Destra di Popolo.net

“SONO STATO BULLIZZATO DALLA LEGA”: IL DEPUTATO VENETO DEL CARROCCIO, ERIK PRETTO, ATTACCA SALVINI E IL SUO PARTITO DOPO AVER RICEVUTO UNA PEC CHE LO ACCUSA DI MOROSITA’, CON TANTO DI PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

Maggio 30th, 2026 Riccardo Fucile

“NON HO ANCORA CAPITO QUANTO DOVREI VERSARE. IN QUESTI ANNI HO DATO AL PARTITO OLTRE 260 MILA EURO E, STANDO AL SITO DELLA LEGA, CI SONO COLLEGHI CHE, PUR AVENDO INCARICHI IMPORTANTI E PRESTIGIOSI, NON RISULTA ABBIANO FATTO VERSAMENTI” (CHI SONO?)… PRETTO E’ FINITO NEL MIRINO PER LE SUE CRITICHE AL SEGGIO DATO AL TESORIERE ALBERTO DI RUBBA, FEDELISSIMO DI SALVINI, CHE E’ LOMBARDO E NON VENETO

Matteo Salvini è il bullo. E quello della Lega è “un atto di bullismo. Un attacco strumentale”, dice al Foglio Erik Pretto. Il deputato veneto del Carroccio è “basito”. Il suo partito gli dà del moroso, manda mail, apre procedimenti disciplinari e minaccia di espellerlo per non aver saldato le quote. E così?
“Non ho ancora capito quanto dovrei versare. Ho ricevuto questa Pec senza che prima ci sia stato alcun confronto, senza preavviso. Nemmeno una chiamata. In questi anni ho dato al partito oltre 260 mila euro”.
Ma da Via Bellerio battono cassa.
“È surreale. Da quanto risulta sul sito della Lega ci sono colleghi, con incarichi prestigiosi, che non hanno fatto versamenti”.
Onorevole, la invitano a lasciare il partito? Il generale Roberto Vannacci lo aspetta.
“Sono in vigile attesa”.
Onorevole Pretto, riavvolgiamo il nastro. È moroso? Cosa è successo?
“Con estrema sorpresa lunedì ho ricevuto una mail, mi avvisavano dell’avvio di un iter disciplinare per non aver ottemperato agli obblighi dell’articolo 35 dello statuto”.
Prevede che ogni eletto dedichi un “tempo adeguato” all’espletamento dell’incarico assunto. Pretto, che viene da Schio in provincia di Vicenza ed è stato eletto in Veneto, si difende: “Su questo credo che nessuno possa dirmi nulla. Mi è riconosciuto da tutti il fatto che sul territorio sono tra i più attivi”.
L’art. 35 dice anche che i parlamentari debbano contribuire al partito, 3 mila euro al mese. Salvini aveva promesso una stretta, provvedimenti contro chi non paga, minacciando anche espulsioni.
“Tra erogazioni liberali, sovvenzioni e collaborazioni varie, pagate sempre per le attività della Lega sul territorio ho già sborsato oltre 260 mila euro. Ho fatto i conti. Ma a sorprendermi è il fatto che nessuno mi abbia telefonato o cercato Neanche uno che mi dicesse: ‘Guardi, lei ci deve questo’”.
E quanto deve, o dovrebbe?
“È una cifra che a oggi non conosco nemmeno io”, ribatte Pretto
“Le accuse che mi vengono rivolte non hanno fondamento, sono quanto mai surreali. E come se non bastasse mercoledì sera scopro mio malgrado che tutta la questione è stata comunicata alla stampa, in maniera assolutamente inopportuna”, dice Pretto.
“Un trattamento del genere non me lo aspettavo. Inoltre, stando al sito della Lega, ci sono colleghi che, pur avendo incarichi importanti e prestigiosi, non risulta abbiano fatto versamenti”.
Ma non a tutti sarebbe arrivata una pec, è così?
“Mi sono chiesto quale potesse essere la ragione di tutto questo interesse per me. Per come è stata gestita, questa vicenda è un attacco strumentale nei miei confronti. Evidentemente le vere ragioni sono altre”.
Pretto avanza alcune ipotesi, riguardano la partita della Lega veneta (ora commissariata con Tomaello) e le sue velleità di diventarne segretario. “Sicuramente c’è il fatto che alcuni militanti mi hanno proposto come candidato”. E ancora: “Non sono state gradite le legittime perplessità che ho espresso, in qualità di consigliere federale, sulle candidature alle suppletive in Veneto (Alberto Di Rubba e Giulio Centenaro, ndr) e su altre questioni legate al territorio, dando voce ai sindaci dell’alto vicentino”.
Per tutte queste ragioni Pretto s’è convinto che a mettere in giro le voci che lo danno in uscita dalla Lega, verso Vannacci, ma anche verso i meloniani e Forza Italia, siano gli stessi leghisti.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

MANCO A DIRLO, L’ITALIA HA IL RECORD EUROPEO DI TRUFFE E RAGGIRI LEGATI AI FONDI DI COESIONE, FINANZIAMENTI COMUNITARI E NAZIONALI DESTINATI ALLE REGIONI MENO SVILUPPATE

Maggio 30th, 2026 Riccardo Fucile

SECONDO LA PROCURA EUROPEA, SOLO NEL 2024 BEN 458 NUOVE INCHIESTE, QUASI UN QUINTO DI TUTTE QUELLE APERTE, HANNO INTERESSATO IL NOSTRO PAESE CON UN DANNO STIMATO IN CIRCA 3,5 MILIARDI DI EURO. DENARI CHE FINISCONO PER FINANZIARE LE SAGRE DELLA PATATA, DELLA CASTAGNA, DELLA ZAMPOGNA E DEL CACIOCAVALLO PODOLICO

