Febbraio 18th, 2020 Riccardo Fucile
UFFICIALE DI MACCHINA, E’ UNO DEI 34 ITALIANI A BORDO… NE RESTERANNO 11, COMPRESO IL COMANDANTE
Andrea Nardini ha 21 anni, è uno dei 34 italiani a bordo della Diamond Princess, la nave da crociera ferma da giorni in Giappone a causa dell’emergenza coronavirus. Giorno dopo giorno il bilancio delle persone risultate positive sulla nave peggiora, ma nonostante questo Andrea, allievo ufficiale di macchina, vorrebbe restare.
Non salirà a bordo dell’aereo che porterà 22 italiani a Roma. Insieme a lui ne resteranno altri 11, compreso il capitano.
«Il mio grado prevede di completare 12 mesi a bordo, se riesco potrei diventare terzo ufficiale di macchina. Non so se vale la pena partire», dice in un’intervista a La Stampa. Con i genitori che vivono a Lavagna, in Liguria, riesce a parlare quando la connessione Internet è buona. «Altrimenti trascorro il tempo guardando film, purtroppo non possiamo più accedere alla palestra», dice.
Descrive l’atmosfera a bordo positiva. «Siamo seguiti dalle autorità giapponesi e dalla compagnia e questo ha permesso alla situazione di non degenerare. Nel mio dipartimento ci sono dieci italiani, quasi tutti non vedono l’ora di rientrare». Ma non Andrea, anche se si dice «combattuto», tornerebbe solo per «tranquillizzare mamma e papà ».
All’inizio ammette di aver avuto paura: «La notizia è stata un trauma, poi mi sono detto che il rischio era basso e che non dovevamo andare in panico. Ho cercato di mantenere la testa lucida. Oggi va meglio, sono più tranquillo».
Il coronavirus non gli fa più paura, il giovane ufficiale non ha contatti con i passeggeri: «Come macchinista già normalmente ho pochi contatti con il resto della nave, adesso si sono azzerati».
Sono 34 gli italiani a bordo della nave. Il 35esimo, risultato positivo, è appena rientrato negli Usa dove vive insieme alla moglie americana.
Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, saranno rimpatriati in 22, dodici rimarranno sulla nave, compreso il capitano Gennaro Arma.
Attualmente sono saliti a 454 i casi di contagio sulla nave.
(da Open)
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Febbraio 18th, 2020 Riccardo Fucile
GIOVEDI’ DOVREBBERO ARRIVARE IN ITALIA 22 ITALIANI, ALTRI 12 RESTERANNO A BORDO
Sale il numero dei casi di coronavirus sulla nave da crociera ferma al largo del Giappone. Sono 88 i
nuovi contagi positivi al Covid19 dopo gli ultimi test effettuati fra le persone a bordo della Diamond Princess. Sale così a 542 il numero delle persone contagiate a bordo.
Una notizia che arriva proprio quando sta per finire la quarantena per i passeggeri sani da giorni bloccati a bordo della nave.
Il processo di sbarco per chi è risultato negativo dovrebbe iniziare domani, 19 febbraio e completarsi entro tre giorni. Lo ha detto il ministro della Salute, Katsunobu Kato, confermando che i test sono stati condotti su tutti i circa 3.200 passeggeri della nave, e gli esiti dei laboratori sulla totalità degli occupanti verranno resi noti entro venerdì.
Giovedì dovrebbero arrivare in Italia i 22 italiani a bordo della Diamond Princess, altri 12 resteranno a bordo, incluso il capitano. Un italiano è risultato positivo al virus, è stato rimpatriato negli Stati Uniti, dove è residente con la moglie americana.
Il numero delle vittime da coronavirus sale a 1873, secondo i dati della Johns Hopkins University. Supera i 70mila il numero dei contagiati. Sale anche il numero delle persone dimesse dagli ospedali. Secondo Reuters, i medici di Shanghai starebbero usando infusioni di plasma sanguigno da persone che si sono riprese dal coronavirus per curare coloro che ancora combattono l’infezione.
È stata confermata la morte di Liu Zhiming, direttore del Wuchang Hospital di Wuhan. L’uomo è morto all’età di 51 anni a causa del coronavirus. Già nella serata di ieri, 17 febbraio, era circolata la notizia della sua morte, poi smentita come nel caso di Li Wenliang, morto anche lui per il virus.
La Cina per far fronte all’epidemia ha deciso di togliere i dazi sull’import di alcuni beni come le attrezzature mediche Usa che includono monitoraggio del paziente, trasfusioni di sangue e strumenti per misurare la pressione del sangue. HSBC Bank, una delle maggiori organizzazioni bancarie e di servizi finanziari al mondo, ha lanciato un allarme: la crisi coronavirus potrebbe pesare sul 2020.
La più grande banca in Europa per asset ha dichiarato una svalutazione dell’avviamento di 7,3 miliardi, principalmente per le attività europee di investment banking e commercial banking. E ha detto che «continuerà a monitorare il recente scoppio del coronavirus che sta causando turbolenze economiche a Hong Kong e in Cina e potrebbe influire sulla performance del 2020».
(da Open)
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Febbraio 18th, 2020 Riccardo Fucile
TRE DI LORO AVREBBERO FATTO RIENTRO IN ITALIA
Tra le centinaia di persone sbarcate in Cambogia dalla nave da crociera Westerdam, che trasportava una persona risultata poi positiva al coronavirus, c’erano cinque italiani, alcuni dei quali potrebbero essere tornati in Italia.
La notizia, anticipata dal corrispondente di Repubblica, è stata confermata all’agenzia di stampa Ansa. I cinque, tre italiani e due italo-brasiliani, sarebbero sbarcati senza effettuare test per il virus e senza alcuna forma di quarantena.
Si tratterebbe della prima falla nel sistema dei controlli. Ora tutti i Paesi di appartenenza delle persone sbarcate stanno cercando di rintracciare i propri cittadini perchè si teme il contagio.
Due dei cinque italiani sarebbero tornati in Brasile. Ma gli altri tre con ogni probabilità sono tornati in Italia.
La scoperta che a bordo della nave ci fosse anche un caso di contagio è successiva allo sbarco. La nave, con circa 2000 persone a bordo, dopo diversi giorni in mare è stata fatta attraccare nel porto di Sihanoukville, in Cambogia, dopo che la compagnia aveva assicurato che non ci fossero persone infette a bordo.
Ma poche ore dopo è risultata positiva una cittadina americana di 83 anni. Ora sulla nave, dove sono rimasti ancora a bordo circa mille persone, è partita la psicosi da coronavirus. La Holland America, proprietaria della Diamond Princess ferma in Giappone, ha offerto il suo aiuto nella gestione dell’emergenza.
(da Open)
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