Destra di Popolo.net

ARRIVA IL VAFFA DAY AI CINQUESTELLE: STASERA CONTESTAZIONE DAVANTI AL TEATRO DELLO SPETTACOLO DI GRILLO

Febbraio 17th, 2016 Riccardo Fucile

GIUDA A CINQUESTELLE: I FAVOREVOLI ALLA CIRINNA’   SI MOBILITANO E VOLANO PAROLE GROSSE NEI CORRIDOI DI MONTECITORIO

Il “Vaffa” si ritorce contro i grillini.
La comunità  Lgbt si sta mobilitando per esprimere tutta la sua rabbia nei confronti del Movimento 5 Stelle. La bocciatura M5S del “canguro” per saltare a piè pari la discussione sui 7-800 emendamenti rimasti sul ddl Cirinnà  ha di fatto causato lo slittamento delle unioni civili di una settimana nel dibattito in corso al Senato.
E ora la sorte del ddl si è fatta più incerta che mai. I numeri sono a rischio.
E gli attivisti Lgbt non perdono tempo per manifestare tutto il loro disappunto: “Ora che Grillo è più democristiano, il Vaffa Day Gay lo organizzeremo noi. In queste ore stiamo facendo il punto tra tutte le associazioni, ma pensiamo di lanciare presto una giornata di manifestazioni di piazza”, afferma Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center.
“Dal Senato è venuta una pagina veramente triste. Le unioni civili sono un fatto di democrazia e di civiltà , non una guerra tra i partiti e i partitini”, aggiunge Marrazzo. Alcuni attivisti lanciano già  per stasera un raduno al teatro Brancaccio di Roma dove è in scena lo spettacolo del leader dei Cinque Stelle “Grillo vs Grillo”.
“Invitiamo tutti, romani e non a radunarsi domani a partire delle ore 20.00 davanti al teatro Brancaccio, via Merulana 244, per contestare duramente, ma democraticamente e senza violenza, il buffone a 5 stelle”, si legge sul sito gaiaspia.
Anche al Senato le associazioni Lgbt hanno attaccato i Cinque Stelle. Nel Transatlantico di Palazzo Madama è partita la protesta degli attivisti Lgbt nei confronti dei grillini.
Da una parte la ex deputata dem Anna Paola Concia e alcuni delegati dell’Arcigay e dall’altra i senatori M5S Paola Taverna e Alberto Airola.
Concia ha contestato ad Airola “di aver posto un problema procedurale” contro il cosiddetto super-canguro “sulla mia pelle”, così dovremo stare un mese a sentire Gasparri che insulta Lo Giudice…vi siete presi la responsabilità  di non prendervi responsabilità “.

(da “Huffingtonpost”)

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SUI SOCIAL CINQUESTELLE MASSACRATI DI INSULTI: “FATE SCHIFO, LA PAGHERETE ALLA URNE”

Febbraio 17th, 2016 Riccardo Fucile

“ADINOLFI E FAMILY DAY CHE LODANO I SENATORI M5S, IL CERCHIO E’ CHIUSO”