La sagra della patata, quella della castagna, del cinghiale, del prosciutto e poi dei funghi, la festa del caciocavallo podolico, la sagra dello scazzatiello e la rassegna della zampogna, sino ad arrivare alla festa del fagiolo quarantino e della patata d Volturara Irpina, provincia di Avellino che per l’acquisto di beni e servizi mette in conto oltre 153.000 euro di spesa.
Altre sagre hanno richieste più basse, alcune anche di poche migliaia di euro, ma intanto il conto si ingrossa. Con la scusa della promozione turistica le Regioni italiane, quelle del Nord come quelle del Sud, finiscono col finanziare anche programmi tv, mentre è un dato assodato che molto spesso le risorse del Fondo sociale europeo destinate alla formazione sfociano in truffe belle e buone. Corsi fantasma, ruberie, insomma.
Secondo la Procura europea (Eppo), solo per restare al 2024 ben 458 nuove inchieste, quasi un quinto di tutte quelle aperte dalla Procura europea, hanno interessato il nostro Paese con un danno stimato in circa 3,5 miliardi di euro.
Quando si parla di fondi di coesione, risorse che mettono assieme finanziamenti comunitari e finanziamenti nazionali, a favore innanzitutto delle regioni meno sviluppate del Sud e di quelle «in transizione» del Centro con una quota minore assegnata anche alle altre regioni più sviluppate, sono due i problemi che emergono: il primo è quello dell’estrema polverizzazione dei progetti gestiti dalle tante amministrazioni locali che, spesso in assenza di altri fondi, si aggrappano alle risorse messe a disposizione alla Ue; e l’altro, in parte collegato al primo è il ritardo di fatto cronico con cui l’Italia riesce a spendere questi fondi.
E per questa ragione, visto che il tesoretto è lì, spesso inutilizzato per mesi, se non per anni, i fondi di coesione vengono utilizzati come un bancomat, copyright delle Regioni che in questi giorni protestano per l’ennesimo scippo che si profila.
«Quella dei fondi di coesione – spiega il direttore della Svimez Luca Bianchi – è una politica importante perché in questi anni ha consentito di compensare la carenza di fondi nazionali soprattutto verso il Sud. Ma presenta anche dei problemi, soprattutto in termini di capacità di spesa, perché fatichiamo a spendere questi fondi. Gli obiettivi sono spesso troppo generici, poco mirati e questo aumenta il rischio di disperdere i fondi o comunque di distoglierli. C’è un po’ di tutto dentro e forse c’è troppo».
Solo per restare al bilancio di lungo termine della Ue riferito al 2021-2027 l’Italia nel complesso ha a disposizione ben 73,93 miliardi di euro ripartiti in 4 differenti fondi
In tutto sono 62 i programmi finanziati: 11 sono gestiti al livello nazionale, 38 fanno capo alle Regioni e 10 sono classificati «interregionali». Stando al monitoraggio della Ragioneria dello Stato aggiornato al 28 febbraio, su 73,93 miliardi totali sono appena 28,2 quelli che risultano «impegnati», mentre i pagamenti si fermano a quota 10,91 miliardi di euro.
In termini di impegni l’avanzamento complessivo è arrivato al 38,1% mentre se si guardano i soli pagamenti si scende al 14,76%. Il Jft, come le aree a cui sarebbe destinati questi fondi (Taranto ed il Sulcis), è fermo ad un misero 2,11% dei pagamenti, il Fers è al 12,99%, il Feampa al 16,08 ed il Fondo sociale europeo al 17,99%.
Non sorprende quindi più di tanto anche negli ultimi tempi, non senza polemiche da parte delle opposizioni, si sia attinto ai fondi di coesione ad esempio per finanziare il Ponte sullo Stretto, ipotizzando di togliere 3,8 miliardi a Calabria e Sicilia, o per finanziare la Difesa con 248 milioni sottratti a Sicilia (199 milioni), Calabria (14,8), Basilicata (13,7), Abruzzo (11,2), Lombardia (7,5) e Molise (1,9).
Adesso si pensa di attingere a questo tesoretto per far fronte al caro energia, «ma così si snatura completamente uno strumento pensato per ridurre le diseguaglianze strutturali, non certo per fare interventi di tipo congiunturale», segnala Bianchi. «Adesso – aggiunge – non bisogna aver paura di una profonda riforma della coesione, ed in questo senso occorre prendere esempio dal Pnrr che al Sud ha avuto risultati migliori di altre politiche ed essere attenti ai risultati, passando da un sistema incentrato sui rimborsi che arrivano a fronte di una certificazione di spesa a rimborsi legati al conseguimento di precisi risultati prefissati».
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

PUTIN HA SFASCIATO L’ECONOMIA RUSSA. PER IL “FINANCIAL TIMES”, “MAD VLAD” PREPARA PESANTI TAGLI A SANITÀ, SCUOLA, RICERCA E INFRASTRUTTURE, PER FAR QUADRARE I CONTI DELLA GUERRA IN UCRAINA, MENTRE LE SPESE MILITARI RESTERANNO INTOCCABILI

