Novembre 5th, 2016 Riccardo Fucile
I PRECEDENTI: DAGLI AUGURI DI MORTE ALLA CIRINNA’ AL TERREMOTO DELL’AQUILA
Radio Maria annuncia oggi sul suo sito di aver sospeso la trasmissione di Padre Giovanni Cavalcoli
per le infami parole sul terremoto come castigo divino.
La decisione è ipocrita. La radio si è infatti mossa soltanto dopo il richiamo del Vaticano, mentre prima non ha fatto nulla se non correggere i media che avevano tirato in ballo il suo direttore Don Livio Fanzaga.
Oggi infatti, a distanza di appena cinque giorni dai fatti, Radio Maria si accorge di ritenere «inaccettabile la posizione di Padre Giovanni Cavalcoli riguardante il terremoto e lo sospende con effetto immediato dalla sua trasmissione mensile.Tale posizione non è in linea con l’annuncio della misericordia che è l’essenza del cristianesimo e dell’azione pastorale di Papa Francesco. Radio Maria si scusa se tali espressioni possono aver offeso la sensibilità dei fratelli terremotati ed esprime loro piena solidarietà e vicinanza nella preghiera. Radio Maria assicura, come già in passato, i collegamenti di preghiera con le zone terremotate per far sentire loro la vicinanza di tutta la Chiesa».
Perchè se ne è accorta cinque giorni dopo?
Perchè ieri si è lamentato il Vaticano: ieri infatti monsignor Angelo Becciu, sostituto alla segreteria di Stato, ha detto che quelle sul terremoto come castigo divino “Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede”.
Becciu ha spiegato che si tratta di affermazioni “datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perchè contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo”. “I terremotati ci perdonino, a loro solidarietà del Papa”.
Monsignor Becciu è uno dei prelati più vicini a Papa Francesco: per questo, e soltanto per questo, Radio Maria oggi interviene per sospendere la trasmissione di Cavalcoli.
Ma cosa aveva fatto Radio Maria l’altro ieri?
Aveva pubblicato una nota su Facebook nella quale curiosamente non faceva nemmeno il nome del “conduttore esterno” che parla “a titolo personale” sulla radio cattolica (evidentemente all’insaputa di Gesù).
Da parte dell’emittente di Don Livio Fanzaga era arrivata soltanto la precisazione su chi fosse stato a dire quelle parole orribili.
Don Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, non si è accorto nemmeno tre giorni dopo che erano state pronunciate che quelle parole erano “inaccettabili e non in linea con l’annuncio della misericordia” (aveva soltanto scritto che non rispecchiavano il pensiero di Radio Maria).
Se ne è accorto soltanto quando è arrivato un segnale forte dal Vaticano. E se quel segnale non fosse arrivato non se ne sarebbe “accorto” mai
I precedenti di Radio Maria
Questo perchè le parole “al di fuori della misericordia” di Cavalcoli sono molto simili a quelle pronunciate da Don Livio Fanzaga nei confronti di Monica Cirinnà all’epoca dell’approvazione della legge sulle Unioni Civili:
Nel febbraio scorso Don Livio Fanzaga su Radio Maria augurò la morte a Monica Cirinnà , relatrice del testo della legge sulle Unioni Civili: «…(la Cirinnà )…che adesso brinda a Prosecco, eh eh, alla vittoria. Signora, arriverà anche il funerale, stia tranquilla. Glielo auguro il più tardi possibile, ma arriverà anche quello».
Non solo: quando le Iene mostrarono qualche tempo fa un video in cui si dimostravano una serie di violenze nei loro confronti, l’emittente che continua a portare il nome del Vaticano ne pubblicò un altro dal quale si evinceva… che le cose erano andate proprio come avevano raccontato le Iene.
Senza alcuna vergogna e con sprezzo della realtà , Radio Maria continua da anni a finire sui giornali per storie di questo genere: nel 2009 in occasione del terremoto in Abruzzo e in occasione dello tsunami del dicembre 2004 si parlava sempre di “castigo divino”
Il Vaticano, invece di dissociarsi, dovrebbe capire che è il momento di dire basta. Perchè Padre Cavalcoli non ha fatto niente altro che seguire la linea editoriale dell’emittente.
E il pesce di solito puzza dalla testa.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 5th, 2016 Riccardo Fucile
RADIO MARIA SI SCUSA… LA CEI: “GIUDIZIO DI UN PAGANESIMO SENZA LIMITI”
“Radio Maria ritiene inaccettabile la posizione di padre Giovanni Cavalcoli riguardante il terremoto e lo sospende dalla sua trasmissione mensile”.
Lo afferma una nota di Radio Maria, l’emittente cattolica di Erba ai cui microfoni il frate domenicano, noto per le sue posizioni tradizionaliste, aveva affermato che il terremoto sta punendo il nostro paese perchè sono state approvate le unioni civili tra persone dello stesso sesso
“Tale posizione non è in linea con l’annuncio della misericordia che è l’essenza del cristianesimo e dell’azione pastorale di papa Francesco”, chiarisce nella nota l’emittente radiofonica a poche ore dalla ferma condanna del Vaticano che prendendo le distanze da quanto detto dallo speaker ha definito “deplorevoli” le affermazioni mandate in onda.
