Giugno 24th, 2013 Riccardo Fucile
“IL MOVIMENTO E’ DISCRIMINATORIO SULLA DIARIA, IN MANCANZA DI SOLUZIONI ME NE VADO”…”IO VIVO A ZURIGO, LA CITTA’ PIU’ CARA D’EUROPA”
C’è una linea di confine quasi impalpabile che separa la politica dalla vita privata, il render
conto pubblicamente di una propria etica personale dallo spiattellamento urbi et orbi delle piccole problematiche che contornano la vita di un uomo pubblico che è anche un cittadino privato.
Una linea che diventa invisibile se, per caso o per convinzione, ti ritrovi a fare il parlamentare del Movimento 5 stelle.
Alessio Tacconi è l’unico eletto per gli stellati all’estero, nella circoscrizione Europa. Vive a Zurigo, secondo uno studio dell’Ubs la seconda città al mondo per costo della vita.
E oggi non sa se potrà rimanere ancora a lungo nel Movimento 5 stelle.
“Ho sollecitato il capogruppo Riccardo Nuti due settimane fa. Gli ho fatto presente che le spese vive della mia famiglia superano i 5mila euro lordi che dovrei percepire, stabiliti dall’interpretazione restrittiva che è stata fatta rispetto al Codice di comportamento”.
Tacconi si è recato nell’ufficio del capogruppo, gli ha fatto un lungo elenco dei costi che è costretto a sostenere e ha chiesto che fosse convocata un’assemblea: “Ho sollecitato affinchè il mio caso fosse valutato, e che potessi continuare a mantenere la mia famiglia e restare nel M5s nelle modalità decise dall’assemblea dei parlamentari”.
Ma, ad oggi, il ‘caso-Tacconi’ non è stato nemmeno sfiorato.
Nuti ha fatto presente i molti impegni avuti nelle ultime due settimane, e ha chiesto al collega di regolarsi intanto per suo conto, equiparando poi la somma restituita alle decisioni eventuali della plenaria.
“Ma qualunque decisione prendessi sarebbe opinabile — spiega Tacconi — e non voglio decidere di testa mia rispetto ad una necessità che ho fatto presente tempo fa. Mi devono spiegare se posso comunque rimanere nel Movimento oppure no. In caso contrario continuerei a lavorare per gli italiani all’estero ma in un altro gruppo”.
Il deputato stellato ha scritto a Nuti (come abbiamo potuto visionare) di voler restituire qualunque tipo di eccedenza: “Ma la mia famiglia viene prima di tutto. Ho chiesto solo di indicizzare il Codice di comportamento con il costo della vita in Svizzera, di valutare la cosa con tutti gli altri, ma sono stato lasciato completamente da solo”.
Partiamo dall’inizio.
Negli ultimi tre mesi da parte di molti sono state avanzate perplessità su questo punto.
Quale?
Sul fatto che il Codice di comportamento sia stato interpretato nella maniera più restrittiva possibile (si parla solo di restituzione dell’eccedenza dell’indennità , non della diaria n.d.r.), anzi sbagliata, perchè l’italiano dice un’altra cosa.
Lei lo ha fatto presente al suo capogruppo?
Sono andato due settimane fa a parlare con Nuti, chiedendo un incontro anche con il capogruppo del Senato. Volevo far presenti le difficoltà che ho a percepire 5mila euro lordi dovendo vivere in una delle città più care del mondo. Con il capogruppo ho sviscerato tutti i numeri, tutti i costi della mia vita, facendogli presente che con tutte le spese che ho alla fine del mese non ci arrivo, chiedendogli come potevo fare per restare all’interno del Movimento.
Il suo reddito prima era molto più alto?
Lavoravo per una società di consulenza e guadagnavo più o meno il doppio dell’indennità che tutti noi dovremmo percepire.
Nuti cosa le ha risposto?
Mi ha fatto capire che se non ce la facevo a rispettare le regole dovevo trovare una soluzione, qualunque essa fosse. Ma si è detto disponibile a valutare la mia situazione in assemblea.
Cosa che la trovava favorevole?
Sì, a patto che fosse preceduta da un incontro con lui e con il capogruppo al Senato. Perchè io non ho nessun problema a passare per l’assemblea, ma volevo definire prima il confine tra la trasparenza e la privacy. Per me è interessante capire cosa ne pensi l’assemblea, per vedere se il M5s è democratico o discriminatorio. Perchè si capirebbe se persone che hanno un reddito superiore ai 5mila euro lordi, o hanno più figli, o una formazione che gli ha aperto le porte a determinati guadagni, possono fare politica con il M5s.
Assemblea che non c’è mai stata?
