CON LA FAVA DELLE PRIMARIE, DUE PICCIONI SCONFITTI: UNO NEI GAZEBO E L’ALTRO ALLE ELEZIONI. SE PERDE SCHLEIN, L’ELETTORE DEL PD NON VOTA CONTE, MA SE PERDE CONTE, L’ELETTORE DEL M5S NON VOTA SCHLEIN. NEL PD NON SI SA COME FAR CAPIRE “A QUEI DUE CHE SI DEVONO FARE DA PARTE”
PIU’ SI ACCAVALLANO LE DICHIARAZIONI ANTI-PRIMARIE DI FRANCESCHINI, ORLANDO, SPERANZA, ETC., PIU’ SCHLEIN TEME CHE SI INFRANGA IL SUO PSICO-DELIRIO DI ANDARE A PALAZZO CHIGI… LORENZO GUERINI, CAPO DELLA MINORANZA RIFORMISTA, SPERA NEI FRANCHI TIRATORI DI LEGA E FORZA ITALIA: “SIETE SICURI CHE LA LEGGE ELETTORALE VERRÀ APPROVATA?” (BOCCIATA LA RIFORMA MELONI, NON SERVE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER)… E IL CONTE RAMPANTE? GIOCA A NASCONDINO CALZANDO LE SUE MASCHERE, DICE DI NON AVERE AMBIZIONI PERSONALI E MANDA AVANTI LA QUINTA COLONNA DEI 5STELLE NEL PD, GOFFREDO BETTINI
Più che le primarie, servono i cerotti. La Speranza della sinistra è la destra. Lo schema, il
grande gioco è spiegato da Lorenzo Guerini, il capo dei riformisti del Pd: “Siete sicuri che la legge elettorale verrà approvata?”. E’ facile, ed è la salvezza. Senza nuova legge non servono le primarie, senza primarie si evita il tormento, e senza tormento non c’è “la ferita”. La soluzione passa dalla Lega e da Forza Italia. Credevamo fosse un campo largo ma era solo un sanatorio, tintura di iodio. Se perde Schlein, l’elettore del Pd non vota Conte, ma se perde Conte, l’elettore del M5s non vota Schlein.
Ascoltate Angelo Bonelli sulle primarie da evitare: “Saranno primarie che rischiano di essere divisive, laceranti, all’ultimo voto”. Se Speranza propone di indicare il partigiano o un diciottenne come capo della coalizione, Bonelli risponde con tragica storia italiana:
“Possiamo indicare il presidente dei comitati delle vittime delle stragi di Piazza Fontana o della Strage di Bologna, una figura per evidenziare lo sfregio di questa legge elettorale”.
Sta girando una frase stupenda, di un Franceschini apocrifo: “Le primarie rischiano di determinare due sconfitti. Uno perderà le primarie e l’altro le elezioni”. La grande festa di Prodi si è ridotta alla lungadegenza del progressista.
Premessa: a sinistra sono tutti in vacanza, ma quando il parlamentare di sinistra vi risponde che è in vacanza ha riempito almeno venti cartelle dattiloscritte, proposto un articolo a Rinascita, letto i necrologi di pagina 46, ripassato i Quaderni del Carcere di Gramsci e telefonato a Gianni Cuperlo per suggerire un seminario per l’autunno.
L’ex ministro Enzo Amendola, dal suo ritiro, ricorda che il vecchio dirigente comunista ad agosto taceva: “Funzionava così: almeno ai tempi dell’Unità. Silenzio ad agosto, riflessione lunga e prolungata e a settembre veniva pubblicata l’intervista del segretario che dettava la linea”.
E’ la versione comunista dell’adagio del sommo Giuseppe Sottile, il Flaubert di Gangi, che sempre ammonisce: “Più lunga è la pensata e più grande è la minchiata”.
Guerini è dall’altra parte del mondo e ragiona sul viaggio del capo della CIA a Mosca. La verità è che non sanno come far capire “a quei due”, Conte e Schlein, che si devono fare da parte. Come nasce l’intervista di Speranza al Corriere? Siamo oltre il “mandante del mandante” che immagina Ranucci per estrometterlo dalla Rai. La confessione dalla grata del Pd: “E’ tutta farina di Bettini che avrebbe triangolato con Franceschini. E’ un disegno”.
Al solito, l’arabesco. Ci sarebbe anche l’idea che Speranza l’abbia rilasciata per lanciare Bersani. Chiamiamo al lido Conte beach, ai nostromi dell’ex presidente. Spiegano dalla prua: “Il presidente antepone il bene del progetto. La sua sola ambizione è mandare via Meloni. Solo questo. Non ha ambizioni personali” (si vede già presidente del Senato e poi al Quirinale).
Sta facendo capire che fra i due il “generoso” è lui e che in Liguria c’è il precedente di Andrea Orlando, che perse perché il M5s, nato contro il Pd (non lo ricorda più nessuno) decise di non aiutarlo con generosità… Come ha preso Elly Schlein la preziosa lettura dell’intervista di Speranza, l’amabile Bob Hope, l’uomo più tenero del mondo che in pratica ha affondato il pugnale di gomma piuma?
Dallo Schlein Maracaibo dicono che “la segretaria si occupa degli argomenti che interessano agli italiani. Il carburante”. Solo che la materia primarie è infiammabile. Una volta letta l’intervista, Schlein ha promesso: “A Reggio Emilia, alla festa dell’Unità, parlo io”, e ha aggiunto: “Le interviste sulle primarie? Sono solo esercizi intellettuali”.
E qui si torna alla ferita, perché appena si parla di primarie vi replicano con sofferenza, come fa l’acatapano di Roma, Claudio Mancini: “La ferita, lo strappo … Servono mesi per la sutura”. Come fissare le primarie, le regole e con l’Ucraina?
Il saggio Bonelli: “E chi perde, accetta il risultato?”. Finirà con il riconteggio delle schede. Il guaio è che per la matematica sono perfino destinati a vincere. Pensa Guerini, con l’abaco, che “Forza Italia e Lega insieme non raggiungono il 13 per cento. Significa che con la nuova legge vinciamo noi”.
La scommessa del Comintern del Pd, Orlando-Franceschini-Guerini-Speranza, è che la legge elettorale salti grazie alla Lega. Se non vi siete persi fino a questo punto, siete pronti per il grande salto, l’azzardo, dei dirigenti del Pd.
Ecco la convinzione: Zaia-Fontana-Fedriga-Romeo hanno l’interesse a tenere la vecchia legge elettorale perché al nord possono vincere tutti i collegi uninominali e quindi alla fine la legge non passa.
Se la legge viene bocciata è altrettanto naturale che Meloni si dimetta. Tolta la legge, tolte le primarie, anche la sinistra si toglie l’impiccio. A sinistra la notte è sempre mille e una, va allungata (per non arrivare alle primarie).
(da il Foglio)
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