“Radio Maria si scusa se tali espressioni possono aver offeso la sensibilità dei fratelli terremotati ed esprime loro piena solidarietà e vicinanza nella preghiera. Radio Maria assicura, come già in passato, i collegamenti di preghiera con le zone terremotate per far sentire loro la vicinanza di tutta la Chiesa”, spiega l’emittente.
La propria posizione fra l’altro padre Cavalcoli l’ha ribadita anche dopo le polemiche che si sono levate dal Vaticano, da parte dei vescovi dei paesi colpiti dal forte sisma e dal mondo laico.
A La Zanzara, trasmissione condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo su Radio 24 spiega: “Risentendo le mie parole, tutto sommato è un’opinione legittima. Si può pensare che il terremoto possa essere un richiamo, un castigo… Le unioni gay sono un peccato? Si capisce… Un omosessuale è una persona che pecca contro natura. Due uomini che stanno insieme cosa sono? Peccatori”, continua.
“Ha letto la storia di Sodoma e Gomorra? Perchè vengono castigate? Per i peccati. Il castigo esiste, senz’altro. Semplicemente, sono peccati che meritano il castigo divino, non dico niente di nuovo”
Anche la Conferenza Episcopale italiana si schiera con il Vaticano: “La stessa emittente ha per fortuna preso le distanze da questo giudizio che abbiamo potuto leggere.
È un giudizio di un paganesimo senza limiti” commenta monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei.
(da agenzie)
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Novembre 5th, 2016 Riccardo Fucile
CON LORO ANCHE IL CANADESE RAPITO NELLE STESSE CIRCOSTANZE
Danilo Calonego e Bruno Cacace, i due tecnici italiani rapiti in Libia lo scorso 19 settembre, sono
stati liberati.
La Farnesina comunica che i due “Hanno fatto rientro in Italia nelle prime ore di questa mattina con un volo dedicato”.
Con loro era stato rapito anche l’italo-canadese Frank Boccia, liberato con i due connazionali. I tre lavoravano per l’azienda piemontese Con.I.Cos. e al momento del rapimento erano in servizio all’aeroporto della cittadina libica.
“Stiamo bene e non abbiamo subito violenze” dichiarano gli stessi due tecnici.
“Una bella soddisfazione per l’Italia, e soprattutto per le famiglie” dice il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, ricordando poi che i lavoratori in Libia “sono sempre a rischio”.
“Noi crediamo di dare sempre tutte le informazioni possibili sulla Libia dove tutti sanno che si lavora in condizioni particolarmente difficili per la sicurezza”.
“Finalmente è un buongiorno. So che mio fratello è libero e sono felice. Non l’ho ancora sentito. Aspettiamo tutti il suo ritorno”, dice Daniela Calonego, sorella di Danilo Calonego dice di essere stata avvertita dalla Farnesina della conclusione positiva della vicenda.
“Sono contenta, veramente contenta. È da quel 19 settembre che non avevamo più notizie di lui. Non so quando tornerà a casa ma l’aspettiamo”.
“Sono felice per questa bella notizia che ci dà sollievo dopo tanti giorni di apprensione” dichiara il sindaco di Borgo San Dalmazzo, Gian Paolo Beretta, “organizzeremo una bella festa”.
“La vicenda si è conclusa grazie alla efficace collaborazione delle autorità locali libiche”, prosegue la nota del ministero degli Esteri italiano.
Secondo una fonte della sicurezza libica di alto livello, i tecnici sarebbero stati liberati dalle forze di sicurezza del Consiglio presidenziale della Libia.
La fonte parla di un’operazione di intelligence del Consiglio Presidenziale. Il capo del consiglio comunale della città di Ghat dice che “gli occidentali liberati sono in buona salute”.
Gentiloni rivolge un “sentito ringraziamento” alle “diverse figure dello Stato che hanno collaborato, dall’intelligence all’unità di crisi della Farnesina: “Voglio ringraziare inoltre le autorità libiche locali, parliamo di una zona a Sud della Libia, che hanno dato una mano. Infine anche la collaborazione che abbiamo avuto con gli apparati di sicurezza canadesi”.
Dal giorno del sequestro, a ieri notte, quando sono stati liberati a 300 km da Ghat, nel sud della Libia, Calonego e Cacace con il collega italo-canadese Frank Poccia sono stati sempre insieme, nella mani di un’unica di banda di criminali comuni, che non aveva alcuna matrice religiosa.
Lo hanno raccontato i tre ex ostaggi al pm Sergio Colaiocco che li ha sentiti in una caserma dei carabinieri del Ros. “I nostri rapitori non erano jihadisti – hanno spiegato al magistrato -, bevevano alcool e neppure pregavano”.
(da “La Repubblica”)
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