No, ho mandato un remainder a Nuti all’inizio della scorsa settimana. Poi venerdì pomeriggio è arrivata una mail in cui si specificavano scadenze, martedì, e iban per la restituzione. Gli ho risposto facendogli notare come la mia situazione fosse ancora aperta.
Non poteva intanto restituire le eccedenze?
Prima bisognerebbe capire, tramite l’assemblea, se posso integrare il mio stipendio con parte dell’indennità o se posso farlo con parte della diaria.
Mezzo carrello di spesa a Zurigo costa 150 euro, una capricciosa ne costa 20. Per me è impossibile vivere con 5mila euro lorde, e non vivo in una reggia, faccio una vita normale
Nuti cosa le ha detto?
Mi ha risposto che non gli erano piaciuti i miei toni e a regolarmi io su cosa fare, con l’impegno di modificare la decisione in base a quello che verrà stabilito nei prossimi giorni. Non so come, non so in quali modalità e non so dove.
Ma lei non ci sta.
No, gli ho esposto tutta la mia frustrazione, dopo essere andato nel suo ufficio e avergli sviscerato tutti i costi della mia vita, in maniera trasparente. Una situazione causata da un’interpretazione del Codice di comportamento che più rigida non era possibile. Io e altri l’avevamo interpretato in altra maniera, ma una volta arrivati a Roma abbiamo scoperto altrimenti.
Perchè vuole aspettare l’assemblea?
Altrimenti sarebbe irrispettoso nei confronti di tutti quelli che hanno evidenziato altre perplessità . Poi qualunque cosa io decida sarebbe potuta essere criticabile.
A quanto si capisce non ha ancora restituito i soldi.
Ho ancora tutti quei soldi in un conto corrente dedicato, una cifra elevata. Nel mio personale sono addirittura in rosso, ma prima di toccare quel denaro aspetto una soluzione al mio problema. Detto questo io non voglio privilegi o benefici, ma parametrare quel lordo ai costi della vita del paese in cui vivo.
C’è un problema umano ancor prima che politico.
La sensazione è che non si vogliano affrontare i problemi che uno civilmente pone. C’è un atteggiamento tale per cui, se hai una difficoltà , quella deve rimanere tua.
Zaccagnini oggi ha lasciato il M5s evidenziando alcune problematiche, tra cui questa.
Le criticità avanzate da Zaccagnini ci sono, sono indubbie. Non è possibile dire altrimenti. C’è la necessità che ci sia la più completa democrazia, cosa che in questo momento non sembra esserci.
Qualche deputato tra i più vicini a Nuti oggi confessava di temere qualche altro problema sul fronte diaria. Si sente chiamato in causa?
Certo, la sensazione è quella. Il punto è che nel momento in cui ci sono delle regole scritte e Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio o qualche altro sedicente teorico del Movimento dice altro, quest’ultima cosa viene presa come sacra, generando dei problemi. In Parlamento ci siamo resi conto che la realtà è più complessa delle dichiarazioni d’intenti. Chiariamo una cosa: quando ho accettato la candidatura lo sapevo che mi sarei ridotto lo stipendio, per venire qui a combattere questa battaglia.
Lei dunque punta il dito con l’eccessiva intransigenza dei vertici del Movimento.
Assolutamente. Il problema nel M5s si vede ogni giorno: fuoriusciti, critiche anche piuttosto dure e via discorrendo.
Lei uscirà ?
Non vorrei.
Ma?
Ma mi devono spiegare come posso fare per rimanere all’interno. La cosa che mi fa più male è che non ci sia vera volontà di dialogo e di comprensione, perchè si prendono determinati pronunciamenti come verità assoluta e quello che non vi rientra è di per sè sbagliato. Se tu esprimi una tua critica sulle consultazioni con Bersani o sulla gestione dell’elezione del Quirinale, viene presa come un rifiuto a voler stare nelle regole del Movimento, come una volontà di creare problemi.
Se verrà attaccato sulla vicenda della diaria uscirà dal gruppo?
Spero che Nuti faccia capire a tutti quello che è successo e la problematica che esiste.
Qualora non succedesse?
Se mi diranno che mi sono posto fuori dal Movimento, che il Codice parlava chiaro, il che non è vero, mi riserverò di fare le mie valutazioni.
Qualora uscissi dal gruppo ti dimetteresti anche da parlamentare?
Se il M5s mi facesse capire che non ha intenzione di risolvere questa problematica continuerò a combattere per gli italiani all’estero in un altro gruppo.4
(da “La Repubblica“)
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Giugno 23rd, 2013 Riccardo Fucile
CRITICANO L’ASSENTEISMO DEGLI ALTRI, MA POI NON PARTECIPANO AI LAVORI IN AULA… CHI E’ SENZA PECCATO…
La foto condivisa su Facebook dal parlamentare del Pd Paolo Coppola: “Chi è senza peccato… i banchi del #M5S durante le interrogazioni di oggi (e speriamo che la si finisca con questa ipocrisia)”.
