Destra di Popolo.net

PARLAMENTARI M5S CONTRO CASALEGGIO: “E’ L’ARTEFICE DI QUESTO PASTICCIO”

Settembre 19th, 2017 Riccardo Fucile

DI MAIO CANDIDATO UNICO: NEL MIRINO LE REGOLE CAMBIATE NEGLI ULTIMI GIORNI… LA BASE E’ SCONCERTATA

Non doveva finire così. Lo sconforto che si respira nelle stanze del M5S alla Camera e al Senato consegna l’impressione che qualcosa sia davvero andato storto, che il meccanismo si sia inceppato malamente.
I dipendenti compulsano ossessivamente la rete e i social network per capire quale sia l’umore degli italiani di fronte a questo enorme pasticcio della votazione online. L’hashtag #gigginarie rimbalza impietoso da un profilo all’altro, il sarcasmo e gli sfottò annacquano ovunque qualsiasi parvenza di credibilità .
La base del M5S è incredula, una grossa fetta dei parlamentari si lamenta nelle chat e per la prima volta il bersaglio diventa Davide Casaleggio.
Qualcuno anche nello staff e nella fedele cerchia di Luigi Di Maio, leader già  consacrato, storce il naso.
È lui, il figlio del fondatore, l’erede della società  di consulenza che decide le strategie del M5S e gestirà  la votazione sulla piattaforma Rousseau, a essere considerato il principale responsabile di queste primarie sconnesse e surreali.
Anche perchè, appunto, sarebbe dovuta andare diversamente. Il 5 settembre era ancora in piedi l’ipotesi di votare secondo il metodo adottato nel 2013 per le candidature al Quirinale: primo turno aperto, secondo turno ristretto alla rosa dei più votati. Poi qualcosa è cambiato.
Il terrore di altri attacchi hacker ha condizionato la decisione di Casaleggio jr e lo ha convinto a puntare sul metodo delle autocandidature.
Di fatto una garanzia maggiore per Di Maio, perchè ha tagliato di netto le ambizioni di tutti i suoi più forti competitor. Il risultato però è sotto gli occhi di tutti. Di Maio veleggia verso la vittoria senza un vero e proprio sfidante, ma contro sette comparse convinte a partecipare per evitare la farsa della gara in solitudine del futuro candidato.
Tutti i protagonisti di questa storia un po’ sgangherata tacciono o quasi.
Alessandro Di Battista si sfila e lo fa con un annuncio che crea un altro scompiglio. «Tra poco si inizierà  a votare e invito alla massima partecipazione».
Tra poco? Si scopre così che non è escluso che il voto, previsto con tanto di proclamazione per sabato a Rimini, nel secondo giorno di festa del M5S, possa essere anticipato.
Aspettare ancora quattro giorni – è il timore di Casaleggio – significa dare il tempo agli hacker di fare quello che vogliono e alle voci più critiche, che si stanno alzando dalla pancia del M5S, di ingigantirsi.
Roberto Fico, il grande atteso, lo sfidante che alla fine non è stato tale, continua ad opporre un insistito silenzio a Casaleggio jr, a Grillo e allo staff, che fino all’ultimo hanno sperato nella sua candidatura per scongiurare questo epilogo.
Escluso dal palco di Rimini, Fico, secondo alcuni parlamentari a lui vicini, potrebbe anche non presentarsi alla kermesse.
Sarebbe un gesto clamoroso, forse il preludio di un addio o di una nuova battaglia da combattere con l’armatura del dissidente. Un suo post, comunque, è atteso a ore.
Mai come ora, però, il M5S si è chiuso a qualsiasi domanda di chiarimento, insensibile alle accuse di opacità .
Ma così funziona ormai nella creatura di Grillo all’alba di un nuovo inizio con Di Maio candidato e capo politico.
Una prospettiva che per i custodi dell’ortodossia o i semplici nostalgici delle origini è indigesta. L’unico a dirlo apertamente resta il deputato Luigi Gallo.
Chiede ai candidati di rifiutare il ruolo di capo politico: «Auspico che prima della votazione si separino» le cariche. «È la cosa più sana, che tranquillizzerebbe tutta la comunità  del M5S».
Chiede insomma che capo politico resti Grillo, come garanzia di unione.
Ma il comico, ormai leader riluttante, non vuole, e lo ha detto anche a Fico. Non vuole più caricarsi di responsabilità  politiche, delle beghe interne, nè vuole vagare per le aule di giustizia di ricorso in ricorso. «Se ne occuperà  Di Maio».
Ieri, intanto, è rimasto a Roma, all’Hotel Forum. Nessuno gli ha fatto visita fino a sera. Tutti i contatti sono stati telefonici. Grillo però non resiste al gesto teatrale e cala le lenzuola dalla finestra per simulare una fuga.
E così, forse inconsapevolmente, svela il desiderio di non rimanere più prigioniero del suo Movimento.

(da “La Stampa”)

argomento: Grillo | Commenta »

IL M5S ROMA SI RIMANGIA LA SOSPENSIONE DI CRISTINA GRANCIO PER NON VEDERSI SCONFITTO IN TRIBUNALE

Settembre 18th, 2017 Riccardo Fucile

AVEVA CRITICATO IL PROGETTO DELO STADIO RIFIUTANDOSI DI VOTARLO… SOSPESA, AVEVA CITATO GRILLO DAVANTI AL GIUDICE….L’AVV. BORRE’ COLPISCE ANCORA

