I RECORD SUL LAVORO CHE LA MELONI SBANDIERA SONO DROGATI DAL BOOM DI TURISTI E I LAVORATORI SOTTOPAGATI IL TURISMO IN ITALIA CONTINUA A CRESCERE: TRA LUGLIO E AGOSTO SONO ATTESE QUASI 172 MILIONI DI PRESENZE (+ 4,6% RISPETTO AL 2025)
I VIAGGIATORI STRANIERI PREDILIGONO IL NOSTRO PAESE PERCHÉ PIÙ ECONOMICO RISPETTO AD ALTRE METE DEL MEDITERRANEO… E TE CREDO: CHI LAVORA NEL TURISMO FA LA FAME (CIRCA IL 45% HA UN REDDITO SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ)… FACILE FARE RECORD CON CONTRATTI PART-TIME INVOLONTARI, GLI IMPIEGHI PRECARI E IL LAVORO IRREGOLARE)
L’estate del 2026, preceduta da una primavera che lasciava temere il peggio causa venti di
guerra e un generico caro “tutto”, si sta rivelando una stagione solida per il turismo italiano
A elaborare la fotografia delle vacanze ci ha pensato il Centro Studi Federturismo Confindustria che sottolinea come in un contesto internazionale segnato dall’instabilità geopolitica, l’Italia è riuscita consolidare il proprio primato nel Mediterraneo ed è prima in Europa per tasso di occupazione delle strutture ricettive sui canali online. Non solo.
È più competitiva di Spagna e Grecia sul piano tariffario, ma soprattutto è percepita dai mercati internazionali come destinazione sicura e accessibile.
«Per i due mesi più tradizionali che sono luglio e agosto – spiega il presidente di Federturismo Confindustria Massimo Caputi – si prevedono 171,8 milioni di presenze turistiche, in crescita del 4,6% rispetto al 2025, con la componente straniera in aumento dell’8,3% e oltre 89 milioni di presenze internazionali, pari al 52% del totale.
Più nel dettaglio su base annua (in paragone con le presenze di luglio e agosto 2025) le stime indicano 141,2 milioni di arrivi, 478,6 milioni di presenze (almeno 3 giorni in una struttura) e una spesa turistica complessiva di 132,7 miliardi di euro.
Per il trimestre luglio-settembre si prevede il superamento dei 224 milioni di presenze, con una spesa diretta vicina ai 27 miliardi di euro e un impatto complessivo sull’economia compreso tra 43 e 48 miliardi». C’è però un dato che preoccupa gli operatori, il tasso di crescita del turismo dei Paesi concorrenti è superiore a quello italiano certificando un gap di competitività che rischia di compromettere la crescita futura.
Ma, numeri a parte, la novità sta nel fatto che dopo anni di Booking e turismo fai da te si assiste a una rivincita del turismo organizzato.
Spiega Stefano Pompili co-ceo Veratour: «A partire dalla metà di giugno noi di Veratour abbiamo registrato una progressiva accelerazione del volume delle conferme giornaliere, superiore anche del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La voglia di viaggiare resta forte, ma il cliente tende a prenotare più sotto data, in attesa di un quadro internazionale più stabile
La fotografia di questa stagione ci dice che il cliente cerca destinazioni percepite come stabili, facilmente raggiungibili e con un buon livello di assistenza. Di conseguenza il turismo organizzato torna ad essere apprezzato per la capacità di accompagnare il cliente prima, durante e dopo la vacanza, gestendo eventuali imprevisti».
Gli fa eco Pier Ezhaya, Presidente Astoi Confindustria Viaggi: «Noi maneggiamo un cavallo bizzarro come il turismo che è imprevedibile. Dopo lo stallo della guerra le persone in giugno si sono decise a prenotare e non perché la situazione si sia risolta, ma perché c’era un’urgenza di decidere e di conseguenza si è registrato un boom di prenotazioni sotto data».
In definitiva, dove si va in vacanza? «L’Italia è un bene rifugio come tutto il mediterraneo – aggiunge Ezhaya – ma anche l’Egitto si è ripreso e diventa una risposta solida a chi ha problemi di budget. La Grecia, ma soprattutto la Spagna, hanno alzato troppo i prezzi e questo non le ha favorite».
Altro tema resta quello della stagionalità: «Se gli stranieri scelgono volentieri giugno e settembre per gli italiani i mesi centrali sono un fatto di costume, soprattutto agosto, e restano designati per la vera vacanza». Secondo la Banca d’Italia invece, i flussi dal Golfo Persico hanno registrato una contrazione del 35% a marzo, del 60% ad aprile e del 20% a maggio. Le criticità nei cieli del Medio Oriente condizionano i collegamenti verso l’Estremo Oriente, con aumenti tariffari stimati tra il 15% e il 30%.
A fare i conti in tasca a chi parte ci pensa Alessandro Seghi, direttore commerciale Tour Operating Alpitour World: «La spesa media varia tra 1.400 euro per persona sui prodotti club e fino a 3.500 euro sui resort e tour, con una durata media dei soggiorni di poco superiore agli 8 giorni».
Aggiunge Ezhaya: «I dati raccolti confermano che non cambia la vacanza, ma il modo di acquistarla. La durata media dei soggiorni resta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, tra i 7 e i 10 giorni con permanenze più lunghe per i viaggi di lungo raggio e su misura. I costi medi dei pacchetti variano in funzione della tipologia di prodotto: dai circa 900-1.200 euro a persona per il corto raggio e il prodotto Mare Italia, ai 2.500-2.700 euro per il medio raggio fino ad oltre 4.000 euro a persona per lungo raggio, tour individuali e viaggi “tailor made”, con pratiche più articolate».
(da Repubblica)
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