Un messaggio di poche righe e una foto da Montecitorio bastano al deputato del Pd Paolo Coppola per rispondere a una delle campagne del Movimento 5 Stelle che, da quando sono iniziati i lavori in Parlamento, denuncia le troppe assenze dei deputati degli altri partiti durante i lavori in Aula e in occasione delle interrogazioni.
Una polemica documentata con continui scatti diffusi su Facebook e dibattiti rimasti agli atti, con tanto di intervento della presidente della Camera.
Il format Cinque Stelle ha in breve tempo conquistato tanto successo da essere adottato anche da alcuni esponenti del Partito Democratico, tra cui l’onorevole Laura Puppato che, sulla propria pagina Facebook, tuonò contro le assenze in occasione del question time sul terremoto dell’Emilia.
Non poteva che essere una questione di tempo prima che il format si rivoltasse però proprio contro il Movimento 5 Stelle, la cui assenza è stata immortalata da Coppola a Montecitorio in occasione delle interrogazioni e interpellanze sulla sospensione dell’Imu.
Chissà se, dopo questa foto, continueranno a pubblicare le foto-denuncia dall’Aula.
Mauro Munafò
(da “l’Espresso“)
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Giugno 23rd, 2013 Riccardo Fucile
“SONO STATO PROCESSATO TRE ORE INSIEME A CURRO’, MI HANNO MINACCIATO DI ESPULSIONE, PEGGIO DEI TRIBUNALI DEL POPOLO”… “MI SPIACE PER LORO, NON POTRANNO ATTACCARMI SULLA DIARIA, HO GIA’ RESTITUITO LA PARTE ECCEDENTE”… “GRILLO FA SOLO MONOLOGHI, NON SA ASCOLTARE”
È stato in “silenzio stampa” per dieci giorni. Ora risponde al terzo squillo.
Zaccagnini come sta?
Così.
“Così ” significa che domani lascerà il Movimento anche lei?
Sono sempre a disagio.
Ieri ha detto che l’espulsione della Gambaro è “una sciagura”.
Ho scoperto solo adesso che si occupava di transizione, proprio come me, che insegno Permacultura. Siamo in pochissimi a farlo in Italia. Quando l’ho saputo mi è dispiaciuto ancora di più.
Cacciata per un’intervista. Anche lei ha spesso fatto dichiarazioni critiche. Ha paura?
No, assolutamente. Lunedì scorso, il giorno prima che la Gambaro parlasse, avevamo fatto un’assemblea… anzi, un processo.
A chi?
A me e a Tommaso Currò. Hanno portato i ritagli di giornale con le nostre interviste. Ci hanno detto che se avessimo fatto altre uscite del genere saremmo stati espulsi.
Una minaccia?
La mozione per la nostra cacciata era già pronta, l’hanno ritirata. Poi sono usciti dicendo che c’era stato “un bel dibattito”. La verità è che sono state tre ore di fronte al tribunale del popolo.
Lei che ha fatto?
Sono stato zitto per dieci giorni. Ho accettato le regole. Si era detto: stiamo tutti calmi, dissidenti e talebani. La Gambaro non credo fosse presente a quell’assemblea, probabilmente nemmeno sapeva del diktat. Fatto sta che il giorno dopo, all’ora di pranzo, dice quelle cose. I capigruppo cominciano a sparare a zero. Sono loro che hanno rotto il patto.
Vuole le scuse dei suoi colleghi?
Vorrei che facessero un po’ di autocritica. Ma sono in un loop mentale: si autogiustificano su tutto. Non è vero che l’aria è cambiata. Il clima è ancora irrespirabile. Hanno solo fatto un cambio tattico, per non autodistruggersi (poi si corregge, “autodistruggerci”, ndr). Ma lo capisco dall’umore complessivo che non c’è alcuna voglia di cambiare registro.
Grillo ha telefonato ai dissidenti Pinna e Currò. Ha chiamato anche lei?
No.
Le dispiace?
Sinceramente uno che ti chiama dopo che ha ammazzato una persona… se lo avesse fatto 10 minuti prima di mandarla alla gogna, avrei capito. Ma se lo fai dopo che hai visto i risultati del sondaggio, quando hai capito che la Rete si è divisa… è tutta tattica, un mero calcolo di interesse. La verità è che l’emarginazione del dissenso continua .
Paola De Pin se n’è andata da sola. Secondo lei lo ha fatto per la diaria?
