Marzo 25th, 2016 Riccardo Fucile
ELIMINATO ANCHE OMAR IL CECENO, MINISTRO DELLA GUERRA DELL’ISIS
Due duri colpi per l’Is.
Uno è stato assestato dalle forze di coalizione a guida Usa, che hanno ucciso il numero due dell’Is.
Il capo del Pentagono, Ash Carter, ha confermato l’uccisione in un’incursione aerea Usa di colui che era considerato il “ministro delle Finanze” dell’Is.
Si tratta di “un terrorista noto, fin dai suoi legami con al Qaida” e “uno dei tre obiettivi di maggiore valore” nella lotta allo Stato Islamico.
Carter ha inoltre sottolineato che gli Stati Uniti sono “impegnati più che mai al fianco dell’Europa. I nostri nemici sono gli stessi. L’uccisione di Abdel Rahmane al-Qadouli ostacolerà la capacità operativa dello Stato islamico”.
Su Abdel al Rahman Mustafa al-Qaduli, un alto leader religioso dello Stato Islamico di origine irachena, noto come Hajji Imam, il dipartimento di Stato americano aveva messo una taglia di 7 milioni di dollari per informazioni che avessero portato alla sua cattura.
Il militante aveva assunto maggior potere, si ritiene, dopo il presunto ferimento del leader dello Stato islamico, Abu Bakr al-Baghdadi.
Carter non ha rivelato se l’operazione sia stata sferrata in Iraq o Siria, così come – rispondendo a domande dei giornalisti – non ha confermato specifici legami con i fatti di Bruxelles.
Il capo del Pentagono ha tuttavia sottolineato che “non ci sono dubbi” sul fatto che i personaggi nel mirino delle operazioni Usa “facciano parte di quell’apparato in Siria e Iraq che lavora per reclutare e addestrare” per l’Isis.
Il Pentagono ha confermato la morte del ‘ministro della guerra’ dell’Is, Tarkhan Batirashvili, meglio conosciuto come Omar al-Shishani o ‘Omar il ceceno’ che, secondo l’Osservatorio per i diritti Umani, era rimasto gravemente ferito in un raid aereo a inizio marzo mentre alcune fonti Usa ritenevano che fosse morto.
(da agenzie)
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Marzo 25th, 2016 Riccardo Fucile
COME AVEVAMO ANTICIPATO DIECI GIORNI FA, SI VA VERSO UN’INTESA CHE VALE IL 22%… L’INTERVISTA A BERTOLASO LO CONFERMA
L’ex numero uno della Protezione civile, il Mister Wolf che ha servito nove governi di centrodestra e
centrosinistra, va avanti nella sua campagna elettorale per Roma.
Ma per la prima volta, in questa intervista al Corriere, paventa l’ipotesi di «una convergenza», prima del voto, con un altro candidato: «Alfio Marchini. Mi pare un candidato simile a me, un candidato civico, che in questi ultimi anni, a Roma, ha fatto un’opposizione concreta dimostrando di essere libero».
Sta dicendo quindi che lei e Forza Italia possiate finire per sostenere Marchini?
«Chiariamoci. Io sono in campo, continuo la mia campagna elettorale. Poco fa, camminando per strada, mi hanno fermato almeno la metà delle persone che ho incrociato. Mi dicono di andare avanti, qualcuno ha detto che va a votare solo se sono in campo io, altri mi hanno addirittura chiesto il numero di telefono. Però…».
Però
«Fino a che ci sono le condizioni per andare avanti, è ovvio che non mi ritirerò. Però non sono certo il tipo a cui piace andare a sbattere contro un muro. Di conseguenza, se nel corso delle settimane si dimostrasse l’impossibilità di arrivare al ballottaggio, si potrebbe trovare una convergenza con un candidato che abbia le mie stesse caratteristiche “civiche”».
Alfio Marchini.
«È l’unico candidato che mi somiglia. È stato in consiglio comunale negli ultimi tre anni, dimostrando di essere molto attento alla città . E poi, a prescindere dalle chiacchiere sulle idee della sua famiglia, è sempre stato al di fuori delle logiche della politica e dei partiti. Lo stimo moltissimo».
In questo caso, lei farebbe il city manager di Marchini?
«La convergenza con Marchini è un’ipotesi che avrebbe verificata nelle prossime settimane. Quanto alla storia del city manager, le rispondo subito. Non lo farò».
E la candidatura della Meloni?
