Marzo 9th, 2018 Riccardo Fucile
UNA SOCIETA’ CHE CONOSCE IL BISOGNO SE HA FAME SI METTE IN FILA SENZA DIRE “PRIMA IO”
Restiamo stupìti quando vediamo i nostri beniamini del calcio vivere un dolore comune al nostro.
Vederli piangere al funerale ci commuove al punto da salutare con un applauso quel loro gesto di umanità , così simile al nostro eppure incredibilmente così inaspettato, enorme, straordinario.
Sono campioni e le loro vite si svolgono secondo riti che ci appartengono nei limiti della cornice prestabilita: loro protagonisti e noi spettatori, loro campioni e noi tifosi, un po’ più che adulatori un po’ meno che compagni di viaggio. Pari, noi e loro, non siamo.
Così accade quando uno di essi, è capitato qualche settimana fa a Mertens, l’attaccante del Napoli, destina una briciola del suo tempo e una briciola del suo benessere a chi è sfortunato, diseredato.
Questo stesso atto di generosità compiuto da un nostro amico o conoscente non produce affatto lo stupore e l’ammirazione che riversiamo al nostro campione.
E la ragione è appunto che lui è un campione e noi no. Lui è ricco e noi no. Lui è estraneo ai patimenti, noi purtroppo no.
Chi conosce il bisogno è più disponibile alla generosità , quella minuta e trascurabile e quella più rilevante e straordinaria.
È in qualche modo allevato all’idea che il bisogno sia compagno di vita e destino comune. Colui che è ricco, affrancato dunque dal bisogno, ha una percezione diversa della solidarietà e degli obblighi che ne derivano.
Vive la solitudine, perchè la propria fortuna è merito esclusivo del proprio talento, e deve anzi tutelarla dagli attacchi (le tasse? i ladri? la malattia), è più piegato dentro il confine esclusivo dei suoi impegni e delle sue frequentazioni.
Una società che conosce il bisogno finisce però per essere più giusta e rispettosa.
Se ha fame si mette in fila senza dire: prima io.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: povertà | Commenta »
Marzo 9th, 2018 Riccardo Fucile
IL SINDACO DI AMATRICE NEGA DI ASPIRARE A UN POSTO IN GIUNTA IN REGIONE
“Penso che quelli relativi ai numeri della maggioranza in consiglio regionale siano problemi
dell’attuale presidente (Nicola Zingaretti, ndr). Chiaramente tra noi non potrà mai esserci una convergenza a 360 gradi, ma valuteremo punto su punto, andremo a vedere quale sarà il suo programma”.
Apre a possibili convergenze il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, già candidato alla presidenza della Regione Lazio e neo-consigliere eletto nell’emiciclo della Pisana, parlando al Corriere di Rieti in merito ad una possibile convergenza con il governatore, Nicola Zingaretti, nella prossima attività consiliare dove la coalizione di centrosinistra si troverà senza una chiara maggioranza tra le forze politiche.
Quella di Pirozzi è una “apertura parziale”, che, per stessa ammissione del primo cittadino del paese reatino distrutto dal terremoto del 2016, non prevede posti nella giunta regionale.
“Ma davvero pensate che abbia fatto tutto questo, subendo quello che sto subendo, per fare l’assessore regionale? – ha proseguito Pirozzi – io credo che la gente mi conosca, e questo si è visto anche dai risultati straordinari che abbiamo ottenuto senza un partito e senza nessuno dietro. Sono sempre rimasto coerente. Se avessi avuto questo tipo di obiettivi personali oggi sarei sicuramente altrove, in Parlamento magari, e in più non mi sarei fatto nemici, vivendo molto più tranquillamente, ma non avrei avuto rispetto per la mia gente e la mia storia. Con Zingaretti andremo a vedere se, ad esempio, ci sarà attenzione per le problematiche legate al terremoto – ha detto ancora Pirozzi – per la defiscalizzazione di 15 aree nel Lazio, per il sostegno agli over 50, per una sanità diversa con i direttori generali, non più nominati dal presidente ma da organismi esterni.
Insomma, per tutti quei temi che erano nel nostro programma elettorale che è stato votato da più di 152 mila persone nella nostra Regione. Se ci sarà convergenza lo sarà punto su punto, sui temi”.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: elezioni | Commenta »
Marzo 9th, 2018 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO PRONTO A CORRERE PER LA SEGRETERIA DEL PARTITO
Dopo le dimissioni di Matteo Renzi, c’è grande fibrillazione nel Partito democratico. Dopo l’iscrizione al partito del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che ha fatto pensare a una sua implicita candidatura alla futura leadership del partito, scende in campo in maniera chiara Nicola Zingaretti, appena rieletto presidente della Regione Lazio.
Un congresso del Pd con tema “l’articolo 3 della Costituzione, l’uguaglianza” che sia “aperto e unitario” dove “io ci sarò, anche alle primarie non escludo nulla”.
Sono queste le parole di Zingaretti in un’intervista a Repubblica
Merito “anche di un progetto politico che nel Lazio ha unito tutta la sinistra. Abbiamo fatto l’accordo con Liberi e Uguali, avevamo con noi i sindaci, le liste civiche e, soprattutto, i giovani. È un modello che rilancia lo spirito dell’Ulivo. Ed è il modello che vorrei proporre a livello nazionale”.
Non “quell’Ulivo, che è il passato, ma la sua ambizione sì, lo spirito innovativo, la voglia di stare insieme e di vincere insieme”.
“La parola rifondazione è un altro dèjà vu. La mia parola è rigenerazione – dice Zingaretti – non solo del Pd, ma di tutta la sinistra. E senza accordi calati dall’alto, ma aprendo un grande confronto, vero e forte”.
Poi insiste:
Dobbiamo stare all’opposizione. Non siamo stati noi a deciderlo, ma gli elettori. Chi ha vinto provi a governare. Mi pare che i 5 stelle, in quella che io chiamo la loro istituzionalizzazione , abbiano capito che il vaffa non è un buon metodo di governo: hanno cavalcato la rabbia, vedremo se sanno anche governarla. La destra pensa invece che la rabbia abbia bisogno di un colpevole da punire: il nero, l’immigrato, il diverso. Noi dobbiamo stare all’opposizione per elaborare una proposta rigenerante che torni ad offrire un orizzonte alla rabbia, la trasformi in progetto politico, in una nuova speranza
Su Camera e Senato
“si dovrebbero tenere lontane queste nomine dalla trattativa per il governo, evitare accordi sotto banco. Io ho già il mio da fare per la presidenza del Consiglio regionale.”
(da agenzie)
argomento: Partito Democratico | Commenta »