Maggio 30th, 2026 Riccardo Fucile

IL DEFICIT AUMENTA. RAGGIUNGENDO LA SOMMA RECORD DI 72 MILIARDI DI EURO: SERVONO 35 MILIARDI PER COPRIE IL BUCO

Quasi 35 miliardi di euro di spese da tagliare, per far quadrare i conti della guerra: il buco nel bilancio russo si sta allargando inesorabilmente, e per farvi fronte il governo si sta preparando a ridurre drasticamente tutte le voci non militari del bilancio. È quanto risulta da una lettera firmata dal ministro delle Finanze russo Anton Siluanov, ottenuta dal Financial Times.
Dall’inizio dell’anno, il deficit del bilancio russo ha raggiunto la somma record di 5,9 trilioni di rubli, circa 72 miliardi di euro, superando di una volta e mezzo il tetto previsto per l’intero anno corrente. Mentre le entrate delle casse del Cremlino si rivelano costantemente più basse delle stime della raccolta fiscale, aumentano le
spese: secondo Siluanov, i costi della guerra contro l’Ucraina – che già prevedevano l’astronomica somma di 12,9 trilioni di rubli, circa 150 miliardi di euro – potrebbero lievitare di altri due trilioni, e di 4 trilioni «in caso di scenario negativo» (da 24 a 48 miliardi di euro circa).
Che la Russia di Vladimir Putin vivesse al di sopra dei propri i mezzi lo si sapeva già da tempo, e dall’inizio dell’anno le statistiche pubblicate mensilmente dal ministero delle Finanze mostravano la voragine del deficit allargarsi in maniera inarrestabile, nonostante, la speranza del Cremlino di ripianare le perdite grazie al rimbalzo dei prezzi sul petrolio, dopo lo scoppio della crisi iraniana.
Ma con le speranze di un accordo con Teheran il prezzo del barile è tornato a scendere, e i raid ucraini contro le raffinerie e i depositi di carburante nel territorio russo hanno contribuito a ridurre il potenziale vantaggio russo.
A giudicare dalle proiezioni del ministero dello Sviluppo economico russo, che ha appena ridotto le stime della crescita del Pil ad appena lo 0,4% nel 2026, all’orizzonte non sono previsti cambiamenti positivi, e il ministro Siluanov propone al governo di prendere atto della situazione. […] l’esecutivo russo si prepara a tagliare la spesa non militare, per 2,9 trilioni di rubli quest’anno (circa 35 miliardi di euro).
L’anno prossimo, i tagli al bilancio dovrebbero quasi raddoppiare, arrivando a 5,4 trilioni di rubli, e nel 2028 aumentare ancora, a 7,1 trilioni di rubli. Si tratterebbe soltanto di spese “civili” – sanità, scuola, ricerca, investimenti, infrastrutture – mentre le voci “militari” rimarrebbero intoccabili.
Oltre ai 12,9 trilioni di rubli destinati direttamente alla guerra, tra esercito e industria bellica, altri 4 trilioni vengono destinati alla “sicurezza”, divisa tra entità diverse, dal ministero dell’Interno alla Guardia nazionale e alle molteplici agenzie di intelligence, tra le quali primeggia la polizia politica Fsb. Tutto insieme, questo apparato militare-repressivo costa ai russi quasi il 40% della spesa pubblica, e la stima è ovviamente approssimativa, anche perché molte voci del bilancio russo sono coperte dal segreto di Stato.
La riduzione delle spese militari non sembra venire nemmeno considerata come
opzione, smentendo tra l’altro le dichiarazioni di ieri di Putin su una guerra che «sta volgendo a termine».
Una voce del bilancio russo che, invece, quasi sicuramente verrà risparmiata dalla scure dei tagli sarà il programma da 26 miliardi di dollari dedicato alla longevità, con l’obiettivo di vivere almeno fino a 150 anni (di cui Putin ha discusso con il presidente Xi Jinping a Pechino) finanziato dallo Stato, ma gestito dalla ricercatrice – e figlia del presidente – Maria Vorontsova e dal fisico Mikhail Kovalchuk, il fratello del potente oligarca Yuri Kovalchuk.
Il programma ufficialmente è dedicato a «nuove tecnologie di conservazione della salute», ma secondo il Wall Street Journal, che ha pubblicato indiscrezioni su questo progetto, in realtà avrebbe un solo potenziale beneficiario: Vladimir Putin. Il progetto prevede la produzione in vitro di tessuti e l’allevamento di maialini geneticamente modificati dai quali poi prelevare organi per trapianti. Il primo maiale geneticamente compatibile con Putin dovrebbe arrivare entro il 2030.
(da “la Stampa”)

argomento: Politica | Commenta »

CADE DA TRE METRI MENTRE LAVORA IN NERO: GLI IMPRENDITORI ITALIANI NON LO SOCCORRONO E LO ABBANDONANO IN STRADA

Maggio 30th, 2026 Riccardo Fucile

L’EPISODIO NEL VICENTINO, IL 56ENNE RITROVATO IN UNA POZZA DI SANGUE

Lavorava per loro in nero ma dopo una caduta da 3 metri, invece che portarlo in ospedale l’hanno abbandonato in mezzo alla strada in una pozza di sangue. È l’accusa scattata nei confronti di una coppia di imprenditori di 56 e 48 anni di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, che sono stati denunciati dai Carabinieri.
Secondo la ricostruzione dei militari, l’uomo, un 56enne di origini indiane, lavorava da alcuni giorni per la coppia in un maneggio della zona, senza un regolare contratto di lavoro.
Nella giornata di giovedì il lavoratore sarebbe precipitato da un’altezza di tre metri, per cause ancora da accertare, e i due, invece di chiamare un’ambulanza, l’hanno lasciato gravemente ferito in via Cà Dolfin, a poca distanza dall’ospedale.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