«Tra le cose da verificare ci sono anche le prossime mosse della Meloni e di Salvini. Voglio verificare se entrambi tornano sulla mia posizione. Perchè io, sulla loro, non ci vado».
E se il tandem Meloni-Salvini…
«Parliamoci chiaro. L’unica figura con cui in questo momento si potrebbe immaginare un modus operandi comune è Marchini. Nel frattempo, sia chiaro, io vado avanti per la mia strada».
Che cosa le dicono i sondaggi?
«Mi crede se le dico che non c’è nessun sondaggio?».
Dicono tutti che…
«Non credo molto ai sondaggi che vengono commissionati dai partiti. Perchè temo che, spesso, siano fatti per soddisfare il committente e dirgli quello che vuole sentirsi dire. È questo il motivo per cui mi fido solo dei miei personalissimi sondaggi».
E quali sarebbero?
«Li elaboro da solo, girando per strada a piedi o con la mia macchinetta. La quantità delle persone che mi fermano è impressionante».
Come sono, quindi, i suoi sondaggi?
«Sono molto positivi. Molto».
Salvini e Meloni hanno detto che, in caso di ballottaggio tra M5S e Pd, voterebbero per i primi. E quindi per Virginia Raggi. Lei ha paura dei grillini alla guida del Campidoglio?
«Su molti temi, come la legalità , devono avere voce in capitolo. Ma non hanno alcuna esperienza per amministrare il Campidoglio. Non sono pronti».
Tommaso Labate
(da “il Corriere della Sera“)
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Marzo 25th, 2016 Riccardo Fucile
“NON CERCATECI PIU’, IN POLITICA CI VUOLE DIGNITA'”
“Giorgia Meloni, ieri da Milano, ha rivolto con fare pomposo un ‘ultimo appello al centrodestra’ per la sua candidatura romana. Speriamo che sia davvero l’ultimo, e comunque non riguarda certo noi, che ancora conserviamo quel sottile gusto per la dignità di una comunità “.
Lo scrive Francesco Storace, candidato Sindaco di Roma:
“Abbiamo atteso con pazienza una spiegazione sulla strategia per la Capitale. Dopo la discesa in campo della Meloni, ci saremmo aspettati una telefonata per tentare di concordare una strada comune. Niente. Dieci giorni non sono stati sufficienti per uno squillo. Scrivo comunque – due volte – a lei e a Bertolaso e Marchini, che non rispondono alla proposta di incontro, quasi che avessi chiesto loro di andare a fare una rapina chissà dove. Il solo Marchini si limita ad una dichiarazioncina, giusto per educazione. Risultato: andate al diavolo, e non cercateci proprio”.
“Neppure – prosegue Storace- se andate al ballottaggio, che siete peggio degli altri”.
da agenzie
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Marzo 25th, 2016 Riccardo Fucile
CARBONE (PD) AL VETRIOLO: “FORSE BERTOLASO PREFERIVA LE RISATE DEI SUOI AMICI ALL’AQUILA”
Federica Mogherini, Lady Pesc,, durante una conferenza stampa in Giordania, con il locale ministro degli
Esteri, parlando di contrasto al terrorismo l’Alto rappresentante non ha retto al debordare dell’emozione, a poche ore di distanza da quelle bombe che hanno ferito nell’anima Bruxelles e l’Europa.
Le lacrime della Mogherini si sono moltiplicate in una pioggia di commenti, che ha inondato la politica nostrana.
Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e candidata a sindaco di Roma, le ha trovate «un gesto di debolezza», perchè «quando ci si presenta e si rappresenta l’Europa in una conferenza stampa lo si deve fare con risolutezza».
Il giorno dopo si è accodato il candidato al Campidoglio di Forza Italia, Guido Bertolaso, che ha definito la circostanza «imbarazzante». Infatti «il ministro, come tutta la commissione europea, dovrebbe far vedere che non abbiamo paura e che non ci facciamo intimidire».
Dal Pd lo sferza con zelo il renzianissimo Ernesto Carbone: «Forse preferiva le risate dei suoi amici all’Aquila?».
Dai democrat si levano altre voci. Come quella di Giacomo Portas, eletto nelle liste Pd ma capo del movimento dei moderati, che esprime la sua vicinanza all’Alto Commissario: «Sul pianto di Federica Mogherini c’è una speculazione indegna. Evidentemente lei ha una sensibilità che altri non hanno», mentre Alessia Morani vede nelle lacrime «il segno di una bella umanità ».