“Vergogna 5 Stelle”. “Se i diritti in questo Paese saranno ancora una volta rimandati a un tempo indefinito sappiamo chi ringraziare #dietrofront5s“. “Perchè alla fine #BeppeGrillo è fatto della stessa sostanza di cui è fatto #Gasparri“.
E c’è anche chi rilancia lo status di Stefano Bonaccini, governatore dem dell’Emilia Romagna. “Mario Adinolfi che loda i senatori M5s. Chiuso il cerchio”.
Su Facebook e Twitter sono tanti i delusi che commentano quanto successo a Palazzo Madama, dove il Movimento 5 Stelle ha scelto di votare contro il canguro sul ddl unioni civili che avrebbe falcidiato molti dei 6mila emendamenti.
Il tutto per non aiutare i dem, come avevano dichiarato prima di entrare in Senato. Ma senza il loro voto il provvedimento rischia di non passare e di affossare il disegno di legge Cirinnà .
I primi attacchi arrivano sulla pagina ufficiale del M5s Senato, dove i parlamentari al termine della seduta pomeridiana difendono la loro scelta. “M5s c’è e ci mette la faccia: no ai trucchetti inutili […] Votiamo palesemente questa legge e portiamola a casa subito, c’è troppa gente che l’aspetta”.
I commentatori, però, non si schierano dalla loro parte. “C’è gente che muore in solitudine, mentre voi parlate di procedure. Bambini che non vedono riconosciuti i loro diritti, mentre parlate di procedure”, “avete usato la comunità  Lgbt per fare la guerra al Pd“, “ora stringete la mano ad Alfano e andate in Vaticano per le benedizioni”.
Il tenore dei commenti non cambia. “Se non porteremo a casa nulla è solo colpa vostra. Oggi il canguro era vitale sia per evitare le contraddizioni interne del PD che per mettere a tacere Bagnasco/Alfano. Dovevate riflettere meglio. Noi aspettiamo da 30 anni”. E ancora: “Credete che gay corrisponda a cretini”.
Le stesse prese di posizione animano anche Twitter. “Penso che oggi il Senato abbia dato il peggio di sè”, scrivono in tanti, mentre alcuni elettori 5 Stelle sintetizzano così la delusione: “Dovevano restituire il palazzo alla gente, sono diventati il palazzo che nega i #diritticivili alla gente”.
Tutti messaggi accompagnati con gli hashtag #dietrofront5s, #opensenato e #M5s. “Se poteste immaginare quanto mi fate schifo sarebbe già  un passo avanti”, continuano altri e c’è chi prende in giro le presentazioni dei candidati pentastellati alle amministrative della Capitale.
“Quando si pensava che il ridicolo di giornata fosse quel link con i loro video-candidatura, ecco che #dietrofront5s #opensenato“.
Ma c’è anche chi attacca direttamente deputati e senatori sui loro profilo e chi si concentra sullo spettro dei diritti mancati con il rifiuto del canguro. “I bambini delle famiglie arcobaleno ringraziano i senatori #m5s…”, scrive Andrea mentre Giacomo continua: “Bravi #m5s eh! Dai che avete trovato finalmente il coraggio di dimostrarvi i fascisti che siete sempre stati”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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“TU HAI PEZZI DA 500 EURO IN SOFFITTA”: IL LEGHISTA A LIBRO PAGA DELLA ZARINA

Febbraio 17th, 2016 Riccardo Fucile

LA “SPECTRE” DELLA SANITA’ LOMBARDA… LA CANEGRATI CORROMPEVA RIZZI E LONGO PAGANDO CAMPAGNE ELETTORALI E LE SOCIETA’ DELLE MOGLI