La consigliera capitolina Cristina Grancio resta nel M5S.
A quanto scrive l’Adnkronos, il Collegio dei Probiviri ha annullato il provvedimento di “sospensione cautelare” per un vizio di procedura nei confronti della consigliera grillina, finita nel ‘mirino’ del M5S per le critiche espresse sul progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle.
Grancio, che era stata sospesa il 9 giugno scorso dopo essersi rifiutata di votare sulla delibera in commissione, non partecipò alla votazione della delibera approvata il 14 giugno dalla maggioranza M5S in Assemblea Capitolina.
Con l’annullamento del provvedimento di sospensione, viene dunque chiuso il procedimento disciplinare nei confronti della Grancio.
Cristina Grancio aveva portato Beppe Grillo in tribunale con l’ausilio dell’avvocato Lorenzo Borrè per chiedere l’annullamento della sua sospensione.
Successivamente, come capitato a Giulivi ed altri, la consigliera comunale era stata sottoposta a pubblico processo per essersi azzardata a portare Beppe in tribunale.
La Grancio non era nemmeno stata fatta entrare alla festa del M5S Roma con Raggi e Grillo. L’annullamento della sospensione oggi fa pensare che il M5S Roma si è reso conto dell’impossibilità  di sostenere la bontà  delle motivazioni che hanno portato alla sanzione davanti a un giudice, dove spesso ai legalitari grillini dice male
Perchè il M5S si rimangia la sospensione di Cristina Grancio?
Come avevamo fatto notare nell’articolo che annunciava il ricorso di Grancio, tra le motivazioni c’erano molte contestazioni formali.
Ovvero che la procedura che ha portato alla sospensione della consigliera Grancio prevede che «Nei casi nei quali è applicabile una sanzione disciplinare, il gestore del sito, su segnalazione comunque ricevuta che non risulti manifestamente infondata, ne dà  contestazione all’interessato con comunicazione a mezzo e-mail, assegnandogli un termine di dieci giorni per la presentazione di eventuali controdeduzioni, dandone comunicazione al collegio dei probiviri, al quale vengono successivamente trasmesse anche le controdeduzioni eventualmente presentate. Nei casi più gravi, il collegio dei probiviri ha facoltà  di disporre la sospensione cautelare dell’iscritto, dandogliene comunicazione a mezzo e-mail».
Nell’occasione però il gestore del sito, sosteneva la parte in causa, non ha inviato alcuna comunicazione della contestazione disciplinare: «Si rileva che nel caso specifico il potere sanzionatorio “cautelare” è stato esercitato in difetto delle condizioni indicate nel Regolamento, e cioè la preventiva ricezione della contestazione da parte del Gestore, con conseguente illegittimità  del provvedimento di sospensione “cautelare”», si sostiene nell’atto
Un errore nella procedura potrebbe invalidare tutto
Proprio per questo Cristina Grancio contestava una violazione del diritto alla difesa, perchè in quella comunicazione dovevano essere elencati i motivi oggetto del provvedimento disciplinare. Vero è che nella lettera che le hanno inviato i probiviri era presente un generico riferimento a «2. “dichiarazioni pubbliche contrarie alle decisioni assunte dal gruppo a maggioranza, nonchè nella presentazione in consiglio comunale di atti contrari alla posizione della medesima maggioranza e in atteggiamenti volti a favorirne la bocciatura di un progetto”».
Ma, appunto, a parte che la Grancio non ha fatto dichiarazioni pubbliche contrarie alle decisioni del gruppo M5S in Aula Capitolina, mancava appunto la comunicazione di partenza del procedimento.
“ IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Nel procedimento disciplinare nei confronti di Cristina Grancio
Vista la comunicazione del gestore del sito del Movimento 5 stelle pervenuta in data odierna, relativa alla posizione della consigliera capitolina, Cristina Grancio, con riferimento ai fatti oggetto del presente procedimento disciplinare, il cui contenuto è da intendersi integralmente richiamato nel presente provvedimento;
Visti gli artt. 4 e 5 del regolamento del Movimento 5 Stelle;
Considerato che, secondo quanto segnalato, Cristina Grancio, avrebbe tenuto un comportamento scorretto nei confronti del gruppo consiliare e non rispettoso della sua linea politica. Tale comportamento, in particolare, si sarebbe estrinsecato in dichiarazioni pubbliche contrarie alle decisioni assunte dal gruppo a maggioranza, nonchè nella presentazione in consiglio comunale di atti contrari alla posizione della medesima maggioranza e in atteggiamenti volti a favorirne la bocciatura di un progetto
[…] Roma, 9 giugno 2017
Riccardo Fraccaro
Nunzia Catalfo
Paola Carinelli”
Non solo: faceva notare all’epoca l’avvocato Borrè che il voto contrario alle indicazione dei gruppi parlamentari non è mai stato motivo di provvedimento disciplinare per i parlamentari M5S, «tant’è che come risulta dall’elenco pubblicato da Openpolis — che si allega — i voti contrari contrari alle indicazioni del rispettivo Gruppo ascrivibili a ciascun senatore pentastellato oscillano da un minimo di 43 ad un massimo di 218, con una media di 120 voti contrari a testa, mentre alla Camera i voti contrari oscillano tra un minimo di 13 ad un massimo di 361».

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Grillo | Commenta »

