SALVINI HA GIÀ INIZIATO A ROMPERE I BARCONI SULL’UNICO TEMA CHE È CAPACE DI CAVALCARE: GLI IMMIGRATI
GRAZIE ALLA MELONI CHE HA PERMESSO A UN SOGGETTO SOTTO PROCESSO PER SEQUESTRO DI PERSONA LA POSSIBILITA’ DI REITERARE IL REATO
Matteo Salvini è pronto alla sua nuova battaglia navale contro le Ong. Sceglie la platea di Porta a Porta per annunciare che, dopo aver dovuto rinunciare al Viminale, non si farà scippare anche la delega sulla Guardia costiera: «Il ministero del Mare – dice – non mi toglie i porti. Torneremo a far rispettare i confini e le leggi».
E tanto per mettere le mani avanti, tra i primissimi incontri da neoministro delle Infrastrutture ha messo in agenda quello con l’ammiraglio Nicola Carlone, comandante generale della Guardia Costiera, strumento strategico per il controllo degli sbarchi.
Proprio di navigazione si era occupato il capo della Lega insediandosi in mattinata al ministero. Bastano due paroline in fondo alla nota stampa sul «lungo e proficuo incontro» a lasciare intendere che il Capitano è tornato, pronto a giocare un nuovo round, questa volta non più dalla tolda di comando del Viminale ma da quella delle Infrastrutture, della sua battaglia navale contro la flotta umanitaria.
“Attualmente in area Sar libica (che non esiste giuridicamente) ci sono due imbarcazioni ong», annuncia Salvini che con l’ammiraglio Carlone è andato subito al dunque, chiedendogli un monitoraggio costante di quante sono le navi umanitarie, dove incrociano, quante persone soccorrono, pronto a far scattare, non appena si presenterà l’occasione, quel che è attualmente in vigore del suo originario decreto sicurezza poi modificato.
Che, ad esempio, recita ancora quello che per altro prevede il codice della navigazione sulla potestà del governo di inibire l’ingresso in acque territoriali di navi straniere considerate «potenzialmente offensive».
Al momento in missione nel Mediterraneo ci sono due navi Ong con complessive 118 persone prese a bordo nel weekend: la Ocean Viking di Sos Mediterranée, e la più piccola Humanity 1 di una Ong tedesca. Saranno le prime navi a chiedere il porto di sbarco al governo Meloni mentre Alarm Phone segnala un grosso barcone che imbarca acqua con 400 persone a bordo in zona Sar italiana.
Insomma, la solita vecchia storia che lascia presagire dunque, nel concreto, che quando la Ocean Viking ( che batte bandiera norvegese) chiederà il porto la si lascerà attendere in mare per giorni chiedendo alla Norvegia di farsene carico e lo stesso con la Humanity 1 che batte bandiera tedesca.
(da agenzie)
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