Gennaio 20th, 2009 admin
LA LEGA NE AVEVA FATTO SOLO A PAROLE UNA QUESTIONE DI VITA O DI MORTE, LO SCOPO ERA OTTENERE IN CAMBIO UN CONTRATTO DA DIRETTORE GENERALE PER IL FEDELE BONOMI A 550MILA EURO L’ANNO… MALPENSA HA VOLI E PASSEGGERI TROPPO LIMITATI E TROPPE QUESTIONE IRRISOLTE
Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire, dopo la conclusione della vicenda Nuova
Alitalia, almeno per quanta riguarda la scelta di Air France come vettore privilegiato e lo scalo di Fiumicino come hub.
In realtà le prese di posizione della Lega, della Moratti e di Formigoni sono state solo “dovute”, nel gioco delle parti, per far vedere ai lavoratori degli scali milanesi che qualcosa le istituzioni facevano, per tutelare il loro posto di lavoro.
Il governo ha messo giù un vago impegno a fare qualcosa in futuro per Malpensa, liberalizzando “qualcosina” e la Lega ha fatto passare questa eterea promessa come “la soluzione” del problema.
In realtà la Lega viziata dal potere ha dato il peggio di sé, tacendo.
Tutti zitti e abbottonati dopo le polemiche scoppiate in consiglio comunale a Milano dopo che si è scoperto che Giuseppe Bonomi, fedelissimo dell’Alberto da Giussano, per gestire gli aeroporti milanesi, si è regalato un contratto da direttore generale di 550mila euro e noccioline varie l’anno. E pensate solo alla rabbia dei lavoratori di Linate e Malpensa, quelli malpagati e in cassa integrazione, per non parlare dell’imbarazzo dei militanti in camicia verde che continuano a farsi prendere per il culo, mentre altri fanno gli affari.
Anche il cavalcare la questione Malpensa come hub era campata in aria fin dall’inizio, solo uno specchietto per le allodole, quando già si sapeva che i giochi erano fatti, proprio attraverso i soci nordisti di Colaninno e C. che avevano accordi redditizi con altri vettori e scali. Continua »
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Gennaio 16th, 2009 admin
UN MANAGER GENOVESE DENUNCIA SUL SECOLO XIX LA TARIFFA FLESSIBILE DI NUOVA ALITALIA… GENOVA ROMA A/R: 563 EURO… CON QUEL PREZZO DA GENOVA SI VA A NEW YORK (LUFTHANSA) E A HONG KONG (BRITISH AIRWAYS)… INIZIA IL MONOPOLIO CAI
La denuncia è arrivata puntuale, era solo questione di tempo, certamente è solo l’inizio del “nuovo ventaglio di tariffe” che la Nuova Alitalia mette a disposizione della gentile clientela, dopo aver preso possesso in regime di monopolio di molte tratte nazionali, attraverso la fusione con AirOne. Sulle pagine del “Secolo XIX” ecco la testimonianza di un manager pubblico genovese che martedì pensava di essere finito su candid camera quando per un volo A/R da Genova-Roma si è visto chiedere la cifra di 563,06 euro dalla Nuova Alitalia.
Aveva prenotato la sera prima e avendo esigenze particolari aveva optato per un biglietto flessibile, ovvero che non fissava un volo di ritorno preciso.
Ma è una cifra che tante aziende che devono mandare un proprio dipendente con urgenza nella capitale si devono ormai preparare a pagare.
D’accordo che si paghi la tariffa più alta, ma qui siamo a cifre fuori mercato.
Lo stesso presidente di Aeroporto di Genova Spa ha commentato: ” Un biglietto un po’ troppo caro, ma le tariffe le fanno le compagnie purtroppo e non gli aeroporti. Continua »
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Gennaio 15th, 2009 admin
FORMIGONI, MORATTI E LEGA SE LA PRENDONO CON LA OPZIONE ROMANOCENTRICA MA LA SCELTA ANTIMALPENSA E’ STATA PRESA A POCHI METRI DA PIAZZA DEL DUOMO… IL RUOLO DETERMINANTE DI MEDIOBANCA E DEL SUO PARTNER TRADIZIONALE, LA BANCA FRANCESE LAZARD, SPONSOR DI AIR FRANCE
Da giorni la Lega, con il soccorso interessato di Formigoni, Moratti e Penati, porta
avanti il “motivetto che gli piace tanto”, ovvero il solito ritornello dei politici romani che avrebbero tramato contro lo scalo milanese della Malpensa per favorire la scelta come hub di Fiumicino, a danno della causa nordista, dell’Expo universale di Milano e dell’economia lombarda in generale.
Una trama romanocentrica che ora depaupera scientificamente i voli da Malpensa e che ha come braccio armato Air France, scelta al posto di Lufthansa che invece avrebbe optato per lo scalo milanese come hub.
Ascoltiamo in questi giorni dichiarazioni indignate, prese di posizioni sulla “questione settentrionale” veementi, ma soprattutto enormi bluff, come quello di sostenere un reale interessamento della compagnia tedesca che in realtà non ha mai fatto una reale offerta a Cai per entrare in società, nonostante il suo massimo esponente sia andato tre volte a pranzo con Gianni Letta.