Questa è la linea comunicativa che vogliono far uscire. Sapevo da tempo che era a disagio. Io la capisco benissimo.
Diranno anche di lei che se ne va per i soldi.
Avranno poco da dire. Ho già l’Iban del conto dove fare il versamento. Rendiconto e faccio il bonifico di tutto quello che non spendo.
Davanti a Grillo, in assemblea, disse che non era d’accordo.
Lui ha parlato tre quarti d’ora di fila senza ascoltare nessuno e noi abbiamo avuto 5 minuti a testa. Diciamo che ha delle difficoltà ad approfondire il dialogo. Volevo spiegare le mie ragioni. Invece parlava solo lui.
Si rende conto delle accuse che lancia?
Continuerò a farlo.
Come fa a restare in quel gruppo?
Mi prendo il mio tempo, valuterò se ci sono elementi nuovi, vedremo…
Provoca
Basterebbe dire mezza frase. Non ci vuole tanto a farsi buttare fuori.
Paola Zanca
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Giugno 23rd, 2013 Riccardo Fucile
IN SETTIMANA LA PATACCA DEL RESTITUTION DAY, MA E’ COME ABBIAMO SEMPRE SOSTENUTO: I GRILLINI INCASSANO 11.200 EURO AL MESE CONTRO I 13.700 DEGLI ALTRI…. CECCONI: “C’E’ CHI HA PRESO IL MUTUO, CHI HA CONTRATTO DEBITI”… I VERTICI SPULCERANNO I CONTI IN DETTAGLIO DEI PRESUNTI DISSIDENTI, IN MODO DA AVERE UNA SCUSA PER ATTACCARLI
Sarà una selezione naturale. Perchè la prova dei soldi è come la prova del fuoco, o quella dei chiodi, la prova di sopravvivenza.
Superata quella si può dire che il più è fatto. Ma è necessario superarla.
Sarà in questa settimana, tatticamente dopo il ballottaggio finale in Sicilia, ultime urne aperte di un ciclo iniziato a ottobre scorso (in Sicilia, appunto) e che ha cambiato quasi tutto. O forse nulla.
E saranno dolori.
«Le previsioni dicono che ne perderemo una ventina, tra Camera e Senato» ammette Andrea Cecconi, deputato Cinque stelle di Pesaro, consapevole e critico quanto serve ma fedelissimo ai principi.
Soprattutto uno di quelli per cui in politica ci sono avversari ma mai nemici.
Un esodo «fisiologico» aggiunge, «previsto e già messo nel conto».
E provocato dai motivi più banali, e umani.
«Alcuni di noi hanno già agganciato le indennità all’accensione e al pagamento del mutuo, altri hanno fatto debiti durante la campagna elettorale e devono rientrare, altri ancora hanno un sogno, legittimo, nel cassetto e non vogliono perdere questa occasione per provarci».
Snocciola nomi di colleghi che per rispetto della privacy è giusto non riportare: c’è chi ha finalmente ristrutturato casa e si è indebitato fino al collo; chi ha speso «fino a ventimila euro in campagna elettorale e deve ancora saldare il debito», chi sogna di «lanciare una fattoria modello con produzione a km zero», chi sognava di comprarsi casa per sposarsi «e finalmente lo può fare».
Tutto legittimo, appunto. Ma fuori dai patti.
«Li capisco, anche – aggiunge Cecconi – ma noi sulla restituzione dei soldi ci abbiamo fatto la campagna elettorale e non possiamo transigere».
Chi non rispetta i patti è fuori. O esce da solo. O sarà espulso.
Finora si sono dimessi in tre (Furnari e Labriola dalla Camera, De Pin al Senato) e ne sono stati espulsi due, i senatori Mastrangeli e Gambaro.
I team comunicazione l’hanno ribattezzato «Restitution day», il giorno della restituzione.
«Ci è stato dato un Iban della banca d’Italia aggiunge Cecconi dove dovremo versare i danari in più, sia dell’indennità che della diaria. Il giorno indicato entro cui fare il bonifico è il 25, ma sarà dato tempo fino alla fine della settimana, per l’accredito de gli stipendi di giugno».
Poi nulla sarà più come prima.
Altri conteggi, più pessimisti, dicono che se ne andranno fino a 40-50 parlamentari tra Camera e Senato. Magari non tutti insieme. Sarà questione di settimane.
Perchè l’altra prova del fuoco saranno i resoconti di spese della diaria.
Pare che il capogruppo alla Camera Francesco Nuti, che ha l’incarico della verifica, ne abbia trovati di «parecchio fantasiosi», con voci «non previste».
O altre troppo «generaliste». I diretti interessati saranno chiamati uno ad uno a spiegare e giustificare.