CHI SONO I SETTE NANI DI BIANCANEVE DI MAIO

Settembre 18th, 2017 Riccardo Fucile

GLI ALTRI CANDIDATI DI FACCIATA SONO ILLUSTRI SCONOSCIUTI

Il primo è Vincenzo Cicchetti, 61 anni, imprenditore informatico di Riccione, consigliere comunale per i pentastellati (era entrato come riempilista) che alla voce dichiarazione di intenti scrive: «Un solo metro di giudizio e condotta: BuonSenso nel pieno rispetto della volontà  manifestata dai cittadini!! Si all’esperienza, alla competenza, al merito, alla fatica, al lavoro serio e responsabile. No all’arrivismo, al pressapochismo, al parassitismo, all’inefficienza, al paraculismo, all’improvvisazione».
Nel mirino di Cicchetti in particolare Di Maio: «Ci è stato imposto solo perchè giovane e telegenico. Ma non possiamo presentarci con uno che non è laureato, non ha mai lavorato e non sa l’inglese».
Elena Fattori, di Genzano Di Roma, di anni ne ha 51 e siede fra i banchi del Senato . Sulla sua pagina Facebook spiega perchè ha deciso di «metterci la faccia».
Andrea Davide Frallicciardi, 39 anni, Perito Elettronico di Figline Valdarno (di cui è stato consigliere comunale fino alla fusione con Incisa Valdarno) ha un curriculum fatto di esperienze in ambito informatico, si occupa di assistenza tecnica presso un gruppo informatico, cui aggiunge «eccellenti» competenze artistiche, una grande passione per la musica. Si candida per «riportare in prima fila i cittadini», per far sentire il «fiato sul collo», per dedicare il suo tempo ad una «missione», prima, promette, di ritornare al suo lavoro: «Siamo umani, cittadini prestati alla politica, a termine».
Domenico Ispirato di anni ne ha 53, geometra napoletano trasferito a Verona per seguire la moglie insegnante. Iscritto al Blog di Grillo dal 2009, consigliere in circoscrizione, dichiara di avere creato mestiere per «disagio» nella società  in cui lavorava, dedicandosi alla passione di sempre, la cucina. È fra i membri dell’associazione che porta avanti l’idea di dotare Verona della prima pista ciclabile, il «Ring Scaligero».
Gianmarco Novi, 40 anni, di Monza, ha una azienda che si occupa di eco marketing e risparmio energetico. Cintura nera di arti marziali tradizionali cinesi, per «motivi si salute, etici e ambientali», da tre anni è vegano.
Attivista grillino dal 2008, già  consigliere comunale si propone di «riportare in Italia la Sovranità  Monetaria, istituire il Bilancio Partecipativo Statale, istituire i Referendum Dispositivi e Abrogativi sul modello Svizzero».
Nadia Piseddu , 28enne di Vignola, è laureata in Ingegneria Aerospaziale e lavora in una azienda che si occupa di stampaggio e imballaggio . È stata nel 2014 candidata sindaco nel suo paese, dove ha fondato il gruppo grillino, organizzando «aperitivi e pizzate pentastellate». Alla voce Esperienze politiche scrive: «NADIA NADIA NADIA NADIA».
Lapidaria la scheda Marco Zordan. Di lui si sa solo che è una artigiano di 43 anni, di Arzignano, in provincia di Vicenza.
Tra delusi, tifosi di Di Maio e difensori dell’unità  del M5S, gli iscritti si dividono nel commentare sul blog la lista dei candidati: «Chi va a votare una simile lista? Da ridere, se non fosse in gioco il futuro del M5S, il nostro M5S!», protesta Maurizio mentre un altro utente confessa: «ci aspettavamo di più».
«Molto deluso! Nessun nome noto tranne Di Maio», osserva Lucio.
Maria sottolinea: «Mi spiegate che caspita di lista è questa? O Di Maio o emeriti sconosciuti (tranne la senatrice). Se la logica è che qualunque persona va bene per portare avanti il programma allora non c’era bisogno di tutta questa procedura».
Ma c’è chi, tra i primi commenti, difende comunque la scelta della lista.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Grillo | Commenta »