“Ho fatto tanti soldi, ne ho regalati tanti”. Maria Paola Canegrati è in auto col suo commercialista. La donna da 389 milioni di euro ragiona sul leghista Mario Longo.
Longo è il braccio destro di Fabione Rizzi, capogruppo in Commissione Sanità  alla Regione. Pesa. E quindi: “Non lo mando a cagare giusto perchè Busto me l’ha fatta prendere lui, eh. Una parte gliela dovrò dare”.
Un fiume di denaro. Dai 50mila euro in due rate a Longo a quelli in nero per le Regionali 2013 per Rizzi: “Ti dico una cosa riservatissima – ammette Longo – la campagna elettorale di Fabio l’ha sostanzialmente finanziata al 100%”. Dai 5mila mensili alla società  di cui Longo e Rizzi sono soci occulti tramite le loro compagne (nome scelto Spectre!) ai due milioni, ottenuti sfruttando i fondi che la Regione Lombardia ha investito in un ospedale benefico nella foresta brasiliana. Dare e avere. Potevano anche bastare 7.978 euro e 80 centesimi, i soldi necessari per ristrutturare l’appartamento del vorace portaborse Longo.
“S’è fatto fare questa Progetto dentiere pazienti anziani – lo fulmina la Canegrati – el ciapa utantamila euro l’anne per non fare un cazzo. Lo tengo altro che buono, più buono di così… Lui prende i soldi e io lavoro”.
E lavorava ovunque laServicedent,di Maria Paola Canegrati.
“Le sostanziose elargizioni economiche ai due politici – scrive il gip di Monza Emanuela Corbetta nell’ordinanza – permettevano a Canegrati di ottenere la pressochè totalità  degli appalti “.
C’è una gara da 45 milioni dell’Icp? Ecco l’ordine: “Io volevo Baggio. La gara va fatta così, nel calderone va dentro tutto, anche perchè non puoi farla a parte, che così ce la vince qualcun altro. Io sull’aggiudicazione di questa gara io ti do x, farò un contrattino con il quale dico: facciamo una consulenza di ottantamila euro all’anno, dieci fatture in modo che nessuno dice niente e siamo tutti belli e apposto “.
Canegrati esprime, Rizzi predispone, Longo esegue: ” Non ti preoccupare, ghe pensi mì “, dice intercettato dai Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, coordinati dal pm Manuela Massenz.
Ma quando la gara si faceva dura, come l’appalto per lo Stomatologico (“Quello ci cambia l’esistenza “, gongola Canegrati) che fa gola anche al fondo svizzero Xenon, ecco la leghistissima legge Rizzi: “Tu sai – è Longo a rassicurare la socia – che noi nella riforma abbiamo fortemente insistito per il chilometro zero. Gli svizzeri che c’entrano? Io oggi spingo fortemente dal punto di vista politico regionale perchè è quello che noi vogliamo! “.
Viene convocato il direttore, Rizzi lo convince con le buone. Chiosa Longo: “Non vi permettete, qua è Regione Lombardia, noi siamo azionisti”. Chiosa il gip: “Non merita commenti la strumentalizzazione dell’idea politica alla base del partito di appartenenza di Rizzi ai propri interessi economici”.
Mentre la compagna del politico leghista domanda: “Tu come fai i pezzettoni da cinquecento che hai su… in mansarda?”.
Ma per tenersi buoni tutti Canegrati stipendiava a 260mila euro l’anno il suo ex amante Pietrogino Pezzano, una volta uomo forte di Formigoni in odore di ‘ndrangheta.
Le mazzette hanno un prezzo. Che ricade sul servizio ai cittadini. “L’asservimento continuo dei pubblici ufficiali (Rizzi e Longo, ndr) agli interessi privati, ha prodotti effetti deleteri”, scrive ancora il gip.
“Si è determinata l’erogazione di servizi scadenti con ricadute sui pazienti “. Che vengono pure spremuti, anche per cinque anni: “Noi, allora – teorizza Canegrati – sposteremo la maggior parte dell’attività  sulla solvenza, e faremo delle liste d’attesa che vanno alle calende greche”. Agli atti anche una mail di un odontoiatra che poco dopo essere stato assunto da Servicedent, rinuncia all’incarico. Il 22 settembre 2014, il medico comunica che vede solo ombre e rischi professionali altissimi: “Mi scuserà , ma proprio non me la sento di mettermi in cattiva luce….”.
Un progetto “nello Stato di Goya, in Brasile”, è l’ennesima occasione per lucrare da parte di Longo e Rizzi. Il progetto riguarda un ospedale pediatrico, voluto dalla Regione Lombardia, “nel quale i due agivano quali figure istituzionali”.
Ebbene, “stando alle intercettazioni, emerge inequivocabilmente che i due indagati utilizzino il meritevole progetto al solo scopo di trarre profitti personali, mascherati con compensi per consulenze”.
Quanto? In una telefonata dell’8 agosto scorso, è lo stesso Rizzi a confessarlo alla compagna, Lorena Pagani: “Dall’ospedale pediatrico brasiliano potrebbero venire fuori un paio di milioni a testa”.

Massimo Pisa e Emilio Randacio
(da “La Repubblica”)

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“GRILLINI, PASSERETE ALLA STORIA COME QUELLI CHE HANNO NEGATO DIRITTI”: L’APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI LGBT

Febbraio 17th, 2016 Riccardo Fucile

IL DIETROFRONT DEI CINQUESTELLE SCATENA I SOSTENITORI DELLA CIRINNA’: “LE QUESTIONI DI METODO ADDOTTE COME GIUSTIFICAZIONE SONO RIDICOLE”