GOVERNO E INDUSTRIALI HANNO DESCRITTO UN’EUROPA MIOPE. MA E’ L’ITALIA CHE NON CI VEDE

Maggio 30th, 2026 Riccardo Fucile

QUANDO L’ITALIA RECEPISCE UNA DIRETTIVA EUROPEA CI AGGIUNGE TROPPI VINCOLI CHE NEL TESTO ORIGINALE NON ESISTONO

All’assemblea Confindustria 2026 alla Nuvola dell’Eur, governo e industriali hanno recitato lo stesso copione: l’Europa è un gigante burocratico che frena la crescita, l’ETS va sospeso, il nucleare ci salverà, nel frattempo andiamo a “tutto gas”.. Il messaggio di fondo di Meloni e Orsini è in gran parte sovrapponibile.
Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha detto anche cose vere: il costo dell’energia è “una vera e propria minaccia esistenziale” per la manifattura, ci sono 131 GW di rinnovabili bloccati dalle Regioni e su questo ha chiesto correttamente un intervento bipartisan dello Stato. Ha invocato mercato unico dell’energia, mercato dei capitali e debito comune europeo per investimenti strategici: proposte non prive di senso. Ma poi è arrivato il salto logico: il sistema ETS è “una vera pazzia” che ha trasformato la decarbonizzazione in “speculazione finanziaria” e va sospeso subito. Il gas è “fondamentale per mantenere la stabilità energetica del Paese” e pensare di farne a meno è “miopia”. Sul nucleare, chi sostiene che i 10-15 anni necessari per costruire un reattore siano un problema dice una cosa “falsa”. Europa e decarbonizzazione: i nemici delle imprese italiane.
Meloni ha fatto lo stesso dal podio, con maggiore enfasi retorica. L’UE è un “gigante burocratico” che ha sacrificato competitività e crescita sull'”altare di approcci ideologici e tecnocratici”. Il Green Deal era un “orpello ideologico” spazzato via dalla storia. La “giungla normativa” europea va disboscata. E poi, quasi di passaggio, la proposta concreta agli industriali in sala: avviare subito “un cantiere comune per arrivare a una riforma radicale della burocrazia in Italia”. In Italia. Meloni stessa individua il vero problema, lo dice alla platea giusta, poi torna ad attaccare l’Europa. A questa contraddizione se ne aggiunge un’altra più strutturale: chiede velocità nelle decisioni europee, ma difende l’unanimità al Consiglio dove basta il veto di uno Stato membro, anche il suo, per bloccare tutto. Paolo Gentiloni ha sintetizzato bene: dire che il problema dell’Italia è la burocrazia
di Bruxelles “ricorda quello che diceva che il problema di Palermo è il traffico”. E l’Italia è ultima per crescita e prima per debito in Europa, nonostante abbia ricevuto negli ultimi anni circa 200 miliardi di fondi europei: più di qualsiasi altro Paese nella storia dell’Unione.
Anche sull’ETS, governo e Confindustria combattono la stessa battaglia: sospensione immediata, riforma radicale, basta speculazione. Ma si sbaglia nemico. Il prezzo dell’elettricità in Italia è formato per l’89% delle ore dal gas: il costo del carbonio pesa al massimo il 10% sulla bolletta finale, meno dell’IVA. L’Autorità europea sui mercati finanziari ESMA ha indagato due volte sulla presunta speculazione e ha concluso ogni volta che non esiste. Esistono invece molte risorse mal utilizzate: dal 2012 al 2024 le aste ETS hanno generato 18,2 miliardi di euro per l’Italia, di cui solo il 9% è stato investito in politiche di accompagnamento alla transizione, contro il 100% previsto dalla normativa UE. Il dibattito sulla revisione dell’ETS è legittimo, ma la domanda seria è: chi ha usato male quei miliardi?
La vera burocrazia che strangola le imprese non viene da Bruxelles. Il corpus normativo UE conta circa 20.000 atti; quello italiano supera i 150.000. Nel solo 2024, tra Gazzette Ufficiali e supplementi, sono state pubblicate 35.140 pagine di norme italiane. Il problema si chiama goldplating: quando l’Italia recepisce una direttiva europea, ci aggiunge strati di vincoli che nel testo originale non esistono: è così, ad esempio, che i 131 GW di rinnovabili approvati restano bloccati per anni, per scelte di Roma e delle Regioni. Le barriere alla concorrenza nei servizi sono prodotto di scelte tutte italiane: concessioni prorogate a vita, iter autorizzativi che duplicano quanto richiesto dall’UE. E non basta: con 75 procedure di infrazione aperte, l’Italia ha pagato oltre 1,1 miliardi in sanzioni europee dal 2011, più del 70% per danni ambientali con effetti diretti sui cittadini; tutte risorse tornate a Bruxelles. Inoltre, l’Italia continua a non volere ratificare il MES, bloccando di fatto proprio quel mercato unico dei capitali che Orsini stesso chiede come priorità assoluta.
Sul nucleare, nessuno nei piani alti di Confindustria o del governo crede davvero che possa abbassare le bollette italiane in tempi utili. Mettiamo in fila un po’ di numeri e fatti: il PNIEC prevede 0,4 GW di SMR al 2035, che corrisponderebbe all’incirca all’1,1% del consumo nazionale: irrilevante.
Bankitalia scrive senza ambiguità che il nucleare non avrebbe impatti significativi sui prezzi. Gli SMR non esistono ancora commercialmente in Occidente: NuScale non ha cantieri aperti, Newcleo e Naarea sono in crisi finanziaria. Secondo Lazard 2025, il nucleare di nuova costruzione costa tra 141 e 220 dollari per MWh; il solare tra 38 e 78, l’eolico tra 37 e 86. La Corte dei Conti francese ha rivisto al rialzo il programma EPR2 da 51,7 a oltre 67 miliardi, con la possibilità concreta di superare i 100, e la prima coppia di reattori non entrerà in funzione prima del 2039-2044. Per l’Italia, che riparte da zero, si parla realisticamente di 25-30 anni. Nel frattempo, un parco fotovoltaico industriale si costruisce in 18-36 mesi.
C’è poi un problema tecnico che il dibattito italiano ignora: il nucleare è una fonte che produce 24 ore su 24 e si modula con difficoltà. Aggiungere nucleare a un sistema che cresce in rinnovabili non risolve l’intermittenza: la peggiora. In Francia, nel 2025, si sono registrate 436 ore di prezzi negativi proprio perché il nucleare non riesce a modulare con le rinnovabili in eccesso.
Lo stesso vale per il gas, presentato come “fonte di transizione”, ma di fatto blindato come scelta strutturale: investire in nuovi rigassificatori e contratti pluridecennali mentre si annuncia un nucleare lontano vent’anni significa rendere il gas permanente fino al 2045 almeno. E poi: chi obietta “compriamo elettricità nucleare dalla Francia, è ipocrita esserne contro” ci vede come borghetti chiusi da mura e non come un libero mercato: l’Italia importa il 16% del fabbisogno, un terzo dalla Francia, non perché siamo vulnerabili ma perché il mercato europeo è progettato per scambiare energia. La Francia esporta non per generosità ma perché deve: il suo nucleare è troppo rigido per assorbire la produzione rinnovabile in eccesso. È un problema francese, non un modello da imitare. La vera vulnerabilità italiana non è dove compriamo elettricità: è quanto la paghiamo. E paghiamo cara perché nel 70% delle ore il prezzo è fissato dal gas.
La sicurezza energetica non si compra con una promessa al 2050: si costruisce nei prossimi cinque anni, riducendo la dipendenza dal gas. Come? Sbloccando le 4.000 concessioni rinnovabili ferme. Investendo seriamente in accumuli: il MACSE di Terna, già attivo, va potenziato. Lanciando un piano nazionale per ridurre la povertà energetica di 2,4 milioni di famiglie, usando fondi europei in gran parte no
utilizzati. Recependo finalmente la Direttiva Efficienza Energetica, scaduta lo scorso 11 ottobre, e applicando tempestivamente la direttiva Case Green. Tutte cose che si fanno in due-cinque anni, non in venticinque. Ogni gigawatt di rinnovabili installato oggi abbassa il prezzo dell’elettricità in Italia oggi, non nel 2050.
Invece, in 40 giorni il governo ha approvato un decreto bollette da circa 5 miliardi di euro fatto di bonus una tantum, sconti volontari e contributi a pioggia che non cambiano la struttura del prezzo dell’elettricità italiana. Misure effimere e costosissime. Quel miliardo e mezzo destinato alle famiglie, se investito in efficienza energetica delle abitazioni, avrebbe potuto contribuire ad abbassare le bollette per i prossimi vent’anni e creato lavoro qualificato. Questa è la differenza fra una politica energetica strutturale e una politica di rincorsa permanente, che rifiuta di pensare che si può fare a meno di gas, petrolio, carbone.
Il giacimento di sicurezza energetica che abbiamo già in casa si chiama efficienza, e si nutre di sole, vento e accumuli. Continuare a inseguire una promessa lunga un quarto di secolo, mentre famiglie e imprese chiedono risposte adesso, non è scelta strategica. È una scelta di campo: contro politiche climatiche sempre più urgenti, a favore di chi guadagna e specula oggi, a discapito di famiglie e imprese. E in Europa, dove la Spagna abbatte i prezzi con le rinnovabili, la Germania accumula gigawatt di batterie, e la Francia stessa fatica a far quadrare i conti del nucleare, l’Italia si distingue per una cosa sola: per la caparbia con cui sceglie la strada più cara e più lunga. Non è la fatalità del mercato né l’inevitabilità della tecnologia: è una decisione politica precisa, che si può rovesciare. Ma per farlo bisogna cominciare a fare ciò che serve adesso: sbloccare i progetti rinnovabili, finanziare l’efficienza, ridurre la dipendenza dal gas.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