LOBBISTI, AMICIZIE E LA FIDANZATA: COSI’ DI MAIO HA DATO LA SCALATA AL M5S

Settembre 18th, 2017 Riccardo Fucile

INTORNO A LUI PARLAMENTARI, COMUNICATORI, AFFARISTI… E SILVIA VIRGULTI, LA POTENTE E MISTERIOSA DONNA DEL CAPO

Appena eletto, per via dei suoi ventisei anni, lo chiamavano “il cucciolo”: un nomignolo fuori luogo. Perchè Luigi Di Maio, il virgulto magico dell’M5S, un cucciolo non lo è stato mai.
A ventun anni, nel 2008, da iscritto a Giurisprudenza e sconosciuto fondatore di una associazione studentesca, Di Maio riuscì nel colpaccio di intervistare un signore dall’agenda tutt’altro che vuota: il prefetto di ferro Gianni De Gennaro, ex capo della polizia, in quel momento commissario per i rifiuti in Campania.
Uno sprovveduto, insomma, almeno per capacità  di relazioni, Giggino da Pomigliano d’Arco non lo era neanche allora.
E adesso che – con la festa a Cinque stelle di Rimini e l’indicazione che sarà  il candidato premier del Movimento si appresta a coronare la conquista di un ruolo al quale ha lavorato per un quinquennio; solo adesso si può abbracciare in un sol colpo l’implacabile ambizione grazie alla quale è riuscito – senza troppo darlo a vedere e anzi rendendo il risultato scontato, persino banale – a scalare il Movimento Cinque stelle fino a farne una creatura tutta Di Maio-oriented. A mangiarselo in un bel boccone, l’M5S: altro che cucciolo.
L’ARTE DEL TRAMPOLINO
«A molti studenti è stato fatto credere che la politica universitaria fosse il trampolino di lancio per la politica in generale, quella che vediamo in tv», invece «l’importante è l’esperienza della partecipazione, poi è un percorso naturale».
Ecco, quando nell’inverno 2013 da studente impegnato si candida per la Camera e parla così in un video forum, Di Maio ha già  chiarissima la dinamica del trampolino: dall’università  al Movimento, in quel caso.
Ce l’ha chiara e la nega. Trampolino io, ma quando mai. «Quando ho visto i fuori onda di Favia e Salsi, ho pensato che volessero usare il Movimento come trampolino», rimarca ad Avvenire, nella sua prima intervista da candidato M5S. Niente trampolini, proclama lui. Il percorso deve essere “naturale”.
Proprio come gli è “venuto naturale”, anni dopo, fidanzarsi con la sua attuale (e fondamentale) compagna, Silvia Virgulti.
Naturalmente, quindi, e non per calcolo, nell’inverno 2013 grazie a quella che nel libro sui Cinque stelle di Biondo e Canestrari (Supernova) è definita una «meticolosa conoscenza dei regolamenti parlamentari», Di Maio agguanta una delle tre chiavi del suo successo: il ruolo di vicepresidente della Camera.
L’incarico più importante nel M5S, che gli consente uno staff, una segreteria e insomma di avere più potere, autonomia.
E di averceli a prescindere dai diktat di Grillo e di Casaleggio: dei quali diventa, al contrario, un punto di riferimento, una voce ascoltata.
«Di Maio è fantastico», dice Grillo a Renzi un anno dopo, quando nell’inverno 2014 si incontrano al tavolone delle consultazioni per il governo. Di lì a poco Di Maio spiccherà  il volo: a giugno di quell’anno sarà  il capo delegazione a Cinque stelle che tratta con il premier sulla legge elettorale, non lo ferma più nessuno.
Comandano i fondatori del Movimento, certo, ma le regole le detta lui. «Vogliamo cambiare le cose. Ma dal di dentro. Non vogliamo stravolgere le cariche istituzionali», era stata del resto la sua prima dichiarazione da vicepresidente della Camera.
IL GASTEROPODE
E così, rannicchiato dentro il Movimento come un gasteropode, come una lumaca democristiana dentro il guscio grillino, il giovane virgulto Luigi Di Maio si costruisce la sua fortezza.
Un sistema di relazioni, dentro e fuori M5S.
Dentro, si mette vicino quelli che contano qualcosa e disobbediscono zero, instaurando peraltro un circolo che si può definire persino virtuoso, nel suo genere. Vale a dire: chi conta qualcosa sta con Di Maio, e forse anche per questo continua a contare, o almeno va un po’ più in televisione.
Non è nemmeno difficile: a volte, per entrare nelle grazie, è sufficiente cedere all’aspirante leader le proprie buone idee.
È ancor più che vecchia politica: è solida e antica tradizione modello Re Sole.
Tra i fedelissimi di antico conio vi è Alfonso Bonafede, avvocato, che è rimasto vicepresidente della commissione Giustizia pure nella seconda metà  della legislatura, nonostante gli sia cambiato il mondo intorno.
Come anche il segretario in ufficio di presidenza per i Cinque stelle, Riccardo Fraccaro, uomo di contatto con le aziende partecipate e i lobbisti in genere, papabile come eventuale ministro della democrazia diretta in un futuribile governo a Cinque stelle, e talmente incline al contraddittorio da rispondere «che ne pensi?» a qualsiasi domanda.
Ci sono Danilo Toninelli, uomo chiave per tutte le faccende di legge elettorale, o Mattia Fantinati, al Senato Nunzia Catalfo.
Ovviamente ci sono gli emergenti sul territorio: Cancelleri in Sicilia, ma anche Berti in Veneto, Alice Salvatore in Liguria, Buffagni in Lombardia.
Tra i nuovi ingressi, la piemontese Laura Castelli, che è la tesoriera del gruppo Camera: quella che giusto nell’ultimo anno si è vista esplodere sotto il naso, fino a un +375 per cento, le spese destinate alla comunicazione del gruppo, cioè soprattutto alla comunicazione di Di Maio.
DONNE, AMICI, LOBBISTI
Perchè mentre da fuori il movimento muta, e gli attivisti diventano fan, da dentro l’asse principale, il crocevia, il metro, diventa lui solo.
Altri due elementi sono fondamentali, a determinare questo disegno: il patto di non belligeranza con Alessandro Di Battista, che sarebbe poi l’unico in grado di contendergli la leadership; e, fondamentale, l’arrivo della Virgulti.
Un ciclone, nella vita del non cucciolo di Pomigliano d’Arco.
Arrivata alla Casaleggio attraverso i fratelli Pittarello, spedita a inizio 2014 da Gianroberto a fare la coach tv ai parlamentari e poi stabilizzata all’ufficio comunicazione della Camera, Virgulti è una misteriosa e intoccabile divinità  laica del Movimento.
Perchè è la donna del capo, ma non solo. Laureata in glottologia, esperta di Programmazione neurolinguistica, e coautrice di un corso d’inglese nel quale si applicano alcuni grandi classici manipolativi di quella controversa teoria, contiene in sè molti dei contraddittori elementi del mondo grillino.
Tra il new age e l’iper tecnologico, tra l’animalista e il moderato no vax, Virgulti risulta ad esempio curiosamente nella lista delle “mujeresquedespiertan” (donne che risvegliano) come pure delle Moon Mother italiane, cioè è, citiamo dal sito, «una donna che ha sentito nel cuore il richiamo a farsi tramite per la vibrazione del Divino Femminile condivisa durante la Benedizione Mondiale del Grembo» e che la trasmette «personalmente ad altre donne per facilitare il loro risveglio e la loro guarigione profonda».
Quando non pensa alla vibrazione del Divino femminile, Virgulti si perita di eliminare le proprie tracce dalla rete: l’ultima volta, la settimana passata, cancellando da Facebook ogni traccia del proprio profilo; ma anche del suo blog sull’inglese non vi è più alcun segno.
Di Maio poi non potrebbe fare a meno di quella che forse è l’ultima metamorfosi che lo porta al suo profilo attuale.
Vale a dire, il consigliere per le relazioni istituzionali Vincenzo Spadafora: suo uomo ombra dal 2016 e terza chiave di volta del virgulto magico, pure lui campano e senza laurea, trasversale oltre ogni immaginazione (nato con Rutelli e Pecoraro Scanio, nominato garante per l’infanzia da Fini e Schifani, nel mezzo presidente all’Unicef) fondamentale per tessere la rete nazional-internazionale e organizzare tutti i viaggi di peso dell’aspirante leader: la trasferta a Londra, il viaggio in Israele, l’incontro all’Ash Center di Harvard della scorsa primavera, e via elencando accreditamenti che Di Maio, tramite Spadafora, ha realizzato come rappresentante del Movimento, pur senza avere alcuno specifico mandato.
Un lavorio che sta dando i suoi frutti e che è già  valso per Spadafora un eventuale posto a Palazzo Chigi.
A tutto svantaggio di un personaggio pur potente nel movimento come Rocco Casalino, che contrariamente alle aspettative sarebbe destinato a rimaner fuori dal governo.
O almeno così dicono.

(da “L’Espresso”)

argomento: Grillo | Commenta »

“LE GIGGINARIE SONO UNA PAGLIACCIATA, CHI AVESSE VOLUTO CANDIDARSI CONTRO DI MAIO SAREBBE STATO RICOPERTO DI FANGO”

Settembre 18th, 2017 Riccardo Fucile

PARLA L’EX CONSIGLIERE M5S BERTOLA: “QUESTE VOTAZIONI NON SONO MAI STATE UNA COSA SERIA, CHI CERCA DI FERMARE LA DERIVA DEL MOVIMENTO VIENE BLOCCATO”…”DI MAIO E’ LUNICO ITALIANO AD AVERE GIA’ UNA PENSIONE PRIMA DI AVER FINITO GLI STUDI”