“È il tempo di decidere cosa vale di più: il rispetto di questioni di metodo o il rispetto della vita di milioni di cittadini e dei loro bambini“.
E’ il cuore di un appello delle associazioni Lgbt al Movimento 5 Stelle, dopo il dietrofront di martedì quando i grillini hanno annunciato il no all’emendamento canguro che permetterebbe una discussione più rapida del ddl Cirinnà  sulle unioni civili.
Secondo la comunità  Lgbt il movimento “in poche settimane è passato da un ‘sì’ incondizionato alla legge Cirinnà  alla libertà  di coscienza sulla stepchild adoption per poi arrivare, ieri, agli applausi del centrodestra quando è stato annunciato che i senatori pentastellati non voteranno l’emendamento Marcucci”.
Cioè “l’unica strada, al momento, che può assicurare l’approvazione della legge senza stravolgimenti“, si legge nella nota diffusa dall’Arcigay.
Secondo la comunità  Lgbt il Movimento 5 Stelle ha ancora “un’opportunità  per non passare alla storia come coloro che sono riusciti a negare i diritti dei gay, delle lesbiche e dei loro figli, per un calcolo politico miope e senza prospettive”.
Di qui l’appello alla formazione che, ricorda il comunicato, è nata proprio per “chiedere a tutte le forze politiche di assumersi le proprie responsabilità ”: “E’ ora che voi, che forza politica siete diventati, vi dimostriate davvero responsabili di fronte al paese. Perchè le regole democratiche vanno rispettate e applicate per tutelare i cittadini, non contro di loro”.
“Non votare quell’emendamento” — il canguro, appunto, “significa lasciare le sorti della legge in mano a chi vorrebbe anche solo una legge di facciata per rispondere a quanto ci viene richiesto dalla Corte Europea dei Diritti Umani e dalla Corte Costituzionale. Ai senatori del movimento consigliamo di farsi un giro sui social network per avere un’idea, anche minima, della delusione e della rabbia che le loro decisioni stanno provocando nella comunità  Lgbt”.
Infine la richiesta di schierarsi in modo chiaro: “Non prendete decisioni che peseranno per chissà  quanti anni sulle vite di tante e tanti. Volete essere quelli che hanno affossato una nuova stagione dei diritti o quelli che l’hanno fatta fiorire?”.

(da agenzie)

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FISCHI E INSULTI AI GRILLINI DOPO LA RETROMARCIA SUL CANGURO: “DA CHE PARTE STATE? QUELLA DI ADINOLFI?”

Febbraio 17th, 2016 Riccardo Fucile

COME SEMPRE, AL MOMENTO OPPORTUNO, CASALEGGIO INNESCA LA STRATEGIA A PERDERE

La rabbia dei sostenitori del ddl Cirinnà  questa volta è tutta all’indirizzo del Movimento 5 Stelle. La decisione del gruppo grillino al Senato di non votare il “canguro” sulla legge delle unioni civili per superare l’ostruzionismo ha fatto scattare le proteste.
“Il M5S ribadisce con forza la necessità  e l’urgenza di dare subito al Paese una legge sulle unioni civili. La nostra è una posizione chiara e coerente che abbiamo dimostrato sin da subito, non presentando nemmeno un emendamento, e che abbiamo ribadito oggi, opponendoci a uno strumento come il canguro che serve solo al Pd a mascherare le sue difficoltà  interne”, ha detto la senatrice Catalfo.
Ma il messaggio non è arrivato ai tanti che speravano oggi di chiudere la partita sugli emendamenti presentati dalle opposizioni e dai cattodem.
Così su twitter la protesta diventa feroce e a tratti sfocia negli insulti.
“I giochini sulla pelle e sulla dignità  delle persone. Disgustoso”, scrive Francesco. Diana aggiunge: “Non vi lamentate se poi la gente vota quella schifezza del PD di Renzi. M5s sarete sempre dei perdenti”.
E Niccolò: “Il M5S si dimostra come al solito incapace di andare oltre i simboli e fare il bene di tanti italiani”.
E’ un attacco continuo al Movimento 5 Stelle. Loro ribadiscono che la loro decisione è puramente di metodo.
In passato si sono scagliati sempre contro il ricorso a strumenti come canguro e tagliola in Aula. E ora difendono la loro scelta.
Ma in tanti non mandano giù la decisione presa: “Il comportamento dei m5s me lo ricorderò, oh se me lo ricorderò”, scrive su twitter Fabio Canino, presentatore tv.
Un altro utente aggiunge: “Non mi va di descrivere ciò che hanno fatto i grillini. Dico solo che Mario #Adinolfi gli ha fatto i complimenti…”..
E Alberto: “Dovreste essere contenti, i grillini si son scavati la fossa da soli”.
Fuori dal Senato partono anche le contestazioni ai senatori.
Alcuni sostenitori di Diritti Democratici lanciano fischi e insulti all’uscita. “Pd voleva estendere diritti alle coppie gay negando diritto di discutere legge”, twitta Luigi Di Maio, difendendo la scelta fatta dai parlamentari.
“La decisione annunciata dal senatore dei M5S Alberto Airola di non votare il canguro presentato dal senatore Marcucci del Pd, rischia di far affossare la legge sulle unioni civili”, dice Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia.
“Se si vuole davvero approvare un testo coerente, con una concreta possibilità  di bypassare l’ostruzionismo feroce delle destre parlamentari, il canguro è lo strumento concreto per avvicinarsi al risultato. Con l’atteggiamento dei grillini, proclamato in nome di una purezza ideologica incomprensibile e, condita da furbesche volontà  di mettere in difficoltà  il Pd, si predilige la tattica politica sul risultato che da 30 anni attendiamo. Cari M5S vi state prestando a uno spettacolo misero, figlio della peggior politica, il tutto consumato sulla pelle di milioni di cittadine e cittadini lgbt. Speriamo che la notte porti consiglio”, conclude la nota.

