Aprile 1st, 2009 Riccardo Fucile
SACCONI PARLA DI TESTO APERTO A MODIFICHE, CRITICI I SINDACATI, FAVOREVOLE CONFINDUSTRIA… MENO VINCOLI BUROCRATICI PER LE IMPRESE, MA ANCHE RIDOTTE LE SANZIONI AMMINISTRATIVE… QUELLE PENALI RESTANO SOLO PER CASI GRAVI… UN ERRORE DARE UN SEGNALE DI QUESTO TIPO
Sanzioni penali previste soltanto per inadempienze gravi e arresto del datore di
lavoro solo se sottovaluta il rischio nelle aziende altamente pericolose.
Il governo ha deciso di riscrivere le norme sulla sicurezza nei posti di lavoro che furono varate a maggio scorso dal governo Prodi, alcuni mesi dopo la tragedia alla Thyssen di Torino, in risposta alle sollecitazioni del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
Il Consiglio dei Ministri ha varato uno schema di decreto legislativo che prenderà il posto del Testo unico firmato dal governo precedente.
Ora il provvedimento sarà sottoposto al vaglio delle Regioni, competenti in materia, e verrà discusso in Parlamento e con le parti sociali, prima del via libera definitivo.
A Sacconi non è mai piaciuto il Testo unico in vigore, perchè disseminato di troppi vincoli burocratici per le imprese: non a caso i decreti attuativi e le norme accessorie sono sempre rimaste ferme al palo dopo il cambio di governo.
Votate a Camere sciolte, le norme precedenti sconterebbero, secondo Sacconi, una redazione frettolosa e numerosi errori.
Da qui l’esigenza di porre nuovamente mano alla materia con un “testo aperto” che finora ha trovato solo il consenso di Confindustria e delle associazioni dei datori di lavoro, dalla Cna alla Confcooperative, il che non depone molto a favore dell’equità della nuova impostazione.
I sindacati sono critici e vedono un’attenuazione delle sanzioni e una diminuzione degli obblighi dei datori del lavoro. Continua »
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Aprile 1st, 2009 Riccardo Fucile
SEGUONO DE GASPERI, TOGLIATTI, BERLINGUER, CRAXI, CARFAGNA, BRUNETTA… BERLUSCONI SOLO OTTAVO… FINI COMMENTA: “IO L’AVEVO DETTO”
Gli italiani, in effetti, sono strani, saranno anche volubili, amano la provocazione, ma di fronte al sondaggio commissionato dalla rivista “Quaderni di storia ligure”, una rivista che si occupa da anni di analisi storiografica, con particolare attenzione alla storia medioevale e contemporanea, che ha posto un campione rappresentativo di 2.000 italiani, con metodo telem. A4, a cura dell’Istituto di ricerca Icarus, di fronte a un ventaglio di nomi di statisti noti, ponendo la domanda: “Quale di questi uomini di Stato, presenti o passati, ottiene il suo maggiore gradimento ?”, hanno risposto in modo imprevedibile.
Chi si aspettava prevalessero i politici attuali è rimasto deluso, i primi cinque sono tutti appartenenti al passato. Ma è clamoroso il primo posto assegnato dagli italiani a Benito Mussolini con la motivazione delle “conquiste sociali” ottenute negli anni del consenso che avevano portato l’Italia all’avanguardia nel mondo.
Segue con due punti di distacco il padre della patria Alcide De Gasperi, poi la carismatica figura di Palmiro Togliatti, e ancora Enrico Berlinguer e Bettino Craxi.
Sesto posto a sorpresa, anche se parecchio distaccata, per Mara Carfagna che batte per un tornello il ministro Brunetta, primi esponenti del governo in carica, reduci da ottima accoglienza al congresso del Pdl.
Sorprendente l’ottavo posto per il premier Silvio Berlusconi, un risultato inferiore alle attese, ma sicuramente penalizzato dalla dispersione dei voti su personaggi altrettanto celebrati.
Seguono poi altri big come Giulio Andreotti, Gianfranco Fini ( che ha commentato: “L’avevo detto io che era il migliore statista del secolo” ), Massimo D’Alema, Casini, Bossi e Alemanno.
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