GLI OPERAI INDIANI IMPIEGATI NEL CANTIERE PER IL NUOVO CONSOLATO AMERICANO DI MILANO LAVORAVANO IN CONDIZIONI DI “PARA SCHIAVITÙ”: TURNI MASSACRANTI, PAGHE DA FAME, VIOLENZE E MINACCE

Maggio 30th, 2026 Riccardo Fucile

I LAVORATORI ARRIVAVANO IN ITALIA DALL’INDIA PAGANDO UN “PIZZO” DI 5/6.000 EURO ALL’AGENZIA INTERMEDIARIA “DYNAMIC HOUSE”. UNA VOLTA ARRIVATI, VENIVANO MESSI A LAVORARE IN CANTIERE DALLE 10 ALLE 12 ORE AL GIORNO, PER 2 EURO L’ORA, POI I CAPORALI DETRAEVANO 500 EURO PER L’ALLOGGIO IN HOTEL E 300 PER LA PAUSA PRANZO

Un meccanismo «criminale» in più fasi. La prima: l’operaio indiano s’indebita e paga cinquemila euro — un «pizzo», secondo chi indaga — per arrivare a Milano e poter lavorare. La seconda: cominciano i turni massacranti in cantiere, dalle dieci alle dodici ore al giorno, per due euro l’ora, tra insulti, botte e il divieto di ammalarsi. La terza: dallo stipendio che non supera i 1.500 euro, i caporali detraggono 500 euro per l’alloggio in hotel e 300 per la pausa pranzo. Nelle tasche degli schiavi rimangono pochi spiccioli
Una condizione di «para schiavitù», la definiscono i pm di Milano Paolo Storari e Mauro Clerici, che con i carabinieri del lavoro commissariano il colosso americano Caddel e la sua articolazione italiana, impegnata a Milano in un progetto da 200 milioni di dollari: la costruzione del nuovo consolato Usa.
Dove ieri, alla notifica dell’atto che dispone l’amministrazione giudiziaria, ci sono anche momenti di tensione con i responsabili dell’area, considerata territorio statunitense. Sono indagati la Caddell per la responsabilità amministrativa degli enti e un responsabile dell’impresa per caporalato, il turco Ulas Demir
Centinaia i muratori e manovali che la Caddel recluta in India attraverso una società che fa da intermediaria, la Dynamic House. […] Una trentina gli operai che scelgono di raccontare il loro inferno quotidiano, i turni dalle sei del mattino alle sei di sera, tutti i giorni tranne la domenica.
Uno di loro dice: «Guadagnavo 1.400-1.500 euro al mese, ma da quelli pagavo 510 euro per l’albergo e 350 euro per mangiare».
Soldi detratti dai capi senza possibilità di protestare. Significa che in tasca restano 640 euro. Di questi, spesso, più della metà viene spedita a casa. C’è chi rimane a Milano anche con 150 euro in tasca. Sulla base dei contratti, si scoprono «retribuzioni orarie estremamente ridotte, comprese tra 1,31 euro e 1,91 euro»Un testimone racconta: «Gli insulti erano quotidiani e anche la minaccia che se non accettavo quelle condizioni mi avrebbero rimandato in India. Ci sono stati anche gesti di violenza fisica. «Una volta Aji (capoturno, ndr), dopo che mi ero lamentato per i soldi, mi ha rinchiuso nell’ufficio». Un altro schiavo racconta: «L’episodio che ricordo è di un operaio indiano che era caduto dalle scale mentre portava con sé del materiale. Si era fatto molto male ma non era stata chiamata l’ambulanza. Dopo due giorni è stato rimandato in India. In molti si facevano male ma si cercava sempre di risolvere il problema con medicazioni veloci».
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