(da “Huffingtonpost“)

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“COMPLOTTO PER FARCI VINCERE”: CHE LA TAVERNA ABBIA CAPITO CHE CASALEGGIO VUOL FARLI PERDERE ?

Febbraio 17th, 2016 Riccardo Fucile

LA FRASE “VOGLIONO MANDARE NOI IN CAMPIDOGLIO PER FARCI FARE BRUTTE FIGURE” E’ SIGNIFICATIVA: E’ COME AMMETTERE DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA

“Ho pensato che potrebbe essere in corso un complotto per far vincere il Movimento Cinque Stelle a Roma”.
L’ultima tafazziana teoria del Movimento Cinque Stelle è arrivata ieri dai microfoni di Radio Cusano Campus per bocca della senatrice Paola Taverna, all’indomani della presentazione dei candidati “grillini” al Campidoglio.
“E’ incredibile riuscire a proporre per i romani un candidato del genere” spiega la parlamentare riferendosi ai nomi principali dei due schieramenti di centrodestra e centrosinistra.
“La scelta di Bertolaso – spiega Taverna – mi ha lasciato perplessa tanto quanto quella di Giachetti. Diciamocelo chiaramente, questi stanno mettendo in campo dei nomi perchè non vogliono vincere Roma, si sono già  fatti i loro conti. Al governo rimane Renzi, alla Regione Zingaretti che stiamo vedendo come sta operando, a Roma vogliono metterci il Cinque Stelle, per fargli fare brutta figura. Questo i romani lo devono capire. E comunque hanno fatto i conti senza l’oste, i romani non sono rimbambiti”.
Quindi che dovrebbero fare? Non votare i Cinquestelle per evitare che facciano brutte figure?
Certo che una corbelleria del genere neanche un consigliere di circoscrizione l’avrebbe mai pronunciata.
In ogni casi ci stanno pensando Grillo e Casaleggio a farli perdere, come ogni qual volta il M5S è in risalita: intervengono con la loro “grande strategia autolesionista” e fanno perdere voti come da consegne ricevute.
Ma forse per qualcuno ci vuole ancora un po’ di tempo per capirlo.

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LE INTERCETTAZIONI CHE INCASTRANO IL LEGHISTA E I COMPAGNI DI MERENDA

Febbraio 16th, 2016 Riccardo Fucile

“CREIAMO LISTE D’ATTESA CHE VANNO ALLE CALENDE GRECHE”