Un altro momento della verità . Al cospetto, tra l’altro, di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio che dovrebbero incontrare i parlamentari questa settimana o la prossima.
Anche i cittadini eletti avranno qualche domanda da fare al guru mediatico e al megafono.
Rassicurazioni, ad esempio, sul destino dei milioni destinati al gruppo Camera e Senato.
Si tratta di 7-8 milioni di euro hanno fatto i conti i parlamentari Al netto del pagamento degli assistenti parlamentari, legislativo e segreterie, in tutto 70-80 stipendi, dove vanno gli altri soldi?
«Cioè si chiedono se io devo fermarmi a 2.500 euro, tutti quei soldi a chi vanno?».
Ridurre la diaspora grillina ai quattrini è però riduttivo ( non a caso è quello che vogliono i duri e puri) e offensivo verso chi e sono parecchi è rimasto invece deluso dalla linea politica del gruppo.
Dalle gogne mediatiche, dall’assenza di trasparenza e democrazia, dall’impossibilità di avere opinioni diverse, dai toni ultimativi e violenti.
Dal non essere riusciti ancora a fare nulla. A non lasciare il segno.
Grillo e molti altri più realisti del re continuano a dare la colpa a giornali e tv di cui si augura la chiusura. E che continua ad insultare. «Pentitevi e vi daremo una nuova identità » è stato il ritornello di ieri diretti ai giornalisti.
Non gli sfiora mai il cervello che qualcuno, non pochi, possano non condividere il suo messaggio e il suo stile.
Che è con me o contro di me.
Ma non è democrazia.
E neppure «uno vale uno»
Claudia Fusani
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Giugno 22nd, 2013 Riccardo Fucile
RIPRODOTTO OGGI DA CASALEGGIO IL CONTENUTO DI UN ARTICOLO DI FANPAGE.IT DEL 10 MAGGIO… CON L’ALLARMISMO SI CREA INTERESSE, AUMENTO LE VISITE E SI GUADAGNA SULLA PUBBLICITA’: E’ QUESTO L’ESEMPIO GRILLINO DA SEGUIRE?
Il post che vedete è stato postato pochi minuti fa da Cadoinpiedi, la notizia però è vecchia di mesi così come l’articolo riportato.
Per attirare gente sul sito usano questi mezzucci.
Questo secondo Casaleggio dovrebbe essere un sito di “informazione indipendente” e un esempio di deontologia professionale.
Purtroppo, che la salute di Razinger sia in rapido declino è fatto noto da mesi, così come l’articolo postato da Cadoinpedi, già pubblicato a suo tempo.
L’articolo ripreso da Cadoinpiedi è questo: http://www.fanpage.it/papa-benedetto-xvi-ha-perso-meta-del-suo-peso-sono-scioccato/
Guardate bene la data dell’articolo: “10 maggio 2013”.
Un articolo di più di 40 giorni fa.
Questa è informazione?
E qualcuno ha ancora il coraggio di dare lezioni di stampa libera, corretta e indipendente?
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Giugno 22nd, 2013 Riccardo Fucile
“NOI CI ABBIAMO MESSO LA FACCIA E SIAMO STATI LASCIATI SOLI, PER DUE MESI ABBIAMO FATTO ORE DI ASSEMBLEE INUTILI”
“Il Movimento 5 Stelle? E’ come se gia’ non esistesse piu’. Se implodera’ e’ questione di tempo.
Non intravedo gli anticorpi per andare avanti”.
Parola di dissidente e, ormai, fuoriuscito.
E’ infatti l’ex deputato grillino Alessandro Furnari, da poco passato al Misto, a dire che “Casaleggio e’ un gran comunicatore attraverso Internet ma ha commesso un gravissimo errore di gestione delle risorse umane”.
“Non ci conosce nemmeno tutti, non sapeva chi avesse a disposizione”, prosegue Furnari.
“In tanti vogliono uscire dal gruppo, solo che non ne hanno il coraggio. Ma pian piano usciranno”, anticipa.
Certo, “c’e’ la gogna mediatica, fuori.E’ difficile spiegare la situazione ai cittadini. Sono amareggiato, e credo si veda, ma ci sono tante altre cose che nemmeno sto dicendo. Immaginate quanti problemi ci sono”.
Per la verita’ anche l’etichetta cucitagli addosso dai media gli va stretta: “Non sono mai stato un dissidente, questo dovrebbe far riflettere i parlamentari. Per i primi due mesi – spiega ancora Furnari – abbiamo fatto ore e ore di riunioni e assemblee quasi inutili”.
“C’e’ – incalza – una disorganizzazione imperante. Siamo stati lasciati soli da Beppe Grillo, che e’ venuto ogni tanto. Soli e disorganizzati, senza che nessuno ci indicasse una via. Noi ci abbiamo messo la faccia e ci hanno lasciati soli”.
Parlando della sua citta’, Furnari ha poi accennato alla questione Ilva: “Sono deluso dal Movimento sulla questione Ilva. Sono quasi 4 anni che e’ nato il Movimento e ancora non ci sono fatti. Verra’ – annuncia – Grillo a Taranto per parlare con sindacati, cittadini, operai: al telefono mi ha detto che sta contattando i piu’ grandi esperti dell’acciaio d’Europa. E anche dopo che sara’ venuto non sara’ deciso nulla perche’ forse non c’e’ la volonta’ di farlo”.
(da Agi.it)
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Giugno 22nd, 2013 Riccardo Fucile
“NON LASCIO PER I SOLDI, L’ARIA SI ERA FATTA SOFFOCANTE”… “DELUSA DAL MOVIMENTO, NON ME L’ASPETTAVO COSI”… E IERI HA CONSEGNATO L’ASSEGNO DI 6.000 EURO A UN CENTRO PER DISABILI
Per soldi o per principio? È buona o cattivissima la ex-cittadina e ora ufficialmente solo senatrice Paola De Pin, che ieri mattina ha dato le dimissioni dal gruppo Cinque Stelle?
«Sono una persona onesta. E adesso mi sento più leggera».
Senatrice Paola De Pin, lascia il Movimento per una questione di soldi?
«Ma dai, non scherziamo. Io non ho problemi di denaro. Vengo da una famiglia che sta bene. Pensi che…». In sottofondo si sente l’urlo di qualcuno che dice: «Paola, non c’è bisogno che racconti i dettagli della nostra vita». Lei frena. «Insomma, voglio dire che il punto non è questo. Non mi faccia passare male».
Qual è il punto?
«L’aria nel gruppo si era fatta soffocante».
Perchè?
«Non mi va di fare polemiche, non mi sembra il caso. Ma io sono una cittadina qualunque, che pensava fosse possibile fare un lavoro di un certo tipo».
Invece?
«Invece sono rimasta molto delusa. Non è così che mi aspettavo le cose. Sono un essere umano e non posso rinunciare a pensare con la mia testa».
Il Movimento lo impedisce?
«Ripeto, non voglio mettere in difficoltà i Cinque Stelle. Credo ancora in certi valori e continuerò a votare con loro».
Non si dimetterà da senatrice?
«Vedremo. Devo riflettere. Questo week end a casa con i miei mi farà sicuramente bene».
Quanto ha inciso la vicenda Gambaro nella sua scelta?
«Molto. Anche se era da un po’ che sottolineavo il mio disagio nel gruppo. Ad Adele voglio comunque esprimere ancora la mia solidarietà . Non è giusto trattare così una persona».
Come l’hanno trattata?
«L’avete visto. È stata sottoposta a una gogna mediatica. Il processo politico contro di lei mi ha lasciato una profonda ferita. Il pericolo è che ora nessuno voglia esprimere il proprio disaccordo per paura delle conseguenze. L’ho scritto anche nel comunicato pubblico».
I suoi colleghi l’accusano di essersene andata solo per non rendicontare la diaria. E tenersi l’eccedenza.
«Falso. Talmente falso che proprio oggi pomeriggio ho versato seimila euro all’Associazione Nostra Famiglia di Conegliano, un centro che si occupa della cura e della riabilitazione delle persone con disabilità , soprattutto in età evolutiva. Mi sono comportata esattamente come avevo promesso ai miei elettori. La verità è che non mi sentivo più al mio posto».
È vero che con i soldi della diaria voleva aprire un ufficio di rappresentanza a casa sua?
«Mi sarebbe servito per lavorare. Ci avevo pensato».
Nella sua abitazione privata?
«Esatto».
Non l’ha fatto?
«No. I colleghi del meet up mi hanno convinto che non era opportuno. Li ho ascoltati e ho dato loro retta».
Una questione di principio.
«Certo. Se facessimo calare un velo di omertoso silenzio verso la scellerata decisione di espellere un parlamentare per avere espresso opinioni non gradite, violeremmo i principi del Movimento e della democrazia».
La Rete come ha preso la sua scelta?
«Per adesso, sulla mia mail del Senato, ogni 10 commenti ce ne sono 7 positivi. Persone che mi dicono: Paola non mollare. Siamo con te. E io non mollo».
