Maggio 27th, 2009 Riccardo Fucile
HANNO LAVORATO DUE GIORNI A RANGHI GIA’ DIMEZZATI: ORA TRA PONTE ED EUROPEE CI SI RIVEDE IL 9 GIUGNO… A CHE SERVONO 10.000 GAZEBO E 50.000 VOLONTARI PER RACCOGLIERE LE 50.000 FIRME NECESSARIE PER UNA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE? ..L’82% DEGLI ITALIANI E’ FAVOREVOLE, I PARTITI A PAROLE PURE….. PERCHE’ NON LA FATE SENZA TANTE PALLE?
Come accade a scuola, quando ti assegnano un compito, questa settimana c’e’ un
tema cui assicurare lo svolgimento: il taglio dei parlamentari.
Per attuare questo presunto dimezzamento dei circa 1.000 deputati e senatori pare occorra far intervenire le “truppe speciali” della milizia del popolo.
Pertanto, dopo l’indicazione data dal premier Berlusconi, la macchina da guerra del Pdl si è già attivata, sotto la guida strategica del generale Verdini.
Per raccogliere le 50.000 firme saranno messi in campo 10.000 gazebo nelle piazze italiane e saranno al lavoro ben 50.000 volontari pidiellini.
Si andrà avanti a oltranza fino a sfondare, ci scommettiamo, il muro dei 5 milioni di viventi e firmanti. Anche perchè i sondaggi dicono ovviamente che l’82% degli italiani è favorevole alla proposta.
Ci farebbe piacere conoscere anche quanti italiani sarebbero favorevoli a vietare la doppia carica di ministro ( o sottosegretario) e parlamentare ( con integrazione economica relativa) e quanti all’abolizione delle Province… ma purtroppo nessuno raccoglie firme in tal senso.
Che cosa è una legge di iniziativa popolare? E’ una facoltà prevista dall’art. 71 della Costituzione che consente agli elettori la possibilità di far discutere proposte che altrimenti i parlamentari non presenterebbero.
In pratica tali proposte hanno lo stesso identico valore di una qualsiasi altra firmata anche da un solo parlamentare. E’ evidente che se dei parlamentari condividono la proposta diventa inutile raccogliere le firme, bastano le loro. Continua »
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Maggio 27th, 2009 Riccardo Fucile
ABBIAMO PIU’ AGENTI CHE IN ALTRI PAESI EUROPEI, MA SONO I PEGGIO PAGATI… L’ORGANIZZAZIONE FA ACQUA, TROPPI SONO BLOCCATI NEGLI UFFICI IN FUNZIONI AMMINISTRATIVE… OGNI QUESTURA DEVE PAGARE DI TASCA I BIGLIETTI AEREI PER GLI ESPULSI….DIVISE E SCARPE DI TAGLIA SBAGLIATA, AUTO SCASSATE E SENZA RICAMBI… MA I SOLDI SI DANNO ALLE RONDE…
Abbiamo spesso sottolineato polemicamente da queste colonne che una seria e credibile politica della sicurezza non può prescindere dal partire a razionalizzare e consolidare la base di un’ipotetica piramide.
Un governo di centrodestra che ha vinto le elezioni proprio grazie al tema “dilagare della criminalità ” aveva una facile strada da percorrere.
Aumentare il numero delle forze dell’ordine, incrementare gli stanziamenti per mezzi e servizi, dare dignità e aumenti di stipendio ad agenti e carabinieri, ricostruire un’organizzazione interna efficiente.
Sarebbe bastato stanziare una cifra inferiore a quanto il Governo ha speso per salvare Alitalia e si sarebbe potuta operare una svolta.