Dal centro è Paola Binetti a difenderla: «Non si può che piangere vedendo lo scempio che è stato fatto».
Ed entrano in gioco anche gli altri candidati al Comune di Roma. Alfio Marchini percepisce contro il pianto giordano uno «sciacallaggio elettorale», e Storace twitta: «Non comprendo la polemica sulle lacrime della Mogherini. È successo anche a Obama. È umanità , credo».
Purtroppo il cinismo di un certo modo di fare politica sta facendo perdere ogni coordinata etica a chi pensa che per combattere il terrorismo sia sufficiente spararle grosse ogni giorno.
Alla luce delle lacrime versate a suo tempo da ben altri personaggi politici, da Putin alla Tacher, da Obama a Bush e alla Clinton, lo sciacallaggio di certi politicanti nostrani risulta ancora più miserabile.
(da agenzie)
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Marzo 24th, 2016 Riccardo Fucile
LA MEDIA DEI SONDAGGI SETTIMANALI: PD 32,8%, M5S 24,9%, LEGA 14,1%, FORZA ITALIA 12%, FDI 4,4%, SI 4,2%, NCD 2,9%
La settimana non è stata certo movimentata nelle rilevazioni demoscopiche. 
Tolta infatti Forza Italia che rivede quota 12% gli altri partiti si limitano a piccole oscillazioni .
Verso l’alto, come il PD, o verso il basso come il Movimento 5 Stelle mentre la Lega rimane stabile al 14.1%.
Minimi anche gli spostamenti di Sinistra Italiana e Fratelli d’Italia, quasi appaiati (i primi al 4,2% i secondi poco sopra al 4,4%), mentre il Nuovo Centro Destra di allontana nuovamente da quota 3%.
Le vicende interne al centrodestra premiano solo il partito di Silvio Berlusconi, a due sole lunghezze dalla Lega di Salvini, ferma come Fdi della Meloni.
I problemi di instabilità internazione sembrano invece favorire il Pd di Renzi a scapito dei Cinquestelle.
Torna sotto il 3% invece Area popolare, mentre Sinistra Italiana non decolla dal 4,2%, ben al di sotto di quella che fu Sel dei tempi migliori.
(da agenzie)
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Marzo 24th, 2016 Riccardo Fucile
SE CON IL DUE X MILLE E’ LECITO FINANZIARE UN PARTITO XENOFOBO PERCHE’ NON SI POTREBBE DESTINARE L’OTTO PER MILLE ALLA LIBERTA’ DI CULTO?… LA PROPOSTA DI D’ALEMA E IL DELIRIO DI SALVINI
Soldi dell’otto per mille destinati anche al culto musulmano..
Massimo D’Alema, in un intervista trasmessa questa mattina da ‘Radio Anch’io’ su Radio Raiuno, parlando della difficile integrazione delle comunità musulmane nel tessuto sociale e civile italiano, si è chiesto se non sia il caso di allargare l’accesso all’otto per mille alla religione musulmana.
“In Europa – ha premesso l’ex presidente del Consiglio e ministro degli Esteri – ci sono 40 mln di musulmani. Credo quindi dovremmo fare una riflessione, chiedendoci quale politica di convivenza stiamo facendo. E’ evidente che nell’attuale situazione le persone di cui stiamo parlando, vivono come comunità separate dall’Europa e restano legate ai Paesi di origine. Questo crea delle aree in cui è più facile che possa infiltrarsi la propaganda fondamentalista e anche terrorista”.
“Vorrei che queste persone si sentissero a tutti gli effetti cittadini italiani – ha aggiunto D’Alema – preferirei potessero costruire le loro moschee come si costruiscono le chiese, cioè con il denaro pubblico. In Italia, per la chiesa cattolica, esiste l’otto per mille ma c’è un milione e mezzo di musulmani che non sono riconosciuti e con i quali non abbiamo un’intesa. L’Islam europeo potrebbe essere più aperto e moderno, rispetto a quello fondamentalista che viene da certi paesi.
Ovviamente sulla proposta di D’Alema è intervenuto Salvini: “Veramente D’Alema ha detto questa cosa qui? Siamo alla follia pura, follia pura. Chi non ha ancora capito che l’Islam non è una religione ma usa una religione per imporre una legge illiberale, o è complice o è matto.”
