DOMENICA 6 SETTEMBRE SI VOTA NEL LAND DELLA SASSONIA: L’ESTREMA DESTRA DI “AFD” PER LA PRIMA VOLTA PUÒ ANDARE AL POTERE
IL MONITO DEL CANCELLIERE MERZ: “UNA VITTORIA DELL’AFD SCORAGGEREBBE GLI INVESTITORI STRANIERI E INFLIGGEREBBE DANNI CONSIDEREVOLI ALLO STATO”… LO “SPIEGEL” DEFINISCE IL CANDIDATO AFD ULRICH SIEGMUND “L’UOMO PIÙ PERICOLOSO DELLA GERMANIA”. DIETRO I MODI CHARMANT E IL SORRISO DA “PERFETTO GENERO” SI CELA UNA RETE DI NEONAZISTI E PROGETTI TALMENTE RADICALI CHE RISCHIANO DI SOVVERTIRE LA DEMOCRAZIA
Una vittoria di Alternativa per la Germania (Afd) alle elezioni in Sassonia Anhalt scoraggerebbe le aziende straniere dall’investire nel Land tedesco. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in un’intervista ieri sera all’emittente “Ard”. Il partito di estrema destra guidato da Alice Weidel raggiungerebbe, secondo sondaggi recenti, ben il 40 per cento nelle elezioni del Land, previste domenica prossima.
I cristiano democratici, invece, si attestano al 23 per cento. Merz ha detto che una vittoria dell’Afd infliggerebbe allo Stato “danni considerevoli” e non riesce a immaginare che gli investitori internazionali possano ancora essere disposti a investire in Sassonia Anhalt qualora l’Afd salisse al potere. L’Afd in Sassonia Anhalt e’ classificata come organizzazione “estremista di destra conclamata” dall’Ufficio regionale per la tutela della Costituzione.
Un’ora e mezza di fila per un selfie con “l’uomo più pericoloso della Germania”. Ulrich Siegmund ride di gusto: un suo fan gli ha portato l’ormai famosa copertina dello Spiegel. Una prima pagina che ha suscitato enormi polemiche, soprattutto a Est dove il più prestigioso settimanale tedesco è ancora considerato “wessi”, occidentale. Leggi: supponente e paternalista.
La tesi dello Spiegel, però, è inoppugnabile: i modi charmant e il sorriso da “perfetto genero” del candidato dell’Afd in Sassonia-Anhalt nascondono una rete di neonazisti e progetti talmente radicali che rischiano di sovvertire la democrazia. A Röblingen, dove siamo venuti a vedere Siegmund dal vivo, anche Björn è in fila con la copia di un settimanale che non comprerebbe mai e che a Est è già un oggetto di culto: «Ci ha regalato una valanga di voti», ruggisce il perito chimico cinquantenne tra una sigaretta e l’altra.
A una settimana da un’elezione che potrebbe cambiare la Germania, la febbre intorno allo spitzenkandidat dell’Afd è alle stelle. La folla aspetta paziente di stringergli la mano, le casse sparano brani di propaganda, “Vaterland” e “Alice fuer Deutschland”, i rumorosi brindisi con boccaloni di birra si mescolano ai teschi delle SS e a simboli nazi-occultisti come il sole nero, che si scorgono sui polpacci, sulle nuche, sugli avambracci. È pieno di famiglie con bambini.
Ma ormai nessuno copre i simboli nazisti, la differenza rispetto a un paio di anni fa è che l’estremismo è ostentato. Del resto, dall’entourage di Siegmund ci fanno sapere che Giorgia Meloni è considerata «destra annacquata», «un anti-modello». Eppure, negli ultimi due anni nell’Afd c’era stata una lunga discussione sulla possibile “melonizzazione”, insomma sull’opportunità di imboccare una strada più moderata. «Adesso “melonizzazione” è una parolaccia», tagliano corto i fedelissimi di Siegmund. È un capitolo chiuso: la radicalizzazione paga.
E in effetti. Neanche la notizia che il braccio destro di Siegmund, Patrick Harr, e un altro suo fedelissimo, Laurens Nothdurft, erano dirigenti della Heimattreue Deutsche Jugend (Hdj), l’organizzazione erede della Gioventù hitleriana, fucina di neonazisti per decenni e vietata nel 2009, ha spaventato gli elettori.
Né il blitz della polizia tra alcuni candidati di primo piano, accusati di far parte della setta neorurale e ultranazionalista Artgemeinschaft – proibita anch’essa. Neanche le frequentazioni di Siegmund con gli Identitari o la vicinanza a note stirpi völkisch hanno mosso un voto. L’Afd continua a veleggiare al 40% da mesi, venti punti avanti alla Cdu guidata dal governatore uscente, Sven Schulze.
Intercettiamo il politico cristiano-democratico a Halle, antica perla del commercio del sale, fiera della sua anseaticità. È una serata di imprenditori locali organizzata sul fiume. A Repubblica, Schulze dice chiaramente che «non ci alleeremo con l’Afd», che il cordone sanitario «non cadrà». Ma il principale sfidante di Siegmund non nasconde il suo malumore verso Berlino: l’impopolarità del governo Merz, i suoi errori «assurdi» hanno dominato la campagna elettorale, «hanno pesato sugli umori degli elettori». E avverte: Siegmund ha idee «pericolose, rischiamo la catastrofe».
(da La Repubblica)
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