Andiamo per ordine nell’analisi e partiamo da una constatazione: in Italia abbiamo un rapporto agenti/popolazione (dati Onu) superiore a qualsiasi altro Paese europeo: 559 ogni 100.000 abitanti, contro i 294 della Germania, i 259 della Gran Bretagna, i 210 della Francia. Continua »
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Maggio 26th, 2009 Riccardo Fucile
MANCANO DIECI GIORNI AL VOTO E C’E’ LA CORSA ALLA “MORALIZZAZIONE”… TUTTI SONO ANTICASTA, MA NON LI SCHIODI DALLA DOPPIA POLTRONA….SE VOLESSERO RIDURRE I PARLAMENTARI BASTEREBBERO 30 GIORNI, PER IL LODO ALFANO C’E’ VOLUTO MENO… GRAZIE, MA NON SIAMO TRA QUELLI CHE SI FANNO PRENDERE PER I FONDELLI
In certi momenti la politica italiana sembra una guerra per bande, in altri le
comiche finali, in altri ancora il festival dell’ipocrisia. Ora siamo a dieci giorni dal voto e tutti sparano le ultime cartucce. Abbiamo troppa esperienza per non tenere gli occhi ben aperti.
In altri tempi, neanche troppo antichi, in prossimità delle elezioni, qualcuno, mai identificato, metteva una bomba “intelligente” in qualche piazza o banca e alla fine, nel timore degli “opposti estremismi”, si rafforzava il “grande centro”, garanzia a vita del popolo italiano di poter morire serenamente democristiano.
I giornali allora non facevano inchieste su “papy” o sulle case di Di Pietro, tutti inneggiavano alla sicurezza, intesa come certezza di continuare a posare le nobili chiappe democratiche sulla poltrona. Nessuno allora faceva 10 domande al premier o al leader dell’Italia dei Valori e tantomeno chiedeva spiegazioni su a chi giovassero “gli opposti estremismi”.
Il potere si consolidava e la Casta mangiava.
Sviluppo della teoria andreottiana del “potere logora chi non ce l’ha”.
Esistevano forse i “cattivi maestri”, ma certamente continuavano a gestire il potere “i grandi maestri” e chi si prendeva troppo sul serio nel proprio ruolo faceva una brutta fine ( vedi delitti eccellenti di mafia e di terrorismo).
Arriviamo ai giorni nostri, pur con la prima Repubblica alle spalle, i due principali protagonisti sono più chiacchierati dei vecchi notabili democristiani. Allora qualcuno di loro magari frequentava nerboruti ragazzotti a cottimo o si faceva una sniffata di coca a uso terapeutico, ma con “riservatezza”. Continua »
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Maggio 26th, 2009 Riccardo Fucile
GLI IMMIGRATI POSSONO RICONGIUNGERSI CON I FIGLI MINORI E QUINDI PORTARLI IN ITALIA ANCHE SE NON HANNO UN POSTO FISSO….RICHIESTO UN REQUISITO DI REDDITO ANNUALE NON INFERIORE ALL’IMPORTO STANDARD DELL’ASSEGNO SOCIALE, DERIVANTE ANCHE DA LAVORO SALTUARIO, PURCHE’ LECITO
Gli immigrati, anche se non hanno un lavoro sicuro, potranno portare in Italia i loro figli minorenni. Lo stabilisce una sentenza depositata in queste ore dalla Cassazione che interviene per chiarire una norma della legge Bossi-Fini.
“Gli immigrati – sostiene la Cassazione nella sua decisione – possono ricongiungersi con i figli minori e quindi portarli in Italia, anche se non hanno un posto fisso”, l’importante è che guadagnino onestamente, anche con lavoretti saltuari, l’importo annuo equivalente all’assegno sociale.
Questa, in sintesi, la sentenza depositata pochi giorni fa dalla prima sezione civile della Cassazione che ha chiarito, tra le altre cose, che le norme della legge Bossi-Fini, così come modificate dal decreto legislativo numero 5/2007, andranno interpretate “nel senso che la domanda di ricongiungimento familiare, in presenza di requisiti di reddito, va accettata, anche se nel frattempo i figli sono diventati maggiorenni”. Continua »
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Maggio 26th, 2009 Riccardo Fucile
A STRASBURGO UN QUARTO DEI 214 MILIONI DI EURO DEL FONDO PENSIONI E’ FINITO NEI TITOLI TOSSICI… GARANTISCE UNA SECONDA PENSIONE DI 1.400 EURO AL MESE ED E’ FINANZIATA PER DUE TERZI DAI CONTRIBUENTI….ORA VOGLIONO FAR PAGARE GLI 80 MILIONI PERSI NUOVAMENTE ALL’EUROPARLAMENTO
Sarà anche che si vogliono eliminare sprechi e ridurre la Casta dei politici,
ma chissà perchè quando si tratta di quattrini e di mantenere e consolidare privilegi, allora si fa finta di nulla e tutto viene fatto passare sotto silenzio.