In fondo la strategia di Lufthansa è un inserimento graduale e soft nel mercato italiano: è stata sicuramente più nominata da altri ad arte che realmente interessata. Continua »
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Settembre 23rd, 2008 admin
CI SI E’ INCAPONITI SULLA CORDATA ITALIANA CHE HA FORMULATO UN’OFFERTA PEGGIORE DI AIR FRANCE ( CHE SI ASSUMEVA I DEBITI E LIMITAVA GLI ESUBERI) … UNA VENDITA SI BLOCCA SE SI HA UNA SOLUZIONE MIGLIORE, NON PER FARE UNA BRUTTA FIGURA… MEGLIO IL FALLIMENTO
Ci sono problemi che, riguardando decine di migliaia di persone ( nel caso Alitalia 20mila dipendenti e almeno altri 30mila posti nell’indotto), non dovrebbero mai essere oggetto di una campagna elettorale tra destra e sinistra. Troppo facile creare facili illusioni o liquidare la pratica con una delle tante promesse elettorali.
La tendenza ad “allargarsi” troppo nelle spese e nelle garanzie future, tipica dei partiti durante le elezioni, mal si concilia con il realismo economico. Valutando oggettivamente i fatti, senza paraocchi o pregiudizi, avevamo avvertito e denunciato fin dalla primavera che il centrodestra, sul tema Alitalia, sarebbe andato incontro a una grossa cantonata.
E oggi che il commissario straordinario Fantozzi, smarcandosi dagli imput del Governo, apre una regolare asta internazionale, come sarebbe stato auspicabile fin da subito, indipendentemente da come andrà a finire, ne siamo sempre più convinti. Continua »
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Agosto 29th, 2008 admin
GLI ESUBERI DIVENTANO 7.000 ( E GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI LI PAGHERANNO GLI ITALIANI), LA PARTE BUONA CEDUTA AI MAGGIORI CAPITALISTI ITALIANI CHE SE LA RIVENDERANNO TRA UN ANNO, GUADAGNANDOCI, AI PICCOLI AZIONISTI RIMARRA’ UN PEZZO DI CARTA STRACCIA, L’UNIONE EUROPEA CI SANZIONERA’ PER AIUTO DI STATO, E L’ANTITRUST PER POSIZIONE DOMINANTE SUL TRATTO MILANO ROMA… SI E’ PERSO SOLO TEMPO E DENARO… UN PRIVATO SAREBBE FALLITO DA ANNI
Noi, la storia dell’orgoglio nazionale di avere una compagnia di bandiera, la barzelletta che non potevamo cedere ad Air France la nostra storica Alitalia per una questione di dignità e di affezione al tricolore, che non potevamo “svendere” la nostra tradizione, non ce la siamo mai bevuta.
Anche perché tra chi perorava la causa mercantile (ovvio) di non accettare l’offerta francese che avrebbe penalizzato la Malpensa, c’erano quegli esponenti politici che del tricolore e delle tradizioni italiane non perdono occasione per dimostrare il proprio disprezzo.
Per noi il carrozzone Alitalia aveva succhiato fin troppi miliardi allo Stato: ultimamente perdeva 1 milione di euro al giorno, ma per anni gli stipendi dei manager erano milionari e quelli dei dipendenti il doppio di un normale impiegato privato. Una vergogna tutta italica di assunzioni clientelari, di raccomandati, di liquidazioni miliardarie, di rivendicazioni sindacali continue. Continua »
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Giugno 7th, 2008 admin
QUANDO SI E’ IN NETTO VANTAGGIO MAI DARE RETTA A CHI DAGLI SPALTI URLA “ALL’ATTACCO” CON LA BAVA ALLA BOCCA…. IL MINISTRO DELL’INTERNO PENSI A TROVARE I 49.000 CLANDESTINI CHE DELINQUONO, QUESTO E’ IL SUO COMPITO…IL RESTO LO LASCI FARE A CHI E’ COMPETENTE
Vi sono due casi significativi, prettamente di natura politica, che sottolineano il pericolo che corre il presidente del Consiglio quando si “lascia trascinare” dalla deriva leghista che tende a estremizzare spesso dei problemi solo per una “ricerca di visibilità” partitica. Il primo caso è quello della polemica sul “reato di immigrazione clandestina”, il secondo quello sulla soluzione del caso Alitalia. Senza dimenticare che ne esisterebbe un terzo, più tecnico, ma sempre con la stessa valenza, ovvero l’emergenza rifiuti in Campania. Ben due su tre vedono protagonista il ministro dell’interno Maroni.
Vediamo di spiegarci meglio, premettendo che vediamo in giro troppo servilismo verso un partito della coalizione che non ha raccolto l’ 80% dei voti, ma solo l’8%, il che vuol dire, tanto per capirci, che il 92% degli Italiani non l’ha votato. Il PdL, da solo, ha avuto 5 volte i consensi della Lega, Casini e Storace, insieme, la stessa percentuale di Bossi. Quindi ognuno conti , nella coalizione, per quello che rappresenta. Continua »
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Aprile 25th, 2008 admin
PRESTITI PONTE, CORDATE E CORDE AL COLLO: ALITALIA VI AUGURA BUON VIAGGIO E… A BUON RENDERE
Partiamo da un dato di fatto: ogni giorno Alitalia perde 1 milione di euro. Era il 30
gennaio quando il Cda della Compagnia approvava il budget 2008, evidenziando la necessità di 750 milioni di euro per contenere le perdite. Pochi giorni dopo, Alitalia annuncia che dal 30 marzo diventeranno operativi i tagli di 180 voli sui 350 dello scalo milanese della Malpensa. Il 20 marzo Silvio Berlusconi lancia la “cordata italiana” per salvare Alitalia e Malpensa, rinviando la ufficializzazione dei nomi a dopo le elezioni. Il 28 marzo Air France cambia la proposta di acquisto che aveva avanzato, tra mille critiche, due settimane prima: gli esuberi restano 2.100; il Cda Alitalia certifica che la cassa si è ridotta a 102 milioni. Arriviamo al 16 aprile: Berlusconi, vinte le elezioni, riapre ad Air France, ma “con pari dignità“; il 21 aprile Air France si ritira dalla trattativa. Contestualmente il Governo uscente, d’intesa con il nuovo, vara un “prestito ponte” di ben 300 milioni di euro per garantire per tre mesi solvibilità alla Compagnia di bandiera, in attesa di potenziali nuovi acquirenti. Continua »
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Dicembre 21st, 2009 admin
LO RIVELA IL LIBRO “ALITALIA, UNA PRIVATIZZAZIONE ITALIANA” DI UN ECONOMISTA E DI UN ESPERTO ALITALIA…8.100 LICENZIATI CON CASSA INTEGRAZIONE DI 7 ANNI PER FARE UN FAVORE A CAI…INVECE CHE FAVORIRE LO STATO SI E’ SOLO AGEVOLATO L’ACQUIRENTE
Lo avevamo sostenuto fin dall’inizio, quando per molti la “difesa dell’italianità della bandiera” sembrava improvvisamente una linea di confine: o stai con Alitalia o sei un traditore.
Come se l’italianità si dimostrasse facendo buttare miliardi di euro allo Stato. Non eravamo certo contrari a una privatizzazione, ma le persone normali la attuano nell’interesse del venditore, non dell’acquirente.
Da essa dovrebbero cioè derivare meno costi, più concorrenza, tariffe più basse, servizio migliore e incassi per lo Stato.
Nulla di tutto ciò è avvenuto con la cessione di Alitalia alla Cai di Colaninno. Anzi è accadutro l’opposto, come dimostra il libro “Alitalia, una privatizzazione italiana”, scritto da Claudio Gnesutta, docente di economia alla Sapienza e da Roberto De Blasi, dirigente Alitalia per lunghi anni.
Vendere Alitalia a Cai ci è costato caro, esattamente una cifra tra i 2,8 e i 4,4 miliardi di euro in più che se avessimo ceduto la compagnia di bandiera ad Air France.
Lo Stato ci ha perso da tutte le parti, sia in quanto azionista che in veste di creditore, avendo finanziato il famoso “progetto ponte” e sottoscritto obbligazioni.
Non solo: il Governo si è accollato i debiti della vecchia Alitalia non assorbiti da Cai, come quelli (400 milioni) della comagnia privata AirOne.
Per non parlare dei danni ai piccoli azionisti, risarciti in misura minimale.
La vendita ha avuto poi un elevato costo sociale: il problema del personale Alitalia non è mai stato causato dalla remunerazione troppo elevata, bensì dalla bassa produttività, ma Cai ha voluto subito affrontare il tema del costo del lavoro. Continua »
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Maggio 29th, 2009 admin
IL TAR DEL LAZIO HA RIMESSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE IL GIUDIZIO SULL’OPERAZIONE CAI… DISCRIMINATI ALTRI VETTORI, PERMETTENDO A CAI IL MONOPOLIO PER DUE ANNI SU CERTE LINEE INTERNE
Dopo il lodo Alfano, la vicenda Mills e il termovalorizzatore di Acerra, si torna nelle aule di giustizia anche per un’altra vicenda che aveva suscitato a suo tempo parecchie polemiche, ovvero l’assegnazione a condizioni di favore di Alitalia alla cordata Cai.
Ora il Tar del Lazio ha deciso di sospendere il giudizio e di trasmettere tutti gli atti alla Corte Costituzionale.
Sotto accusa c’è il decreto del 28 agosto 2008 che ha ampliato gli ambiti di applicazione della legge Marzano, consentendo alla Compagnia di bandiera di accedere all’amministrazione controllata, di procedere alla fusione degli asset buoni con AirOne e di arrivare alla successiva cessione alla Cai di Colaninno e Sabelli. Continua »
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