È finito in carcere il consigliere regionale della Lega Nord Fabio Rizzi, presidente della Commissione Sanità  ed estensore della recente riforma. L’accusa è di associazione per delinquere nell’ambito dell’Operazione ‘Smile’ per irregolarità  in appalti odontoiatrici in aziende ospedaliere lombarde.
Ecco le intercettazioni che hanno portato agli arresti
LISTE D’ATTESA ALLE CALENDE GRECHE
«Noi, allora, sposteremo la maggior parte dell’attività  sulla solvenza, e faremo delle liste d’attesa tra virgolette… che accedono in ’28SAN’, che vanno alle calende greche».
Così al telefono l’imprenditrice del settore sanitario Maria Paola Canegrati (a capo dell’azienda Odontoquality), presunto ‘vertice’ del sistema corruttivo connesso all’esternalizzazione dei servizi odontoiatrici, arrestata assieme a Rizzi.
SISTEMA PER SPOSTARE PAZIENTI DA PUBBLICO A PRIVATO
Un’intercettazione questa che, secondo il gip di Monza, dimostra un sistema «doloso» per «spostare pazienti sul regime in solvenza» attraverso «lunghe liste d’attesa» nel pubblico.
La gestione «del servizio di odontoiatria in service» prevedeva, infatti, «oltre all’obbligo di fornire al cittadino richiedente le prestazioni a carico del servizio sanitario nazionale (c.d. 28SAN in ragione della circolare che le disciplina), anche la possibilità  di offrire prestazioni odontoiatriche in regime di solvenza (quindi a carico del richiedente)».
Alla «artificiosa induzione dell’utente a scegliere il servizio in solvenza perchè più rapido creando artificiosamente liste d’attesa in realtà  inesistenti, si aggiunge un altro strumento chiaramente truffaldino che induce il paziente a ricorrere alla prestazione a pagamento nella convinzione che il costo del ticket sanitario sarebbe di poco inferiore». Lo scrive il gip di Monza sulla base delle intercettazioni, spiegando che i cittadini sono privi «di qualsiasi tutela».
«LA CAMPAGNA DI RIZZI FINANZIATA DALLA CANEGRATI».
Dalle carte dell’inchiesta è emerso anche che la campagna elettorale di Rizzi, è stata interamente finanziata dalla Canegrati. Ad affermarlo è un terzo arrestato, Mario Longo, in un’intercettazione telefonica. «Ti dico una cosa riservatissima, la campagna elettorale di Fabio l’ha sostanzialmente finanziata al 100% la dott.ssa Canegrati».
L’ imprenditrice arrestata nell’ambito dell’indagine della Procura di Monza, parlando con un indagato, si rallegrava della nomina di Fabio Rizzi, ex senatore della Lega Nord, a ‘interlocutore’ per la Sanità .
«PRENDE 80 MILA EURO PER NON FARE UN CAZZO»
«Ho sentito Longo (Mario, ndr) stamattina… m’ha detto… ‘allora.. il Senatore Rizzi è stato ufficialmente nominato come l’interlocutore per la Sanità  dal Presidente Maroni… G’ho dit (gli ho detto, ndr) ‘congratulazioni’. Adesso questo qui s’è fatto fare questa… Progetto dentiere pazienti anziani… el ciapa utantamila euro l’ann (prende ottantamila euro l’anno, in dialetto ndr)».
Il Mario? Chiede l’interlocutore. «Sì, per non fare un caz…», risponde la Canegrati probabilmente riferendosi a Longo, dello staff di Rizzi.
A LONGO PAGATI ANCHE I LAVORI   EDILI IN CASA
Mario Longo, arrestato nell’inchiesta della Procura di Monza per le presunte tangenti nella sanità  lombarda, avrebbe ottenuto dall’imprenditrice Maria Paola Canegrati anche «il pagamento della somma di euro 7.978,8 euro relativa all’esecuzione di opere di imbiancatura della sua abitazione e del suo studio professionale».

(da agenzie)

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I FAVORI DEL LEGHISTA AL PRESIDENTE DI ASSOLOMBARDA IN CAMBIO DI “MILIONATE”