Parliamo dei parlamentari europei di cui abbiamo già avuto modo di trattare, sia per i 12.000 euro di stipendio netto, che per i 17.000 euro netti mensili di cui dispongono a loro piacimento per il funzionamento del loro ufficio.
Molti non sanno che i parlamentari europei si sono creati pure un Fondo pensione: nella legislatura in scadenza lo hanno sottoscritto 478 deputati su 785 membri del Parlamento.
Da quando il fondo è stato istituito, nel 1993, nell’elenco dei suoi soci sono entrati 150 parlamentari italiani, di tutti i partiti.
E’ un grosso affare per i suoi sottoscrittori perchè fa maturare una grossa pensione, il cui finanziamento è per due terzi a carico del Parlamento europeo e un terzo sarebbe a carico del deputato. Continua »
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Maggio 25th, 2009 Riccardo Fucile
LA FEDERAZIONE ROMANA DI RIFONDAZIONE CONTESTATA: IL PARTITO NON SALDA UN DEBITO DI 78.000 EURO ALLA LORO COOPERATIVA DI AFFISSIONI… I 28 LAVORATORI DI “ZONA ROSSA” COSTRETTI A UNA INGIUNZIONE DI PAGAMENTO…
Chissà perchè quando si tratta di pagare il “Sol dell’avvenire” è sempre di là da venire. Ne volete una dimostrazione?
Recatevi presso il portone di viale del Policlinico 131, sede della federazione romana di Rifondazione comunista, e vedrete una miriade di volantini attaccati ai muri limitrofi dal titolo “Sono peggio dei padroni”.
Gli incazzati sono i compagni della cooperativa “Zona Rossa”, professionisti di lungo corso delle affissioni dell’estrema sinistra, gente del mestiere insomma da oltre sei anni.
Sono incazzati neri ( la tonalità del colore non risulti provocatoria…) con i dirigenti di Rifondazione che si rifiutano di pagare loro le affissioni della campagna elettorale del 2008, in ritardo quindi di un anno.
Si tratta di 65.000 euro più Iva al 4%, a cui devono aggiungersi altri 12.000 euro per una rimanenza addirittura della campagna 2006.
Insomma un caso tipico di sfruttamento dei lavoratori operato dai “padroni delle ferriere”? Diremmo di sì, salvo che il datore di lavoro in questo caso ha le vesti del partito che i lavoratori dovrebbe tutelarli per principio.
Il segretario della federazione romana, Giuseppe Carroccia, dice che pagherà prima o poi, appena ne avrà la possibilità . Continua »
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Maggio 25th, 2009 Riccardo Fucile
PER SOCCORRERE L’AZIENDA TORINESE DAL 1960 AD OGGI, IL CONTRIBUENTE ITALIANO HA PAGATO 110 MILA MILIARDI DELLE VECCHIE LIRE.….CONTINUA LA POLITICA DELLA FIAT CHE FINANZIA LE RISTRUTTURAZIONI COI SOLDI PUBBLICI MA NON CONDIVIDE MAI I VANTAGGI CHE NE DERIVANO… IN VISTA CI SONO ALTRI TAGLI
E’ aperta la corsa per conquistare Opel: in attesa che le tre offerte
vengano esaminate dal governo tedesco, sono in molti al Governo a tifare Fiat, ma giustamente i più avveduti (e tra questi il ministro Scajola) si preparano a chiedere garanzie sulle ricadute occupazionali in Italia.
Perchè sarebbe tafazziano, dopo aver dato aiuti all’azienda torinese con la rottamazione, che a fare le spese di un successo di Marchionne in terra tedesca sia paradossalmente qualcuno dei 5 stabilimenti italiani del Lingotto, con Termini Imerese e Pomigliano in pole position.
Il risiko della vicenda auto è infatti un’operazione ad alto rischio per l’occupazione, inutile nasconderlo.
Il rimescolamento non sarà indolore e in ballo ci sono 18mila posti di lavoro, visto che si parla di tagliare il costo del lavoro di 1,2 miliardi di dollari.