I CONTI SONO PRESTO FATTI: SE VANNACCI NON SI ALLEA CON IL CENTRODESTRA, IL “CAMPO LARGO” VINCE LE ELEZIONI POLITICHE. SE IL GENERALE FA SQUADRA CON LA MAGGIORANZA, MELONI & FRIENDS INCASSANO IL PREMIO DI MAGGIORANZA (MA LA SOMMA NON SEMPRE FA IL TOTALE: SE ENTRA IN COALIZIONE “FUTURO NAZIONALE”, ESCE FORZA ITALIA, CHE NON VUOLE ALLEANZE CON VANNACCI)

Maggio 30th, 2026 Riccardo Fucile

I SONDAGGI BY PAGNONCELLI: FDI AL 27,6%, LEGA AL 5,7% (LIVELLO PIU’ BASSO. DAL 2022), FORZA ITALIA 8,2% – IL PD E’ AL 20,1%, M5S 14,5%, AVS 6,8% – ITALIA VIVA 2,0%, +EUROPA 1,5%, AZIONE AL 3,1% – IL PARTITO DI VANNACCI E’ AL 4,8%

La politica interna ha visto innanzitutto il tema della crisi energetica, con costi sempre più pesanti per imprese e famiglie. Dopo la mancata uscita dalla procedura di infrazione europea per eccesso di deficit, altri elementi hanno segnalato difficoltà consistenti per il governo sotto il profilo economico: il rapporto Istat segnala un Paese in difficoltà, poco dinamico, invecchiato; si prevede che quest’anno il debito sarà il più alto d’Europa, superando anche la Grecia; da ultimo, la crescita prevista per l’Italia è molto bassa, di nuovo agli ultimi posti in Europa.
Un insieme di dati preoccupanti per le forze di governo che hanno anche manifestato su diversi temi, come sempre più spesso succede, posizioni distanti e a volte confliggenti.
Una boccata di ossigeno, per la compagine di governo, è però arrivata dai risultati delle recenti elezioni amministrative, che tutto sommato segnalano una buona tenuta del centrodestra, con qualche vittoria di rilievo come a Venezia e Reggio Calabria.
E le intenzioni di voto segnalano con evidenza come l’ipotizzata onda lunga a favore del centrosinistra dopo la vittoria referendaria non ci sia stata. Anzi: Fratelli d’Italia si rafforza rispetto al mese scorso, collocandosi al 27,6% con una crescita
dell’1,4%; crescita che compensa le perdite in particolare di Forza Italia (oggi all’8,2%, in calo dello 0,8%), mentre la Lega si colloca al 5,7%, sostanzialmente stabile al livello più basso dalle Politiche. Cresce dello 0,7%, invece, Futuro nazionale di Vannacci, oggi stimato al 4,8%. Tra le forze di opposizione il Pd perde il 2,2% e viene stimato al 20,1%, il dato più basso degli ultimi anni.
Sembra pagare la «non vittoria» delle amministrative (ma il conto di vincitori e perdenti si dovrà fare dopo i ballottaggi), in particolare a Venezia, su cui aveva molto investito. Stabili le altre forze, dai pentastellati stimati al 14,5% su cui non sembrano pesare i risultati non entusiasmanti delle elezioni locali, fino ad Avs (6,8%), Italia viva (2,0%) e +Europa (1,5%). Altrettanto stabile Azione, forza stimata al 3,1%.
Oggi incerti e astensionisti sono al 39,8%, due punti in meno rispetto ad aprile. Che l’onda del referendum non abbia avuto effetti si evidenzia non solo dai dati appena illustrati ma anche dai flussi di voto: tra gli elettori del No quasi un quarto è tornato ad astenersi, dato che invece scende al 16% tra chi votò Sì.
I risultati variano in funzione della presenza o meno di Futuro nazionale nella coalizione di centrodestra. Senza Vannacci (che, come vediamo dai flussi, ottiene voti principalmente dalla Lega, quindi da Fratelli d’Italia e in misura minore ma apprezzabile anche da chi alle Europee si è astenuto), il campo progressista otterrebbe il 44,9% contro il 42,3% del centrodestra e si aggiudicherebbe il premio di maggioranza con 220 deputati, il centrodestra ne avrebbe 148, Futuro nazionale 17, Azione 11, le altre forze 4.
Se invece Futuro nazionale fosse organico al centrodestra, questa coalizione otterrebbe il premio di maggioranza di 220 seggi, il centrosinistra ne avrebbe 165, Azione 11, gli altri 4. Naturalmente si tratta di stime che ipotizzano che, nelle diverse alleanze, tutti gli elettori dei singoli partiti convergano sulle coalizioni di riferimento.
Sappiamo però che non sempre la somma fa il totale: la presenza di Vannacci è esclusa da Forza Italia, mentre nel centrosinistra abbiamo visto gli elettori pentastellati scegliere in misura rilevante il candidato del centrodestra a Venezia. Insomma, non è detto che questa convergenza sia assicurata.
Nando Pagnoncelli
per il “Corriere della Sera

argomento: Politica | Commenta »

