INTERVISTA A RANUCCI: “LA GIUSTIZIA NON MI HA LASCIATO SOLO, DALLA RAI NON MI ASPETTO PIU’ NULLA”
“IL PM VILLANI MI AVEVA PROMESSO CHE LI AVREBBE PRESI E L’HA FATTO, MA L’INDAGINE NON E’ ANCORA FINITA, NON SI CONOSCE IL MANDANTE”
Sigfrido Ranucci, come sta?
“Travolto. Aspettavo questo momento dal giorno dell’attentato, non avevo dubbio che arrivasse”.
Si è sentito solo?
“Non per l’attentato. Il pm Carlo Villani mi aveva promesso di prenderli e l’ha fatto. La procura di Roma insieme con il nucleo dei Carabinieri hanno lavorato tantissimo, sono stati straordinari. E pur sempre nel rispetto del segreto istruttorio li ho sentiti sempre al mio fianco. Certo, come leggo l’indagine non è ancora finita”.
Dicono che le modalità siano mafiose. E che ci sono altri livelli. Lei si sarà fatta un’idea?
“Non è questo il mio compito. Certo: mi sembra chiaro che ci siano altri livelli ma per come hanno lavorato sono sicuro che li troveranno tutti e non lasceranno niente per scontato. Certo, ora diventa tutto più delicato. E non soltanto per l’attentato. Da quello che ho capito c’è chi ha organizzato, chi è stato complice, chi ha fornito assistenza legale, chi ha provato a distruggere le sim”.
Fa riferimento alla Rai?
“Io se mi sono sentito solo in questi mesi non è stato certo per la Rai. Io dalla Rai ormai non mi aspetto più niente. Però questa storia mi sembra che dimostri ancora una volta che c’è una parte di Stato che funziona, che tutela i suoi cittadini, che fa bene il proprio mestiere. Per fortuna”.
L’attività investigativa che ha portato ai quattro arresti per l’attentato contro Sigfrido Ranucci è stata particolarmente complessa e ha richiesto l’esame incrociato di tutti i sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, rilievi tecnico scientifici e l’esame di tutti i tabulati telefonici della vasta cella interessata, consentendo di ricostruire in modo minuzioso le fasi preparatorie, esecutive e successive dell’azione criminosa. Proprio l’analisi dei tabulati telefonici è stata di assoluto rilievo per le indagini, che sono partite dall’esplosivo utilizzato.
I rilievi tecnico scientifici svolti dalla Sezione Rilievi e dalla Squadra Artificieri del Nucleo Investigativo di Roma e i successivi accertamenti del Ris di Roma hanno dimostrato che l’ordigno era costituito da una carica detonante composta da “gelatina da cava”, materiale obsoleto ma dalla straordinaria capacità distruttiva, indicativo di una rete illecita di approvvigionamento di materiale esplodente.
Una telecamera installata sulla S.S. 148 “Pontina”, a diversi chilometri di distanza dal luogo del delitto, ha poi permesso di individuare una Fiat 500 X, risultata noleggiata in Campania, e di tracciarne il viaggio di andata verso Roma e il repentino ritorno nelle ore immediatamente successive all’attentato.
Centrale l’analisi dei tabulati di traffico telefonico e telematico. I dati dei ripetitori hanno dimostrato che il percorso dei cellulari utilizzati dagli esecutori materiali era perfettamente sovrapponibile al tracciato della Fiat 500 X in viaggio dalla Campania a Torvaianica sia il giorno dell’attentato sia in precedenza quando avevano effettuato un sopralluogo della zona.
(da agenzie)
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