Scrivo questo post per ringraziare tutti quelli che, con la massima serietà , mi hanno incoraggiato in questi giorni a partecipare alle “gigginarie”, le votazioni per nominare ufficialmente come futuro premier del Movimento 5 Stelle il “candidato naturale” Luigi Di Maio, l’unico italiano che ha già  una pensione prima ancora di aver finito gli studi.
Sono tanti, tra cui persone di grande valore, molti di quelli che hanno fondato il M5S in varie parti d’Italia, per poi diventare, come me, dei fuoriusciti o dei critici pensanti; e mi ha fatto piacere che abbiano pensato a me, uno dei pochi critici tecnicamente in regola per candidarsi, come possibile rappresentante della delusione collettiva.
Ho tuttavia deciso che non fosse il caso di presentare la mia candidatura, e vi spiego perchè.
Intanto, io sono una persona seria, per cui, paradossalmente, avrei potuto accettare più facilmente se le gigginarie fossero state una cosa seria.
Cioè, non l’avrei fatto comunque per scelta personale, perchè la passione per la politica resta ma prima vengono il mio lavoro e la mia famiglia, che ho sacrificato per troppi anni; per motivi politici, perchè comunque non ho alcuna intenzione di rimettere la mia faccia al servizio di ciò che il M5S è diventato oggi, nemmeno come oppositore interno; e perchè non so che competenze abbia io per fare il presidente del consiglio (però, se lo può fare Di Maio lo può fare chiunque).
Tuttavia, candidarsi con la possibilità  concreta di rovesciare la deriva del Movimento 5 Stelle verso un partito qualunque, di riportarlo ai principi originari, di cacciare i mediocri che ne hanno preso il controllo e gli esagitati che ne sono i pretoriani in rete, o perlomeno di avviare un dibattito serio con la base, di provocare un sussulto di coscienza negli ex cittadini attivi ora diventati militanti, avrebbe avuto un senso.
Ma questa possibilità  non c’è, e questo è evidente – oltre che dai precedenti, vedi il caso di Genova – da come è stata concepita tutta l’operazione: con l’annuncio il venerdì pomeriggio per il lunedì mattina, senza alcun preavviso, senza alcuna indicazione di cosa sarebbe successo dopo, senza comunque il tempo per alcun tipo di approfondita discussione collettiva, visto che già  si era detto che sabato prossimo sarebbe stato tutto finito.
Se anche io o qualsiasi altro candidato davvero alternativo ci fossimo messi in gioco, anche solo per provocazione, avrebbero trovato una scusa per escluderci; o peggio ci avrebbero fatto correre in una gara truccata, in cui prima ci avrebbero rovesciato addosso una tonnellata di fango, descrivendoci come rosicatori in cerca di visibilità  o di un contentino, e poi ci avrebbero sottoposti al gioco di una piattaforma priva di trasparenza, frequentata ormai quasi solo da squadristi da social e truppe in carriera; e infine, dopo averci concesso dieci voti in tutto, ci avrebbero usati per legittimare la nomina di Di Maio, già  decisa dall’alto da un pezzo.
Con questa gente ho, abbiamo già  perso troppo tempo: non vale la pena nemmeno di partecipare al voto. Si facciano la loro strada da soli, chiusi in un circoletto di mediocrità , di ambizioni sproporzionate alle capacità , di complottismi, di propaganda e di rabbia popolare montata ad arte, con cui nessuna persona dotata di un minimo di raziocinio e di credibilità  vuole più avere a che fare (l’avete letta la lista dei “grandi artisti” di Rimini?).
Forse troveranno all’ultimo altri candidati semisconosciuti per fingere una democrazia di cartone, ma la votazione per acclamazione di un candidato unico, il perfetto contrario della partecipazione popolare attiva, sarebbe un ottimo simbolo per smascherare il loro inganno.
Magari, nel triste panorama politico dell’Italia odierna, Di Maio e soci andranno anche al governo, regalandoci inferni lastricati di buone intenzioni, diktat ideologici da stato libero di Bananas, e disastri su scala nazionale.
Ma non avranno la soddisfazione di poter dire che, ancora una volta, sono riusciti a sfruttare le energie e le intelligenze dei cittadini e degli attivisti di un tempo per legittimare la propria personale scalata al potere.

Vittorio Bertola    

ex consigliere comunale a Torino per il Movimento 5 Stelle.

(da “L’Espresso”)

argomento: Grillo | Commenta »

DI MAIO RESTA L’UNICO BIG, IN ARRIVO SOLO CANDIDATI MINORI, FICO RINUNCIA, MA LA SORPRESA SARA’ IL RICORSO DI BORRE’

Settembre 18th, 2017 Riccardo Fucile

IL FINANCIAL TIMES: “SCARSA TRASPARENZA DEI CAPI DEL MOVIMENTO”… L’AVVOCATO DEI DISSIDENTI: “VIOLATO L’ART 7 DEL NON STATUTO”

Da imbattibile super-favorito a imbattibile per assenza di avversari “alla sua altezza”: scaduto il termine per l’invio delle candidature, Luigi Di Maio resta per ora l’unico “big” in corsa per le primarie del M5S. Ma in arrivo ci sarebbero i nomi di altri esponenti “minori” del Movimento.
Nessuno dei leader pentastellati si è fatto avanti per sfidare il vicepresidente della Camera.
Lo stesso Alessandro Di Battista su Facebook ribadisce di non voler correre: “È la scelta giusta. Tra poco si inizierà  a votare e invito alla massima partecipazione”. Rinuncia definitivamente a candidarsi anche Roberto Fico, esponente dell’ala ortodossa e in dissenso con la regola secondo cui il vincitore delle primarie sarà  anche il capo politico del M5S, ruolo finora tenuto da Grillo.
Un dissenso che Beppe Grillo, arrivato ieri sera a Roma, proverà  a placare incontrando probabilmente lo stesso Fico, che paventa il rischio che una serie di poteri sia accentrata non più nel “garante” ma in un suo esponente, presumendo così un conflitto di interessi.
Un tema ripreso anche dal Financial Times, che dedica un’intera pagina alla “scarsa trasparenza” dei capi del M5S, in riferimento a Davide Casaleggio e al ruolo della sua società  all’interno del Movimento. Ruolo che, secondo quanto sostiene il principale quotidiano economico britannico, sarebbe “coperto da segretezza”.
Per il resto, il rebus sui candidati sembra risolversi in un nulla di fatto. Silenti Barbara Lezzi e Nicola Morra.
Fuori dai giochi anche Roberta Lombardi, che venerdì ha annunciato ufficialmente su Facebook la sua candidatura alla presidenza della Regione Lazio nel 2018.
Mentre un altro potenziale avversario di Di Maio, Carlo Sibilia, si fa da parte augurando “in bocca al lupo” a chi correrà  alle primarie e richiamando il Movimento delle origini.
Ma in coda alle polemiche interne c’è un’altra ombra all’orizzonte delle primarie, quella dei ricorsi.
“Le regole violano l’art.7 del ‘Non Statuto’ sul punto degli indagati e il codice civile vietando a chi ha fatto causa al Garante di candidarsi”, spiega l’avvocato Lorenzo Borrè rivelando di essere stato contattato, in via precauzionale, già  da diversi iscritti. E Borrè oggi sarà  al Tribunale di Palermo, chiamato a decidere se confermare o meno il congelamento delle Regionarie in Sicilia dopo il ricorso di Mauro Giulivi.
L’Isola dove, anche ieri, è tornato il candidato premier in pectore Di Maio, a testimonianza di una partita che si preannuncia più difficile del previsto.