NON E’ BASTATA LA SCONFITTA AL REFERENDUM? TRA GLI ELETTORI DEL CENTRODESTRA, IL 64% È FAVOREVOLE ALL’ELEZIONE DI UNA NUOVA ASSEMBLEA INCARICATA DI RISCRIVERE LA COSTITUZIONE

Maggio 30th, 2026 Riccardo Fucile

IL SONDAGGIO “YOUTREND” IN OCCASIONE DEGLI 80 ANNI DEL REFERENDUM DEL 2 GIUGNO 1946: TRA CHI VOTA PARTITI DEL CAMPO LARGO, IL 65% E’ CONTRARIO A UNA NUOVA ASSEMBLEA COSTITUENTE – INCREDIBILMENTE C’E’ UN 14.6% DI ITALIANI CHE IN ITALIA VORREBBE LA MONARCHIA

In vista dell’80° anniversario della Repubblica, nel sondaggio Youtrend per Sky TG24 diffuso oggi è stato chiesto agli italiani cosa avrebbero votato al referendum del 2 giugno 1946, se avessero potuto partecipare. L’85,4% indica la Repubblica, mentre il 14,6% sceglierebbe la Monarchia: un divario molto più ampio rispetto al risultato reale di 80 anni fa, quando la Repubblica vinse con il 54,3% contro il 45,7% della Monarchia.
Dal sondaggio emerge inoltre come l’antifascismo venga considerato l’elemento che ha maggiormente unito gli italiani in questi 80 anni dal 59% degli elettori del campo largo, quota che scende al 18% tra chi vota il centrodestra.
Per quanto riguarda la Costituzione, il 69% degli italiani la considera ancora attuale – percentuale che sale al 92% tra gli elettori del campo largo – mentre il 22% la ritiene superata, dato che raggiunge il 32% nell’elettorato di centrodestra.
Nonostante ciò, il 45% degli italiani – e il dato sale al 64% tra chi vota per il centrodestra – si dice favorevole all’elezione di una nuova Assemblea Costituente, composta dai partiti attuali e incaricata di scrivere una nuova Costituzione. Di opinione opposta il 42% degli intervistati, contrari a una nuova Costituente – e tra gli elettori del campo largo sono il 65%.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

AL VOTO A NOVEMBRE? LA LEGA PENSA A UNA “SCOSSA”, CONTE NON VUOLE PRIMARIE CON L’OBOLO COSI’ VOTANO ANCHE LE TRUPPE CAMMELLATE DI CENTRODESTRA

