“SONO STATO BULLIZZATO DALLA LEGA”: IL DEPUTATO VENETO DEL CARROCCIO, ERIK PRETTO, ATTACCA SALVINI E IL SUO PARTITO DOPO AVER RICEVUTO UNA PEC CHE LO ACCUSA DI MOROSITA’, CON TANTO DI PROCEDIMENTO DISCIPLINARE
“NON HO ANCORA CAPITO QUANTO DOVREI VERSARE. IN QUESTI ANNI HO DATO AL PARTITO OLTRE 260 MILA EURO E, STANDO AL SITO DELLA LEGA, CI SONO COLLEGHI CHE, PUR AVENDO INCARICHI IMPORTANTI E PRESTIGIOSI, NON RISULTA ABBIANO FATTO VERSAMENTI” (CHI SONO?)… PRETTO E’ FINITO NEL MIRINO PER LE SUE CRITICHE AL SEGGIO DATO AL TESORIERE ALBERTO DI RUBBA, FEDELISSIMO DI SALVINI, CHE E’ LOMBARDO E NON VENETO
Matteo Salvini è il bullo. E quello della Lega è “un atto di bullismo. Un attacco
strumentale”, dice al Foglio Erik Pretto. Il deputato veneto del Carroccio è “basito”. Il suo partito gli dà del moroso, manda mail, apre procedimenti disciplinari e minaccia di espellerlo per non aver saldato le quote. E così?
“Non ho ancora capito quanto dovrei versare. Ho ricevuto questa Pec senza che prima ci sia stato alcun confronto, senza preavviso. Nemmeno una chiamata. In questi anni ho dato al partito oltre 260 mila euro”.
Ma da Via Bellerio battono cassa.
“È surreale. Da quanto risulta sul sito della Lega ci sono colleghi, con incarichi prestigiosi, che non hanno fatto versamenti”.
Onorevole, la invitano a lasciare il partito? Il generale Roberto Vannacci lo aspetta.
“Sono in vigile attesa”.
Onorevole Pretto, riavvolgiamo il nastro. È moroso? Cosa è successo?
“Con estrema sorpresa lunedì ho ricevuto una mail, mi avvisavano dell’avvio di un iter disciplinare per non aver ottemperato agli obblighi dell’articolo 35 dello statuto”.
Prevede che ogni eletto dedichi un “tempo adeguato” all’espletamento dell’incarico assunto. Pretto, che viene da Schio in provincia di Vicenza ed è stato eletto in Veneto, si difende: “Su questo credo che nessuno possa dirmi nulla. Mi è riconosciuto da tutti il fatto che sul territorio sono tra i più attivi”.
L’art. 35 dice anche che i parlamentari debbano contribuire al partito, 3 mila euro al mese. Salvini aveva promesso una stretta, provvedimenti contro chi non paga, minacciando anche espulsioni.
“Tra erogazioni liberali, sovvenzioni e collaborazioni varie, pagate sempre per le attività della Lega sul territorio ho già sborsato oltre 260 mila euro. Ho fatto i conti. Ma a sorprendermi è il fatto che nessuno mi abbia telefonato o cercato Neanche uno che mi dicesse: ‘Guardi, lei ci deve questo’”.
E quanto deve, o dovrebbe?
“È una cifra che a oggi non conosco nemmeno io”, ribatte Pretto
“Le accuse che mi vengono rivolte non hanno fondamento, sono quanto mai surreali. E come se non bastasse mercoledì sera scopro mio malgrado che tutta la questione è stata comunicata alla stampa, in maniera assolutamente inopportuna”, dice Pretto.
“Un trattamento del genere non me lo aspettavo. Inoltre, stando al sito della Lega, ci sono colleghi che, pur avendo incarichi importanti e prestigiosi, non risulta abbiano fatto versamenti”.
Ma non a tutti sarebbe arrivata una pec, è così?
“Mi sono chiesto quale potesse essere la ragione di tutto questo interesse per me. Per come è stata gestita, questa vicenda è un attacco strumentale nei miei confronti. Evidentemente le vere ragioni sono altre”.
Pretto avanza alcune ipotesi, riguardano la partita della Lega veneta (ora commissariata con Tomaello) e le sue velleità di diventarne segretario. “Sicuramente c’è il fatto che alcuni militanti mi hanno proposto come candidato”. E ancora: “Non sono state gradite le legittime perplessità che ho espresso, in qualità di consigliere federale, sulle candidature alle suppletive in Veneto (Alberto Di Rubba e Giulio Centenaro, ndr) e su altre questioni legate al territorio, dando voce ai sindaci dell’alto vicentino”.
Per tutte queste ragioni Pretto s’è convinto che a mettere in giro le voci che lo danno in uscita dalla Lega, verso Vannacci, ma anche verso i meloniani e Forza Italia, siano gli stessi leghisti.
(da agenzie)
Leave a Reply