E sulla capacità della dirigenza torinese di monetizzare anche le disgrazie per ricavare soldi pubblici mai restituiti si è soffermata una ricerca dell’analista finanziario, nonchè ex ministro del Bilancio, Giancarlo Pagliarini che, riclassificando i conti pubblici degli ultimi decenni, ha fatto una “scoperta” interessante: dal 1960 ad oggi, ovvero in 50 anni, ammonta a 52 miliardi di euro, ovvero a 110mila miliardi delle vecchie lire, il costo sostenuto dallo Stato italiano, ovvero dal contribuente, per soccorrere la Fiat nelle sue frequenti crisi economiche. Continua »
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Maggio 25th, 2009 Riccardo Fucile
NEGLI ISTITUTI DI PENA OLANDESI APPENA 12.000 DETENUTI IN 14.000 CELLE…PER EVITARE DI CHIUDERE LE PRIGIONI E LICENZIARE LE GUARDIE SI IMPORTANO 500 CONDANNATI DAL VICINO BELGIO
La situazione delle prigioni nei Paesi Bassi è divenuta insostenibile e le guardie carcerarie olandesi sono molto preoccupate, ma il motivo è l’esatto opposto che nella maggior parte degli altri Paesi del mondo: il tasso di criminalità è in discesa da anni e migliaia di celle restano vuote.
Sono ben otto i penitenziari che stanno per chiudere, con conseguente perdita di 1.200 posti di lavoro e si stanno cercando le soluzioni più disparate per far fronte alla crisi.
All’appello mancano 2.000 carcerati, in quanto su 14.000 celle disponibili, solo 12.000 sono occupate.
Percentuali da far rabbrividire in Italia, dove l’indulto non è servito a nulla e nella maggior parte degli istituti di pena in una cella sono costretti a convivere anche 6 detenuti.
In Olanda invece 1 detenuto per cella e ne restano lo stesso vuote altre 2.000. In mancanza di vocazioni, si è deciso intanto di accogliere 500 detenuti provenienti dal vicino Belgio dove invece si contano esuberi, ma per salvare le guardie carcerarie olandesi dal licenziamento potrebbero non bastare.
Chiudere questi 8 penitenziari porta a una perdita di 1.200 posti di lavoro, ma anche a risparmiare 160 milioni di euro. Che in tempi di crisi, costituiscono comunque un bel risparmio per le casse statali. Continua »
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Maggio 24th, 2009 Riccardo Fucile
IL PIL GIAPPONESE CALA DEL 15% E LE AZIENDE SI INGEGNANO PER IMPIEGARE I LAVORATORI.…. CHI ACCUDISCE PIANTE, CHI COSTRUISCE SOUVENIR, CHI SPAZZA LE STRADE… ESPERIMENTI A TOKYO E OSAKA
Occupano il loro orario di lavoro accudendo pianticelle, creando piccoli souvenir
turistici e tenendo pulite le strade della città : sono i dipendenti di un’acciaieria giapponese, la High Metal di Osaka, dove si è trovata questa originale soluzione per non lasciare a casa i lavoratori, nonostante la profonda crisi del settore.
In autunno gli ordini si erano dimezzati e non accennano a risalire.
In Giappone il prodotto interno lordo ha subito un tracollo del 15,2% nei primi tre mesi del 2009.
Il presidente della Hight Metal, Masaaki Taruki, sostenuto dagli aiuti di Stato, sta contribuendo a tenere alto il numero degli occupati: resosi conto degli spazi vuoti all’interno dello stabilimento, ha avviato una piccola serra e lasciato spazi per produrre manufatti artigianali.
I dipendenti sono rimasti perplessi ma poi si sono messi a verificare il proprio “pollice verde” con buoni risultati.
Sono stati poi spesi 5 milioni di yen per attivare macchinari che producono portachiavi e altri prodotti di uso comune.
La parola d’ordine è diversificare, insomma.
Taruki cerca vie alternative perchè non ha alcuna intenzione di tagliare posti di lavoro e dichiara: “Qualcuno se lo è dimenticato, ma è responsabilità del datore di lavoro proteggere l’impiego e il salario dei propri dipendenti”.
Imprenditore d’altri tempi? Ma il suo non è un caso isolato. Continua »
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