Maggio 30th, 2026 Riccardo Fucile

ARIA DI ELEZIONI PER EVITARE CHE VANNACCI AUMENTI I CONSENSI, NELLA LEGA SI PREPARANO ALTRE USCITE

La differenza: Meloni prepara le elezioni e il Pd i gettoni (per le primarie). O si va in guerra contro la Russia, che lancia droni in Romania, o alle urne. Ascoltate Angelo Bonelli: “Ho questa idea: Meloni vuole andare al voto ora, presto, a
novembre”. Si sta deteriorando lo scenario. Si ragiona al nord, all’interno della Lega, di dare un “segnale potente”, che può essere la richiesta di istituzionalizzare la doppia Lega, fino all’impensabile: un congresso straordinario per una svolta. Vannacci fa organizzare cene a Roma e continua il suo ratto Lega. All’ultima ha partecipato Angelo Bof mentre Domenico Furgiuele, altro leghista, dice ora al Foglio: “Io non voglio morire né da partigiano, né da democristiano. Tra Calenda e Vannacci sceglierò sempre Vannacci. Matteotti? La Camera è diventata un museo, si scoperchiano solo targhe”.
Questo è Furgiuele, il Ferragamo della Lega, il deputato che ha portato la Remigrazione alla Camera, un altro puntato da Vannacci: “Io non voglio morire da partigiano. A me tutte queste targhe che si scoperchiano, come quella di Matteotti, non piacciono. A me scoperchiare targhe non appassiona. Sento che a Vigevano è stato nominato Centinaio come commissario Lega, ebbene, perché questa nomina di Centinaio?”. Vannacci ha promesso che prima della sua San Sepolcro, a Roma, la prima assemblea nazionale di Futuro Nazionale, il numero dei parlamentari raddoppierà. Edoardo Ziello, il vice generale, sta dicendo che dopo il 2 giugno ci “sarà il botto e altri leghisti faranno il loro ingresso in FN”. Sono attesi per questa settimana almeno tre nuovi ingressi: Bof e i due ex leghisti passati in Forza Italia, Pierro e Bergamini. Sono deputati agganciati da Ziello. Li invita a cena, a via dei Coronari, e i leghisti camminano rasente i muri per non farsi vedere. Quando gli viene chiesto, rispondono come Pietro: “Tradire, io? Mai farei questo a Matteo”. Salvini è consapevole che serve accelerare prima che Vannacci eroda consenso. I leghisti hanno delle proiezioni da brividi. Se passa la nuova legge elettorale, si potrebbero avere venti deputati Lega alla Camera. C’è qualcosa di strano anche nella richiesta di Vannacci, uno che è digiuno di legge elettorale (a una riunione avrebbe chiesto come funzionasse con il premio). Sta dicendo di concentrarsi solo sulla Camera e di lasciare perdere il Senato perché il Btp di Vannacci è il tempo. La sua scommessa è che fra un anno il consenso non potrà che aumentare. Strappare senatori potrebbe mettere a rischio il governo e Vannacci non lo vuole: è il primo ad augurare lunga salute al governo Meloni. Dice Bonelli: “Sono arcisicuro che la Corte costituzionale boccerà la nuova legge elettorale, ma Meloni sta accelerando
per aggirare la bocciatura. Mi sto convincendo, lo ripeto, che Meloni voglia portarci al voto, ora”. Bonelli pensa addirittura novembre, in maggioranza ritengono aprile, maggio. E’ la destra che fa l’agenda della sinistra. Il Pd si augura che la Lega possa alla fine provocare l’incidente sulle preferenze e mandare a monte tutto mentre Salvini vuole, e lo chiede, che la legge passi senza scherzi. Perché? Il partito di Salvini è vulnerabile. Tra Milano, Venezia, Trieste corre l’idea che è necessario intervenire subito, pensare a un’operazione decorosa per contenere questo declino, un’operazione che permetta a Salvini di restare il nome nobile del partito ma con una formula nuova. Da anni si discute di questi tentativi, ma ora c’è Vannacci fuori dalla Lega che fa campagna contro la Lega. Sia Zaia, Fedriga sia Attilio Fontana sono convinti che Vannacci sia “un fenomeno” e difficilmente si esaurirà. Nessuno ha ancora il coraggio di pronunciare la parola anche perché sembra aberrante, ma si sussurra: si teme il “sorpasso” di Vannacci sulla Lega. Se restasse la vecchia legge elettorale, la Lega potrebbe ottenere un numero maggiore di parlamentari ma sembra quasi che Salvini si accontenti di un reparto scelto di leali. Bonelli, ancora: “Meloni avrà il problema della legge di Bilancio, del Safe. Se la legge verrà approvata una cosa è certa: la sinistra sarà pronta”. Le priamrie le chiede ufficialmente Giuseppe Conte, che ora dichiara: “Ormai da tempo si parla di primarie, a questo punto possono essere una soluzione”. Sono necessarie anche per Elly Schlein che teme il tavolo fra leader, la trappola. La contesa riguarda il numero dei candidati alle primarie, il voto online, il doppio turno e, attenzione, l’obolo, il gettone. Le primarie vengono costruite dalla macchina organizzativa del Pd. C’è un aspetto di cui si è parlato pochissimo ma che non è gradito a Conte. Alle ultime primarie chi ha votato, ha versato due euro. E’ più facile che versi un elettore del Pd che uno del M5s. E’ un’idea avvalorata dal M5s, che fa sapere di “non gradire elementi che ostacolano la partecipazione”. L’obolo è un ostacolo. Il doppio turno dipende invece dal numero dei candidati. Secondo Calenda, i candidati, alla fine, saranno quattro (occhio a Gori e Renzi), e Calenda, che usa malizia, si chiede: il candidato di Renzi appoggerà al secondo turno Schlein o Conte? Calenda propende per il secondo. La Russia minaccia i nostri sonni, quelli della destra li minaccia Vannacci. Furgiuele è contro le targhe ma i vannacciani sono per le lapidi. A
Modena, il suo Futuro Nazionale ha fatto un post con la tomba della Lega e la frase: “Lega Modena, 1991-2026. Si è spenta oggi dopo aver scelto la moderazione, la distanza dalla sua gente e l’irrilevanza politica”. Salvini lo chiamava “generale”, ma era il cassamortaro.
(da ilfoglio.it)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (40.593)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Luglio 2026 (511)
    • Giugno 2026 (545)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Maggio 2026
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
    « Apr   Giu »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • MORTE DI FAKIR, IL GIUDICE DEL CASO ALDROVANDI: “CHIARO ERRORE DEGLI AGENTI, NON DOVEVANO AMMANETTARLO”
    • LA PROCURA DI BRINDISI HA CHIUSO LE INDAGINI SU UN PRESUNTO SISTEMA DI TRUFFE AI DANNI DI BANCHE. TRA LE PERSONE FINITE SOTTO LA LENTE DELLA MAGISTRATURA C’E’ ANCHE NICOLA DI DONNA, CAPOGRUPPO DI FUTURO NAZIONALE NEL CONSIGLIO COMUNALE DI BRINDISI
    • AGLI ITALIANI COSTERÀ CIRCA 120MILA EURO IL CAMBIO AI VERTICI DELL’ENIT (ENTE NAZIONALE ITALIANO PER IL TURISMO) VOLUTO A NOVEMBRE 2022 DALL’ALLORA MINISTRA, DANIELA SANTANCHÈ: LO HA DECISO IL TAR LAZIO, ACCOGLIENDO LA RICHIESTA DI INDENNIZZO DELL’EX AD ROBERTA GARIBALDI, CHE UN MESE DOPO L’INSEDIAMENTO DEL GOVERNO MELONI ERA STATA ACCOMPAGNATA ALLA PORTA PER FAR POSTO A IVANA JELINIC, GIÀ PRESIDENTE DI FIAVET-CONFCOMMERCIO, NONCHÉ COMPAGNA DEL TRE VOLTE DEPUTATO FORZISTA, LUCA SQUERI
    • ITALIANI SULLA STRADA DEL RINSAVIMENTO: SPACCATI A META’ SULLA DOMANDA SE QUELLA DI ROGGERO E’ STATA O MENO LEGITTIMA DIFESA
    • LA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI. SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 . I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%)
    • LE DITTATURE CHE PIACCONO AI POPULISTI NOSTRANI. LA VENDETTA DEL CREMLINO SUI DISSIDENTI RUSSI ALL’ESTERO: CONTI BANCARI CONGELATI, NIENTE DIRITTI CIVILI, PERSINO DIVIETO DI MATRIMONIO. LA DUMA HA APPROVATO UN PACCHETTO DI LEGGI CHE PENALIZZA GRAVEMENTE GLI EMIGRATI CRITICI DEL REGIME
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA