Febbraio 3rd, 2009 Riccardo Fucile
A DETTA DEL BRASILE ESSE NON RISPETTAVANO I DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UOMO… MITTERAND ACCOLSE MOLTI TERRORISTI SULLA BASE DELLA NON GARANZIA IN ITALIA DEL “GIUSTO PROCESSO”… IN BRASILE AL GOVERNO SONO SALITI ANCHE EX GUERRIGLIERI
Se per assurdo ma non troppo, Cesare Battisti fosse stato condannato come criminale
comune e non come “terrorista”, probabilmente sarebbe da anni ospite delle patrie galere.
Certamente da omicida normale il Brasile ce lo avrebbe già consegnato, ma, come ci ricorda il ministro brasiliano Genro, il Battisti è stato condannato come un terrorista “che voleva sovvertire violentemente l’ordine economico e sociale dello Stato italiano, promuovere un’insurrezione armata e suscitare una guerra civile”.
Contro questo tipo di reato l’Italia aveva emanato negli anni ’70 delle leggi speciali, ricorda Genro, “dando alla magistratura tutta una serie di poteri di polizia”. Era “possibile l’arresto sulla base di semplici sospetti” e “la carcerazione preventiva fino a 10 anni e 8 mesi”.
Per il Brasile il problema non è se Battisti sia colpevole o innocente, ma se le leggi speciali italiane rispettassero i diritti fondamentali dell’uomo, un po’ come il “Patriot Act” americano e Guantanamo. Il ministro brasiliano Genro ricorda che la Francia con la “dottrina Mitterand” accolse i terroristi perchè rischiavano di non avere “un giusto processo” in Italia, da qui il fondato sospetto che Battisti sia perseguitato per “ragioni politiche”. Continua »
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Febbraio 3rd, 2009 Riccardo Fucile
SI TRATTA DI UN TUNISINO CHE DAL 1982 E’ IN ITALIA SENZA PERMESSO … UN ANIDIRIVIENI IN CARCERE PER UNA DECINA D’ANNI, POI UN OMICIDIO… LIBERO CON L’INDULTO, FA UNA RAPINA… ANCORA LIBERO E ORA UN ALTRO OMICIDIO… 27 ANNI DI CLANDESTINITA’ E DI ORDINI DI ESPULSIONE MAI ESEGUITI
Ci sono notizie di cronaca che, se approfondite, sono più istruttive di tanti sermoni televisivi e di tante analisi di esperti che si alternano sui nostri schermi mediatici.
Iniziamo da una settimana fa, quando a Milano il 49 enne Chedly Ben Rebah, tunisino, ha ucciso un connazionale per questioni di droga. Dopo averlo accoltellato, è fuggito con il portafoglio e il cellulare della vittima.
La polizia lo ha rintracciato e arrestato nel suo appartamento dove sono stati rinvenuti trenta grammi di cocaina.
Chedly Ben Rebah è un esempio di come l’Italia conduce la lotta alla clandestinità , con particolare riferimento a chi delinque.
Il soggetto in questione è clandestino in Italia dal 1982, quando è stato fermato a Milano per il primo borseggio. Esattamente 27 anni fa.
Per diversi anni, in carcere ci è finito numerose altre volte, per borseggi, furti e rapine. Un andirivieni da san Vittore fino al 1990… Penserete: ” Ah, è stato espulso finalmente?”.
No, finisce in galera per omicidio, ci resta per 16 anni, perchè poi arriva l’indulto ed esce.
Dopo qualche tempo fa una rapina e torna in galera. Continua »
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Febbraio 2nd, 2009 Riccardo Fucile
LA VERITA’ PER CUI NELLA RAFFINERIA INGLESE LAVORANO GLI OPERAI SPECIALIZZATI DELLA IREM…SONO ANNI CHE LA TOTAL AVEVA PROBLEMI E NON NE VENIVA A CAPO, LA IREM E’ UNA DELLE PRIME QUATTRO AZIENDE AL MONDO SPECIALIZZATA NELLA MANUTENZIONE DI RAFFINERIE E HA OPERAI ESPERTI… GLI INGLESI PENSINO SEMMAI AI PROPRI MILIONI DI STUDENTI INCAPACI DI LEGGERE, SCRIVERE E FARE DI CONTO ( 47,6% ALLA FINE DELLA SCUOLA DELL’OBBLIGO) …IN ITALIA TROVANO SOLO L’APPOGGIO DEGLI ANTITALIANI DELLA LEGA
Gli operai siciliani non possono lavorare in Inghilterra? I picchetti hanno
bloccato gli ingressi nella raffineria di Lincolnshire, nel nord del Paese, di proprietà della Total.
Sembra una storia d’altri tempi, protagonisti i sindacati locali, eredi indegni delle mitiche “trade unions”. La mobilitazione impedisce ad un’impresa di Siracusa di lavorare nella raffineria, a dispetto di tutte le direttive europee sulla libera circolazione dei lavoratori.
Gli operai in sciopero sostengono che gli italiani “rubano i nostri posti” e con lo slogan ”lavori britannici ai lavoratori britannici” trovano anche in Italia qualche imbecille disinformato che si schiera con loro.
La verità però è un’altra e cerchiamo di sintetizzarla. Sono anni che la Total ha grossi problemi tecnici in questa raffineria e non è mai riuscita a venirne a capo con l’assistenza dei sapientoni britannici.
Ha quindi fatto un appalto, secondo le norme internazionali, per dei lavori speciali che è stato vinto dalla ditta Irem di Siracusa. Si dà il caso che la Irem non sia un’aziendina di poveri immigrati, ma una delle prime quattro imprese al mondo nel suo settore, cura un settore delicato, la manutenzione di impianti petroliferi. Un impegno da superspecialisti, non da lavoratori a cottimo.
Un’esperienza, quella della Irem, nata trent’anni fa all’ombra del petrolchimico di Priolo, fiorito nel sogno della grande industrializzazione in Sicilia. Continua »
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Febbraio 2nd, 2009 Riccardo Fucile
MENTRE IL GIUDICE NE MANDA DUE AGLI ARRESTI DOMICILIARE DOPO SOLI TRE GIORNI, UN GIORNALE ROMENO SMENTISCE LA TESI CHE FOSSERO INCENSURATI…TRE DEI QUATTRO STUPRATORI ERANO CONOSCIUTI COME VIOLENTI, CON PRECEDENTI PER FURTO, EPPURE SONO ENTRATI TRANQUILLAMENTE IN ITALIA…E ORA ACCUSANO DI ESSERE STATI PICCHIATI DAI CARABINIERI IN CASERMA
Appena arrestati, a seguito delle brillanti indagini ad opera dei carabinieri, i sei romeni accusati dello stupro selvaggio di Guidonia ( quattro per aver commesso la violenza e due per aver fornito copertura logistica ai ricercati), i media nazionali avevano evidenziato che fossero arrivati da poco in Italia e che si trattava di incensurati.
Nessuno nei giorni successivi ha mai smentito questa notizia, preferendo, pur di fronte allo sdegno che saliva dal popolo italiano per l’ennesima violenza di cui si macchiava un immigrato romeno in Italia, far apparire gli accusati come dei “poveri emarginati”, giunti nel nostro Paese alla ricerca di un lavoro onesto.
Premettiamo che ci sono in Italia tanti romeni che lavorano onestamente. Ma non era questo il caso: si è lasciato attraversare la frontiera a dei delinquenti, questa è la verità celata.
Lo rivela un giornale romeno, il quotidiano “Evenimentul Zilei” che, dopo aver dato atto alle autorità italiane di aver cercato di calmare la situazione, lanciando appelli alla popolazione di Guidonia perchè evitino di farsi giustizia da soli, si è preso la briga semplicemente di contattare la polizia romena.
Le forze dell’ordine di Bucarest hanno confermato che tre dei quattro stupratori era personaggi ben noti alla polizia, conosciuti per attività criminali, violenti e con precedenti penali. Altro che incensurati… Continua »
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Febbraio 1st, 2009 Riccardo Fucile
IN 40 GIORNI SONO GIA’ 13 I MORTI, IN AUMENTO VERTIGINOSO RISPETTO AL PASSATO… MESSNER RABBIOSO CONTRO GLI ALPINISTI DELLA DOMENICA… PROLIFERAZIONE DI SCUOLE, ATTREZZATURE SOFISTICATE, NAVIGATORI SATELLITARI… POI PROCEDONO IN CORDATA LEGATI TRA LORO, MA DIMENTICANDOSI DI ANCORARE LA CORDA A UN SOLIDO APPIGLIO… E TOCCA AGLI ALTRI ANDARLI A SALVARE
Tempo di scalate e di polemiche, scalatori dilettanti che si sentono professionisti,
scalatori professionisti che in realtà sono dilettanti, incidenti in costante aumento: lungo i 4.810 metri del Bianco i morti sono passati dai 37 del 2007 ai 50 del 2008, nel 2009 appena iniziato siamo già a 4 vittime.
Il grande alpinista Reinhold Messner è rabbioso: “Sostenere che la montagna non sia pericolosa è da perfetti imbecilli, sfidarla senza la dovuta preparazione significa andare incontro a morte sicura. Se in poche ore 5 alpinisti sono morti, il vero killer non è la montagna, ma una mentalità ormai prevalente secondo cui in montagna può andare chiunque, basta avere il navigatore satellitare e un’attrezzatura con materiali hi-tech”.
I vecchi alpinisti denunciano il proliferare di scuole che con poche lezioni danno l’illusione di trasformare un ragioniere in un grande rocciatore, quando poi ci si trova a tu per tu con ghiaccio, freddo, buio e crepacci, ci si lascia la pelle per inesperienza.
Una guida alpina denuncia situazioni paradossali, a proposito di avvenuti incidenti nelle scorse settimane. In pratica gruppi che procedevano in cordata legati gli uni agli altri, ma senza che la corda fosse ancorata a nessun solido appiglio.
Se uno scivola, in queste condizioni, è evidente che si trascina anche gli altri nel vuoto.
Altro caso incredibile nelle Marche, qualche giorno fa, quando due alpinisti sono rimasti bloccati in parete per “aver sbagliato la discesa”, in pratica non avevano alcuna idea di dove si trovassero, avevano improvvisato. Continua »
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Febbraio 1st, 2009 Riccardo Fucile
PER IL PARLAMENTO EUROPEO BLOCCO AL 4% E VOTO DI PREFERENZA… SENZA LISTE BLOCCATE I POLITICI DOVRANNO SVENARSI PER FARSI PUBBLICITA’…UNA CIRCOSCRIZIONE COPRE ALMENO 4 REGIONI
La soglia di sbarramento è la novità . Le preferenze sono la conferma. Ma se sul primo punto della legge elettorale per le Europee le reazioni del PdL e del Pd sono favorevoli, se non altro per interesse di bottega, sul secondo iniziano i mal di pancia.
E’ risaputo che Berlusconi fosse per le liste bloccate, alla selezione avrebbe pensato lui, evitando lotte intestine tra candidati che spesso favoriscono chi ha più mezzi che competenze specifiche da far valere a Strasburgo.
Alla fine le pressioni degli alleati hanno fatto vincere il sistema delle preferenze che presenta vantaggi e svantaggi.
Sicuramente per i candidati uno svantaggio non da poco sarà l’impegno economico che dovranno affrontare. Un conto è vivere al seguito del successo del proprio partito, un altro è farsi largo a spallate.
Si annuncia una campagna elettorale massacrante, considerando che le circoscrizioni sono 5 e raccolgono ciascuna almeno 4 regioni, con la necessità di disporre di un fiume di denaro per coprirle tutte. Continua »
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