Andrea Malaguti
(da “la Stampa“)
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Giugno 22nd, 2013 Riccardo Fucile
ALTRI ABBANDONI SONO IN ARRIVO E I TALEBANI PREPARANO LA SOLITA SCUSA: “LO FANNO PER TENERSI I SOLDI”
«Non è un fulmine a ciel sereno. È arrivato il momento di restituire i soldi, chi se ne vuole
andare vada». Roberto Fico non nasconde l’esasperazione davanti alla domanda sull’addio della senatrice Paola De Pin.
È furioso con la stampa, per non aver spiegato il punto di vista dei 5 stelle nella battaglia contro il decreto emergenze. Vuole concentrarsi su quello, sul lavoro, e non pensare a chi potrebbe lasciare, ancora, il Movimento.
Ma gli ortodossi di Camera e Senato stanno in realtà cercando di capire chi dei cosiddetti “dissidenti” è già pronto ad andare via, e chi è invece “recuperabile”, come ha iniziato a sperare perfino Beppe Grillo.
Non è un caso che il capo politico dei 5 stelle stia continuando a chiamare deputati e senatori per cercare di rasserenare gli animi.
E che abbia deciso di venire a Roma già la prossima settimana, appuntamento che stavolta non dovrebbe saltare e cui potrebbe partecipare anche Gianroberto Casaleggio.
Da una parte, la data di martedì è lo spartiacque ideale: ieri deputati e senatori hanno ricevuto un’email con l’iban del fondo al quale restituire i soldi.
Entro martedì, dovranno far confluire lì la parte eccedente lo stipendio che si sono impegnati a ricevere (5mila euro lordi, circa 3mila netti, su 10mila) e quel che non hanno speso dei rimborsi percepiti (che tra diaria, spese per l’esercizio del mandato, taxi e telefono superano gli 8mila euro al mese).
Il tutto rendicontato voce per voce (nei file excel che neigiorni scorsi i parlamentari studiavano compulsivamente sono compresi titoli come: affitto, caparra, agenzia immobiliare, lavanderia, baby sitting, vestiti).
«Sarà la Rete a decidere se non va bene quello che spendi», rispondono in coro a chi chiede loro cosa sia ammesso e cosa no.
«Chi se ne va adesso lo fa per non restituire», è la linea che filtra dalla comunicazione, che però comincia a temere le dimensioni dell’emorragia.
«Da una parte è meglio che chi non vuole rispettare le regole vada via subito, che non continui lo stillicidio quotidiano – è il ragionamento – ma certo, se fossero in tanti il problema sarebbe difficile da gestire. Èper questo che Grillo è preoccupato ».
Gli ortodossi – che tengono d’occhio «i prossimi» – hanno messo sotto osservazione la senatrice lombarda Monica Casaletto e il deputato Adriano Zaccagnini.
Perchè molti degli altri dialoganti si sono attestati su una linea più attendista.
«Voglio credere a questa tregua», dice Tancredi Turco mentre mangia un panino insieme a Tommaso Currò. «Il fatto che la De Pin abbia lasciatodimostra che le epurazioni non servono, chi se ne vuole andare va via da solo. Io combatto da dentro ».
Il catanese annuisce, dopo la telefonata di Grillo lavora per la pacificazione. E anche la sarda Paola Pinna, pur non convinta della modalità della restituzione dei soldi, non intende mancare l’appuntamento di martedì nèdare alibi a chi vuole mandarla via. Il più inquieto è proprio Zaccagnini.
Ne fa una questione di democrazia, «l’epurazione della Gambaro è stata assurda, antidemocratica, capisco che la De Pin abbia deciso di lasciare, sapevo che aveva avuto dei problemi a livello locale».
Quanto a lui, «ho cercato di fare un appello che non è stato recepito, avevo chiesto ai talebani di cambiare loro per primi i toni, ma è chiaro che non vogliono. Dai messaggi che leggo in chat stanno solo aspettando il momento della diaria. Questa tregua è fittizia, hanno solo paura che le percentuali in favore delle espulsioni precipitino ancora ».
Ce l’ha con quanto successo ieri in aula, Zaccagnini: «Di Battista ha risposto a un intervento del Pd con toni da talebano, parlando a nome di tutti. Di Stefano ha dato del “leccaculo” a un deputato di Sel.
In Parlamento non possiamo usare i toni che Grillo usa fuori. Io non mi ci riconosco».
Anche per questo, gli ortodossi credono che «volerà via» a inizio settimana.
Ma lui ribatte: «Il fatto che sia a disagio, non vuol dire che esca lunedì».
Annalisa Cuzzocrea
(da “La Repubblica”)
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Giugno 21st, 2013 Riccardo Fucile
BEPPE RINNEGA LO STREAMING E PUNTA L’INDICE SU CRIMI E LA LOMBARDI: “SOLO NOI POTEVAMO FAR SEMBRARE LETTA UNO STATISTA”… E A RAGUSA SI ALLEA CON LISTE RIFERIBILI A SEL E A LA DESTRA
The end. Il film del Movimento Cinque Stelle entra nella parte finale.