Febbraio 16th, 2016 Riccardo Fucile

COME HA PILOTATO L’ASSEGNAZIONE DELL’APPALTO AL GRUPPO TECHINT DI ROCCA

L’inchiesta sulla sanità  lombarda che ha portato agli arresti il consigliere regionale, Fabio Rizzi, valica i confini regionali e nazionali per lambire anche il Brasile.
E con il Paese sudamericano, il potente gruppo Techint della famiglia del presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca, le cui attività  spaziano dalle infrastrutture in cui primeggia negli appalti pubblici lombardi, alla sanità , passando per le ex acciaierie Dalmine.
Tutto nasce con l’iniziativa promossa da Rizzi per la cooperazione tra la Regione e lo stato brasiliano del Goià¡s.
Obiettivo: la costruzione della prima struttura ospedaliera dedicata ai bambini utilizzando l’esperienza del sistema sanitario lombardo. In pratica un ospedale pediatrico sul modello del milanese Buzzi.
Il contraltare sarebbe stato l’avvio di una partnership tra le due istituzioni che favorisse l’inserimento delle imprese italiane nel mercato brasiliano.
Al momento della firma del protocollo d’intesa, nel 2014, il presidente della commissione Sanità  della Regione aveva parlato di un progetto ambizioso che si sarebbe concretizzato grazie alla regia “di una delle nostre migliori eccellenze in ambito sanitario come gli Istituti Clinici di Perfezionamento”.
Rizzi aveva sottolineato anche il “lavoro straordinario, reso possibile grazie alla reciproca volontà  delle parti che, in ambiti diversi, potranno trarre vantaggio da un intento umanitario di assoluto valore scientifico e sociale”.
Perchè “il diritto alla salute è un bene che deve superare ogni confine e la collaborazione che nasce oggi potrà  essere la prima di diversi progetti verso settori anche differenti da quello sanitario”.
Dietro le quinte, però, le cose erano ben più complesse.
“Dalle intercettazioni telefoniche e dal complessivo tenore delle indagini emerge inequivocabilmente che i due indagati (Rizzi e il suo factotum Mario Valentino Longo, ndr) utilizzino il meritevole progetto dell’Ente pubblico   — si legge nell’ordinanza di custodia cautelare — al solo scopo di trarre profitti personali, mascherati con compensi per consulenze o a prestanome, garantendo gli interessi di aziende private, (tra cui Techint) ed arrivando a lucrare sulla sponsorizzazione dell’iniziativa da parte di Rizoma s.r.l . Gli ingenti guadagni illeciti, quantificati in un paio di milioni a testa, sarebbero stati occultati in società  estere create allo scopo”. Una vicenda “opaca” sintetizzano gli inquirenti, “ammantata da finalità  sociali, ma avidamente vissuta da Longo e Rizzi come fonte inesauribile di profitto personale”. I quali non a caso di sono “fortemente attivati” per sostenere il progetto, con Longo che ha fatto più viaggi in Brasile in rappresentanza della Regione.
Mentre Rizzi era in ottimi rapporti con il Segretario di Stato del Goià s, Alexandre Baldy.
“Relazione che, presumibilmente, come emerso dalle intercettazioni telefoniche, sarebbe stata favorita dallo stesso Longo attraverso l’amico Lorusso (di cui si è già  parlato per il pagamento della tangente di euro 50.000,00 tramite lo stesso corrisposta dalla Canegrati a Longo e a Rizzi), amico (attraverso il pilota di Formula 1 Felipe Massa) del predetto Baldy”, si legge ancora nell’ordinanza.
Dove si parla di “un complesso e articolato business gestito dai due politici con Lorusso, socio e amministratore di (almeno) due società  coinvolte nell’affare allo scopo di veicolare su di esse flussi di denaro occultamente e illecitamente diretti proprio a Longo e Rizzi”.
L’intenzione, “allo stato attuale, per quanto noto, non ancora compiutamente realizzata, è quella di sfruttare il proprio ruolo politico e istituzionale per favorire l’inserimento delle imprese italiane nei rapporti commerciali con lo Stato brasiliano”. In particolare gli inquirenti evidenziano i rapporti intrattenuti dai due con il gruppo Techint e, in particolare, con il suo rappresentante Luca Pecchio.
“Dalle intercettazioni — sintetizzano — ben si comprende come i due politici indagati abbiano operato per “pilotare”, attraverso la conoscenza personale con Baldy (o forse, verosimilmente, attraverso la corruzione del predetto), l’affidamento al predetto gruppo della realizzazione dell’ospedale pediatrico nel Goià s e come, da tale operazione, gli stessi sperino di poter trarre vantaggi economici personali del tutto estranei alla Pubblica Amministrazione che fingono di rappresentare, individuati in milionate di euro”.
Non solo. L’operazione brasiliana è stata anche l’occasione per progettare l’espansione in Toscana del ras dell’odontoiatria lombarda, Maria Paola Canegrati “grazie alla rete delle conoscenze politiche e alla capacità  d’influire sulle decisioni del gruppo Techint”, cui fa capo il gruppo Humanitas e gestore di servizi presso alcune strutture sanitarie toscane.
E che aveva un debito di riconoscenza verso Rizzi e Longhi anche per “la gestione di una problematica relativa alla costruzione di strutture in seno al Policlinico di Milano“. Il gruppo della famiglia Rocca, infatti, aveva vinto nel 2008 il Concorso Internazionale di Architettura per la riqualificazione dell’area Ospedale Maggiore di Milano, Mangiagalli e Regina Elena. Ma Pecchio, incaricato dei lavori di ristrutturazione, “stava incontrando difficoltà  a causa delle nomina a responsabile del procedimento di un nuovo dirigente che sta facendo fuoco e fiamme per fare ‘saltare il sistema’”.
E così è scattato il soccorso di Rizzi e Longo.