Negando che possa addirittura esistere una religione musulmana e discriminandola di fatto, il dotto esperto in religioni Salvini ha solo confermato quello che sosteniamo da tempo, ovvero che il suo posto è a San Vittore per violazione della legge Mancino.
Con un piccolo dettaglio umoristico: chi nega l’otto per mille a un culto religioso è lo stesso che intasca il due per mille capeggiando un movimento xenofobo.
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Marzo 24th, 2016 Riccardo Fucile
“LA VIOLENZA JIHADISTA E’ PER LORO UN MODO DI AFFRANCARSI DA UNA VITA DI MARGINALIZZAZIONE”
«Anche questa volta abbiamo una coppia di fratelli tra i terroristi. Oggi Khalid e Ibrahim el Bakraoui, come
ieri Salah Abdeslam e suo fratello Brahim. Oppure i due fratelli Kouachi nel caso del massacro a Charlie Hebdo . Si ripete lo stesso modello di radicalismo famigliare, molto intimo, ristretto a piccoli circoli di persone connesse con legami di sangue che si conoscono sin da bambini. È parte integrante di questo nuovo nichilismo che islamizza la radicalizzazione originaria dei suoi adepti».
Olivier Roy commenta per il Corriere le informazioni che giungono da Bruxelles sull’identità dei terroristi.
Professore all’Istituto universitario europeo di Firenze, orientalista e politologo di origine francese, da tempo Roy esamina la crescita di quelli che definisce «nuovi nichilisti» nelle nostre città
Dunque la cellula belga non è molto diversa da quelle che hanno colpito in Francia?
«Fanno parte dello stesso fenomeno. Sono nichilisti puri. Non cercano di costruire nulla. Non scappano in Siria a combattere. Non hanno un loro circolo, neppure cercano di fare proseliti. Vogliono semplicemente uccidere il massimo numero di persone con la massima pubblicità possibile. Tutti vengono dalla criminalità comune. Sino a pochi mesi fa non praticavano la loro religione. A un certo punto si sono radicalizzati in modo estremamente rapido. Dallo spaccio di droga e i piccoli crimini comuni sono passati ad ammirare Isis. Per loro l’ideologia e la pratica della violenza jihadista sono stati un modo per affrancarsi da una vita di marginalizzazione. Non contavano assolutamente nulla e improvvisamente sono diventati importanti, il mondo intero parla di loro».
Un familismo radicale?
«È un fenomeno generazionale, ma non popolare e non sociale. La radicalizzazione avviene tra gruppi minuscoli. Tra fratelli, appunto, ed eventualmente nel circolo degli amici più intimi. Rifiutano il modello offerto dai loro genitori, rifiutano la religione della moschea dove sono cresciuti. Quando scoprono Isis vorrebbero forse spiegarlo ai loro genitori, ma falliscono e si chiudono ancor più dal resto del mondo».
Sono popolari?
«Niente affatto. E a loro non interessa esserlo, si situano ai margini delle loro comunità ».
Però abbiamo visto i ragazzini di Molenbeek tirare pietre contro polizia e giornalisti.
«La popolazione di quei quartieri semplicemente è stanca di intrusioni esterne. Praticamente però nessuno accetta il terrorismo di Isis. Tutt’altro. A tirare pietre sono ragazzini di 14 e 15 anni, o poco più. Ma non si tratta di un fenomeno di massa come a Belfast tre decenni fa. È tipico dei giovanissimi in questo tipo di quartieri. Lo fanno ora, ma lo facevano anche dieci anni fa, ben prima di Isis. I giornalisti ne parlano perchè lo scoprono adesso».
È rilevante il fatto che le loro famiglie siano originarie del Maghreb?
«Certamente. In genere il problema degli immigrati maghrebini, specie di seconda o terza generazione, è che sono vittime della massima perdita di identità culturale. Sono sradicati totali e dunque più proni ad aprirsi alle ideologie più estremiste».
Può spiegare?
«In grande maggioranza turchi, siriani, egiziani e tanti immigrati provenienti dal mondo islamico tendono a mantenere legami forti con i Paesi di origine. Molti vanno nelle loro moschee, guardano i telegiornali dei loro Paesi, ogni tanto tornano per trovare parenti rimasti e amici. Ma nel caso del Maghreb tutto questo non vale, o vale molto meno. In genere le nuove generazioni non parlano più la lingua dei padri, più facilmente di altri perdono l’abitudine delle preghiere o di recarsi alla moschea. Insomma sono deculturalizzati al massimo. E proprio questa totale perdita dell’identità originaria culturale, linguistica, comunitaria e religiosa, li spinge più facilmente di altri a cercare risposte radicali e violente».