(da “La Repubblica”)

argomento: Grillo | Commenta »

GRILLO CORRE A ROMA PER SEDARE LA RIVOLTA. FICO RIFLETTE SE CANDIDARSI O NO

Settembre 17th, 2017 Riccardo Fucile

LA RISERVA VERRA’ SCIOLTA ENTRO LE 12 DI LUNEDI, DIPENDE DALLE GARANZIE CHE GRILLO DARA’ SUL CAPO POLITICO

Beppe Grillo arriva a Roma. Tocca a lui mettere pace dentro il Movimenro 5 Stelle in agitazione dopo la pubblicazione delle regole per le primarie che serviranno a scegliere il candidato premier.
È possibile che il leader pentastellato incontri sia Luigi Di Maio finora unico in corsa, sia Roberto Fico alla guida dell’ortodossa che chiede garanzie sul ruolo del capo politico.
Per ora nessuno si palesa come sfidante di Di Maio.
La deadline è fissata per lunedì alle 12, termine per la presentazione delle candidature, ma per adesso Luigi Di Maio non ha sfidanti.
Anzi, Carlo Sibilia con un post si tira indietro, mentre riflette in silenzio ancora Roberto Fico, tormentato su cosa sia più opportuno fare in questa partita che decreterà  le sorti del Movimento 5 Stelle.
In ballo c’è la premiership, ma nello stesso tempo c’è molto di più perchè dalla consultazione online si capirà  quale sarà  il nuovo corso grillino.
In queste ore infatti l’ala ortodossa che non si ritrova in Luigi Di Maio sta chiedendo garanzie direttamente a Grillo e i contatti sono stati talmente infuocati che Grillo ha deciso di scendere a Roma.
I duri e puri non vogliono che Di Maio, oltre che candidato premier dei 5 Stelle, diventi il capo politico del Movimento, temono “l’uomo solo al comando” – così che viene definito Di Maio dai duri e puri – e alcuni dei quali meditano anche l’abbandono del Movimento se Beppe Grillo dovesse cedere il passo.
Ed è per questo che il post di Sibilia, già  componente del Direttorio, appare come un’esortazione a rimanere quelli di un tempo: “Chiunque di noi sarà  scelto dalla rete per il ruolo di Presidente del Consiglio ha già  una strada tracciata ben chiara. La strada ha un nome e si chiama programma. Questa persona sarà  un pezzo di un’orchestra dove il direttore è il popolo. Sarà  il primo violino se volete, ma che suonerà  insieme a tutti gli altri la stessa sinfonia”.
Sibilia, il cui nome circolava tra i possibili sfidanti di Di Maio, si tira indietro augurando buona fortuna a chi scenderà  in campo, ma nello stesso tempo ricorda le origini grilline e non è un caso se sceglie di farlo alla vigilia delle primarie che stanno agitando il Movimento proprio perchè chi vincerà  sarà , con ogni probabilità , anche il capo politico del Movimento.
Gli ortodossi sono tormentati su cosa fare.
Qualcuno vorrebbe che Fico si candidasse e fa pressing su di lui: “Così ci contiamo una volta per tutte e facciamo vedere che Di Maio non ha il consenso di tutti”, dice un senatore.
Vi è però la paura di raggiungere una percentuale troppo bassa, soprattutto perchè un endorsement di Alessandro Di Battista catalizzerebbe gran parte dei voti su Di Maio, lasciando gli ortodossi a bocca asciutta: “Chiunque contro Di Maio prenderebbe lo 0,02%. La sua è candidatura costruita ormai da troppo tempo”.
Secondo qualcuno invece resta comunque una partita da giocare per dimostrare che nel Movimento c’è un controcanto. Ma così probabilmente non sarà .
È possibile che alla fine nessuno osi sfidare Di Maio, quindi i vertici pentastellati.
In cambio però Grillo dovrà  dire che il capo del politico sarà  ancora lui.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Grillo | Commenta »

LE REGOLE PER CANDIDARSI A PREMIER M5S NON PIACCIONO AGLI ORTODOSSI

Settembre 16th, 2017 Riccardo Fucile

NUTI: “IO SOSPESO PERCHE’ INDAGATO, RAGGI INDAGATA RESTA AL SUO POSTO E DI MAIO INDAGATO PUO’ ADDIRITTURA FARE IL PREMIER”