Gaia Scacciavillani
(da “il Fatto Quotidiano”)

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“QUELLE CORONE FATTE CON IL CULO”: TANGENTI LOMBARDIA SULLA PELLE DEI PAZIENTI

Febbraio 16th, 2016 Riccardo Fucile

MATERIALE ODONTOIATRICO SCADENTE PER AUMENTARE I PROFITTI E PAZIENTI INDOTTI CON METODI TRUFFALDINI A UTILIZZARE STRUTTURE PRIVATE AL POSTO DI QUELLE PUBBLICHE

“Quelle corone sono fatte con il culo”. Parola di Stefano Garatti, dirigente e supervisore dell’azienda ospedaliera di Desio e Vimercate arrestato oggi nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere il consigliere regionale leghista Fabio Rizzi e all’emissione di altre 20 misure cautelari.
Insieme alle tangenti e alle manette nella sanità  lombarda, l’inchiesta mette in luce le vere vittime del “sistema” di corruzione intorno alle cliniche dentali convenzionate con gli ospedali lombardi.
Sono proprio i cittadini, insieme alle aziende ospedaliere pubbliche, a subire quella che i magistrati definiscono una “mortificazione della tutela della salute”.
Stefano Garatti, secondo i magistrati, fa parte della “schiera di pubblici funzionari al soldo della Canegrati Maria Paola”, l’imprenditrice al centro del sistema di bandi e forniture pilotate al centro delle indagini.
Secondo l’accusa, la signora delle cliniche ricompensava la sua fedeltà  con ricchi contratti di consulenza e lui ricambiava attivandosi, tra l’altro, per “aggiustare le cartelle mediche” irregolari perchè passassero indenni al controllo del nucleo operativo dell’Asl di Monza e Brianza.
E’ in vista di uno di questi controlli, puntualmente oggetto di “soffiata” da dentro gli uffici, che il dirigente si impegnava a individuare le cartelle anomale per porvi rimedio e fronteggiare i possibili rilievi. E al telefono, senza difficoltà , ammette: “Quelle corone sono fatte con il culo”.
Il perchè si legge nelle carte: i materiali di laboratorio utilizzati dalle cliniche dell’imprenditrice erano di qualità  inferiore e “più scadente” di quelli previsti dai contratti, così da consentire a chi li fatturava alti margini sulla differenza dei costi e dei ricavi.
“Con buona pace del doveroso controllo della qualità  dei prodotti per l’utente e delle convenienza della struttura pubblica”, si legge a pagina 140 dell’ordinanza emessa dal giudice di Monza.
Comportamenti connotati per ciò da “elevata pericolosità  sociale di tutti i soggetti coinvolti, ciascuno nella propria funzione incuranti degli interessi pubblici sacrificabili in ragione del proprio interesse personale anche a discapito, in concreto, della salute pubblica attraverso la fornitura di servizi e materiali scadenti o con costi superflui per la collettività ”.
Un altro espediente per arricchirsi a danno dei cittadini era quello di gonfiare artificialmente le liste d’attesa del pubblico, così da favorire le prestazioni a pagamento rispetto a quelle a carico del Setvizio sanitario, determinando così “un concreto vantaggio patrimoniale anche all’azienda ospedaliera (che percepisce una percentuale sui proventi di quelle attività )”.
C’erano “precise istruzioni di carattere generale per tutti i centri odontoiatrici dell’indagata”, si legge nelle carte, per indurre i pazienti che avrebbero ben potutto usufruire di prestazioni a ticket a ricorrere invece a quelle in regime di solvenza, a costi molto maggiori.
Si fa l’esempio del Niguarda. Più intercettazioni svelano il meccanismo. “Noi facciamo delle liste di attesa tra virgolette” che vadano “alle calende greche”, dice la Canegrati al dirigente Massimiliano Sabatino, dirigente degli Icp di Milano.
“E così sposteremo la maggior parte dell’attività  sulla solvenza”. Liste, scrivono i magistrati, in realtà  “inesistenti”.
Altro espediente “truffaldino” era quello di far figurare come analoghi i costi della prestazione privata e pubblica, aumentando artificialmente il costo di quest’ultima con un espediente semplice quanto smaccato: predisporre una ricetta per ogni prestazione anzichè arrivare fino a otto per ogni ricetta con un ticket massimo di 66 euro.
Lo dicono gli intercettati: “La quota del ticket arriverebbe a costare verosimilmente quanto ci costa in solvenza, e quindi gli possiamo dire …allora col ticket costa per dire quaranta euro, senza ticket costa quarantacinque però ce l’ha subito… capito?”. In questo modo, scrivono gli inquirenti, si “cagiona permanentemente un danno all’utenza di rilevante entità  ogni qualvolta un paziente necessiti di più prestazioni”. Non mancaso casi, citati nelle carte, di pazienti portatori di patologie che li avrebbero mandati esenti da ticket e dal pagamento della prestazione (a carico del Ssn) ma che venivano sospinti per anni (dal 2008 al 2013) in regime di solvenza.

Thomas Mackinson
(da “il Fatto Quotidiano”)

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