo annacquata e una politica sull’immigrazione illustrata senza troppi dettagli. Che dire? Se questo rappresenta il cambiamento, il documento giallo-verde è da una parte irresponsabile e populista, dall’altra fantasioso e francamente irrealizzabile. Vedremo nelle prossime ore se questi punti saranno confermati o riscritti, in una trattativa sempre più complessa e confusa”, conclude Gelmini nella nota.
(da “Huffingtonpost“)
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Maggio 10th, 2018 Riccardo Fucile
CARLO ROSSELLA: “L’ANTIBERLUSCONISMO E’ SEPOLTO”
All’indomani del via libera di Berlusconi all’accordo di governo Lega-M5s, arrivano i primi commenti.
“Secondo me l’antiberlusconismo è sepolto. Rivive ancora in alcune figure che continueranno ad essere antiberlusconiane”, queste le dichiarazioni di Carlo Rossella, presidente di Medusa, ai microfoni di Agorà su Rai Tre.
“Berlusconi è una persona che è presente nel panorama politico italiano e tornerà di nuovo alla grande”, ha aggiunto Rossella.
“Noi non vogliamo sapere niente, non vogliamo sapere chi saranno i ministri, non vogliamo mettere nessun ministro, non vogliamo nessuna Presidenza di commissione. Noi vogliamo avere quello che si dice ‘le mani libere'”, ha detto invece Licia Ronzulli, intervenendo sempre ad Agorà .
“Io – ha aggiuntp la deputata FI, tra i più stretti collaboratori di Silvio Berlusconi – non so chi abbia inventato l’espressione ‘astensione benevola’. Non esiste. Cioè, certo che lo so, ma nessuno di noi ha parlato di astensione benevola”.
In altre parole, “Silvio Berlusconi non ha mai parlato di astensione benevola, che non so neanche cosa voglia dire tecnicamente”.
(da “Huffingtonpost”)
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Aprile 12th, 2018 Riccardo Fucile
L’EX MINISTRO, CANDIDATO CON UNA LISTA CIVICA, SI DIVERTE A PUNZECCHIARE “IL MODELLO LIGURIA” DI TOTI… IL CENTRODESTRA PUNTA SU NUOVO ACQUISTO DELLA LEGA CHE TRE ANNI FA ERA IN LISTA CON IL PD
“Credo che i simboli, se non corrispondono alle facce, non significhino nulla. Questo simbolo è un surrogato pietito e ottenuto come una piccola patacca, ma non mi interessa, perchè la strada che ho voluto intraprendere è che la mia candidatura è aperta a tutti e contro nessuno”.
Così l’ex ministro Claudio Scajola, già fondatore di Forza Italia e candidato indipendente alle amministrative di Imperia, ha commentato la scelta di Forza Italia di scegliere il simbolo Forza Imperia per il candidato del centrodestra Luca Lanteri suo sfidante.
Scajola ha sempre sostenuto che “Forza Italia, sono io”. Alla domanda, se si sente tradito da Berlusconi, Scajola ha risposto: “Assolutamente, no. Anche se c’è qualcuno che cerca di mettere delle zeppe, dando false informazioni, il rapporto è di stima e di amicizia. Ma questa è un’altra partita, le patacche qui non contano, la mia candidatura è aperta a tutti, contro nessuno, e con uno spirito altamente civico e cioè comunità , ripartire dalla comunità . Le polemiche non mi interessano, mi interessa parlare dei problemi della gente, sono qui per questo.”
Scajola malattia del centrodestra secondo Toti?
Viva il patto generazionale, sono contro il giovanilismo qualunquista. Sono per le intelligenze e per le esperienze. Se sono giovani meglio, ma mettiamo insieme giovani, genitori e nonni, c’è bisogno Ritengo che la storia della mia famiglia, da mio nonno, a mio papà , a me, è una storia si rifà alla storia del popolarismo italiano, che si rifà a una Europa popolare gioisca, non sovranista e non populista. Ognuno la interpreta come vuole”.
Alla fine, a reggere la bandiera del “modello Liguria” di Toti e leghisti sarà invece un ticket composto dall’architetto Luca Lanteri e il commercialista Antonio Parolini. Il primo è un nome spinto dalla Lega ma dal passato ingombrante: ex assessore all’urbanistica a Imperia ed ex candidato alle ultime regionali, ma in una lista che sosteneva la Pd Raffaella Paita, contro Toti.
Tout est pardonnè, nella nuova versione affaristica del centrodestra leghista.
(da agenzie)
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Aprile 10th, 2018 Riccardo Fucile
GIOVEDI’ SERA IN UN ALBERGO MILANESE CI SARANNO LA SARDONE, IL SINDACO DI SESTO DI STEFANO, IL LAZIALE PALOZZI E L’ASSESSORA VENETA DONAZZAN… TIRA LE FILA TOTI, MA SI GUARDA BENE DAL METTERCI LA FACCIA
«Forza Italia è pronta a fare una riflessione sui tanti voti persi?». Se lo chiede, lasciando la risposta aperta, Elena Donazzan. Lei è l’assessore al lavoro di Luca Zaia in Veneto, premiata alle ultime regionali da un diluvio di preferenze (oltre 22 mila) e tra i protagonisti della sollevazione dentro il partito azzurro.
Una sommossa che era incominciata, all’indomani delle elezioni, come un gruppo su Whatsapp tra i dissidenti.
Ora, però, gli azzurri arrabbiati cercano di fare rete, ragionare sul momento che vive il partito, darsi degli obiettivi.
Giovedì sera si incontreranno in un albergo milanese la consigliera regionale Silvia Sardone, il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano,suo marito, l’ex consigliere lombardo Vittorio Pesato, il neo vicepresidente del consiglio regionale del Lazio Adriano Palozzi, oltre alla stessa Donazzan.
Chi non ci sarà , però, è Giovanni Toti. Il governatore ligure, a cui guardano molti dei malcontenti azzurri, nei giorni scorsi era intervenuto per dire: «In Forza Italia c’è poco spazio per il dibattito interno».
A dispetto delle sue perplessità sull’attuale gestione del partito, Toti però per il momento si limita ad osservare: «Condivido molte delle critiche e delle posizioni espresse dai miei colleghi. Però, io credo che al momento sia il caso di non lanciarsi in fughe in avanti che non si sa bene dove vadano a parare».
Alla fronda, aveva fatto da detonatore il caso di Silvia Sardone: consigliera comunale di Milano, oltre 11 mila preferenze alle regionali lombarde, era stata esclusa a sorpresa dalla giunta guidata dal leghista Attilio Fontana.
Oggi spiega che quello di giovedì sarà «un incontro tra persone che lavorano sul territorio e che fanno fatica a riconoscersi nel partito in cui hanno sempre militato». Perchè «ormai il merito sta trasformandosi in demerito, i nomi sono sempre calati dall’alto e primarie e congressi sembrano parolacce».
Primarie e congressi, però, Forza Italia non ne ha mai fatti: «Ma oggi in Lombardia il partito è al 14%. Quando era al 30, forse il problema si sentiva meno».
La pensa in modo simile anche Donazzan: «La Lombardia era la cassaforte di Forza Italia. Noi non vogliamo buttare via il patrimonio costruito in questi anni, non vogliamo andarcene. Ma vorremmo ragionare su come tornare a vincere». Per Vittorio Pesato, il problema sono state anche le liste elettorali: «Non sono sicuro che siano dipese in tutto e per tutto da Silvio Berlusconi». Ma neanche soltanto quelle: «Purtroppo, abbiamo smesso di parlare al nostro elettorato di riferimento, anche gli imprenditori guardano altrove».
Adriano Palozzi non drammatizza: «Perchè ci si stupisce che dentro un partito ci si parli? Credo che il nostro apporto sia un valore per Forza Italia, visto che siamo coloro che hanno conquistato piu consensi in Lazio, Veneto e Lombardia. Ecco, noi vogliamo continuare ad essere una valore per il nostro partito»
(da “il Corriere della Sera”)
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Marzo 24th, 2018 Riccardo Fucile
SALE IL TICKET BERNINI AL SENATO E GELMINI ALLA CAMERA
La strategia portata avanti sulle presidenze delle Camere sta scuotendo Forza Italia.
In un documento che, riferiscono alcune fonti parlamentari, ha raccolto la firma di una parte dei deputati ‘azzurri’, si chiede il rinnovo dei vertici.
Mentre, al Senato, Paolo Romani questa mattina ha spiegato apertamente di non aver condiviso la scelta operata su Palazzo Madama: “Sono preoccupato – ha spiegato – per quello che ci aspetta”.
“Vorrei tranquillizzare i tanti o pochi malpancisti del mio gruppo, che puntano a prendere il mio posto di presidente FI Camera: non ho alcuna intenzione di fare per altri 5 anni un mestiere così difficile, logorante e, per certi versi, pericoloso”. Lo scrive su twitter il capogruppo uscente di Fi Renato Brunetta.
Il timore in FI è che sia partita l’Opa di Salvini sul partito.
Ovvero che il segretario del Carroccio possa ora portare avanti l’operazione del partito unico, orientando tutte le decisioni della coalizione del centrodestra. “Siamo usciti da questa situazione con le ossa rotte”, confida un ‘big’ di FI.
Berlusconi ha sottolineato di avere fiducia in Matteo Salvini, lo ha ricevuto anche dopo la consacrazione di Fico e Casellati ai vertici istituzionali.
Ma ora la preoccupazione è che il Carroccio possa alzare la posta. Anche rispetto alle prossime amministrative. “Sui territori – sottolinea un altro esponente azzurro – hanno cominciato a chiedere di esprimere i propri candidati”.
Ora però il Cavaliere è concentrato sulla partita del governo. “Guardiamo agli interessi del Paese”, ha detto ai cronisti davanti palazzo Grazioli. Salvini da tempo ripete di non voler portare avanti un’azione di ‘shopping’ parlamentare ma la consapevolezza di deputati e senatori azzurri è che nelle trattative possa essere lui ora il punto di riferimento.
Nel documento che in queste ore circola in Transatlantico si fa riferimento al momento politico.
Nell’ultima riunione di gruppo, Berlusconi ha di fatto avanzato l’idea di prorogare Brunetta ma molti deputati azzurri non nascondono che anche Maria Stella Gelmini ambisce a guidare i deputati di FI, mentre per Palazzo Madama si fa il nome di Anna Maria Bernini.
(da “Huffingtonpost”)
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