Dopo settimane di attesa Luigi Di Maio formalizza la sua canditura alla premiership. Il vice presidente della Camera lo ha annunciato in un post su Facebook: “Siamo ancora qui, più forti di prima. E ora dobbiamo completare l’opera: andiamo a Palazzo Chigi e facciamo risorgere l’italia. Oggi ho accettato la mia candidatura a Premier per il Movimento 5 Stelle”.
Di Maio è attualmente l’unico in corsa alle primarie, per candidarsi ci sarà  tempo fino al 18 settembre alle ore 12 ma nessuno dei possibili sfidanti ha ancora ufficializzato la candidatura.
L’annuncio, che era dato ormai per scontato all’interno e al di fuori del Movimento, arriva dai banchetti degli attivisti di Caltanissetta, tappa del tour per le elezioni regionali in Sicilia.
Di Maio con le nuove regole per le primarie pubblicate sul blog a 5 stelle ha potuto candidarsi alla premiership nonostante risulti indagato dalla Procura di Genova per diffamazione dopo la querela presentata dall’ex candidata sindaco Marika Cassimatis, poi espulsa dal Movimento.
In gioco non c’è solo la candidatura alla premiership a Palazzo Chigi ma anche la nomina a capo politico del Movimento, al posto di Beppe Grillo
Le polemiche erano scoppiate già  dopo la pubblicazione delle regole per le primarie dall’ala ortodossa del Movimento, quella che nell’ultimo anno si è contrapposta più volte al delfino Di Maio.
Il primo ad attaccare è stato il deputato dei Cinque stelle Luigi Gallo che dalla sua bacheca Facebook ha scritto:”Dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo al Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio. A voi i commenti! Tutti gli iscritti devono sapere quali sono i poteri del capo politico poco definiti dal regolamento interno”.
Essere eletto capo politico significa infatti disporre di ampi poteri di controllo del Movimento. “Il capo”, scrive Gallo, “indice le votazioni in rete, sceglie i temi da mettere in votazione, può far ripetere un voto per le modifiche al non statuto e al regolamento e ripetere votazioni che in prima istanza erano state limitate agli iscritti di una città  o di una regione estendendole”.
Critiche anche dal dissidente Riccardo Nuti, ex cinque stelle, sospeso dopo l’affaire delle firme false a Palermo. “Nuti indagato?, sospeso. Altri parlamentari M5S indagati? Non sospesi. Raggi indagata? Non sospesa. Di Maio indagato? Non sospeso e candidato premier”
Le regole
Alle primarie potranno candidarsi tutti gli appartenenti al Movimento 5 stelle che abbiano esperito un mandato da portavoce, da Sindaco, o che siano stati eletti nel 2013 in Parlamento. Unica condizione, non essersi iscritti negli anni precedenti ad alcun partito.
Le primarie sono aperte anche gli indagati purchè coinvolti in fatti non gravi e a condizione che lo dichiarino apertamente. Il vincitore verrà  annunciato il 23 settembre a Rimini nel corso della kermesse Italia a 5 stelle. Il voto è aperto a tutti gli iscritti al Blog in regola con l’articolo 4 previsto dal Non Statuto. Si può espriemere una sola preferenza per un solo candidato

(da agenzie)

argomento: Grillo | Commenta »

NUOVA GESTIONE DELL’AZIENDA M5S: SE NE VA IL COMICO GARANTE, ARRIVA IL FUORICORSO DI PALAZZO, DELLE LOBBY DESTRORSE E DEI POTERI FORTI

Settembre 15th, 2017 Riccardo Fucile

CON LA DEFINIZIONE DELLE REGOLE PER LA CANDIDATURA A PREMIER, SI RINUNCIA AL PROGETTO ORIGINARIO… E DI MAIO E’ QUANTO DI PIU’ LONTANO DAL M5S DELLE ORIGINI