Dopo il crollo nei sondaggi (Swg dà il M5S al 14 per cento), i dissidi interni e la grande fuga degli elttori alle ultime amministrative, arriva anche il grande esodo sul web.
Il Mar Rosso che aveva unito Beppe alla gloria politica sta per chiudersi e tra le acque tempestose affoga la truppa a Cinque Stelle.
La rete non sposa più il carisma del leader.
Circa 6.000 persone nelle ultime settimane hanno abbandonato la fan page di Grillo su Facebook. Un dato allarmante.
La rete è il bacino dove è nato il grillismo e se questa stessa volta le spalle al capo, allora è davvero l’inizio della fine.
La grande fuga dei fan è certificata da uno studio di Blogmeter, società che monitora i social media e le discussioni online, che ha misurato gli umori del popolo di Facebook arrivando a questa conclusione: dall’insediamento del governo Letta ad oggi i social network e le discussioni in rete registrano un calo del 40% dell’interesse degli utenti verso i temi politici.
Fine del web
Grillo e il Movimento 5 Stelle scontano più di altri questa tendenza con punte di oltre 6mila fan che vanno via da Facebook.
Si legge nello studio: “Sul fronte Facebook emerge un fenomeno inusuale — sottolinea Blogmeter -: una serie di persone hanno deciso addirittura di cancellare l’iscrizione alle pagine di Grillo e del M5S.
La prima perde ben 6.013 fan (in media 135 fan al giorno), la seconda 2.394, probabilmente a causa dell’alto livello di aspettative pre-elezioni”.
Già in occasione del voto online sull’espulsione di Adele Gambaro i Grillo-fan avevano mostrato delusione verso la linea del leader disertando le urne del web.
Su 52.000 iscritti hanno partecipato al voto sulla Gambaro solo in 19.000.
Ora arriva anche la batosta di Facebook. I grillini online sono lo zoccolo duro dell’elettorato M5S.
Ha girato tra tsunami tour e tutti a casa tour l’Italia intera, raccogliendo alle amministrative una batosta senza precedenti: 2 sindaci in due piccoli paesi e zero ballottaggi
Lombardi e Crimi incapaci
Beppe però non molla e torna in piazza a Ragusa, dove si vota per il ballottaggio per la poltrona di sindaco del capoluogo ibleo.
Da lì Beppe, microfono in mano, torna a fare il punto di questi ultimi tre mesi e tira bordate al veleno ai suoi, ormai ex, pupilli: Vito Crimi e Roberta Lombardi.
Non li nomina direttamente ma critica aspramente la diretta streaming per le consultazioni con il premier Enrico Letta.
Grillo analizza quella diretta, andata in onda lo scorso aprile e afferma: “Soltanto noi potevamo fare passare Letta come uno statista, è stato fantastico”.
La frecciata è ovviamente per i due ex capigruppo che secondo Beppe non sono stati all’altezza della situazione.
Dunque Grillo non sconfessa la diretta streaming, il mezzo, ma il messaggio. Crimi e Lombardi sono colpevoli di aver prestato il fianco a Letta.
Eppure quei capigruppo li aveva scelti lui. Ora è tempo di autocritica.
Ho sbagliato le liste
Lo fa anche su queste amministrative siciliane e ammette: “Ho sbagliato. Alle amministrative abbiamo fatto degli errori, ma abbiano capito dove abbiamo sbagliato e non lo faremo più. L’errore — spiega Grillo- è stato di fare 200 liste, 50 delle quali in Sicilia, e non dedicarci ai capoluoghi, come Messina e Catania, con liste raffazzonate, fatte anche di brave persone, che erano già distrutte al loro interno perchè erano entrate persone non compatibili con il Movimento. Abbiamo fatto un errore — riconosce — non lo rifaremo più”.
Strane alleanze
Ma l’ultimo errore lo farà proprio a Ragusa e quetso week end. Il candidato M5S Federico Piccitto parte dal 15,64% e va al ballottaggio con Giovanni Cosentini (Pd), che al primo turno è risultato il più votato con il 29,34%.
Cosentini avrà l’appoggio del Pdl, ma la sorpresa arriva dal grillino.
Il partito di Beppe Grillo ha ribadito che non fa apparentamenti o nè accordi con gli altri partiti. Ma c’è un ma.
Il M5S può contare su un’intesa con le lista civiche Movimento Città e Partecipiamo: queste potranno contare sul supporto di Sel e su quello della Destra di Storace.
Il M5S adesso è un partito politico non più un movimento.
Ignazio Stagno
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