Lorenzo Cremonesi
(da “il Corriere della Sera”)
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Marzo 24th, 2016 Riccardo Fucile
IN PASSATO LI AVEVA DEFINITI “SCIMMIE SENZA LEGGE”
“Stop al diritto d’ asilo”, l”Integrazione è genocidio”: affermazioni xenofobe avevano spesso accompagnato i discorsi di Stefan Jagsch, politico del Partito Nazionaldemocratico (NPD) ma sorte ha voluto che a salvargli la vita in un gravissimo incidente d’auto fossero proprio i destinatari delle sue invettive, i migranti siriani.
Secondo quanto riportato dall’Independent martedì scorso due rifugiati che viaggiavano a bordo di un bus hanno avvistato una vettura che era uscita fuori strada e si era schiantata su un albero nei pressi di Bà¼dingen, vicino Francoforte.
Si sono così fermati sul ciglio della strada e hanno prestato i primi soccorsi, aiutando l’uomo ad uscire dalle lamiere.
Jagsch, al momento ancora in ospedale, ha riportato un taglio al volto e la rottura di entrambe le gambe.
“È stato un grande atto di umanità ” ha detto in un’intervista al quotidiano locale Frankfurter Rundschau il politico 29enne, candidato nell’Npd nel suo lander, ringraziando pubblicamente i due siriani per la buona azione.
Un’affermazione insolita per l’esponente del partito di estrema destra, vicino ai gruppi neonazisti e da sempre contrario alle politiche di integrazione di Angela Merkel.
In passato Jagsh è arrivato a definire i migranti “primati senza legge” e “invasori” e a marzo i 16 Lander del Parlamento tedesco hanno chiesto alla Corte Costituzionale di esprimersi sulla messa al bando del partito, considerato pericoloso per l’ordine pubblico.
In alcune occasioni anche la portavoce della cancelliera ha definito anti-costituzionale l’Npd che attualmente conta 5.200 iscritti fa del razzismo, del protezionismo economico e del nazionalismo i propri cavalli di battaglia.
(da “Huffingtonpost“)
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Marzo 24th, 2016 Riccardo Fucile
NEL 2015 IL GRUPPO JIHADISTA HA UCCISO 6.600 PERSONE… IL LEADER IN UN VIDEO SI RIVOLGE AI SUOI SOLDATI: “ARRENDETEVI”
Dopo 7 anni di guerriglia e attentati terroristici in nome della Jihad il leader del gruppo terrorista Boko
Haram, Abubakar Shekau, in un video ha ordinato ai suoi combattenti di arrendersi.
Il capo supremo dell’organizzazione fondamentalista che più ha ucciso nel 2015 nel mondo, 6.644 vittime secondo il Global Terrorism Index, tra Nigeria, Cameroon, Chad e Niger, riapparso con un video in arabo dopo oltre un anno di assenza ha chiesto a Dio di perdonare i peccati commessi durante gli ultimi anni in cui sono morte oltre 20mila persone.
Shekau, su cui si era più volto speculato su una sua possibile uccisione o fuga, sembra in salute, ma notevolmente debilitato e con un tono di voce quasi dimesso.
Solo, con un kalashnikov appoggiato sulla spalla sinistra e una bandiera dello Stato Islamico a lato non sembra più incarnare quel leader che minacciava di uccidere tutti coloro che non avessero aderito al Califfato.
Ancor nessun commento ufficiale da parte del Governo nigeriano, ma l’esercito ha confermato la veridicità del video di sette minuti e alcune fonti militari nei pressi di Maiduguri, roccaforte del gruppo terrorista, hanno lasciato trapelare che si tratterebbe di «un evidente messaggio di ritirata».
L’esercito nigeriano ha solo fatto sapere che le operazioni per smantellare i fondamentalisti proseguono e che i terroristi sono liberi di arrendersi.
Nelle ultime settimane le operazioni dei militari nigeriani si erano intensificate e molti terroristi erano stati uccisi o catturati.
Numerosi anche gli ostaggi liberati. Tuttavia la loro presenza sul territorio rimane forte.
Nello stato di Adamawa, uno dei più colpiti dall’insorgenza che ha creato 2,5 milioni di sfollati, sono state rapite 16 donne.
Lorenzo Simoncelli
(da “La Stampa”)
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