LA CORTE SUPREMA AMERICANA HA STABILITO CHE I VOTI PER CORRISPONDENZA POTRANNO ARRIVARE ANCHE IL GIORNO DOPO L’ELECTION DAY. IL VERDETTO DEI GIUDICI E’ FUMO NEGLI OCCHI PER TRUMP: IL BULLO DELLA CASA BIANCA SI BATTE CONTRO IL VOTO POSTALE, CHE STORICAMENTE LO PENALIZZA
LA DECISIONE DELLA CORTE E’ STATA PRESA CON UN SOLO VOTO DI SCARTO: 5 FAVOREVOLI E 4 CONTRARI (MA SEI GIUDICI SU NOVE SONO CONSERVATORI, E TRE LI HA NOMINATI PROPRIO TRUMP)
I voti per corrispondenza possono arrivare anche dopo l’Election Day. Lo ha stabilito la Corte Suprema che era stata chiamata a chiarire se gli Stati possono conteggiare le schede spedite tempestivamente ma pervenute il giorno dopo l’election day.
La decisione arriva mentre Donald Trump si sta battendo contro il voto via mail. La decisione è stata presa con 5 voti a favore e 4 contrari. “Le norme relative al giorno delle elezioni non stabiliscono un termine ultimo per la ricezione delle schede”, ha detto la giudice Amy Comey Barrett.
“La decisione crea il rischio serio di minare ulteriormente la fiducia dell’opinione pubblica nelle nostre elezioni e nel nostro sistema di autogoverno”, ha detto il giudice Samuel Alito spiegando la sua contrarietà alla decisione delle maggioranza della Corte Suprema.
I saggi hanno respinto la tesi dei repubblicani, secondo cui contare le schede arrivate per posta dopo l’Election Day viola le leggi federali. Circa 30 stati americani più il distretto di Columbia hanno un periodo di grazia per il conteggio delle schede arrivate dopo l’Election Day. Un periodo che la Corte conferma senza però entrare nel dettaglio della durata. A votare con i tre giudici liberal sono stati il capo della Corte Suprema John Roberts e la conservatrice Amy Comey Barrett.
(da agenzie)
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