Cambia l’assetto societario della ditta a 5 stelle: nuovo statuto e nuovo capo azienda. Se ne va il comico garante, l’etereo giullare, l’urlante fondatore pronto a palesare il proprio decisionismo solo quando strettamente necessario.
Arriva il politico, l’uomo di Palazzo, l’elegantissimo enfant prodige, il pugnace primus inter pares (finora, almeno) la punta più alta — lasciando sospeso il giudizio se questo sia un bene o un male — dell’ancora costituenda classe politica movimentista.
Ha chiuso i battenti il Pd tortellini e sezioni per riaprire con la scintillante mise del renzismo da battaglia, non si vede perchè non possa farlo il Movimento 5 stelle.
Nel definire le regole per la candidatura alla premiership, Beppe Grillo ha infatti sparigliato.
I commi sono due, riassumibili in due parole: si possono candidare praticamente tutti, tutti gli attivisti possono esprimere una preferenza. Vincerà  chi incasserà  un voto più degli altri (postulato questo da noi dedotto dopo un giro di telefonate con i vertici 5 stelle, giacchè il blog rimane ambiguo sul punto). E fin qui nulla di nuovo sotto il sole, si direbbe.
La chiusura della baracca viene annunciata come tutte le decisioni di peso nella vita del Movimento: di nascosto, quasi per sbaglio, con ostentata noncuranza.
Non è un P.S. in coda a un post, questa volta, ma una frasetta all’inizio, che il lettore avido salta per arrivare subito al come e dove. “In vista delle prossime elezioni politiche, riteniamo opportuno che il Candidato Premier e designando Capo della forza politica…”.
Eccoci. Il popolo che accorrerà  fra una settimana a Rimini non celebrerà  solamente l’investitura del proprio frontman alla corsa delle elezioni.
Ma anche quella del proprio nuovo Capo politico. Proprio così, Capo. Nessun “Coordinatore”, “Segretario”, “Garante”, nessuna formula a tentare ipocritamente di mascherare quel che è. Chi vince, si mangia tutta la torta.
È un segreto di Pulcinella che le palazzochigiarie grilline siano in realtà  una passerella per ratificare qual che tutti sanno, vale a dire l’investitura di Luigi Di Maio ad avversario di Matteo Renzi (e Silvio Berlusconi) nella corsa alle urne.
Il principale competitor, forse l’unico, Roberto Fico, difficilmente lancerà  il guanto di sfida, troppo furbo per lanciarsi in una sfida a perdere per contrattare qualche posto da minoranza interna, sancendo di fatto una subalternità .
Avrebbe avuto possibilità  l’ipermediatico Alessandro Di Battista, che da tempo però ha stretto un sodalizio politico indissolubile con Luigi. Così quella riga di un post di metà  settembre cambia seccamente l’assetto societario di una delle principali ditte politiche italiane.
Certificando il sostanziale fallimento del progetto di un garante — a tratti assai decisionista e quasi sempre assai poco liberale — a guardia di una variopinta massa di “cittadini portavoce” che in modo monadistico seguissero placidamente il flusso di volontà  incanalato dalla rete.
Il testimone passa a quello che fra tutti incarna l’homo politicus del Movimento, il più lontano dall’idea originaria, della contestazione, della protesta, dei meravigliosi ragazzi arrampicati sul tetto di Montecitorio, delle assemblee fiume per decidere se decidere.
Da sabato sera prossimo, quando sul palco salirà  il prescelto, è come se fuori dalla bottega venisse appeso il cartello “Nuova gestione”.
Il negozio rimane quello, cambia tutto il resto. Con esiti al momento imprevedibili. Fino ad oggi le battaglie del M5s sono state estemporanee, velleitarie, chiuse nella ridotta sterile della diversità  a tutti i costi.
Grandi stracciamenti di vesti per un emendamento passato, esultanze sguaiate per un codicillo approvato.
Quando c’era da essere determinati sull’uomo che sarebbe salito al Quirinale la trincea aveva scritto sui sacchetti di sabbia l’improbabile nome di Ferdinando Imposimato.
Quando si è trattato di dare uno spintone in avanti allo Ius soli ci si è chiusi dentro il fortino dei distinguo per cavilli.
La grande battaglia per il reddito di cittadinanza, senza cercare sponde, alleanze, compromessi, è da sempre un mero strumento propagandistico. Quella sulle pensioni dei parlamentari una carezza al risentimento greve del proprio elettorato più intransigente, volutamente definite vitalizi per far sembrare enorme una battaglia su una minutaglia che non tocca minimamente le casse dello stato, nè tanto meno incide sul portafoglio della classe politica.
Si guardi il papocchio giudiziario.
Partiti dalle liste pulite, dall’avviso di garanzia come lettera scarlatta con cui marchiare chiunque ne fosse colpito, si è arrivati alla svolta garantista della norma salva-Raggi, alle bizzarre accuse a Pizzarotti (“Sì, è vero che lui è come la Raggi, ma non ce l’ha detto…”), fino al lodo-Di Maio, indagato per diffamazione per una denuncia dell’espulsa genovese Cassimatis.
Così l’indagine in fondo in fondo non è di per sè una sentenza, si sono accorti a Milano, e quindi sì, dai, apriamo le candidature anche a chi ha qualche giudice che scartabella nella sua vita.
Tra confusione e inadeguatezza, senza scomodare Pier Luigi Bersani e il suo mancato governo del cambiamento, i 5 stelle, pur indirizzando alcuni temi, condizionando alcuni (pochi) aspetti dell’agenda pubblica, sono stati sostanzialmente laterali in una fase politica in cui potevano essere al centro del villaggio. Il modello Grillo/Casaleggio sr. si è rivelato quantomeno sterile.
Così l’azienda Casaleggio&Co cambia direttore generale per provare a cambiare pelle, per provare ad avere successo, a incidere anzichè piantare bandierine. E sceglie l’uomo che più fra tutti è quello della mediazione con l’avversario, del calcolo politico, del cedere qualcosa per arrivare a qualcos’altro, del tenersi aperte più porte, spesso divergenti, per poi decidere all’ultimo quale imboccare.
Sempre tenendo fermo il principio che chi non è d’accordo grazie mille, quella è la porta, arrivederci.
Non è un caso che l’ala più intransigente, più vicina ai principi delle origini, quella che negli ultimi mesi si è con più tenacia opposta all’ascesa di Di Maio, sia stata definita “degli ortodossi” (tra le cui fila gira in queste ore “sconcerto e sgomento”, totalmente presa in contropiede dall’accelerazione sulla successione).
Semplificazione giornalistica che, per una volta, restituisce bene il senso e lo spirito di una battaglia.
Elaborato il lutto della scomparsa di Gianroberto, del guru ieratico e visionario che guardava con una prospettiva di decenni annoiandosi delle dispute sul domani, Davide e Di Maio hanno ricalibrato la visione.
Rottamando di fatto il Movimento, e mettendo in cantiere una nuova cosa.
Una cosa che verrà  celebrata sul palco di Italia 5 stelle. Niente band improbabili, niente ospiti urlatori. Economisti, intellettuali, giornalisti faranno da corona al nuovo Capo politico.
“La Leopolda di Casaleggio”, la chiamano negli uffici al quarto piano della Camera, dove poco o nulla è noto, essendo l’elaborazione della nuova cosa gelosamente custodita a Milano.
Una cosa gialla, come le stelle del simbolo. Che sancisce la messa in liquidazione di un progetto. E l’apertura uno nuovo.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Grillo | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (40.045)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Giugno 2026 (508)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Giugno 2026
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  
    « Mag    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • SALVINI RISCHIA DI DIVENTARE LA RUOTA DI SCORTA DI VANNACCI. IL LEADER DELLA LEGA SI RITROVA CON UN CRONICO CALO DI CONSENSI, LA FRONDA DEI GOVERNATORI DEL NORD CHE CHIEDE UNA RIFORMA IN STILE CDU-CSU E IL GENERALE IN ASCESA CHE GLI HA SCIPPATO IL PROGETTO DI UN PARTITO COSTRUITO SUL TEMA DELLA DEPORTAZIONI
    • C’È UN INGORGO SOTTO LA MADUNINA. IL CAOS REGNA SOVRANO SIA A DESTRA CHE A SINISTRA IN VISTA DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 2027
    • IL MIGLIOR CALENDA DELLA NOSTRA VITA. IL LEADER DI AZIONE SFIDA I “PROPAGANDISTI” DEL CANALE RUSSIA TODAY CHE LO HANNO MINACCIATO: “QUESTO È L’INDIRIZZO DEL MIO UFFICIO, ARRIVO INTORNO ALLE 9 NON SCORTATO. PRENDERVI A PEDATE NELLE CHIAPPE SAREBBE DI ESTREMA SODDISFAZIONE”
    • SALVINI TORNA A MILANO MARITTIMA INSIEME A QUALCHE FEDELISSIMO E SI IMPROVVISA DEEJAY, COME AI VECCHI TEMPI DEL PAPEETE BEACH MA L’UMORE DEL LEADER LEGHISTA E’ NERO
    • ARRESTATO IN ITALIA JOAO GUILHERME CORREA, IL LEADER TERRORISTA NEONAZISTA BRASILIANO DEGLI HAMMERSKIN
    • SOLO NELLA PAZZA ERA TRUMP POTEVAMO ASSISTERE ALLA “DIPLOMAZIA BALNEARE”: IL SURREALE VIDEO CHE L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA PUBBLICATO PER LANCIARE LA SUA INIZIATIVA: UN VIAGGIO LUNGO LE COSTE ITALIANE A BORDO DEL SUO YACHT DA 117 METRI DI LUNGHEZZA E UN VALORE DI 450 MILIONI DI DOLLARI “PER CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL’AMERICA”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA